LEGGEWEB n.11 – Cacciatori di bugie? Attenti alle trappole!

 

Cacciatori di bugie? Attenti alle trappole!

 

Così come viene naturale a ognuno di noi osservare l’altro per farsene un’idea, tanto più è importante per gli avvocati (o per i giudici) saper analizzare le persone con cui hanno a che fare durante lo svolgimento della propria professione.
L’analisi della persona che si ha di fronte non può essere presa alla leggera, ed è sbagliato supporre di poter raggiungere facilmente la verità.

Chi per lavoro deve prendere in esame altre persone su cui è tenuto a dare un giudizio o, perlomeno, a farsi un’opinione che indirizzi la propria scelta lavorativa deve stare attento a non peccare di arroganza.
Esistono tre tipi di errore che un “cacciatore di bugie” può commettere nella sua osservazione: l’effetto Otello, l’effetto Pigmalione e l’effetto Brokaw.
William Shakespeare, grande esploratore dell’animo umano, ci narra che Otello, accecato di gelosia, non riuscì a scorgere la verità nelle parole della sua Desdemona, ingiustamente accusata di tradimento, e questo lo portò alla tragica uccisione dell’amata.
L’effetto Otello avviene quando si scambia la paura di non essere creduti con la paura legata alla bugia, arrivando a una conclusione errata sulla base di un’analisi incompleta degli elementi non verbali.
L’effetto Pigmalione può essere definito come l’esatto opposto dell’effetto Otello; esso si verifica quando un pregiudizio positivo porta a distorcere l’analisi della realtà, tendendo così a sottostimare eventuali indizi di tensione o di menzogna visibili nell’altro.
L’effetto Brokaw, invece, prende il suo nome da Tom Brokaw, un giornalista americano che affermava di poter distinguere la menzogna dalla verità durante un’intervista basandosi su parametri fissi, senza tener conto del contesto e della personalità dell’altro.
Un esempio dell’effetto Brokaw è visibile nella cattiva interpretazione dei gesti manipolatori, quei movimenti con cui si tocca il proprio corpo o un oggetto; infatti, spesso questo tipo di gesti possono fuorviare l’osservatore se non vengono analizzati insieme ad altri fattori.
Questo effetto spesso si presenta con scopritori di menzogne inesperti; i gesti manipolatori e auto-manipolatori possono essere compiuti, o aumentare d’intensità, in differenti situazioni: quando si dice una bugia, quando si è rilassati e ci si lascia andare, quando si è concentrati sulle parole da pronunciare o se si prova piacere o imbarazzo.
Il consiglio, quindi, è di fare sempre attenzione a queste tre trappole in cui il “cacciatore di bugie” può incappare, suo malgrado, per superare pregiudizi e inganni della percezione e osservare gli altri con occhi oggettivi.

Dott. Francesco Di Fant, esperto di C.N.V.

 

http://www.leggeweb.it/psyche-et-ius/cacciatori-di-bugie-attenti-alle-trappole-7623.html

 

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: