Segnali di Menzogna: le mani – Copia Originale

 

Per riconoscere una menzogna osservando il Linguaggio del Corpo altrui, bisognerebbe prestare particolare attenzione ai gesti effettuati con le mani:

  • nascondere le mani (in tasca o dietro la schiena) può essere un gesto legato alla timidezza ma anche alla menzogna, infatti tale gesto può segnalare che si ha “qualcosa da nascondere”
  • la presenza o l’aumento dei gesti manipolatori (gesti con cui si entra in contatto con il proprio corpo o con un oggetto) può indicare la presenza di una menzogna

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/segnali-menzogna-le-mani

Segnali di Menzogna: il volto – Copia Originale

 

Il nostro corpo invia molti segnali all’esterno e, tra questi, anche i cosiddetti “segnali di menzogna”: piccoli o grandi gesti che possono indicare la presenza di una bugia. Cosa dovremmo osservare sul volto altrui?

– l’asimmetria delle espressioni facciali può indicare la falsificazione o il controllo delle emozioni, le emozioni sincere appaiono simmetriche sul viso

– uno sguardo carente (evitare il contatto visivo) o eccessivo (fissare l’altro per controllarlo) possono essere segnali di menzogna

 

Francesco Di Fant

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Marie Forleo: il Linguaggio del Corpo al femminile – CoachMag n.37

 

Torna sulle pagine di CoachMag l’analisi del Linguaggio del Corpo di Coach famosi, in questo numero parliamo di Marie Forleo, eclettica Coach americana dalle molte passioni. Marie, infatti, è ballerina professionista, life Coach, motivational speaker, autrice e conduttrice del web show “Marie TV” e fondatrice della scuola online di business e sviluppo personale “Marie Forleo’s International B-school”.

Esistono numerosi video di Marie Forleo su internet, a partire dal suo canale web “Marie TV” fino ai tantissimi video presenti su Youtube. E’ spesso ospite di noti programmi televisivi americani e la conduttrice Oprah Winfrey l’ha definita “una leader di pensiero della prossima generazione”.

 

ENERGIA E GESTUALITA’ AL FEMMINILE:

A prima vista Forleo appare subito come una persona energica e solare, che sa mettere gli altri a proprio agio regalando spesso il suo ampio sorriso a chi la guarda, risulta molto comunicativa con una spiccata espressività facciale e una ricca gestualità, elementi peraltro tipici del linguaggio del corpo femminile…

(Continua su COACHMAG n.37 con l’analisi di energia, femminilità, accoglienza e incisività di Marie Forleo –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.37, Anno 9, Gennaio 2018, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Pupille e Linguaggio del Corpo – Copia Originale

 

La modificazione delle pupille, impossibile da controllare, può essere un importante segnale del corpo:

– L’ingrandimento delle pupille (midriasi) è un riflesso del sistema nervoso simpatico. La dilatazione avviene quando c’è poca luce e in presenza di felicità, stress, ansia, shock, paura e sorpresa
– Il restringimento delle pupille (miosi) è connesso al sistema nervoso parasimpatico. Esso avviene quando nell’occhio entra troppa luce o in presenza di emozioni quali rabbia, disgusto o tristezza

 

Francesco Di Fant

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Mark Zuckerberg: il gigante della comunicazione che non sa comunicare

 

Mark Zuckerberg, il magnate della comunicazione di internet, il “papà” ufficiale di Facebook è stato chiamato a testimoniare di fronte al congresso degli Stati Uniti sull’uso dei dati personali dei 2 miliardi di utenti di Facebook a scopi commerciali. Nei giorni seguenti del cosiddetto “scandalo di Cambridge Analytica” si stima che circa il 9% degli utenti ha rimosso il proprio profilo dal social network, di cui qualcuno anche tra i miei conoscenti.

Analizzando il suo linguaggio del corpo durante la sua deposizione di fronte al congresso, situazione che può far letteralmente tremare le gambe dall’emozione, scopriamo che si dimostra freddo, privo di tensione e di emozioni, se non per qualche piccola eccezione. Talmente freddo che il dottor Spock o l’androide di Terminator paragonati a lui sembrano dei simpatici umoristi.
E’ vero che che gli americani hanno un’espressività ridotta rispetto agli italiani e che Zuckerberg era sicuramente molto concentrato sulle parole da dire, ma la mancanza di empatia e di “colore” nella sua comunicazione sono gli aspetti che più mi hanno colpito nella sua udienza. In altri filmati è possibile vedere presentazioni di Mark Zuckerberg dove riesce a comunicare in modo efficace con l’audience, stavolta però sembra che il fatto di dover rispondere delle proprie azioni di fronte a dei senatori abbia completamente bloccato la sua capacità espressiva.

