Sistemi Rappresentazionali e CNV: il metodo “VAK” – Copia Originale

 

In alcuni articoli precedenti abbiamo parlato di Mirroring (https://www.copiaoriginale.it/mirroring-rispecchiare-altro/) e di Rapport (https://www.copiaoriginale.it/creare-rapport-laltro-2/) per entrare in empatia e comunicare con gli altri in modo efficace; è possibile applicare tale tecniche in maniera più precisa unendo a esse la conoscenza dei sistemi rappresentazionali (VAK).

I sistemi di rappresentazione sensoriali (o stili di apprendimento) si riferiscono ai processi sensoriali che regolano il comportamento. Tutti noi interpretiamo la realtà e ci esprimiamo usando i cinque sensi: l’utilizzo di un particolare senso dominante definisce il nostro stile di apprendimento come Visivo (V), Auditivo (A) e Cinestesico (K).

  • I Visivi (V) pensano e si esprimono per immagini, sono dinamici, parlano e si muovono rapidamente con un respiro veloce, usano molto contatto visivo. Hanno una gestualità veloce e ampia, guardano spesso in alto.
  • Gli Auditivi (A) preferiscono suoni e parole, si focalizzano sulla logica e sui concetti, a volte girano la testa di lato per ascoltare meglio. Parlano in maniera sciolta e melodiosa scegliendo attentamente le parole, respirano regolarmente e spesso guardano di lato o in basso a sinistra (dialogo interno).
  • I Cinestesici (K) utilizzano principalmente gli altri tre sensi (tatto, gusto e olfatto) e sono focalizzati su emozioni e sensazioni. Si muovono e respirano lentamente, parlano con ritmo lento e volume basso.
    Gesticolano poco e utilizzano poco il contatto visivo, spesso guardano in basso a destra (memoria cinestesica) e utilizzano il contatto fisico con gli altri o rivolto verso oggetti o se stessi.

 

Francesco Di Fant

 

Sistemi rappresentazionali e CNV: il metodo “VAK”

 

Perché si tengono gli occhi socchiusi? – Copia Originale

 

Osservando il Linguaggio del Corpo altri si può notare che ogni tanto si tende a stringere gli occhi e a tenerli socchiusi. Tenere gli occhi stretti (o socchiusi) spesso serve a proteggersi da una luce intensa, o dall’acqua di un temporale così come dalla sabbia in una spiaggia ventosa.

Un altro aspetto interessante di questo atteggiamento è relativo all’espressione dei sentimenti, chi tiene spesso gli occhi stretti potrebbe avere difficoltà a esprimere i sentimenti più profondi. Gli occhi vanno considerati come una porta d’accesso e d’uscita del nostro corpo e della nostra mente.

Ridurre la possibilità di comunicazione, di scambio con l’ambiente esterno può segnalare una predisposizione alla difesa del proprio mondo interiore, psicologico ed emozionale (persone timide, coscienziose e riservate). Socchiudere gli occhi è un modo per non vedere ciò che ci circonda, inoltre dà anche la possibilità di avere un maggior controllo delle proprie reazioni emotive.

Il fatto (volenti o meno) di esternare in maniera meno intensa i propri sentimenti è un logico riflesso di questo atteggiamento nei confronti della vita stessa e del mondo esteriore, visto più spesso come una minaccia che come un’opportunità da queste persone.

Tenere chi occhi socchiusi è anche un particolare dell’emozione della rabbia; inoltre stringere le palpebre può segnalare uno sforzo per concentrarsi meglio, spesso in presenza di rumori o quando si è concentrati per cogliere un concetto difficile da comprendere.

 

Francesco Di Fant

 

Perché si tengono gli occhi socchiusi?

 

Segnali di Menzogna: gli accessi oculari – Copia Originale

 

Un modo per individuare una possibile menzogna osservando il Linguaggio del Corpo altrui è quello di controllare gli accessi oculari della persona che stiamo analizzando.

