Leggere il volto: riconosci quello che vedi?

Negli articoli precedenti abbiamo parlato del perché è importante studiare il viso, esaminando le espressioni macro, micro e sottili, e abbiamo illustrato la Fase 1 per leggere il volto: “Imparare cosa cercare”. Poiché il viso trasmette molte informazioni, è utile imparare cosa cercare, considerando i tuoi interessi specifici, e cosa ignorare. Questo viene definito creare una “linea di base” (baseline).

FASE 2: “RICONOSCI CIÒ CHE STAI OSSERVANDO”

Il passo successivo è imparare quali espressioni sono associate alle emozioni. Ecco un esempio:

È possibile correlare in modo affidabile e prevedibile determinati movimenti muscolari con determinate emozioni? La risposta è “sì”.

È abbastanza semplice identificare le espressioni “macro” di emozioni nelle fotografie semplicemente guardandole. Ma le persone tendono a non camminare con i volti congelati in un’unica espressione. Le macroespressioni, come quelle in queste immagini, durano tra ½ e 4 secondi.

Questo è ciò che le persone mostrano in viso quando non stanno cercando di nascondere o reprimere ciò che stanno provando. E se stessero nascondendo qualcosa? In tal caso è possibile vedere le microespressioni a causa di qualcosa che gli scienziati chiamano “fuoriuscita” (leak).

Quando una persona pensa una cosa (cognizione) e ne sente un’altra (emozione), c’è un piccolo tiro alla fune in atto all’interno del cervello. Il rapido lampo di una microespressione – che mostra ciò che la persona sta realmente provando in quell’istante – fuoriesce letteralmente come risultato di questa lotta interna.

Le microespressioni durano ½ secondo o meno: appaiono e scompaiono nel viso in modo incredibilmente rapido e sono state cronometrate a una velocità di 1/15 di secondo. Ma se sai cosa cercare (Fase 1) e capisci cosa stai vedendo quando succede (Fase 2) puoi imparare a identificare le microespressioni delle emozioni.

Un modo per compensare i nostri pregiudizi e i nostri giudizi culturali nel riconoscimento delle emozioni è quello di utilizzare un sistema oggettivo e scientifico per codificare il comportamento del viso in modo affidabile (ad esempio il FACS).

FASE 2: COSA RICORDARE?

Per imparare a leggere i volti, devi imparare a riconoscere in modo affidabile le espressioni facciali. Inizia con le sette espressioni universali delle emozioni (gioia, tristezza, paura, sorpresa, rabbia, disprezzo e disgusto). Alcune persone possono avere problemi a riconoscere le macroespressioni. Il passo seguente sarà imparare come individuare le microespressioni di queste emozioni.

Non perdere il prossimo articolo in cui parleremo di come mettere in atto tutte le 3 Fasi!

Vuoi imparare a leggere il volto e conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.

Tratto da https://www.humintell.com/2009/07/so-you-want-to-be-an-expert-2/

Leggere il volto: cosa osservare?

Ci sono alcuni talenti naturali al mondo in grado di leggere i volti con una precisione quasi del 100% e senza allenamento: lo sanno fare e basta.

Silvan Tomkins, psicologo e mentore del moderno studio del viso, era un fantastico “lettore di volti” – alcune persone dicono che fosse il migliore che il mondo abbia mai visto. Per il resto di noi che non sia un talento naturale nell’arte del face reading, la buona notizia è che tutti possiamo imparare a interpretare i segnali del viso. Come la maggior parte delle cose nella vita, per ottenere davvero dei risultati bene bisogna fare molta pratica.

In questo articolo, e nei prossimi, sarà illustrato un approccio di base per imparare a leggere il volto in 3 passi.

FASE 1: “IMPARA COSA CERCARE”

Dato che abbiamo circa 40 muscoli in faccia, tutti in movimento indipendentemente l’uno dall’altro – con la possibilità di migliaia di espressioni – il primo passo è capire il tipo di informazioni che possiamo ottenere da tutto ciò che può muoversi sul viso. Un avvertimento: ricorda che non importa quanto siamo bravi a vedere i segni, è naturale per noi applicare i nostri pregiudizi e giudizi culturali a ciò che stiamo vedendo.

Ad esempio nella maggior parte delle culture occidentali, annuire con la testa su e giù significa “sì” e da un lato all’altro significa “no”. Ma se sei cresciuto in Pakistan, è il contrario. Se un americano parla con un visitatore del Pakistan chiedendo se si sta godendo il soggiorno negli Stati Uniti, lui dirà di “sì” annuendo con la testa da un lato all’altro. Questo può confondere e può far pensare che l’altro stia mentendo. Sembra strano: perché dovrebbe dire che gli è piaciuto qualcosa mentre scuote la testa facendo “no”? È semplicemente l’espressione di un giudizio su ciò che si vede in base al proprio background culturale. Non tutti sanno che “sì” significa “no” e “no” significa “sì” in Pakistan.

FASE 1: COSA RICORDARE?

Dal momento che il viso trasmette molte informazioni, è importante comprendere cosa cercare (considerando i propri interessi o la propria professione) e cosa ignorare. E’ utile osservare un individuo al fine di stabilire una “linea di base” (baseline) delle sue normali espressioni facciali (anche dei tic), i tipici comportamenti non verbali (si agitano continuamente o giocano con i loro capelli? Questo fa parte del loro linea di base) e tutti i comportamenti che potrebbero essere specifici della loro cultura (es. “sì” che significa “no” in Pakistan).

Nei prossimi articoli continueremo a parlare di come comprendere ciò che stiamo vedendo sul volto e come interpretare i segnali del viso in una visione globale. A presto!

Vuoi imparare a leggere il volto e conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.

Tratto da https://www.humintell.com/2009/07/so-you-want-to-be-an-expert-1/

Linguaggio del Corpo: perché concentrarsi sul viso?

Il comportamento Non Verbale è una componente importante della comunicazione e le espressioni facciali delle emozioni sono il modo di comunicare più importante e complesso che hanno gli umani.

Esistono prove che suggeriscono che fino al 90% dei meta-messaggi comunicati in qualsiasi interazione è non verbale. Questo è il motivo per cui concentriamo i nostri sforzi sulla comprensione di ciò che avviene sul viso.

Numerosi studi hanno documentato sette espressioni facciali delle emozioni espresse universalmente: felicità, tristezza, paura, sorpresa, rabbia, disprezzo e disgusto. Questa idea delle emozioni universali è iniziata tempo fa: Charles Darwin (1809-1882) ha condiviso le sue idee su volto ed emozioni nel libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” (1872) . Darwin pensava che tutti i mammiferi mostrassero emozioni in modo affidabile sui loro volti.

Esistono altre emozioni e stati d’animo oltre alle sette emozioni di base, ma tutte le persone – indipendentemente da razza, cultura, etnia, età, genere o religione – esprimono le sette emozioni universali sul viso esattamente allo stesso modo. Quindi siamo in grado di leggere i segni delle emozioni sotto forma di macroespressioni, microespressioni ed espressioni sottili.

Essere allenati nel leggere le emozioni è un’abilità importante per comunicare in modo efficace, stabilire relazioni, ottenere informazioni, negoziare e così via. In poche parole, apprendere questa abilità aumenta la tua intelligenza emotiva e può aiutarti a relazionarti meglio, lavorare in modo più intelligente e vedere cosa provano veramente gli altri.

Nozioni di base sul viso

Abbiamo già parlato di macroespressioni, microespressioni ed espressioni sottili in un articolo precedente. Ecco una breve definizione:

– Macroespressioni: durano da ½ secondo a 4 secondi, le vediamo continuamente nelle nostre interazioni quotidiane con le persone. È il volto che le persone mostrano quando non hanno nulla da nascondere.

– Microespressioni: durano meno di mezzo secondo e si verificano quando le persone cercano consciamente o inconsciamente di nascondere o reprimere ciò che provano. La maggior parte delle persone non riescono a individuare le microespressioni, anche se ci sono alcune persone al mondo che sono dei talenti naturali e possono individuarle senza allenamento.

– Espressioni sottili: sono leggermente diverse dalle altre, non le identifichiamo per la quantità di tempo impiegata per spostarsi su e giù dal viso; le espressioni sottili sono associate all’intensità dell’emozione. Si verificano quando una persona sta iniziando a provare un’emozione o quando la sua risposta emotiva a una situazione, un’altra persona o l’ambiente circostante è di bassa intensità. Ricerche pubblicate di recente hanno mostrato un’elevata correlazione tra il riconoscimento di espressioni sottili e la capacità di rilevare l’inganno.

Vuoi conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.

