CNV: consigli per riconoscere Coach e trainer “improvvisati” – CoachMag n.38

 

Nel vasto mondo della formazione e del Coaching è possibile imbattersi in corsi o in docenti che alla fine dei conti si rivelano, al di là della pubblicità e dei proclami personali, “tutto fumo e niente arrosto”. Trainer e coach improvvisati compaiono di continuo nel panorama italiano della Formazione e del Coaching, provando a convincere con pubblicità e offerte a effetto qualche “ignaro” cliente.

Un buon Coach dovrebbe possedere sia il giusto bagaglio di conoscenze che un comportamento adeguato. Oltre alla verifica dei titoli e del percorso formativo del Coach in questione, come è possibile riconoscere un trainer impreparato da un vero Coach professionista? Oltre a fare giustamente affidamento sul nostro istinto, quali segnali del corpo si possono osservare per comprendere la validità e la preparazione di un Coach? In questo caso la Comunicazione Non Verbale può esserci di grande aiuto per riconoscere con più precisione la reale validità di un Coach.

 

DISINTERESSE E SCARSA ENERGIA:

I primi indizi che possiamo osservare per valutare l’adeguatezza o meno di un Coach sono l’assenza o carenza di contatto visivo e un’eccessiva distanza fisica con il suo interlocutore: questi infatti sono da considerarsi entrambi segnali di una scarsa propensione al “contatto” psicologico

(Continua su COACHMAG n.38 con l’analisi di disinteresse, scarsa energia, tensione, indecisione e chiusura dei “fuffa Coach” –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.38, Anno 9, Marzo 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

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