LEGGEWEB n.9 – “Al lupo! Al lupo!” 5 situazioni che non rendono la vita facile al bugiardo

 

“Al lupo! Al lupo!” – 5 situazioni che non rendono la vita facile al bugiardo

 

La linea rossa che divide la verità dalla bugia può essere davvero sottile: tutti mentiamo e non sempre è opportuno svelare le bugie, specie quelle dette, come si suol dire, a “fin di bene”.

A volte, però, smascherare chi mente diviene necessario. Nel coprire la verità può capitare che alcuni elementi sfuggano al controllo del simulatore: lo stress collegato alla paura, per esempio, può far arrivare il bugiardo al “punto di rottura”, minando le fondamenta del suo castello di bugie.

Le ricerche di Paul Ekman, noto psicologo americano, possono aiutarci a mettere in luce proprio quelle circostanze in cui è più facile che il bugiardo si tradisca e la verità venga finalmente a galla.

Qui di seguito, ecco alcuni momenti che non rendono la vita facile al bugiardo:

1) Quando la persona che mente sa di avere di fronte una persona in grado di poterla smascherare: se il bugiardo sa di avere di fronte un professionista nell’individuare le bugie, come un ufficiale di polizia, un avvocato o uno psicologo, potrebbe avere difficoltà a gestire il proprio corpo in relazione alle proprie parole, in virtù della maggiore paura che dovrebbe provare.

2) Quando chi mente non è abituato a mentire: le esperienze passate e l’uso della menzogna nella vita quotidiana possono essere un elemento importante; chi è poco “allenato all’arte del mentire”, infatti, può trovare difficoltà a dover reggere l’impianto della propria bugia.

3) Quando chi mente sa che in gioco c’è qualcosa di valore: il fatto di sapere che la posta in gioco è alta può aumentare il livello di tensione, con le conseguenze intuibili.

4) Quando chi mente sa che, se scoperto, corre il rischio di essere punito severamente: situazione non testabile in laboratorio per ovvi motivi, è chiaro che se il bugiardo è consapevole di poter incorrere in punizioni nel caso venisse scoperto, ciò determinerebbe l’innalzamento della sua tensione.

5) Infine, quando chi mente è un rinomato bugiardo: chi grida troppo spesso “Al lupo! Al lupo!” in genere non viene creduto nel momento in cui racconta la verità. Una serie di condizionamenti psicologici e sociali fanno sì che questi individui debbano impegnarsi di più per essere creduti anche in circostanze apparentemente normali.


Dott. Francesco Di Fant
, esperto di C.N.V.

 

http://www.leggeweb.it/psyche-et-ius/al-lupo-al-lupo-5-situazioni-che-non-rendono-la-vita-facile-al-bugiardo-5174.html

 

LEGGEWEB n.9 – Giochi di sguardi

 

Giochi di sguardi

 

Per natura l’uomo è portato a guardare il suo interlocutore in faccia; quante volte vi sarà capitato di sentire che uno sguardo altrui vi provoca un particolare – ma definito – stato d’animo. Possiamo di certo affermare che anche la persona meno attenta o istruita sa distinguere lo sguardo di potere del proprio capo dallo sguardo intimo della persona amata.

Ma quante “tipologie” di sguardo esistono?

E come fare per ottenere un determinato effetto sull’altro tramite il nostro sguardo?

Proviamo a riassumere in cosa si differenziano i tre principali tipi di sguardo, seguendo i diversi “percorsi” degli occhi sul viso altrui, conoscenza che al giurista potrebbe tornare utile nella vita professionale così come in quella privata.

Lo sguardo di potere avviene quando gli occhi si muovono in un triangolo compreso tra i due occhi e il centro della fronte, questo tipo di occhiata viene usata in contesti in cui è importante farsi vedere decisi e risoluti, eventualmente pronti allo scontro e senza paura nei confronti dell’altro; i suoi effetti sono di mettere sotto pressione l’altro e di farlo sentire intimorito da noi.

Lo sguardo sociale, invece, si instaura in un triangolo compreso tra i due occhi e la bocca, questo sguardo risulta essere il più comune: infatti, quest’area del viso viene osservata per circa il 90% del tempo; serve a segnalare all’altro la nostra attenzione nei suoi confronti senza però metterlo a disagio, come si farebbe con lo sguardo di potere.

Il contatto visivo definito come sguardo intimo si instaura in un triangolo compreso tra i due occhi e il centro del petto, questo tipo di movimento serve a verificare il sesso e il livello di interesse della persona che abbiamo di fronte; va anche detto che la donna, che possiede per natura una visione periferica più ampia rispetto all’uomo, riesce ad effettuare questa esplorazione della figura muovendo di meno gli occhi.


Dott. Francesco Di Fant
, esperto di C.N.V.

 

http://www.leggeweb.it/psyche-et-ius/giochi-di-sguardi-5171.html