In generale non possiamo dire che faccia errori di comunicazione durante la deposizione, guarda tutti i senatori e parla in maniera chiara e serrata, senza manifestare tensione o emozioni particolari; la comunicazione non verbale ed emotiva sono però ridotte ai minimi termini: usa pochissimo la gestualità delle mani e le braccia rimangono sempre attaccate al banco, ha una espressività facciale quasi assente fatta eccezione per qualche raro e stitico sorriso o qualche debole movimento dei muscoli nella zona degli occhi e della bocca.

Zuckerberg sembra meno “robotico” quando risponde alle domande più scomode (dando risposte preparate e studiate) mostrando alcuni deboli segnali di tensione come stringere le labbra, sbattere eccessivamente le palpebre, qualche pausa e indecisione mentre parla. Una domanda che sembra metterlo maggiormente in difficoltà riguarda la tutela dei dati personali dei minori dove mostra maggiore indecisione con una risposta molto evasiva che non viene apprezzata. In questo caso gesticola maggiormente con le mani e la tensione è visibile nei muscoli della bocca che si irrigidiscono visibilmente, forza un piccolo sorriso di circostanza che si trasforma in una smorfia di tensione.

Nonostante questi piccoli cenni emotivi Zuckerberg, in questa particolare occasione, sembra bloccato e risulta asettico, privo di empatia e di energia comunicativa, non sembra mostrare emozioni né con le domande più favorevoli per lui che con le domande più scomode, al massimo si può osservare ogni tanto una piccola scossa rispetto al suo “torpore comunicativo”.

La domanda che sorge alla luce di quanto detto è: “Come è possibile che il fondatore di una delle aziende di comunicazione di massa più importanti nel mondo che riesce a comunicare efficacemente con il pubblico su un palco, in questa situazione abbia così poca empatia ed energia comunicativa, non dia colore alle parole e non comunichi alcuna passione?”
Il primo – e infelice – paragone che mi viene in mente è con un gigante della comunicazione: il compianto Steve Jobs, che portava avanti la sua “vision” supportandola con un’incredibile capacità comunicativa che si trasformava in passione ed energia con cui contagiava i suoi collaboratori e tutti i suoi estimatori. Zuckerberg di fronte al congresso è così inespressivo che a confronto anche l’impacciato Bill Gates risulta un simpatico e carismatico comunicatore.
C’è chi considera Zuckerberg un genio e chi afferma il contrario. Il filosofo Kierkegaard affermava che “I geni sono come i temporali. Vanno contro il vento, terrorizzano la gente, purificano l’aria”, di questi tempi nel cielo di Facebook invece sembra che splenda il sole.

 

Francesco Di Fant

 

 

La CNV “nel palmo della mano” – Copia Originale

 

Le mani sono uno strumento importante nella CNV e anche la posizione dei palmi della mano può comunicare diverse cose:

  • Palmi verso l’alto: posizione del “supplicante”, si segnala una richiesta di ascolto e di comprensione
  • Palmi verso il basso: comunicano la volontà di placare gli animi o, se il gesto viene compiuto con energia, segnala l’imposizione di qualcosa “dall’alto”
  • Palmi verso l’interno: trasferisce l’idea di voler abbracciare qualcosa, comunica un senso di inclusione e condivisione

Francesco Di Fant

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La gestualità delle mani dei politici – TG Gold Salute e Società

 

Che cosa dicono le mani dii alcuni politici?
Per saperlo guardate il servizio di Roly Kornblit nel TG Gold Salute e Società con l’esperto di Linguaggio del Corpo Francesco Di Fant.

 

 

Sito web di Gold TV.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gesti illustratori: 4 categorie – Copia Originale

 

Le mani comunicano molto attraverso la loro gestualità, esistono diverse classificazioni dei gesti effettuali con le mani. I gesti illustratori (la “classica” gesticolazione molto cara a noi italiani) sono usati per rafforzare il valore comunicativo delle parole e possono essere suddivisi in 4 categorie:

  • Batonici (scandiscono il ritmo del parlato)
  • Deittici (gesti con cui si indica qualcosa)
  • Iconici (mimano un’immagine, un’azione o un’idea)
  • Emblematici (appartenenti a una specifica cultura)

Francesco Di Fant

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