RADIO ROCK – analisi di Donald Trump e Matteo Renzi (27-01-2017)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, di nuovo ospite in studio su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone e Matteo Strano per parlare di Donald Trump, Matteo Renzi e tanto altro ancora – 27 gennaio 2017

Buon ascolto! 🙂

 

 

http://www.radiorock.it/francesco-di-fant-il-linguaggio-del-corpo/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Analisi del Linguaggio del corpo di Donald Trump (20-01-2017)

 

Qualche giorno fa si è ufficialmente insediato il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America: il milionario Donald Trump.

La notizia della sua elezione come 45° presidente ha lasciato allibita buona parte del mondo, la campagna contro Hillary Clinton non è stata esente da diversi colpi bassi da entrambe le parti e lo scrutinio finale è stata una battaglia fino all’ultimo voto.

Il discorso d’insediamento di Trump è stato seguito da milioni di persone in tutto il mondo e ha suscitato un grande interesse, come è logico che sia, da parte dei mass media così come dei social network.
Al di lĂ  delle analisi politiche e testuali del suo discorso, di cui esistono giĂ  numerosi esempi in tutta la rete e su tutti i quotidiani, può essere interessante analizzare il Linguaggio del Corpo di Donald Trump durante il suo giuramento e il discorso d’insediamento tramesso in mondovisione.

L’immagine generale di Trump, al di lĂ  delle facili battute sulla sua acconciatura improbabile, ci ricorda un po’ il clichè da “duro” del classico cowboy americano, infatti tiene costantemente gli occhi socchiusi (come se fosse sempre concentrato, ma potrebbe essere anche letto come un segnale di velata aggressivitĂ ) e la bocca serrata (dando un’immagine di soliditĂ , di fierezza).

Durante il suo discorso si dimostra preparato nell’arte del public speaking e distribuisce il suo sguardo su tutto il pubblico, si gira con tutto il busto per cambiare inclinazione guardando in modo alternato a destra e a sinistra del palco coinvolgendo in questo modo tutti i presenti.

Nonostante il neo presidente Trump abbia una scarsa espressivitĂ  facciale e un tono della voce abbastanza piatto e senza grandi cambi di tonalitĂ , riesce a gestire bene l’enfasi e il ritmo del parlato, rallenta la velocitĂ  del parlato per chiudere frasi importanti, rinforzando così il valore della comunicazione mostrando un tono piĂą deciso.

Inoltre aumenta il volume della voce su diverse frasi nella seconda parte del discorso per dare più forza alle sue parole, a questo si accompagna un moderato aumento della gestualità nella seconda parte del discorso (sia nella frequenza dei gesti che nella loro ampiezza), mostrandosi più sicuro di sè e dimostrando di aver rotto la tensione iniziale che è naturalmente presente in un momento così emozionante e importante.

Alla fine di diverse frasi, poi, rimane con la bocca chiusa e le labbra protuse in avanti, come se stesse dando un bacio a qualcuno; questo gesto indica soddisfazione per le parole pronunciate e mostra chiaramente la sua gioia di essere lì in quel momento, sul palco del suo giuramento come presidente della nazione più potente del mondo.

Andiamo ora ad analizzare i gesti piĂą ricorrenti che Donald Trump compie con le sue mani mentre pronuncia il suo discorso, il primo è mostrare la mano aperta, questo gesto vuole indicare franchezza e onestĂ , allo stesso tempo può significare anche una richiesta di ascolto e di comprensione da parte del pubblico, è un gesto che indica apertura e disponibilitĂ  nei confronti dell’altro.

Un altro gesto molto ricorrente è quello di mostrare l’indice alzato verso l’alto, il messaggio che si trasmette in questo caso è quello di essere decisi e convinti delle proprie affermazioni, si usa il dito indice come fosse una bacchetta o un bastone, per sottolineare la fermezza che si vuole dimostrare attraverso le proprie parole.

L’ultimo gesto che viene usato spesso è quello della cosiddetta presa di precisione, si compie con il pollice e l’indice della mano che vanno a formare un cerchio (come il gesto dell’OK), chi lo compie vuole trasmettere l’idea di precisione e attenzione che ripone nell’esporre le sue idee.

Un’altra nota interessante è il saluto che usa Trump alla fine del suo discorso, egli saluta il pubblico mostrando il pugno chiuso in alto (17:45), questo gesto viene chiamato presa di potenza e comunica a chi osserva determinazione ed energia, allo stesso tempo però può essere visto come un simbolo di aggressivitĂ  proprio perchè è di fatto un pugno atto a offendere e rappresenta il gesto opposto a quello della mano aperta, da lui stesso usato abbondantemente durante il discorso, che simboleggia apertura, disponibilitĂ  e un’attitudine pacifica.

In conclusione è interessante analizzare anche i pochi istanti in cui sono stati inquadrati la sconfitta Hillary Clinton e il presidente uscente Barack Obama. Quando Trump ringrazia l’ammistrazione precedente per il suo impegno e per i suoi risultati appare chiaro il disappunto di Obama, è infatti visibile la tristezza con gli angoli della bocca verso il basso e la rabbia con le mascelle e le labbra serrate (2:50).

