Donald Trump sposta gli oggetti – analisi del suo linguaggio del corpo

 

 

In un precedente articolo ho analizzato il linguaggio del corpo del presidente americano Donald Trump durante la cerimonia del suo insediamento alla Casa Bianca, in quell’occasione il focus era la comunicazione in pubblico di Trump.

Questa volta andiamo ad analizzare alcuni tratti di personalità di Donald Trump attraverso l’analisi di alcuni suoi gesti particolari che egli compie molto spesso.

Guardando diversi servizi giornalistici e alcuni video in rete sono rimasto colpito da uno specifico comportamento gestuale di Trump: quando è seduto a un tavolo in riunione con altre persone il presidente USA ha il vezzo di spostare gli oggetti intorno a sé in modo apparentemente compulsivo.

Questo particolare gesto non sembra essere un comportamento volontario e cosciente quanto piuttosto una specie di tic non controllabile, un atteggiamento compulsivo che rientra nella sfera dell’inconscio; il fatto che sia un gesto inconscio (quindi spontaneo e veritiero) ci può aiutare a comprendere meglio alcuni tratti della personalità di Donald Trump.

Durante le riunioni, il presidente Trump ha la tendenza irrefrenabile a spostare gli oggetti (suoi e degli altri) che si trovano intorno a sé come bicchieri, sottobicchieri, tovagliette, blocchi di appunti e “cavalieri” – così vengono chiamati i supporti con i nomi che stanno davanti alle persone presenti in una riunione.
Questa curiosa gestualità di Donald Trump nasce dal bisogno di aumentare le dimensioni del proprio spazio personale e anche di “mettere le cose a posto” come desidera lui. Analizzando i video in cui Trump compie questi gesti emergono tre diversi aspetti della sua personalità:

1) Arrroganza: il bisogno di spazio personale di per sé non è un aspetto negativo né allarmante, lo diventa quando per aumentare il proprio spazio si riduce lo spazio degli altri con un’invasione. Lo spazio personale è uno spazio simbolico prima ancora che fisico, segnala la propria importanza agli occhi degli altri e di se stessi, espandere il proprio spazio limitando quello altrui è indice di arroganza, prepotenza e presunzione. Trump sposta gli oggetti intorno a sé verso l’esterno per aumentare il proprio spazio personale, il messaggio che emerge è “io sono più importante di voi, sono migliore di voi e ho bisogno di uno spazio più grande per me”.

2) Irrequietezza: Trump, dopo aver spostato gli oggetti per espandere il proprio spazio personale, a volte continua a muovere gli oggetti senza una logica apparente. Il fatto che senta la necessità di continuare a spostare e manipolare oggetti intorno a lui anche dopo avere “conquistato” maggiore spazio personale è un indizio di irrequietezza, nervosismo e tensione, indica una personalità che non riesce, letteralmente, a stare ferma, a trovare un punto d’equilibrio interiore ed esteriore.

3) Invadenza e dispotismo: Trump non si limita a muovere i propri oggetti ma sposta anche gli oggetti altrui che si trovano vicino a sé; questo aspetto, che a prima vista sembra buffo e divertente, in realtà cela un aspetto della personalità per nulla confortante. Trump non si limita a gestire e ampliare il proprio spazio personale attraverso lo spostamento dei suoi oggetti ma si spinge oltre e “invade” la proprietà altrui pur di raggiungere il proprio scopo. Questo gesto rivela un atteggiamento invadente, egoista, che non ha rispetto degli altri, dei loro bisogni e delle loro aspettative, denota una personalità “decisionista” al limite del dispotico. Il messaggio che viene mandato è che “le cose vanno fatte come dico io, io ho la verità e vi spiego qual è. Il vostro punto di vista non è importante”.

Tirando le somme dopo l’analisi di questo inconscio comportamento gestuale legato allo spostamento degli oggetti, risulta che Donald Trump mostri aspetti di una personalità arrogante, irrequieta, invadente e dispotica; questo ci può aiutare anche a comprendere meglio i recenti eventi recenti legati alle sue azioni in Siria e alle sue dichiarazioni su altre nazioni come Cina, Corea del Nord, Messico e su determinati gruppi sociali (ad esempio donne e musulmani).

Trump per chiudere i suoi discorsi usa spesso espressioni come “Dio benedica l’America” o “Che Dio ci benedica” (che ricorda vagamente il famigerato “Gott mit uns” nazista); purtroppo osservando la sua personalità alla luce di questa analisi verrebbe più da dire “E che Dio ce la mandi buona…”.

 

Francesco Di Fant

 

 

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: