Linguaggio del Corpo e larghezza delle gambe – Copia Originale

 

Avete mai notato che le persone sicure di sé tendono ad avere una postura con le gambe allargate? Dalla larghezza dell’apertura delle gambe si può provare a definire il carattere della persona o, per lo meno, la sua situazione emotiva mentre assume una determinata posizione con le gambe. Come è possibile interpretare correttamente la postura delle gambe attraverso il Linguaggio del Corpo?

Immaginiamo di tracciare due linee della stessa larghezza delle spalle che vanno fino a terra individuando due punti sul terreno; quando i piedi sono in corrispondenza di questi due punti, questa è considerata una larghezza normale per le gambe e una persona che ha le gambe allargate nella stessa misura della larghezza delle spalle denota un atteggiamento equilibrato e razionale.

Invece una persone che tiene le gambe strette o con i piedi uniti, può comunicare un senso di chiusura e di rigidità, spesso si assume questo atteggiamento insieme ad altre posture come schiena dritta, spalle rigide e tese, tensione sul viso. Può anche segnalare una posizione formale che si usa di solito nei confronti dei superiori o di persone importanti.

Le persone che, al contrario, vanno oltre il limite naturale della larghezza delle spalle e tendono a tenere le gambe molto larghe, sono quelle che maggiormente comunicano aggressività (occupando molto spazio) e senso di potere; a volte però, se l’apertura delle gambe è eccessiva, potrebbe sembrare forzata e contribuire a creare un effetto quasi comico.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/linguaggio-del-corpo-larghezza-delle-gambe

Braccia incrociate nella Comunicazione Non Verbale – Copia Originale

 

Incrociare le braccia è un gesto che può avere diversi significati, anche contrastanti. Quali sono? Come possono essere interpretati dalla Comunicazione Non Verbale?

Innanzitutto è utile verificare la posizione del bacino, se è spostato in avanti è probabile che sia una posizione di relax, infatti il bacino in avanti fa da appoggio per le braccia incrociate scaricandone il peso. Con le braccia incrociate per il freddo, invece, le mani vanno spesso a finire sotto le ascelle per scaldarsi.

Incrociare le braccia può essere un segnale di barriera quando il bacino non è spostato in avanti e la postura del corpo è rigida. Incrociare le braccia col busto o la testa spostati all’indietro segnala una chiusura ancora più forte, quasi un accenno di fuga.

Incrociare le braccia con le gambe larghe e il mento in alto indica aggressività; le braccia proteggono il busto da uno scontro, le gambe comunicano fermezza e il mento superiorità.

Si possono incrociare le braccia anche per concentrarsi e riflettere meglio, il corpo si “chiude” per minimizzare le distrazioni presenti nell’ambiente, altri gesti come stringere gli occhi e guardare in basso rinforzano tale postura che aiuta la concentrazione.

Alcuni studi statunitensi hanno inoltre evidenziato che incrociare le braccia rende meno credibili agli occhi altrui, inoltre compromette la propria capacità di ascolto e aumenta il pensieri negativi nei confronti dell’interlocutore, attenzione quindi a non incrociare le braccia in momenti poco opportuni!

 

Francesco Di Fant

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Gambe incrociate e Linguaggio del Corpo – Copia Originale

 

Incrociare o accavallare le gambe, oltre a stare comodi, può avere diversi significati nel Linguaggio del Corpo, quali possono essere?

Uno di questi è la seduzione. le donne accavallano le gambe per calamitare l’attenzione dell’altro sesso. Un elemento chiave in questo movimento è la velocità, se fatto lentamente stimola maggiormente l’interesse altrui.
Bisogna fare attenzione alla direzione dell’accavallamento: se avviene in direzione opposta all’interlocutore potrebbe anche funzionare da barriera; se invece l’accavallamento viene fatto verso l’interlocutore è probabile che esprima apertura.

Incrociare le gambe può essere un segnale di barriera (una difesa per le parti più sensibili del corpo) ed è utile verificare il grado di chiusura delle gambe. Se il punto dove si incrociano le gambe coincide con la zona inguinale indica il massimo grado di difesa, se l’incrocio è all’altezza del ginocchio o delle caviglie la difesa è più lieve.

