RADIO ROCK – analisi di Kim Jung Un Song e Donald Trump (04-05-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone per analizzare i due leader Kim Jung Un Song e Donald Trump (4 maggio 2017).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La CNV a Teatro: “Boomerang”

 

La CNV a Teatro: “Boomerang” (regia A. Longoni 16-05-2017)

Con questo articolo si inaugura un nuovo filone denominato “La CNV a Teatro”. L’intento è quello di portare a teatro una disciplina come la Comunicazione Non Verbale, osservando gli attori teatrali nelle loro performance dal vivo, gomito a gomito con altri attori e “faccia a faccia” col pubblico.
Al di là di una critica relativa allo spettacolo teatrale (che lascio fare ai critici teatrali che sicuramente ne sanno più di me), il focus di questi articoli sarà l’osservazione e il commento del Linguaggio del Corpo degli attori – principali e non – che quotidianamente e con grande impegno danno prodigiosamente vita alle rappresentazioni sui palchi per incantare e far vivere la magia del teatro al loro pubblico.

Il primo spettacolo è “Boomerang” (Sala Umberto, 16-28 maggio 2017 – Roma), una divertente e e irriverente black comedy a tinte gialle, scritta e diretta da Angelo Longoni, con (in ordine alfabetico) Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli.

Lo spettacolo vede una famiglia borghese riunita per la morte del padre; come un metaforico boomerang lanciato nel passato, menzogna e verità possono tornare indietro anni dopo per colpire chi ha lanciato quest’arma a doppio taglio. Tra ipocrisie, stereotipi e perbenismo di facciata, la scelte compiute dai singoli all’interno delle mura domestiche possono avere ripercussioni su altri individui e sulla società.

Giorgio Borghetti: energico e pieno di vita, dona al suo personaggio la giusta intensità, i suoi movimenti risultano ricchi di energia, la sua gestualità è anche rilassata quando serve risultando sempre naturale, le sue posture comunicano pienamente allo spettatore gli stati d’animo del personaggio che riesce a interpretare con realismo e passione.

Simone Colombari: strappa non poche risate con la sua verve, la sua simpatia e le sue buffe espressioni facciali, complice un testo ricco di spunti ilari, fanno breccia nel pubblico che si trova a ridere e applaudire in numerosi momenti dello spettacolo. Ha un vasto repertorio comunicativo, il suo corpo è molto mobile specialmente nella zona del tronco e della testa, gestisce con naturalezza il movimento degli arti e asseconda in maniera naturale le emozioni del suo personaggio.

Eleonora Ivone: bravissima ed equilibrata, riesce a trasmettere agli spettatori la giusta freddezza e durezza del personaggio attraverso l’abile uso di gesti lineari e direttivi, comunica in maniera efficace rabbia e angoscia attraverso un uso completo e coerente di tutte le sue parti del corpo risultando sempre credibile.

Amanda Sandrelli: molto espressiva anche attraverso le sue poliedriche espressioni facciali, risulta carismatica, riesce a cambiare ritmo e stile con efficacia e grande naturalezza; riesce a suggerire allo spettatore l’ambiguità del personaggio attraverso una gestualità che sa adattarsi sempre ai diversi momenti scenici, comica e drammatica quando serve, con la grande mobilità delle sue mani tiene vivo il ritmo della sua interpretazione.

Un’ottima prestazione di tutti gli attori che hanno letteralmente dominato la scena anche attraverso il loro Linguaggio del Corpo. Uno spettacolo godibilissimo dall’inizio alla fine animato da diversi colpi di scena, con una storia la cui trama risulta sempre ritmata e avvincente con un cast di attori di altissimo livello.

Francesco Di Fant

 

http://www.salaumberto.com/stagione-teatrale-2016-2017/boomerang-di-angelo-longoni.html

 

L’uso del Linguaggio del Corpo nella sessione di Coaching – COACHMAG n.30

 

In una sessione di Coaching è di fondamentale importanza saper comunicare bene con chi abbiamo di fronte, un buon Coach dovrebbe riuscire a comunicare al meglio delle sue possibilità, usando anche la Comunicazione Non Verbale che può risultare una valida alleata sia per trasmettere al meglio i nostri messaggi che per comprendere stati d’animo ed emozioni provate dagli altri.

Per un coach una cosa importante da considerare è il suo ruolo, egli deve dimostrare sicurezza e infonderla nell’altro o il suo impatto sarà ridotto rispetto alle aspettative. Come si può dimostrare sicurezza attraverso il Linguaggio del Corpo? Ci sono alcune semplici regole da seguire per non sbagliare durante una sessione di Coaching, prendiamole in esame una per una.

