Segnali di Menzogna: gambe e piedi – Copia Originale

 

Gambe e piedi sono la parte del corpo più lontana dal cervello e meno “controllabile” a livello razionale, di conseguenza risulta la parte più “istintiva” del corpo e può essere utile osservarla per rilevare eventuali segnali di menzogna:

se gambe e piedi non sono orientati verso l’interlocutore ma verso un altro “punto di fuga” può essere considerato un segnale di menzogna

se l’altra persona inizia a battere i piedi può essere un segnale di nervosismo e indicare la presenza di una bugia

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: gambe e piedi

 

CNV: consigli per riconoscere Coach e trainer “improvvisati” – CoachMag n.38

 

Nel vasto mondo della formazione e del Coaching è possibile imbattersi in corsi o in docenti che alla fine dei conti si rivelano, al di là della pubblicità e dei proclami personali, “tutto fumo e niente arrosto”. Trainer e coach improvvisati compaiono di continuo nel panorama italiano della Formazione e del Coaching, provando a convincere con pubblicità e offerte a effetto qualche “ignaro” cliente.

Un buon Coach dovrebbe possedere sia il giusto bagaglio di conoscenze che un comportamento adeguato. Oltre alla verifica dei titoli e del percorso formativo del Coach in questione, come è possibile riconoscere un trainer impreparato da un vero Coach professionista? Oltre a fare giustamente affidamento sul nostro istinto, quali segnali del corpo si possono osservare per comprendere la validità e la preparazione di un Coach? In questo caso la Comunicazione Non Verbale può esserci di grande aiuto per riconoscere con più precisione la reale validità di un Coach.

 

DISINTERESSE E SCARSA ENERGIA:

I primi indizi che possiamo osservare per valutare l’adeguatezza o meno di un Coach sono l’assenza o carenza di contatto visivo e un’eccessiva distanza fisica con il suo interlocutore: questi infatti sono da considerarsi entrambi segnali di una scarsa propensione al “contatto” psicologico

(Continua su COACHMAG n.38 con l’analisi di disinteresse, scarsa energia, tensione, indecisione e chiusura dei “fuffa Coach” –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.38, Anno 9, Marzo 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Segnali di Menzogna: le mani – Copia Originale

 

Per riconoscere una menzogna osservando il Linguaggio del Corpo altrui, bisognerebbe prestare particolare attenzione ai gesti effettuati con le mani:

  • nascondere le mani (in tasca o dietro la schiena) può essere un gesto legato alla timidezza ma anche alla menzogna, infatti tale gesto può segnalare che si ha “qualcosa da nascondere”
  • la presenza o l’aumento dei gesti manipolatori (gesti con cui si entra in contatto con il proprio corpo o con un oggetto) può indicare la presenza di una menzogna

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: le mani

 

Segnali di Menzogna: il volto – Copia Originale

 

Il nostro corpo invia molti segnali all’esterno e, tra questi, anche i cosiddetti “segnali di menzogna”: piccoli o grandi gesti che possono indicare la presenza di una bugia. Cosa dovremmo osservare sul volto altrui?

– l’asimmetria delle espressioni facciali può indicare la falsificazione o il controllo delle emozioni, le emozioni sincere appaiono simmetriche sul viso

– uno sguardo carente (evitare il contatto visivo) o eccessivo (fissare l’altro per controllarlo) possono essere segnali di menzogna

 

Francesco Di Fant

 

Segnali di menzogna: il volto

 

Marie Forleo: il Linguaggio del Corpo al femminile – CoachMag n.37

 

Torna sulle pagine di CoachMag l’analisi del Linguaggio del Corpo di Coach famosi, in questo numero parliamo di Marie Forleo, eclettica Coach americana dalle molte passioni. Marie, infatti, è ballerina professionista, life Coach, motivational speaker, autrice e conduttrice del web show “Marie TV” e fondatrice della scuola online di business e sviluppo personale “Marie Forleo’s International B-school”.