Una curiosità sulle gambe incrociate da seduti è la posizione del quattro (diffusa in America e in Occidente), mostrando l’inguine si segnala apertura al dialogo ma può anche dimostrare un atteggiamento competitivo. I nazisti erano addestrati a riconoscere una spia americana con una tale postura delle gambe.

Attenzione però ad accavallare le gambe in pubblico, nella nostra cultura e in diverse culture asiatiche questo gesto può essere considerato offensivo poiché mostra all’altro la suola della scarpa, che viene a contatto con la sporcizia delle strade.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/gambe-incrociate-linguaggio-del-corpo

Segnali di Menzogna: chiusura e “cut-off” – Copia Originale

 

Il grado di apertura o di chiusura del Linguaggio del Corpo del nostro interlocutore può essere un buon indicatore della veridicità delle sue parole, osservando il corpo altrui è utile porre l’attenzione su alcuni gesti che possono indicare chiusura e, di conseguenza, un tentativo di menzogna:

  • segnali di cut-off: con questo termine inglese si intende una pausa nella comunicazione con un interruzione del contatto degli organi di senso. Quando si parla, ad esempio, abbassare improvvisamente gli occhi interrompendo il contatto visivo è un segnale di cut-off, anche coprire con le dita o con la mano un occhio, un orecchio, il naso o la bocca possono essere considerati sospetti segnali di menzogna;
  • spalle chiuse o braccia incrociate: una persona che mentre parla chiude le spalle verso l’interno del busto o incrocia le braccia potrebbe indicare chiusura rispetto al suo interlocutore, questi gesti rappresentano una protezione inconscia degli organi situati nel petto;
  • mento basso: tenere il mento basso o abbassare il mento mentre si parla o si ascolta è da considerarsi come un segnale di chiusura e di protezione di una zona molto sensibile del corpo come la gola;
  • mani in tasca: mettere le mani in tasca può significare chiusura o imbarazzo nella comunicazione interpersonale, se però i pollici rimangono fuori dalle tasche potrebbe essere, al contrario, un segnale di sicurezza;
  • gambe incrociate: incrociare le gambe equivale a un tentativo inconscio di proteggere la zona dei genitali.

Francesco Di Fant

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Braccia incrociate? Non sempre è chiusura – Copia Originale

 

Secondo un luogo comune sul Linguaggio del Corpo, tenere le braccia incrociate è sempre un segnale di chiusura rispetto agli interlocutori o alle loro parole, questo però non è sempre vero.

Si possono tenere le braccia incrociate per il freddo o semplicemente per riposare il corpo. Quando la postura del corpo è rilassata e il bacino è leggermente spostato in avanti reggendo il peso delle braccia, tale postura è da considerare una posizione di riposo, così si rilassano i muscoli di braccia e spalle.

 

Francesco Di Fant

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Tutto quello che avreste voluto sapere sul Linguaggio del Corpo (ma non avete mai osato chiedere) – COACHMAG n.28

– ovvero come sfatare i luoghi comuni errati nel Linguaggio del Corpo –

 

Quante volte avete letto un articolo sul Linguaggio del Corpo scoprendo consigli per osservare il movimento altrui e comprenderne emozioni e intenzioni? A volte la disciplina del Linguaggio del Corpo (o Comunicazione Non Verbale) non viene trattata e approfondita con il rigore e la scientificità necessaria per un corpus di studi che comprende nozioni di biologia, etologia, neuroscienze, psicologia, sociologia e comunicazione (solo per citare le principali scienze e discipline prese in considerazione).
A volte si leggono nozioni sul Linguaggio del Corpo che non sempre risultano corrette o, nel migliore dei casi, applicabili in tutte le situazioni comunicative. Andiamo quindi a sfatare tali luoghi comuni errati che vengono proposti con più frequenza negli articoli di varie riviste.