Tratto da https://www.humintell.com/2009/07/so-you-want-to-be-an-expert-1/

Coronavirus e MES: la rabbia di Conte contro Salvini e Meloni

Quando è troppo è troppo: Conte demolisce in diretta nazionale le bugie di Salvini e Meloni

Ieri sera nella conferenza stampa in diretta nazionale il premier Giuseppe Conte ha perso la sua naturale calma ed eleganza e si è concesso 2 minuti di rabbia spontanea (e forse anche in parte trattenuta) di fronte a milioni di telespettatori – in un momento mediatico ormai considerato “sacro” per la nazione – accusando apertamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni di indebolire il paese, in piena crisi Coronavirus, con le loro irresponsabili menzogne per racimolare qualche voto.

Mentre le destre di tutto il mondo soffiano sul fuoco del COVID-19 per alimentare sovranismi e scontento popolare sperando anche in ribaltoni governativi, in Italia il gusto per le fake news diventa più che allarmante quando a mentire spudoratamente sono dei politici di rilievo come Salvini e Meloni.

Salvini e Meloni sono accusati di aver hanno diffuso notizie false a proposito del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità: il dibattuto “fondo salva-Stati” europeo) creando allarme e disinformazione. Purtroppo non è la prima volta che certi personaggi politici preferiscono fare propaganda elettorale e terrorismo nei confronti dei cittadini piuttosto che essere al servizio di questi ultimi, specialmente in questi giorni di crisi globale.

Un politico che viene sconfessato in diretta nazionale dal premier non si vede tutti i giorni, quando I politici impallinati sono 2 la notizia è ancora più grande. Conte ha sbugiardato in diretta Salvini e Meloni a proposito delle loro affermazioni menzognere a proposito di presunti accordi segreti sul MES (mai avvenuti) siglati dal governo col “favore delle tenebre” (citando le parole più accalorate del premier Conte).

Per un politico, avere addosso l’etichetta del bugiardo e dell’agitatore di folle è sicuramente il peggior biglietto da visita per avere ancora credibilità nel dibattito politico italiano e internazionale.

Come esprime la rabbia il Linguaggio del Corpo di Conte?

Quando parla delle menzogne di Salvini e Meloni Conte manifesta una grande energia nella voce e nei gesti. Prima di iniziare il suo attacco Conte poggia la mano sinistra sul bracciolo della sedia, questo gesto indica sia la volontà di occupare più spazio col corpo e apparire più minaccioso sia la ricerca di un punto di appoggio, un trampolino (il bracciolo) prima di “tuffarsi” nella sua invettiva verbale.

Passa dai gesti effettuati in modo circolare (che usa spesso per indicare unità e collaborazione) a gesti lineari per colpire ed essere incisivo e diretto verso chi sta accusando.

È ben visibile il dito indice puntato e agitato con forza che indica con veemenza la telecamera “bacchettando” virtualmente i politici ritenuti bugiardi.

La voce ha un cambiamento netto: diventa più cadenzata, secca con un aumento deciso del volume. Anche nel viso possiamo osservare diversi segnali universali dell’espressione della rabbia: lo sguardo fisso e cupo, gli occhi socchiusi con le palpebre tese, le sopracciglia abbassate a formare una “V” e la bocca squadrata.

E voi cosa ne pensate di questa vicenda?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Vuoi imparare a riconoscere le emozioni e conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.

I poliziotti riescono a riconoscere i bugiardi?

I poliziotti sono più abili di noi nel riconoscere un bugiardo?

Osserviamo questi due sillogismi:

1) La maggior parte delle persone ha solo la possibilità di rilevare bugie.

La maggior parte dei poliziotti sono persone.

Pertanto, la maggior parte dei poliziotti ha solo la possibilità di individuare bugie.

Vi sembra corretto o preferite il numero 2?

2) I “maghi della verità” (Truth Wizards) sono in grado di rilevare bugie nella maggior parte dei casi.

Alcuni maghi della verità sono poliziotti.

Pertanto, alcuni poliziotti possono rilevare l’inganno per la maggior parte del tempo.

Entrambi i sillogismi sono corretti. La maggior parte dei poliziotti, come la maggior parte delle persone, sono “a rischio” con la loro normale abilità di rilevare menzogne. Ma alcuni poliziotti sono rilevatori di bugie esperti. Queste conclusioni vengono da studi condotti su gruppi non selezionati di personale delle forze dell’ordine e su individui e gruppi di personale delle forze dell’ordine altamente selezionati.

