La formazione sul Linguaggio del Corpo in Italia (e in Europa) – COACHMAG n.29

 

Nei paesi anglosassoni, specialmente nell’America del Nord, la Comunicazione Non Verbale da decenni viene considerata una disciplina pienamente accettata nel mondo accademico e aziendale.

Basti pensare che le più importanti ricerche sul Linguaggio del Corpo arrivano da università e ricercatori oltreoceano e che negli USA la composizione dei giurati in un processo (l’equivalente della Corte d’Assise qui in Italia) viene valutata anche da esperti del Linguaggio del Corpo che devono esprimersi sull’adeguatezza o meno dei giurati.

In Europa, così come in Italia, questa disciplina fa ancora fatica a essere compresa del tutto e inclusa nei programmi di formazione e nelle pratiche aziendali, questo è probabilmente dovuto all’orientamento “classico” del vecchio continente in cui il sapere è spesso legato a una visione tradizionale che lascia poco spazio alle innovazioni e a orientamenti più pragmatici e al passo coi tempi.

E’ sufficiente osservare un qualsiasi programma di un liceo o di un corso universitario per capire quanto sia arretrato il nostro sistema educativo che lascia ai ragazzi un grande bagaglio di teoria ma ben poca pratica.

Per quanto riguarda l’Italia la Comunicazione Non Verbale soffre allo stesso modo di una certa diffidenza e di diverse “alzate di scudi”. Per questo motivo al momento non esiste una formazione strutturata e riconosciuta dallo Stato per il Linguaggio del Corpo, esistono alcuni corsi e dei percorsi simili a master brevi grazie all’impegno e allo sforzo di pochi professionisti, tali corsi però sono difficilmente riconosciuti a un livello “ufficiale”.

In questo attuale panorama da “fai da te” chi desidera conoscere e approfondire questa disciplina deve spesso ricorrere al metodo da autodidatta, con il rischio di confondersi le idee piuttosto che di imparare. Diventa quindi importante avere un corretto orientamento sugli strumenti più utili e sulle scienze e discipline che afferiscono alla Comunicazione Non Verbale.

STRUMENTI:
Attualmente gli strumenti più utili per l’analisi del linguaggio del corpo sono due: il metodo F.A.C.S. e il metodo B.C.S.
Il metodo F.A.C.S. (acronimo di Facial Action Coding System) è un metodo universalmente riconosciuto creato da Ekman e Friesen nel 1978, l’ultima versione è aggiornata al 2002 (Ekman, Friesen e Hager). Questo metodo consiste nella suddivisione dei movimenti dei muscoli facciali in unità codificate (Action Unit) a cui segue una decodifica (tecniche EMFACS e FACSAID) che associa tali movimenti alle 6 emozioni di base. Esiste anche una versione del FACS dedicata all’analisi delle espressioni dei neonati chiamata BabyFACS.
Il metodo B.C.S. (acronimo di Body Coding System – Dael, Mortillaro e Scherer, 2012) è una tecnica di analisi del comportamento motorio gestuale che analizza le espressioni non verbali di tutto il corpo attraverso i gesti e i movimenti, suddividendoli in unità di codifica come nel FACS. Esiste anche una variante del BCS denominata BAP che è focalizzata sulle posture statiche del corpo piuttosto che sul movimento di esso.

SCIENZE E DISCIPLINE:
In aggiunta agli strumenti citati è importante essere formati in diverse discipline, tra cui la comunicazione in generale, la psicologia (con particolare attenzione alla psicologia delle emozioni), l’etologia (partendo da Darwin fino ad arrivare a un altro imperdibile maestro come Desmond Morris), l’anatomia dell’apparato locomotore (utilissima l’opera di Michel Dofour, semplice e completa, ricca di immagini e di facile consultazione). Andrebbero acquisite anche nozioni in aree come le neuroscienze, la sociologia, la biologia e la fisiologia umana.

MENZOGNA:
Un argomento “forte” nel linguaggio del corpo è il riconoscimento della menzogna e dei suoi meccanismi psicologici. Per questo tipo di formazione, come per il resto della disciplina non esistono corsi ufficiali al momento ma esiste una vasta letteratura su cui poter approfondire l’argomento (esiste una vasta letteratura in lingua inglese, consigliatissimi i libri di Paul Ekman tradotti in italiano,).

ALLENAMENTO:
Concludendo è doveroso ricordare che l’efficacia della formazione della Comunicazione Non Verbale passa sia dalla teoria che dalla pratica, per perfezionarsi in questa disciplina occorre molto allenamento: osservate le altre persone, provate a guardare la tv senza volume, cercate di scoprire le piccole e grandi menzogne intorno a voi e, di non minore importanza, allenatevi a usare il vostro corpo come uno strumento di comunicazione attiva ed efficace.
Francesco Di Fant
Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.29, Anno 7, Settembre 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

“Oltre le parole…” – Seminario sulla CNV a Roma (23-02-2017)

 

 

OLTRE LE PAROLE… : quando è il corpo a parlare
giovedì 23 febbraio 2017, ore 19:00

Seminario sul significato del nostro linguaggio non verbale. Nel dialogo con gli altri parla anche il nostro volto, la posizione del corpo e il modo in cui ci muoviamo.
L’incontro si propone di conoscere e svelare le nostre parole non dette e quindi a comprendere meglio la nostra vera identità.