Alla fine del discorso Trump e Obama si salutano scambiandosi rispettivamente pacche sulla spalla e sul braccio (17:57), con questo gesto che appare amichevole e mostra disponibilitĂ  al contatto da parte di entrambi viene ufficialmente sancito il passaggio di poteri del prestigioso ruolo di presidente degli Stati Uniti d’America; il mondo intanto sta a osservare aspettando le prossime mosse dell’eclettico milionario che ora di fatto governa una nazione che esercita ancora un’influenza mondiale enorme.

Francesco Di Fant

 

Il corpo parla anche nel sonno

 

Il regno di Morfeo è senza ombra di dubbio un luogo unico e magico; al termine di una lunga giornata il nostro fisico e la nostra mente finalmente si rilassano per concedersi qualche ora d’oblio rigenerante (si spera). Emozioni e pensieri consci lasciano il posto all’inconscio e all’avvento del sogno; così come la nostra psiche, anche il nostro corpo si libera ed esprime quello che di giorno, a volte, tiene sotto controllo.

La nostra personalità più profonda spesso si esprime proprio sotto il manto del sonno e la posizione che preferiamo per addormentarci o nella quale dormiamo può svelare alcuni aspetti della nostra persona.

La posizione più comune per dormire è la classica posizione fetale, quasi la metà delle persone dorme in questo modo; la postura richiama appunto quella di un feto e tecnicamente è la posizione migliore per minimizzare la dispersione del calore corporeo. Le persone che assumono questa posizione sono ritenute sensibili e, a volte, possono essere timide nelle situazioni nuove; se inoltre abbracciano il cuscino o si abbracciano da soli, questo può essere indizio di un bisogno di affetto e rassicurazione.

Chi invece dorme in una posizione distesa a pancia in alto, con le braccia lungo i fianchi, sono in genere persone pacate e riservate, non amano il rumore e la confusione, sono organizzate e attente a fare le cose nel modo giusto.

Coloro che dormono distesi sul fianco, con le braccia in basso, tendono ad avere un carattere espansivo e fiducioso, amano socializzare e stare in mezzo agli altri.

Invece le persone che dormono stese sul fianco, ma con le braccia sollevate all’altezza del viso, sono considerate persone aperte ma attente a valutare tutto attentamente.

Anche quelli che dormono proni, ovvero a pancia in giĂą, di solito sono persone che apparentemente si trovano bene con gli altri, ma che possono diventare permalose e suscettibili.

Meno comune è la posizione di chi dorme con le braccia alzate; questa caratteristica indicherebbe una personalità sicura di sé e indipendente, pronta all’ascolto e ben disposta nei confronti dell’amicizia e dell’aiuto reciproco.

Vediamo anche come interagiamo con il nostro cuscino: stringerlo equivale, come detto prima, a un bisogno di protezione; mettere la testa sotto di esso, invece, indica una personalità decisa, che evita le mezze misure. Dormire senza il cuscino corrisponde a un carattere equilibrato, ma a volte troppo critico con se stesso; chi respinge il cuscino nel sonno, invece, indica un bisogno di libertà; coloro che, al contrario, usano più di un cuscino sono considerati edonisti, fantasiosi, ma anche un po’ pigri.

Anche il modo con cui conviviamo con le coperte può essere importante: chi si avvolge stretto in esse comunica il bisogno di sicurezza; quando le lenzuola ci avvolgono completamente come una mummia, testa compresa, potrebbe segnalare addirittura la forte necessità di una fuga dalla realtà. Dormire con i piedi che escono fuori dalle coperte o dal letto è indice di una personalità libera, estroversa e spontanea, ma anche un po’ confusionaria.

Il linguaggio del corpo può anche essere un termometro per la vita sessuale e affettiva della coppia: la posizione fetale a specchio è quella che indica il massimo grado di affinità; anche la posizione a tandem, ovvero abbracciati con la schiena di uno poggiata al petto dell’altro, è un segnale di una vita affettiva soddisfacente. Se si dorme uno a pancia in alto e l’altro con la testa poggiata sul petto altrui, può essere indice di una ricerca di protezione da parte di chi sta sopra; una posizione che può indicare un malessere affettivo è quella in cui si è voltati uno da una parte e uno dall’altra, evitando anche il contatto con la schiena.

Il linguaggio del corpo che riposa può essere diverso, come abbiamo visto, e per analizzare quanto detto finora vanno considerati anche alcuni fattori ambientali che possono influenzare la postura (specialmente se si condivide lo stesso letto); ci sono persone che dormono completamente al buio e alcune che si sentono a disagio e gradiscono che filtri un po’ di luce.

Bisogna poi considerare i rumori, come ad esempio il russare, che è più facile se si dorme con la pancia in alto. Inoltre, possiamo essere abituati a dormire solo in un lato specifico del letto; potremmo avere a che fare con qualcuno che scalcia o si muove molto durante il sonno (chiaro segnale d’irrequietezza), trasformando così il materasso in un ring notturno, considerando che alcune persone si svegliano addirittura con i piedi del partner sul cuscino.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

Centro Suono Sport – Francesco Di Fant analizza Luciano Spalletti a “Gli Inascoltabili” (13-12-2016)

 

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, che analizza Luciano Spalletti (e non solo…) nella trasmissione “Gli Inascoltabili” condotta da Nicola Caprera, Vincenzo Capua e Valeria Biotti su CENTRO SUONO SPORT 101.500 – 13 dicembre 2016

 

 

https://www.mixcloud.com/Gli_Inascoltabili/gli-inascoltabili-puntata-13-dicembre-2016/
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