Negli anni ’90, Paul Ekman, Mark Frank e Maureen O’Sullivan hanno descritto come altamente efficaci due specifici gruppi di forze dell’ordine (agenti dei servizi segreti e investigatori federali altamente motivati). Hanno anche riportato solo punteggi casuali di accuratezza nel rilevare menzogne in diversi altri gruppi di professionisti della polizia. Più recentemente, in uno studio condotto in Inghilterra, Mark Frank ha riscontrato differenze di accuratezza tra i diversi tipi di personale delle forze dell’ordine. Gli investigatori di omicidi erano molto precisi mentre gli agenti di pattuglia no. Quindi alcuni tipi di poliziotti possono riconoscere meglio i bugiardi a volte.

Nel 2000, vennero intervistati i cosiddetti “Truth Wizards”, persone che hanno ottenuto punteggi pari o superiori all’80% su almeno due delle tre misure standardizzate di rilevamento delle menzogne. Questi non erano test facili poiché la maggior parte delle persone ha ottenuto solo punteggi casuali (vicino al 50%). Tutti e tre i test mostrano “bugie ad alto rischio” in cui i bugiardi e i cacciatori di menzogne erano fortemente motivati, per motivi personali o da un significativo rinforzo positivo e/o negativo (ricompense importanti, punizioni severe).

Paul Ekman ha sostenuto per molti anni che sono necessarie situazioni ad alto rischio per determinare l’accuratezza del rilevamento delle bugie, altrimenti le bugie e le verità non avranno i corretti comportamenti emotivi e cognitivi necessari per scoprire la verità. Ricordi l’ultima volta che un agente di polizia ti ha interrogato? Il tuo cuore batteva forte? La tua mente era annebbiata? La tua bocca era secca? Questo può accadere anche in un semplice interrogatorio a proposito di un fanale posteriore rotto o di una disattenzione alla guida. Immagina se l’interrogatorio riguardasse un omicidio. La polizia è abituata a interrogare le persone in situazioni in cui sono molto attive sia dal punto di vista emotivo che cognitivo.

Questa ipotesi è stata esaminata in un’analisi su tutti gli studi sull’accuratezza del rilevamento delle bugie nei gruppi di polizia. Si è scoperto che gli agenti di polizia testati con bugie con una posta in gioco alta erano significativamente più precisi di quelli testati con bugie con una posta in gioco bassa. Nessun funzionario di polizia testato con menzogne con una bassa posta in gioco è risultato al di sopra delle normali probabilità di riconoscimento.

Quindi, per determinare se gli agenti di polizia sono accurati nel rilevamento delle bugie, assicurati di specificare se si tratta di “alcuni” o “tutti” i poliziotti.

Vuoi saper riconoscere le menzogne e conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.

Tratto da https://www.psychologytoday.com/intl/blog/deception/200906/can-cops-catch-liars

Oprah Winfrey: il Linguaggio del Corpo della Regina dei media – CoachMag 50

Come accade periodicamente in questa rubrica, cogliamo l’occasione per soddisfare la nostra curiosità analizzando Coach internazionali e personaggi famosi attraverso la lente del Linguaggio del Corpo. Questa volta abbiamo l’onore di prendere in analisi un personaggio di caratura mondiale che ha anche ottenuto la “medaglia presidenziale della libertà” negli Stati Uniti d’America: Oprah Winfrey.

Oprah Winfrey, conduttrice e autrice televisiva statunitense, è conosciuta in Italia principalmente per il suo famoso talk show The Oprah Winfrey Show.

Negli USA è soprannominata la “Regina di tutti i media”, è tra le donne più potenti al mondo ed è anche nota per la sua attività filantropica. Candidata due volte al Premio Oscar, ha ricevuto l’Oscar Premio umanitario Jean Hersholt e il Golden Globe alla carriera.

Viene quasi naturale chiedersi di fronte a tanti titoli: “Come comunica la Regina di tutti i media?”. Con tale esperienza Oprah Winfrey è sicuramente più che maestra nell’arte della comunicazione ma, oltre le sue parole, cosa e come comunica con il suo Linguaggio del Corpo?

La Comunicazione Non Verbale di Oprah ci parla di una donna potente, confidente e sicura di sé, nei tanti video presenti in rete i suoi gesti e la sua espressività comunicano fiducia, forza, sicurezza e saggezza…

(Continua su COACHMAG n.50 con la gestualità di Oprah Winfrey che comunica fiducia, calore e forzawww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Vuoi conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.