Linguaggio del Corpo e larghezza delle gambe – Copia Originale

 

Avete mai notato che le persone sicure di sé tendono ad avere una postura con le gambe allargate? Dalla larghezza dell’apertura delle gambe si può provare a definire il carattere della persona o, per lo meno, la sua situazione emotiva mentre assume una determinata posizione con le gambe. Come è possibile interpretare correttamente la postura delle gambe attraverso il Linguaggio del Corpo?

Immaginiamo di tracciare due linee della stessa larghezza delle spalle che vanno fino a terra individuando due punti sul terreno; quando i piedi sono in corrispondenza di questi due punti, questa è considerata una larghezza normale per le gambe e una persona che ha le gambe allargate nella stessa misura della larghezza delle spalle denota un atteggiamento equilibrato e razionale.

Invece una persone che tiene le gambe strette o con i piedi uniti, può comunicare un senso di chiusura e di rigidità, spesso si assume questo atteggiamento insieme ad altre posture come schiena dritta, spalle rigide e tese, tensione sul viso. Può anche segnalare una posizione formale che si usa di solito nei confronti dei superiori o di persone importanti.

Le persone che, al contrario, vanno oltre il limite naturale della larghezza delle spalle e tendono a tenere le gambe molto larghe, sono quelle che maggiormente comunicano aggressività (occupando molto spazio) e senso di potere; a volte però, se l’apertura delle gambe è eccessiva, potrebbe sembrare forzata e contribuire a creare un effetto quasi comico.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/linguaggio-del-corpo-larghezza-delle-gambe

Cosa significano le mani dietro la schiena?

 

Foto by Ddouk (Pixabay)

Molte volte quando parliamo con qualcuno che ha le mani dietro la schiena ci insospettiamo. Perché? La risposta è semplice: da bambini i nostri amici, o gli adulti, si mettevano in quel modo perché tenevano qualcosa in mano che non volevano farci vedere (gli amici perché temevano che l’avremmo voluta noi e gli adulti per farci una sorpresa). Con gli anni dunque abbiamo imparato a considerare le persone che tengono le mani dietro la schiena come non sincere e che cercano in qualche modo di raggirarci. In realtà non è affatto così. Anzi, tutt’altro.

Come scrive giustamente Francesco Di Fant, uno dei massimi esperti italiani di linguaggio del corpo, «chi mette le mani dietro la schiena mostra, in realtà, di non avere timore; è come se volesse dire: “Guardate! Non ho nulla da nascondere e non ho bisogno di difendermi con le braccia dai vostri attacchi, non sono un pericolo e allo stesso tempo non ho paura”». Questo significato “più profondo” del gesto di mettere le mani dietro la schiena risale a un periodo molto più remoto rispetto alla nostra infanzia, e cioè da quando, per poter sopravvivere nelle foreste, i nostri antenati erano obbligati ad attaccare e a difendersi “allungando le braccia” (naturalmente questo vale ancora oggi in alcuni ambienti e situazioni). Ne consegue, dunque, che quando vediamo qualcuno “allungare le braccia” la nostra parte più primitiva e istintiva reagisce interpretando quell’azione come un attacco nei nostri riguardi o come un tentativo di difesa; al contrario, quando il nostro interlocutore mette le mani dietro la schiena, la sua parte primordiale vuole farci capire, appunto, che non ci teme né, tantomeno, che abbia intenzione di attaccarci.
Insomma, come molto spesso accade, le apparenze ingannano. Quindi la prossima volta che avete di fronte qualcuno che ha le mani dietro la schiena non guardatelo con sospetto: è molto probabile invece che sia una persona di cui potersi fidare.

Michele Putrino (micheleputrino@email.it)

martedì 26 maggio 2015

http://arscommunicandi.blogspot.it/2015/05/cosa-significano-le-mani-dietro-la.html

 

Mani dietro la schiena

 

Avete notato che molte persone hanno l’abitudine di camminare con le mani e le braccia dietro la schiena? Molti comunemente pensano che chi nasconda le mani e magari potrebbe essere anche armato e pericoloso…
Al contrario delle comuni credenze, stare con le mani e le braccia dietro la schiena di solito è un segnale di schiettezza, chi mette le mani dietro la schiena mostra, in realtà, di non avere timore, è come se volesse dire: «Guardate! Non ho nulla da nascondere e non ho bisogno di difendermi con le braccia dai vostri attacchi, non sono un pericolo e allo stesso tempo non ho paura». Infatti, le braccia sono considerate il primo strumento di difesa del nostro corpo, ci basti pensare all’automatismo che ci porta a mettere letteralmente le mani avanti quando, ad esempio, ci capita di inciampare camminando. Anche in caso di un vero e proprio scontro fisico sono i nostri arti superiori a essere chiamati all’azione, vuoi per colpire, vuoi per proteggere parti delicate del corpo come il tronco, la testa e la zona genitale.
Comprendo il fatto che non vedere le mani di una persona sia creduta una postura sospetta e possa in qualche modo suscitare dei dubbi (o che perlomeno possa generare la domanda: «Cos’avrà in mano?») ma questa reazione spesso provata, in realtà, contrasta con la postura naturale dell’uomo che è quella di avere le braccia distese lungo i fianchi, proprio per permettergli di compiere il minimo movimento per spostarle nella direzione voluta in caso di necessità.
Il gesto opposto a questo sarebbe quello di mostrare i palmi delle mani all’interlocutore, per rassicurarlo sul fatto che non ci sia nulla da temere; questo gesto, però, è un’ostentazione di trasparenza e nel caso non sia giustificato, potrebbe addirittura farci pensare che l’altro stia tramando qualcosa… In passato si diceva excusatio non petita, acusatio manifesta, una espressione latina di origine medievale la cui traduzione letterale sarebbe «scusa non richiesta, accusa manifesta».
Esistono anche alcune posture che includono le mani dietro la schiena, comunicando l’idea di rispetto o sottomissione, basti pensare a un ragazzo che subisce una ramanzina da un professore, tenendo la testa bassa e le mani giunte dietro la schiena; oppure la classica postura militare quando si riferisce di fronte a un superiore tenendo la testa dritta, il petto in fuori e le mani dietro la schiena. Queste vere e proprie configurazioni di posture vengono comunemente usate per veicolare significati convenzionalmente accettati (siamo quasi tutti abituati a recepire immediatamente queste rappresentazioni proprio a causa della loro frequenza nella vita quotidiana delle persone), la posizione delle mani dietro la schiena è solo uno degli elementi che concorrono a dare un senso compiuto alle rappresentazioni descritte sopra negli esempi, ma sicuramente è un dettaglio forte dal punto di vista comunicativo, senza il quale la configurazione stessa potrebbe non essere facilmente comprensibile o comunque lasciare spazio a delle interpretazioni ambigue.

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012

 

 

MANI IN TASCA – LIE TO MANA’ (7 ottobre 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo dei numerosi significati del gesto di mettere le mani in tasca! – 7 ottobre 2013




Buon ascolto! 🙂