Esistono numerosi video di Marie Forleo su internet, a partire dal suo canale web “Marie TV” fino ai tantissimi video presenti su Youtube. E’ spesso ospite di noti programmi televisivi americani e la conduttrice Oprah Winfrey l’ha definita “una leader di pensiero della prossima generazione”.

 

ENERGIA E GESTUALITA’ AL FEMMINILE:

A prima vista Forleo appare subito come una persona energica e solare, che sa mettere gli altri a proprio agio regalando spesso il suo ampio sorriso a chi la guarda, risulta molto comunicativa con una spiccata espressività facciale e una ricca gestualità, elementi peraltro tipici del linguaggio del corpo femminile…

(Continua su COACHMAG n.37 con l’analisi di energia, femminilità, accoglienza e incisività di Marie Forleo –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.37, Anno 9, Gennaio 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Pupille e Linguaggio del Corpo – Copia Originale

 

La modificazione delle pupille, impossibile da controllare, può essere un importante segnale del corpo:

– L’ingrandimento delle pupille (midriasi) è un riflesso del sistema nervoso simpatico. La dilatazione avviene quando c’è poca luce e in presenza di felicità, stress, ansia, shock, paura e sorpresa
– Il restringimento delle pupille (miosi) è connesso al sistema nervoso parasimpatico. Esso avviene quando nell’occhio entra troppa luce o in presenza di emozioni quali rabbia, disgusto o tristezza

 

Francesco Di Fant

 

Pupille e Linguaggio del Corpo

 

Mark Zuckerberg: il gigante della comunicazione che non sa comunicare

 

Mark Zuckerberg, il magnate della comunicazione di internet, il “papà” ufficiale di Facebook è stato chiamato a testimoniare di fronte al congresso degli Stati Uniti sull’uso dei dati personali dei 2 miliardi di utenti di Facebook a scopi commerciali. Nei giorni seguenti del cosiddetto “scandalo di Cambridge Analytica” si stima che circa il 9% degli utenti ha rimosso il proprio profilo dal social network, di cui qualcuno anche tra i miei conoscenti.

Analizzando il suo linguaggio del corpo durante la sua deposizione di fronte al congresso, situazione che può far letteralmente tremare le gambe dall’emozione, scopriamo che si dimostra freddo, privo di tensione e di emozioni, se non per qualche piccola eccezione. Talmente freddo che il dottor Spock o l’androide di Terminator paragonati a lui sembrano dei simpatici umoristi.
E’ vero che che gli americani hanno un’espressività ridotta rispetto agli italiani e che Zuckerberg era sicuramente molto concentrato sulle parole da dire, ma la mancanza di empatia e di “colore” nella sua comunicazione sono gli aspetti che più mi hanno colpito nella sua udienza. In altri filmati è possibile vedere presentazioni di Mark Zuckerberg dove riesce a comunicare in modo efficace con l’audience, stavolta però sembra che il fatto di dover rispondere delle proprie azioni di fronte a dei senatori abbia completamente bloccato la sua capacità espressiva.

In generale non possiamo dire che faccia errori di comunicazione durante la deposizione, guarda tutti i senatori e parla in maniera chiara e serrata, senza manifestare tensione o emozioni particolari; la comunicazione non verbale ed emotiva sono però ridotte ai minimi termini: usa pochissimo la gestualità delle mani e le braccia rimangono sempre attaccate al banco, ha una espressività facciale quasi assente fatta eccezione per qualche raro e stitico sorriso o qualche debole movimento dei muscoli nella zona degli occhi e della bocca.

Zuckerberg sembra meno “robotico” quando risponde alle domande più scomode (dando risposte preparate e studiate) mostrando alcuni deboli segnali di tensione come stringere le labbra, sbattere eccessivamente le palpebre, qualche pausa e indecisione mentre parla. Una domanda che sembra metterlo maggiormente in difficoltà riguarda la tutela dei dati personali dei minori dove mostra maggiore indecisione con una risposta molto evasiva che non viene apprezzata. In questo caso gesticola maggiormente con le mani e la tensione è visibile nei muscoli della bocca che si irrigidiscono visibilmente, forza un piccolo sorriso di circostanza che si trasforma in una smorfia di tensione.