Secondo le teorie neurofisiologiche sulla “lateralizzazione emisferica”, la divisione dei compiti nei due emisferi del cervello, lo psicologo statunitense William James ha messo in luce che è possibile verificare quale tipo di pensiero viene attivato tramite il movimento inconscio delle pupille; gli spostamenti degli occhi sono il segnale che si sta accedendo a una specifica parte del cervello.

  • In linea di massima, un destrimano che guarda a destra accede alla parte del cervello dedicata alla fantasia e all’immaginazione, mettendo così in funzione la parte creativa e inventando un evento o un dettaglio di un racconto;
  • Un destrimano che guarda a sinistra accede all’area del cervello in cui risiedono la memoria e le funzioni logiche. Si ricorda qualcosa che è effettivamente avvenuto in passato, come entrare in un archivio da cui recuperare dati che ci interessano.

Quanto detto vale principalmente per i destrimani; sembra che una buona parte dei mancini inverta la posizione destra e sinistra dei segnali oculari, in ogni caso è utile effettuare delle “domande sonda” per osservare in quale direzioni guardi va lo sguardo quando si ricorda un dettaglio.

Sembra che la maggior parte delle popolazione mondiale sia destrimana, va anche detto che non esistono mancini o destrimani puri ma che tutti compiano una parte delle azioni con il lato meno dominante.

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: gli accessi oculari

 

Robin Sharma: il Linguaggio del Corpo della semplicità – CoachMag n.39

 

Come terzo “ospite” del nostro appuntamento dedicato all’analisi del Linguaggio del Corpo dei coach più famosi abbiamo scelto il noto coach canadese Robin Sharma. Prima professore di diritto e poi avvocato, ha lasciato la strada della giurisprudenza per diventare uno dei massimi esperti mondiali di leadership e di sviluppo personale; autore di numerosi libri bestseller è tra gli scrittori più letti del mondo e amministratore delegato della società internazionale di consulenza e formazione “Sharma Leadership International”.

SEMPLICITA’ E PRECISIONE:

Iniziamo analizzando alcuni dettagli del suo look che comunica semplicità e pulizia. Appare magro, con la testa rasata e senza barba, indossa sempre una t-shirt o una camicia nera con lo sfondo bianco nei suoi video e non fa uso di accessori come bracciali e collane (raramente indossa un orologio, ovviamente nero e di piccole dimensioni). Queste scelte minimaliste focalizzano l’attenzione sui suoi messaggi verbali e non verbali, rinforzando il senso di essenzialità e di concretezza dei concetti che condivide con gli altri…

(Continua su COACHMAG n.39 con l’analisi di semplicità, precisione, energia e apertura di Robin Sharma –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.39, Anno 9, Maggio 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Segnali di Menzogna: chiusura e “cut-off” – Copia Originale

 

Il grado di apertura o di chiusura del Linguaggio del Corpo del nostro interlocutore può essere un buon indicatore della veridicità delle sue parole, osservando il corpo altrui è utile porre l’attenzione su alcuni gesti che possono indicare chiusura e, di conseguenza, un tentativo di menzogna:

  • segnali di cut-off: con questo termine inglese si intende una pausa nella comunicazione con un interruzione del contatto degli organi di senso. Quando si parla, ad esempio, abbassare improvvisamente gli occhi interrompendo il contatto visivo è un segnale di cut-off, anche coprire con le dita o con la mano un occhio, un orecchio, il naso o la bocca possono essere considerati sospetti segnali di menzogna;
  • spalle chiuse o braccia incrociate: una persona che mentre parla chiude le spalle verso l’interno del busto o incrocia le braccia potrebbe indicare chiusura rispetto al suo interlocutore, questi gesti rappresentano una protezione inconscia degli organi situati nel petto;
  • mento basso: tenere il mento basso o abbassare il mento mentre si parla o si ascolta è da considerarsi come un segnale di chiusura e di protezione di una zona molto sensibile del corpo come la gola;
  • mani in tasca: mettere le mani in tasca può significare chiusura o imbarazzo nella comunicazione interpersonale, se però i pollici rimangono fuori dalle tasche potrebbe essere, al contrario, un segnale di sicurezza;
  • gambe incrociate: incrociare le gambe equivale a un tentativo inconscio di proteggere la zona dei genitali.

