A me gli occhi!

 

Durante una normale conversazione di solito ci si guarda nel viso l’uno con l’altro, le persone che guardano spesso il proprio interlocutore comunicano un’immagine positiva di sé poiché, in linea di massima, si viene percepiti dagli altri come più sinceri e capaci; lo sguardo regola anche l’alternanza dei turni nella conversazione, infatti può comunicare l’intenzione di intervenire, segnalare che il proprio turno di parola è terminato, essere guardati indica che si sta per ricevere lo spazio comunicativo, invece quando lo sguardo altrui si allontana segnala che il proprio tempo sta per finire; di solito, per assicurarsi che gli ascoltatori non perdano la parte finale di un discorso, che spesso racchiude proprio il senso dello stesso, si tende a mantenere maggiormente fisso lo sguardo, quando il proprio turno di intervento sta per finire.

Lo sguardo, oltre che a fissare il centro dei nostri occhi, viene spostato in diverse direzioni, questo aiuta la costruzione di rappresentazioni mentali di ciò che viene detto nel discorso. Le persone si guardano fissamente l’un l’altra per un periodo di tempo che va dal 30 al 60 per cento del tempo totale della conversazione e, nel caso del proprio partner, o di qualcuno con cui si abbia un forte coinvolgimento emotivo, la percentuale può salire fino al 75 per cento. Ma quando gli occhi non fissano quelli altrui, dove vanno a guardare? E perché?

I destrimani (cioè i destrorsi, coloro che usano principalmente la mano destra per compiere le azioni quotidiane) guardano alla loro destra per costruire immagini e suoni, mentre lo sguardo va alla loro sinistra quando devono accedere all’area dei ricordi visivi o auditivi che siano; il contrario avviene per i mancini (coloro che usano la mano sinistra), che spostano la pupilla verso sinistra per immaginare figure o rumori, a destra per richiamare la memoria.
Prendiamo in esame una per una le diverse posizioni dell’occhio umano procedendo per ordine come se fosse il quadrante di un orologio, prenderemo come riferimento la posizione soggettiva dei destrimani:

Sguardo in alto a destra: costruzione di immagini, la persona sta immaginando qualcosa, sta usando la fantasia per dare vita a un’immagine mentale; si può osservare questa reazione facendo alla persona una domanda del tipo: «Mi sapresti descrivere una creatura aliena?».

Sguardo laterale a destra: costruzione di suoni, la persona sta creando un suono, inventa una voce o compone mentalmente una musica; si può osservare questa reazione facendo alla persona una domanda come la seguente: «Mi sapresti mimare i versi che emettevano i primi uomini sulla Terra?».

Sguardo in basso a destra: memoria emozionale e richiamo delle sensazioni corporee (cinestesiche), la persona sta accedendo a tutte le sensazioni legate al corpo (ad esempio, quelle legate al tatto) ed emozionali, evocando un’emozione.

Sguardo in basso: ci segnala che la persona si sta concentrando in un modo più intimo, guardare in basso può anche indicare altre sensazioni quali vergogna, rispetto o noia; in alcuni casi può segnalare che la persona sta accedendo alla parte del cervello dedicata al senso del gusto

Sguardo in basso a sinistra: dialogo interno, è come parlare a mente, il dialogo interiore con se stessi avviene, ad esempio, quando si cerca di capire o memorizzare qualcosa.

Sguardo laterale a sinistra: ricordo di suoni, la persona sta ricordando un suono già sentito in precedenza, ad esempio una frase o una canzone ascoltate il giorno precedente; si può osservare questa reazione facendo alla persona una domanda del genere: «Puoi fischiettare una canzone che ti piace?».

Sguardo in alto a sinistra: ricordo di immagini, la persona sta ricordando un’immagine già vista, ricorda qualcosa attraverso l’evocazione di un’immagine già presente nella sua mente; si può osservare questa reazione facendo alla persona una domanda del genere: «Sapresti dirmi che vestiti indossavi ieri?».

Sguardo in alto: escogitare soluzioni, ragionare, concentrarsi su un tipo di memoria che concerne date o nozioni studiate sui libri, in alcuni casi guardare in questa direzione può indicare che si sita accedendo alla parte del cervello dedicata al senso dell’olfatto.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

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