Durata: 1 h 30 min
Sede: Studio IPRA – Viale Parioli, 160, sc. destra, 3° piano
Docenti: Dott.ssa Marta Falaguasta (Psicologa-Psicoterapeuta) e Dott. Francesco Di Fant (Esperto di comunicazione e linguaggio del corpo)

Informazioni e prenotazioni: m.falaguasta@libero.it

 

SANREMO 2017: il linguaggio del corpo di Carlo Conti e Maria De Filippi

 

Anche quest’anno, puntuale come il Natale, è arrivato l’appuntamento con il Festival di Sanremo. Non è mia intenzione fare un’analisi o una critica del Festival che sicuramente già abbondano in rete e sulla carta stampata, piuttosto credo sia interessante prendere in analisi il linguaggio del corpo dei due conduttori che, a onor del vero, sono da promuovere a pieni voti avendo dimostrato grande abilità e professionalità nella conduzione di un evento imponente e complicato come il Festival di Sanremo.

Sanremo 2017 ha visto sul palco due conduttori di grande spessore: Carlo Conti (conduttore di primo ordine e direttore artistico della Rai) e Maria De Filippi (regina indiscussa di Mediaset di cui conduce numerosi programmi). “Così uguali, così diversi” verrebbe da dire mettendo a confronto con una prima occhiata questi due presentatori che, messi spalla a spalla a lavorare, hanno dimostrato di saper creare una sinergia e un gioco di squadra che hanno portato a un risultato vincente.

Cominciamo con l’analisi di Carlo Conti: è evidente che ci tiene a rappresentare l’anima ufficiale, tradizionale del Festival, infatti si mostra spesso impettito, con lo sguardo serio (a volte troppo) dalla postura quasi ieratica, sacrale, come un sacerdote che stia officiando un rito importante. Da alcuni sguardi sembra addirittura che sia accigliato e preoccupato (tira il mento e la testa leggermente indietro), forse sente la responsabilità e la pressione che tutto vada secondo copione avendo questo doppio ruolo di conduttore e direttore artistico?

Carlo Conti però ha due velocità: cambia spesso e improvvisamente registro comunicativo, passa dalla postura rigida e tradizionale a un dinamismo comunicativo che esplode, letteralmente, con ampi sorrisi, gesti ampi e veloci, si muove molto quando è in questa “fase attiva” che viene enfatizzata con un parlato veloce, con volume e ritmo elevato, questa doppia modalità comunicativa di Conti è dovuta da un lato dal dovere di essere garante dell’ufficialità del “rito” e dall’altro dalla necessità di dare brio e ritmo a un evento che ha uno schema intoccabile e che corre il rischio di stancare.
A volte Conti si mette le mani in tasca o le unisce davanti all’inguine, queste sono posizioni di riposo e servono a rilassarsi per un momento in un evento che richiede un alto livello di concentrazione e tensione come il Festival di Sanremo.

Passiamo ora all’analisi di Maria De Filippi: appare più sciolta e naturale nei movimenti rispetto a Carlo Conti (ruota il tronco più spesso, muove maggiormente la testa, rimane meno rigida con gambe e braccia che però muove in maniera meno vistosa), ha un ritmo più tranquillo rispetto a Conti sia nella gestualità che nel parlato, si muove in maniera meno rapida ed eccessiva di Conti e parla a volume normale e con un ritmo più sereno.

Appare sempre a suo agio sul palco dell’Ariston, a volte anche troppo sembrando quasi annoiata, al punto che rimane spesso con le braccia incrociate in posizione di riposo e mangia la sua immancabile caramella (che è comunque nascosta in maniera davvero molto abile). Il suo comportamento e la sua mimica sono sempre coerenti in tutto il Festival, non mostra una doppia modalità comunicativa come Carlo Conti.
All’inizio del Festival la Del Filippi dimostra di avere sangue freddo prendendo per mano Carlo Conti e aiutandolo a rompere la tensione e l’ingessamento iniziale, la scena in cui lei si accomoda sedendosi sui gradini del palco invitando Conti ad avvicinarsi a lei, a rompere una formalità che sembra sempre dovuta a Sanremo, è più eloquente di cento parole.

Come detto all’inizio, Sanremo è un evento che volenti o nolenti arriva una volta l’anno e, nonostante il grande successo che anche quest’anno ha ottenuto in termini di ascolti, la sensazione è che i conduttori (bravissimi e professionali) siano sempre impegnati in un notevole sforzo per portare avanti un evento istituzionale (e funenstato dagli sponsor e dalla pubblicità) che ha sempre fatto fatica a mettere d’accordo tutti gli italiani. Lo spettatore da casa assiste a questo intenso e continuo sforzo della conduzione che ricorda il mito di Sisifo, il quale nella mitologia greca è condannato a spingere per l’eternità un grande masso in cima a un monte dove poi finisce per rotolare di nuovo giù a valle, e poi si ricomincia a spingere di nuovo, ogni anno e ogni serata del Festival.

 

Francesco Di Fant

 

Centro Suono Sport – analisi di Virgina Raggi e Luciano Spalletti (06-02-2017)

In collegamento telefonico Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, che analizza Virgina Raggi e Luciano Spalletti nella trasmissione “Gli Inascoltabili” con Paolo Marcacci e Valeria Biotti su CENTRO SUONO SPORT 101.500 – 6 febbraio 2017)

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – analisi del Linguaggio del Corpo di Virginia Raggi (06-02-2017)

In collegamento telefonico Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone per parlare di Virginia Marra e il “caso Romeo” (6 febbraio 2017)

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Virgina Raggi dice la verità? Analisi del suo Linguaggio del Corpo

 

Virgina Raggi è ufficilamente entrata nella storia della capitale d’Italia per essere il primo sindaco donna di Roma, di recente è sotto i riflettori dei media a causa del “caso Marra” e del “caso Romeo”, quest’ultimo la vede interessata in quanto intestataria di una polizza assicurativa intestata a suo nome e da pochi giorni è stata interrogata da un PM in merito alla vicenda.

Per capire la veridicità delle parole del sindaco di Roma e per comprendere meglio le sue emozioni e il suo stato d’animo riguardo a quest’ultima vicenda, andiamo ad analizzare il suo linguaggio del corpo in un video in cui risponde a qualche domanda dei giornalisti che la stanno attendendo al termine del suo interrogatorio del 2 febbraio 2017.

Mentre si avvicina i giornalisti si mette a posto i capelli (00:37) e si aggiusta il vestito con una mano (00:43), questi segnali non verbali ci comunicano che il sindaco si sta mettendo in ordine per mettere oridne anche ai suoi pensieri, preparandosi così mentalmente a rispondere alle domande dei giornalisti.

Sorride mentre si avvicina (00.44), è certamente un sorriso di convenienza ma che non mostra grandi segnali di disagio, appare abbastanza tranquilla considerando la tensione che può generare una situazione del genere.

Arrivata ormai al faccia a faccia con i giornalisti stringe con forza le labbra cambiando aspetto al suo sorriso, questo gesto denota tensione. Il sindaco sa benissimo che dopo l’interrogatorio appena svolto dovrà anche rispondere alle domande dirette dei giornalisti di fronte alle telecamere e non più in un’aula chiusa lontano da occhi indiscreti (00:49).

Alla domanda “Lei sapeva di questa polizza assicurativa di cui era beneficiaria?” (1:02) la Raggi scuote la testa spostandola leggermente all’indietro e socchiude gli occhi. Scuotere la testa è un evidente segnale di negazione, chiudere gli occhi e spostare la testa all’indietro invece sono segnali di fuga. In questo caso la Raggi vuole letteralmente prendere le distanze da questo argomento spinoso e interrompe il contatto visivo per evitare di “visualizzare” tale situazione.

Durante la sua risposta alza le sopracciglia favorendo la formazione di rughe orizzontali sulla fronte. In questo caso dimostra una leggera sorpresa, alla fine della sua risposta avvicina le sopracciglia causando un corrugamento verticale tra le stesse sopracciglia (1:08), questo ci segnala grande concentrazione e attenzione da parte del sindaco sia per comprendere al meglio le domande che per dare le risposte più corrette usando le parole giuste. Questi segnali sono visibili anche durante le altre risposte del sindaco, questo indica un suo atteggiamento non verbale coerente che fa pensare che sia sincera.

Durante le sue risposte la voce del sindaco ha un tono abbastanza tranquillo, nelle domande più scottanti sono presente alcuni trascinamenti delle parole e delle pause, elementi che segnalano un po’ di tensione da considerare naturale considerando il momento di assedio fisico e psicologico da parte dei giornalisti.

Una cosa interessante da notare è che il sindaco evita di rispondere alla domanda “si sente tradita da Romeo?” che viene posta per ben quattro volte da un giornalista che non ottiene risposta. Per evitare di rispondere il sindaco prima distoglie lo sguardo dal giornalista in questione (1:21) e all’ultima ripetizione della stessa domanda lancia un veloce sguardo al giornalista (1:33) e si congeda definitivamente voltando le spalle a tutti i giornalisti (1:34) che ancora lanciano delle domande all’indirizzo della Raggi. Questo può essere inteso come una chiara e volontaria fuga dalla domanda scomoda, per evitare di rispondere ala stessa o per non dire qualche parola di troppo ed evitare di cadere in qualche trappola linguistica del giornalista a caccia di un titolo “forte” da mettere in prima pagina.

In generale possiamo dire che il linguaggio del corpo di Virgina Raggi non mostra evidenti segnali di menzogna durante il botta e risposta con i giornalisti, in questa situazione appare abbastanza serena e le sue parole e il suo atteggiamento sembrano convincenti (a parte la presenza di qualche segnale di tensione che è da ritenere giustificabile dopo otto lunghe ore di interrogatorio).

 

Francesco Di Fant