Nonostante questi piccoli cenni emotivi Zuckerberg, in questa particolare occasione, sembra bloccato e risulta asettico, privo di empatia e di energia comunicativa, non sembra mostrare emozioni né con le domande più favorevoli per lui che con le domande più scomode, al massimo si può osservare ogni tanto una piccola scossa rispetto al suo “torpore comunicativo”.

La domanda che sorge alla luce di quanto detto è: “Come è possibile che il fondatore di una delle aziende di comunicazione di massa più importanti nel mondo che riesce a comunicare efficacemente con il pubblico su un palco, in questa situazione abbia così poca empatia ed energia comunicativa, non dia colore alle parole e non comunichi alcuna passione?”
Il primo – e infelice – paragone che mi viene in mente è con un gigante della comunicazione: il compianto Steve Jobs, che portava avanti la sua “vision” supportandola con un’incredibile capacità comunicativa che si trasformava in passione ed energia con cui contagiava i suoi collaboratori e tutti i suoi estimatori. Zuckerberg di fronte al congresso è così inespressivo che a confronto anche l’impacciato Bill Gates risulta un simpatico e carismatico comunicatore.
C’è chi considera Zuckerberg un genio e chi afferma il contrario. Il filosofo Kierkegaard affermava che “I geni sono come i temporali. Vanno contro il vento, terrorizzano la gente, purificano l’aria”, di questi tempi nel cielo di Facebook invece sembra che splenda il sole.

 

Francesco Di Fant

 

 

La CNV “nel palmo della mano” – Copia Originale

 

Le mani sono uno strumento importante nella CNV e anche la posizione dei palmi della mano può comunicare diverse cose:

  • Palmi verso l’alto: posizione del “supplicante”, si segnala una richiesta di ascolto e di comprensione
  • Palmi verso il basso: comunicano la volontà di placare gli animi o, se il gesto viene compiuto con energia, segnala l’imposizione di qualcosa “dall’alto”
  • Palmi verso l’interno: trasferisce l’idea di voler abbracciare qualcosa, comunica un senso di inclusione e condivisione

Francesco Di Fant

 

La CNV “nel palmo della mano”

 

La gestualità delle mani dei politici – TG Gold Salute e Società

 

Che cosa dicono le mani dii alcuni politici?
Per saperlo guardate il servizio di Roly Kornblit nel TG Gold Salute e Società con l’esperto di Linguaggio del Corpo Francesco Di Fant.

 

 

Sito web di Gold TV.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gesti illustratori: 4 categorie – Copia Originale

 

Le mani comunicano molto attraverso la loro gestualità, esistono diverse classificazioni dei gesti effettuali con le mani. I gesti illustratori (la “classica” gesticolazione molto cara a noi italiani) sono usati per rafforzare il valore comunicativo delle parole e possono essere suddivisi in 4 categorie:

  • Batonici (scandiscono il ritmo del parlato)
  • Deittici (gesti con cui si indica qualcosa)
  • Iconici (mimano un’immagine, un’azione o un’idea)
  • Emblematici (appartenenti a una specifica cultura)

Francesco Di Fant

 

Gesti illustratori: 4 categorie

 

Gesti illustratori e manipolatori – Copia Originale

 

I gesti che si compiono con le mani possono essere divisi in due grandi categorie: – Illustratori (rinforzano il valore comunicativo delle parole) – Manipolatori (gesti con cui si tocca un oggetto o il proprio corpo per alleviare disagio o tensione).

I gesti manipolatori (o gesti “adattatori”) possono essere ulteriormente classificati in due modi diversi: “manipolatori puri” (gesti con cui si tocca un oggetto esterno) e “auto-manipolatori” (gesti con cui entriamo in contatto con il nostro corpo).

