Leggere le persone oltre il Linguaggio del Corpo

Le persone spesso pensano che “leggere le persone” e “Linguaggio del Corpo” siano sinonimi, questo non è vero. In realtà, essere in grado di leggere il Linguaggio del Corpo o il comportamento non verbale è solo una parte (importante) nella comprensione delle persone.

Naturalmente capire le persone implica leggere i movimenti del corpo e le espressioni facciali delle emozioni; ci concentriamo molto su queste abilità. Ma leggere le persone include anche aspetti a cui potremmo non pensare, come il modo in cui ci si veste (vestemica), il modo in cui si parla (paraverbale) e persino il modo in cui si organizza la camera da letto o l’ufficio.

In effetti, una ricerca ha dimostrato che l’ambiente domestico e dell’ufficio di una persona può rivelare alcuni tratti della personalità. Secondo l’Università del Texas, lo psicologo Samuel Gosling, e i suoi colleghi, spazi personali come camere da letto e uffici sono una fonte incredibilmente ricca di informazioni sulle personalità delle persone. Uno dei loro studi chiamato “Una stanza con un indizio: giudizi di personalità basati su uffici e camere da letto” è stato pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology.

Questo studio ha rilevato che le persone sono straordinariamente accurate nell’indovinare alcuni aspetti delle personalità altrui – in particolare se sono aperti e coscienziosi – basandosi solo su uno sguardo ai loro uffici o alle loro camere da letto.

Nella ricerca si è chiesto alle persone di valutare le personalità degli altri, usando i tratti standard e piuttosto ampi dei “Big Five” di apertura, coscienziosità, estroversione, gradevolezza e stabilità emotiva – dopo aver osservato i loro uffici o le loro camere da letto. Quindi ha confrontato la misura in cui questi valutatori della personalità erano d’accordo l’uno con l’altro e quanto accurate fossero le loro valutazioni.

I ricercatori hanno utilizzato diversi metodi per garantire che gli occupanti non abbiano apportato modifiche ai loro uffici o camere da letto prima delle ispezioni. Ad esempio, uno degli incentivi per partecipare allo studio è stato quello di ricevere una valutazione di come gli altri li percepiscono in base al loro spazio personale.

Questo studio è stato fatto senza fornire alcuna informazione visiva o biografica sulla persona la cui personalità viene valutata. Gli osservatori hanno dovuto fare affidamento su indizi come oggetti personali (anche se tutte le foto e i riferimenti ai nomi degli occupanti erano coperti), lo stile, la pulizia e il livello di organizzazione.

Valutando gli indizi negli uffici e nelle camere da letto che le persone usano per valutare i tratti della personalità, gli autori hanno trovato molti spunti che le persone potrebbero usare per giudicare l’apertura e la coscienziosità – come lo stile per valutare l’apertura e la pulizia per la coscienziosità – ma pochi indizi per giudicare gli altri tratti. In altre parole, se una camera da letto era pulita, l’osservatore valuta l’occupante della stanza come coscienzioso e la pulizia era considerata dai ricercatori una valida indicazione per quella stanza.

I ricercatori hanno anche scoperto che le persone si basavano sul genere e sugli stereotipi razziali – in base alle loro ipotesi sul genere e sulla razza degli occupanti – quando erano disponibili pochi indizi. Per esempio, tendevano a usare gli stereotipi per valutare la stabilità emotiva ma non per valutare la coscienziosità. Anche se gli osservatori hanno usato degli stereotipi per farsi un’idea, non hanno basato i loro giudizi esclusivamente sugli stereotipi e hanno attinto maggiormente agli indizi presenti nelle stanze.

Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di comprendere meglio il processo attraverso il quale le persone effettuano le valutazioni della personalità.

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/07/theres-more-to-reading-people-than-just-body-language/

La “fatica da Zoom” è correlata alla tua personalità?

A causa del COVID-19 passiamo molto tempo impegnati in videochiamate e molti lo trovano estenuante

In molti articoli viene descritta la “fatica da Zoom” (Zoom fatigue) e le sue potenziali cause, ovvero la fatica che proviamo nella comunicazione digitale a distanza. Una delle cause è lo sforzo mentale necessario per elaborare segnali non verbali come le espressioni facciali, il tono e l’intonazione della voce e il linguaggio del corpo; prestando maggiore attenzione a questi segnali consumiamo molta energia. Ma la nostra stanchezza da riunioni a distanza può in qualche modo essere legata alla nostra personalità?

Molti ricercatori credono che esistano cinque tratti fondamentali della personalità (“Big Five”) che illustrano delle caratteristiche o delle qualità di un individuo. Questi tratti sono presenti negli esseri umani di tutto il mondo, le persone possiedono questi tratti in misura differente.

I cinque tratti della personalità sono: apertura, coscienziosità, estroversione, gradevolezza e nevroticismo.

L’estroversione è uno di questi tratti di personalità culturalmente universali. Una persona estroversa è generalmente attiva, amichevole, socievole e più felice degli altri. Al contrario, una persona introversa può essere timida, calma, riservata e in genere non cerca eventi sociali.

Una caratteristica associata agli individui estroversi è che quando incontrano le persone, ricevono energia. Quando incontrano persone, insegnano lezioni o socializzano con gli altri, si eccitano. Una persona introversa usa energia quando interagisce con gli altri e questo può stancarla. Come si collega tutto ciò alla “fatica da Zoom”?

Gli individui estroversi possono trovarsi particolarmente svuotati dopo una riunione o una lezione a distanza. Sebbene gli estroversi possano interagire e vedere persone con cui interagiscono normalmente, è probabile che non ricevano quel trasferimento di energia che nella vita reale li rinvigorisce. Pertanto, queste interazioni digitali le lasciano più sfinite che se la stessa interazione avvenisse nella vita reale.

“La lontananza elimina la qualità dell’interazione che consente agli estroversi di dare e ricevere energia”

È interessante notare che ci sono differenze culturali anche per l’estroversione. Nel libro “I valori dell’Italia contemporanea” vediamo che gli italiani hanno un alto grado di coscienziosità e all’opposto troviamo il nevroticismo: in pratica soffriamo un po’ dal lato della stabilità emotiva ma siamo molto scrupolosi, aperti di mente, amichevoli e con un buon livello di estroversione (vedi tabella sotto).

Questo significa che come società nel suo complesso, gli italiani potrebbero soffrire di più della fatica da Zoom rispetto ad altri paesi che hanno tassi di estroversione più bassi come, ad esempio, la Malesia (vedi tabella sotto: il Nord rappresenta il neuroticismo e l’Est rappresenta l’estroversione).

Oltre alle molte conseguenze emotive della comunicazione digitale di cui abbiamo parlato, essere a distanza può anche eliminare la possibilità di trasferire l’energia che normalmente otteniamo nelle interazioni dal vivo.

E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/06/zoom-fatigue/