1) Usare il contatto fisico per manifestare apprezzamento: un buon Coach sa che per essere davvero incisivo dovrebbe far sentire al coachee la sua presenza non solo in termini psicologici ma anche fisici, per questo motivo è utile cercare un contatto fisico nei primi minuti della sessione. Oltre alla rituale stretta di mano sarebbe bene che il Coach instauri un contatto fisico con l’altro, magari toccando la spalla o la parte superiore del braccio (zone considerate di “libero accesso” anche da parte di persone con cui non si è in particolare confidenza).

2) Non incrociare le braccia o le gambe: stare con le gambe o le braccia incrociate non significa necessariamente essere in una posizione di chiusura, infatti può anche essere una posizione di riposo; per evitare incomprensioni tuttavia è meglio che il Coach abbia sempre posture del corpo aperte che dimostrino al coachee la sua disponibilità al rapporto e alla comunicazione.

3) Sorridere: il sorriso è il più antico segnale umano per dimostrare mancanza di aggressività, anche i primati e molti altri animali usano il sorriso (o particolari variazioni di esso) per comunicare ad altri membri della stessa specie la volontà di non aggredire l’altro e di cercare una convivenza pacifica. E’ stato studiato che il nostro cervello elabora la presenza o meno del sorriso su un volto in tempi velocissimi, più veloci di tutte le altre strategie di riconoscimento che il nostro cervello mette in atto.

4) Avere un’immagine curata: non serve scomodare la disciplina della vestemica per capire che “l’abito fa il monaco”, la nostra immagine infatti trasmette un’idea di ciò che siamo e di come ci poniamo. Curare la propria immagine e scegliere indumenti e accessori che siano consoni con il ruolo di Coach è importante per comunicare professionalità e rispetto per sé e per gli altri. Infatti come diceva Oscar Wilde “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta”.

5) Usare una stretta di mano decisa: la stretta di mano è il primo contatto fisico tra due persone, per dimostrare sicurezza bisognerebbe effettuare una stretta di mano decisa che trasmetta energia e voglia di mettere tale energia, fisica e mentale, a disposizione dell’altro. E’ utile trovare la giusta misura nella forza impiegata, una mano molla non ispira sicurezza ma una stretta di mano troppo potente potrebbe infastidire l’altro, che si trova a dover sfuggire a tale morsa. Inoltre una stretta di mano troppo forte potrebbe comunicare arroganza e la volontà di prevaricare l’altro.

6) Schiena dritta e spalle indietro: tenere una postura diritta segnala la presenza di energia fisica e mentale. Infatti quando ci si sente tristi o depressi tale postura è difficilmente raggiungibile poiché la stanchezza mentale viene espressa dal nostro corpo attraverso posture che segnalano debolezza, ad esempio tenendo la schiena curva e le spalle abbassate con la testa leggermente in avanti.

7) Mantenere mento e sguardo dritti: la posizione della testa comunica atteggiamenti diversi, stare con il mento alzato può segnalare arroganza e sfida, si lascia scoperta la delicata zona della gola a segnalare che non si teme un attacco altrui. Stare col mento abbassato, al contrario, comunica difesa o timidezza, segnalando il timore di venire attaccati. E’ bene rimanere con il mento in posizione dritta mantenendo lo sguardo sull’altro, questa postura equilibrata dimostra la volontà di incontrare l’altro sullo stesso piano, senza mostrare segnali di difesa o di attacco.

8) Tenere le mani in vista: nascondere le mani dalla vista altrui può venire interpretato come la volontà di non voler mostrare qualcosa per paura o timidezza, per comunicare sicurezza e fiducia è buona norma tenere le mani in vista.

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.30, Anno 7, Novembre 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

Macron – Le Pen: linguaggi del corpo a confronto

 

Emmanuel Macron ha vinto, è lui il nuovo presidente della Repubblica francese. I sondaggi degli ultimi giorni prima del voto lo davano in testa con un discreto vantaggio su Marine Le Pen, figlia d’arte della politica.
Secondo gli analisti politici, il confronto televisivo tra i due candidati qualche giorno prima del voto decisivo è stato importante per spostare una parte delle preferenze di voto.

I giornalisti hanno descritto un dibattito che si è svolto in un clima da “botta e risposta” centrato maggiormente sullo scambio di insulti che sulla piena e chiara illustrazione dei programmi politici, i conduttori hanno dovuto letteralmente mettere le “mani avanti” per moderare alcuni momenti del dibattito.
Il giorno seguente all’incontro, i media si sono espressi su Marine Le Pen commentando che nel confronto faccia a faccia era sembrata meno credibile e affidabile rispetto a Macron. Oltre che dalle posizioni politiche e dalle idee dei candidati, gli spettatori del confronto potrebbero essere stati influenzati anche dal Linguaggio del Corpo di Macron e di Le Pen.

