Il “patto formativo” nella Comunicazione Non Verbale – CoachMag 45

Formando le persone su temi come Comunicazione Non Verbale, Public Speaking e analisi della menzogna, nella mia esperienza si parla più precisamente di “Patto Formativo”, in cui si effettua anche un trasferimento di know-how tecnico. E’ necessario passare al discente un concreto bagaglio di conoscenze tecniche per farlo diventare autonomo nella Comunicazione Non Verbale. E’ necessario quindi trasferire conoscenze teoriche, pratiche e comportamentali che vanno ben specificate nel patto.

PATTO E CNV: ELEMENTI, PERCORSO E OBIETTIVI

Proverò a dare una definizione del patto, sia esso di Coaching o formativo, dal punto di vista di un professionista della Comunicazione Non Verbale. Il patto dovrebbe portare con sé, a mio avviso, una chiara definizione del percorso e degli obiettivi; prima ancora di essere stabilito in via definitiva dovrebbe illustrare, come fosse una mappa, i possibili obiettivi raggiungibili e i possibili percorsi che richiedono più o meno tempo e impegno (ricordando che nella Comunicazione Non Verbale è più facile osservare gli altri che usare la CNV in maniera attiva). Il Patto Formativo potrebbe essere visto come il “consenso informato” che vige tra medico e paziente, in cui vengono proposte differenti metodi di cura per raggiungere l’obiettivo preposto.

A mio avviso, nel Patto è importante focalizzarsi sugli obiettivi del cliente partendo da un’analisi dei bisogni e delle emozioni per poi passare alla definizione del percorso formativo usando principalmente la logica…

(Continua su COACHMAG n.45 con l’alleanza nel Patto Formativo, la Comunicazione Non Verbale per manifestare presenza, disponibilità, energia e ascoltowww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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