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: chiusura e “cut-off”

 

Segnali di Menzogna: disagio e tensione – Copia Originale

 

Tra i diversi indizi di menzogna nella Comunicazione Non Verbale ci sono alcuni segnali che sono riconducibili a uno stato di disagio o di tensione del bugiardo:

  • un’intensa attività nervosa e muscolare (chiamata ipercinesi) relativa a mani e piedi, alcuni di questi sono gesti molto comuni: tamburellare con le dita, mangiarsi le unghie, battere il tempo con gambe e piedi;
  • gesti di manipolazione e auto-manipolazione: possono indicare tensione tutti i gesti con cui si manipola un oggetto o quando si tocca il proprio corpo. In particolare bisognerebbe fare attenzione ai gesti di auto-contatto con il viso che indicano maggiore disagio, se il contatto è in corrispondenza degli organi di senso (bocca, naso, occhi, orecchie) può indicare un alto livello di tensione;
  • fate attenzione alla zona della bocca: questa area del viso in presenza di tensione è soggetta a contrazioni della muscolatura delle labbra o intorno a esse, anche mordere le labbra può essere un indizio rilevatore della menzogna;
  • gesti di allontanamento o distanziamento: oscillare il corpo all’indietro, piegare il busto all’indietro, fare un passo indietro per prendere le distanze dall’altro;
  • segnali fisiologici di disagio e tensione, quando si mente a volte il corpo produce delle sostanze che possono produrre delle modificazioni involontarie: eccesso di calore, rossore e sudorazione, prurito, salivazione diminuita che provoca una frequente umidificazione delle labbra e una deglutizione più visibile e rumorosa.

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: disagio e tensione

 

Segnali di Menzogna: gambe e piedi – Copia Originale

 

Gambe e piedi sono la parte del corpo più lontana dal cervello e meno “controllabile” a livello razionale, di conseguenza risulta la parte più “istintiva” del corpo e può essere utile osservarla per rilevare eventuali segnali di menzogna:

se gambe e piedi non sono orientati verso l’interlocutore ma verso un altro “punto di fuga” può essere considerato un segnale di menzogna

se l’altra persona inizia a battere i piedi può essere un segnale di nervosismo e indicare la presenza di una bugia

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: gambe e piedi

 

CNV: consigli per riconoscere Coach e trainer “improvvisati” – CoachMag n.38

 

Nel vasto mondo della formazione e del Coaching è possibile imbattersi in corsi o in docenti che alla fine dei conti si rivelano, al di là della pubblicità e dei proclami personali, “tutto fumo e niente arrosto”. Trainer e coach improvvisati compaiono di continuo nel panorama italiano della Formazione e del Coaching, provando a convincere con pubblicità e offerte a effetto qualche “ignaro” cliente.

Un buon Coach dovrebbe possedere sia il giusto bagaglio di conoscenze che un comportamento adeguato. Oltre alla verifica dei titoli e del percorso formativo del Coach in questione, come è possibile riconoscere un trainer impreparato da un vero Coach professionista? Oltre a fare giustamente affidamento sul nostro istinto, quali segnali del corpo si possono osservare per comprendere la validità e la preparazione di un Coach? In questo caso la Comunicazione Non Verbale può esserci di grande aiuto per riconoscere con più precisione la reale validità di un Coach.

 

DISINTERESSE E SCARSA ENERGIA:

I primi indizi che possiamo osservare per valutare l’adeguatezza o meno di un Coach sono l’assenza o carenza di contatto visivo e un’eccessiva distanza fisica con il suo interlocutore: questi infatti sono da considerarsi entrambi segnali di una scarsa propensione al “contatto” psicologico

(Continua su COACHMAG n.38 con l’analisi di disinteresse, scarsa energia, tensione, indecisione e chiusura dei “fuffa Coach” –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.38, Anno 9, Marzo 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Segnali di Menzogna: le mani – Copia Originale

 

Per riconoscere una menzogna osservando il Linguaggio del Corpo altrui, bisognerebbe prestare particolare attenzione ai gesti effettuati con le mani:

  • nascondere le mani (in tasca o dietro la schiena) può essere un gesto legato alla timidezza ma anche alla menzogna, infatti tale gesto può segnalare che si ha “qualcosa da nascondere”
  • la presenza o l’aumento dei gesti manipolatori (gesti con cui si entra in contatto con il proprio corpo o con un oggetto) può indicare la presenza di una menzogna

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: le mani

 

Segnali di Menzogna: il volto – Copia Originale

 

Il nostro corpo invia molti segnali all’esterno e, tra questi, anche i cosiddetti “segnali di menzogna”: piccoli o grandi gesti che possono indicare la presenza di una bugia. Cosa dovremmo osservare sul volto altrui?

– l’asimmetria delle espressioni facciali può indicare la falsificazione o il controllo delle emozioni, le emozioni sincere appaiono simmetriche sul viso

– uno sguardo carente (evitare il contatto visivo) o eccessivo (fissare l’altro per controllarlo) possono essere segnali di menzogna

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: il volto

 

Marie Forleo: il Linguaggio del Corpo al femminile – CoachMag n.37

 

Torna sulle pagine di CoachMag l’analisi del Linguaggio del Corpo di Coach famosi, in questo numero parliamo di Marie Forleo, eclettica Coach americana dalle molte passioni. Marie, infatti, è ballerina professionista, life Coach, motivational speaker, autrice e conduttrice del web show “Marie TV” e fondatrice della scuola online di business e sviluppo personale “Marie Forleo’s International B-school”.

Esistono numerosi video di Marie Forleo su internet, a partire dal suo canale web “Marie TV” fino ai tantissimi video presenti su Youtube. E’ spesso ospite di noti programmi televisivi americani e la conduttrice Oprah Winfrey l’ha definita “una leader di pensiero della prossima generazione”.

 

ENERGIA E GESTUALITA’ AL FEMMINILE:

A prima vista Forleo appare subito come una persona energica e solare, che sa mettere gli altri a proprio agio regalando spesso il suo ampio sorriso a chi la guarda, risulta molto comunicativa con una spiccata espressività facciale e una ricca gestualità, elementi peraltro tipici del linguaggio del corpo femminile…

(Continua su COACHMAG n.37 con l’analisi di energia, femminilità, accoglienza e incisività di Marie Forleo –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.37, Anno 9, Gennaio 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Pupille e Linguaggio del Corpo – Copia Originale

 

La modificazione delle pupille, impossibile da controllare, può essere un importante segnale del corpo:

– L’ingrandimento delle pupille (midriasi) è un riflesso del sistema nervoso simpatico. La dilatazione avviene quando c’è poca luce e in presenza di felicità, stress, ansia, shock, paura e sorpresa
– Il restringimento delle pupille (miosi) è connesso al sistema nervoso parasimpatico. Esso avviene quando nell’occhio entra troppa luce o in presenza di emozioni quali rabbia, disgusto o tristezza

 

Francesco Di Fant

 

Pupille e Linguaggio del Corpo

 

Mark Zuckerberg: il gigante della comunicazione che non sa comunicare

 

Mark Zuckerberg, il magnate della comunicazione di internet, il “papà” ufficiale di Facebook è stato chiamato a testimoniare di fronte al congresso degli Stati Uniti sull’uso dei dati personali dei 2 miliardi di utenti di Facebook a scopi commerciali. Nei giorni seguenti del cosiddetto “scandalo di Cambridge Analytica” si stima che circa il 9% degli utenti ha rimosso il proprio profilo dal social network, di cui qualcuno anche tra i miei conoscenti.

Analizzando il suo linguaggio del corpo durante la sua deposizione di fronte al congresso, situazione che può far letteralmente tremare le gambe dall’emozione, scopriamo che si dimostra freddo, privo di tensione e di emozioni, se non per qualche piccola eccezione. Talmente freddo che il dottor Spock o l’androide di Terminator paragonati a lui sembrano dei simpatici umoristi.
E’ vero che che gli americani hanno un’espressività ridotta rispetto agli italiani e che Zuckerberg era sicuramente molto concentrato sulle parole da dire, ma la mancanza di empatia e di “colore” nella sua comunicazione sono gli aspetti che più mi hanno colpito nella sua udienza. In altri filmati è possibile vedere presentazioni di Mark Zuckerberg dove riesce a comunicare in modo efficace con l’audience, stavolta però sembra che il fatto di dover rispondere delle proprie azioni di fronte a dei senatori abbia completamente bloccato la sua capacità espressiva.

In generale non possiamo dire che faccia errori di comunicazione durante la deposizione, guarda tutti i senatori e parla in maniera chiara e serrata, senza manifestare tensione o emozioni particolari; la comunicazione non verbale ed emotiva sono però ridotte ai minimi termini: usa pochissimo la gestualità delle mani e le braccia rimangono sempre attaccate al banco, ha una espressività facciale quasi assente fatta eccezione per qualche raro e stitico sorriso o qualche debole movimento dei muscoli nella zona degli occhi e della bocca.

Zuckerberg sembra meno “robotico” quando risponde alle domande più scomode (dando risposte preparate e studiate) mostrando alcuni deboli segnali di tensione come stringere le labbra, sbattere eccessivamente le palpebre, qualche pausa e indecisione mentre parla. Una domanda che sembra metterlo maggiormente in difficoltà riguarda la tutela dei dati personali dei minori dove mostra maggiore indecisione con una risposta molto evasiva che non viene apprezzata. In questo caso gesticola maggiormente con le mani e la tensione è visibile nei muscoli della bocca che si irrigidiscono visibilmente, forza un piccolo sorriso di circostanza che si trasforma in una smorfia di tensione.

Nonostante questi piccoli cenni emotivi Zuckerberg, in questa particolare occasione, sembra bloccato e risulta asettico, privo di empatia e di energia comunicativa, non sembra mostrare emozioni né con le domande più favorevoli per lui che con le domande più scomode, al massimo si può osservare ogni tanto una piccola scossa rispetto al suo “torpore comunicativo”.

La domanda che sorge alla luce di quanto detto è: “Come è possibile che il fondatore di una delle aziende di comunicazione di massa più importanti nel mondo che riesce a comunicare efficacemente con il pubblico su un palco, in questa situazione abbia così poca empatia ed energia comunicativa, non dia colore alle parole e non comunichi alcuna passione?”
Il primo – e infelice – paragone che mi viene in mente è con un gigante della comunicazione: il compianto Steve Jobs, che portava avanti la sua “vision” supportandola con un’incredibile capacità comunicativa che si trasformava in passione ed energia con cui contagiava i suoi collaboratori e tutti i suoi estimatori. Zuckerberg di fronte al congresso è così inespressivo che a confronto anche l’impacciato Bill Gates risulta un simpatico e carismatico comunicatore.
C’è chi considera Zuckerberg un genio e chi afferma il contrario. Il filosofo Kierkegaard affermava che “I geni sono come i temporali. Vanno contro il vento, terrorizzano la gente, purificano l’aria”, di questi tempi nel cielo di Facebook invece sembra che splenda il sole.

 

Francesco Di Fant

 

 

La CNV “nel palmo della mano” – Copia Originale

 

Le mani sono uno strumento importante nella CNV e anche la posizione dei palmi della mano può comunicare diverse cose:

  • Palmi verso l’alto: posizione del “supplicante”, si segnala una richiesta di ascolto e di comprensione
  • Palmi verso il basso: comunicano la volontà di placare gli animi o, se il gesto viene compiuto con energia, segnala l’imposizione di qualcosa “dall’alto”
  • Palmi verso l’interno: trasferisce l’idea di voler abbracciare qualcosa, comunica un senso di inclusione e condivisione

Francesco Di Fant

 

La CNV “nel palmo della mano”

 

La gestualità delle mani dei politici – TG Gold Salute e Società

 

Che cosa dicono le mani dii alcuni politici?
Per saperlo guardate il servizio di Roly Kornblit nel TG Gold Salute e Società con l’esperto di Linguaggio del Corpo Francesco Di Fant.

 

 

Sito web di Gold TV.