 

Francesco Di Fant

 

Gesti illustratori e manipolatori

 

“Il riconoscimento della Menzogna” – Laboratorio a Roma (27-04-2018)

 

 

Lo STUDIO LEGALE CAPPELLO in collaborazione con la
dott.ssa Marta FALAGUASTA e il dott. Francesco DI FANT
propone un seminario di ascolto dal titolo:

IL RICONOSCIMENTO DELLA MENZOGNA: come riconoscerla attraverso il linguaggio del corpo
venerdì 27 aprile 2018, ore 18:30

Laboratorio pratico sul riconoscimento della menzogna dedicato ad avvocati e operatori giuridici. I docenti, attraverso esercitazioni pratiche quali analisi di video e role-play interattivi, guideranno i partecipanti nel mondo della menzogna, fornendo utili strumenti di analisi verbale e non verbale che possano aiutare a riconoscerla nel
momento stesso in cui viene espressa.

Durata: 2 h 30 min
Sede: Studio legale Laura Cappello- via Antonio Baiamonti, 4
Docenti: Dott.ssa Marta Falaguasta (Psicologa-Psicoterapeuta) e Dott. Francesco Di Fant (Esperto di comunicazione e linguaggio del corpo)
Costo: € 30

Informazioni e prenotazioni: avv.cappello@studiolegalecappello.it

 

L’importanza dell’orientamento del corpo – Copia Originale

 

Quando parliamo con qualcuno l’orientamento del corpo può rivelarci quale sia il grado di interesse dell’altro nei nostri confronti. Il massimo livello di interesse si manifesta con tutto il corpo rivolto verso di noi, se ciò non accade, le zone del corpo segnalano diversi tipi di interesse:

Testa: se orientata verso l’altro segnala interesse razionale

Busto e braccia: se orientati verso l’altro segnalano interesse emotivo

Gambe e piedi: se orientati verso l’altro segnalano interesse istintivo

 

Francesco Di Fant

 

L’importanza dell’orientamento del corpo

 

Regalami un sorriso (sincero)! – Copia Originale

 

Il sorriso è un gesto comune – si spera – che segnala disponibilità e intenzioni benevole verso l’altro. Come distinguere però un sorriso “sociale” da uno sincero? Si usa il cosiddetto “sorriso sociale” (angoli delle labbra rivolte in alto) con gli estranei, per cordialità ed educazione senza provare necessariamente emozioni positive.

Un sorriso sincero, che implichi emozioni, si riconosce dalla parte alta del viso: gli zigomi si alzano e si formano delle piccole rughe al lato degli occhi.

Francesco Di Fant

 

Regalami un sorriso (sincero!)

 

Riconosci il tuo coach grazie al linguaggio del corpo – COACHMAG n.36

 

Trovare un Coach che faccia al caso nostro non è un’operazione scontata, i Coach professionisti si differenziano per caratteristiche personali, preparazione e tecniche utilizzate con i Coachee. Un Coach che sia valido per noi è un po’ come un buon paio di scarpe, per calzare bene devono essere su misura.

Come ogni relazione, l’incontro perfetto tra Coachee e Coach passa attraverso la comunicazione, anche quella non verbale; infatti il corpo comunica in maniera sia consapevole che inconsapevole veicolando la maggior parte del significato del nostro comportamento.

 

Il Linguaggio del Corpo può darci utili indicazioni su come interpretare le caratteristiche del Coach che abbiamo di fronte e capire se è quello “giusto” per noi.

Andiamo ad analizzare alcuni elementi con cui proveremo a definire l’immagine e il comportamento di un Coach “ideale”, tenendo bene in mente che non esiste un modello assoluto di perfezione ma solo diversi tipi di Coach e di tecniche di Coaching.

Innanzitutto un buon Coach dovrebbe manifestarci apertura attraverso l’uso di posture del corpo aperte, evitando di tenere gli arti incrociati; è anche utile verificare che abbia le varie parti del corpo (gambe, busto e testa) rivolte verso di noi…

(Continua su COACHMAG n.36 con l’analisi di apertura, energia, fiducia e flessibilità del Coach più “giusto” per noi –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.36, Anno 8, Novembre 2017, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.