Altri famosi confronti televisivi di candidati presidenziali hanno poi dato ragione al candidato che si era dimostrato più credibile, convincente e affidabile con le proprie parole e con la propria Comunicazione Non Verbale. Ne sono un esempio i confronti Kennedy-Nixon e Obama-McCain, l’ultimo incontro tra la Clinton e Trump rappresenta un’eccezione, infatti la Clinton era sembrata più convincente di Trump nel faccia a faccia salvo poi perdere alle elezioni.

Andiamo ad analizzare i numerosi elementi del Linguaggio del Corpo che possono aver determinato la maggiore credibilità di Macron nel confronto con Le Pen:

  • Macron dimostra maggiore energia ed espressività rispetto alla Le Pen, muove maggiormente la testa, il busto e le spalle, anche le sue espressioni facciali sono più vivide e coinvolgenti, in particolare la sua espressività si concentra nella zona alta del volto, sopracciglia e rughe della fronte, con l’effetto di sembrare più incisivo ed espressivo.
    Inoltre Macron usa molti gesti illustratori – la gesticolazione – in misura maggiore della sua avversaria, dando così più enfasi alle sue parole.
    Anche la voce di Macron fa la sua parte, è una voce energica e decisa, parla senza sbavature, usa correttamente le pause e mette la giusta enfasi sulle frasi importanti; Le Pen invece mostra qualche indecisione e trascinamento di troppo, a volte sembra quasi balbettare leggermente.
  • Marine Le Pen mostra anche diversi segnali di tensione e disagio col suo corpo, infatti sbatte spesso le palpebre, mostra un sorriso tirato, deglutisce visibilmente la saliva, si guarda intorno per cercare supporto, ha uno sguardo tagliente, accigliato, a volte quasi arrabbiato. Inoltre Le Pen si mette spesso a posto i capelli, si poggia al tavolo con una mano per cercare un punto di ancoraggio in una situazione burrascosa, le sue mani spesso sono giunte e limitano l’espressività, a volte dimostra la sua tensione anche con un pizzico di aggressività puntando spesso il dito indice verso Macron.
  • Macron fa la differenza anche dimostrando maggiore affidabilità attraverso il suo Linguaggio del Corpo, il suo sguardo è sereno, diretto, deciso, effettua gesti con la mani aperte e usa spesso il gesto della “presa di precisione”, simile al gesto dell’OK. Marine Le Pen al contrario abbassa lo sguardo ogni tanto e parla con le labbra leggermente strette, socchiuse.

Oggi il presidente della Francia è Emmanuel Macron, il candidato che ha dimostrato nel confronto televisivo, al di là delle idee politiche, di saper mettere in campo più energia e decisione rimanendo calmo; invece Marine Le Pen è sembrata rigida, a disagio e spesso in difficoltà, atteggiamenti che, guarda caso, i candidati hanno mostrato anche nei loro rispettivi discorsi di ringraziamento agli elettori dopo le elezioni.

 

Francesco Di Fant

 

 

 

“LA MENZOGNA: capirla e riconoscerla attraverso la Comunicazione Non Verbale” – Seminario a Roma (19-05-2017)

 

 

Lo STUDIO LEGALE CAPPELLO in collaborazione con la
dott.ssa Marta FALAGUASTA e il dott. Francesco DI FANT
propone un seminario di ascolto dal titolo:

LA MENZOGNA: capirla e riconoscerla attraverso la Comunicazione Non verbale
venerdì 19 maggio 2017, ore 18:00

Seminario sul riconoscimento della menzogna dedicato ad avvocati e operatori giuridici. Come riconoscere una menzogna? Come capire quando un cliente o un imputato ci nasconde qualcosa o ci manipola attraverso una bugia?
L’incontro si propone di esplorare i meccanismi psicologici della menzogna, i segnali del corpo e gli elementi utili per riconoscerla attraverso l’analisi delle parole, delle emozioni e del Linguaggio del Corpo.

Durata: 1 h 30 min
Sede: Studio legale Laura Cappello- via Antonio Baiamonti, 4
Docenti: Dott.ssa Marta Falaguasta (Psicologa-Psicoterapeuta) e Dott. Francesco Di Fant (Esperto di comunicazione e linguaggio del corpo)
Costo: € 20

Informazioni e prenotazioni: avv.cappello@studiolegalecappello.it