 

GESTI DI CHIUSURA:
Il primo luogo comune da sfatare è quello per cui chi tiene le braccia incrociate segnala sempre chisura rispetto agli altri, questo può essere vero ma non sempre. Le braccia vengono messe in posizione incorciata anche per riposare, in particolare quando la postura del corpo è rilassata e il bacino è leggermente spostato in avanti a reggere il peso delle braccia.

 

MANI E MANIPOLATORI:
Un altro segnale del corpo che viene spesso spacciato come universale è quello dei gesti manipolatori. L’azione di auto-contatto del corpo (toccarsi il viso, un braccio, la nuca, ecc.) viene spesso indicata come sinonimo di tensione e disagio e viene spesso citata come indizio di menzogna. Questo è vero solo in parte, infatti i gesti manipolatori possono anche essere presenti in altre situazioni, come in momenti di noia, di estremo agio e come forma di auto-carezza quando si è da soli.
Un’altra indicazione scorretta è quella per cui chi mette le mani dietro la schiena ha qualcosa da nascondere o mostra scarsa disponibilità alla comunicazione, tale gesto infatti può anche indicare rispetto verso l’altro (es. gerachie formali o informali, come nell’esercito o nel rapporto maestro-alunno) o venire usato per assumere una postura composta in particolari situazioni formali (es. cerimonie, riti di vario genere).

 

CONTATTO FISICO:
Altre indicazioni scorrette che sono spesso presenti nella divulgazione di basso livello sono relative al contatto fisico. Viene spesso detto che una persona che cerca il contatto fisico con l’altro dimostri sicurezza e apertura comunicativa, questo però non è sempre vero. Una persona che tocca continuamente il suo interlocutore dimostra spesso insicurezza, in questo caso il contatto diventa una incessante richiesta di attenzione nei propri confronti; è tipico il caso delle persone che mentre parlano tengono l’avambraccio altrui con una mano, come se avessero paura che l’altro si allontani. Lo stesso vale per le strette di mano forti e prolungate, interpretate spesso come sinonimo di fiducia e apertura rispetto alle strette di mano deboli e brevi. Una stretta eccessivamente volitiva e prolungata potrebbe, al contrario, essere indice di una certa aggressività e della volontà di controllare e dominare gli altri.

 

SGUARDO E MENZOGNA:
Un altro luogo comune molto diffuso è quello secondo cui chi ci sta mentendo tende ad abbassare lo sguardo o comunque a evitare lo sguardo altrui. Questo può essere corretto ma non sempre, infatti molte persone preferiscono fissare l’interlocutore quando mentono per poter controllare meglio le reazioni dell’altro rispetto all’inganno perpetrato.

 

SORRISI SINCERI:
L’ultima indicazione sul Linguaggio del Corpo da correggere è legata al sorriso. Viene spesso detto che per riconoscere un sorriso basta osservare la posizione degli angoli delle labbra che devono essere rivolti all’esterno e verso l’alto. In realtà questo vale per il cosiddetto sorriso “sociale” ovvero quello usato con frequenza verso sconosciuti o conoscenti. Per riconoscere un sorriso sincero, che implichi anche un’emozione positiva, è importante osservare la parte alta nel viso, in particolare la zona degli occhi. Un sorriso sincero di vera gioia si riconosce da due elementi: la formazione di rughe al lato degli occhi (le cosiddette “zampe di gallina”) e l’innalzamento del muscolo zigomatico, che spinge lo zigomo in alto occludendo parzialmente la parte inferiore dell’occhio.

Spero di aver fatto luce su alcuni segnali del Linguaggio del Corpo e di aver stimolato la vostra curiosità per questa moderna e affascinante disciplina, utile sia per riconoscere le emozioni e gli stati d’animo altrui sia per comunicare attivamente ed efficamente con il nostro corpo.

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.28, Anno 7, Luglio 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

Gambe strette

 

La situazione è classica: una fila fatta di tante persone (alle poste, allo stadio o al tabaccaio), non resta altro che attendere pazientemente il nostro turno… L’altro giorno in una di queste file mi sono soffermato a osservare le gambe delle persone di fronte a me e ho notato qualcosa di interessante: non c’era una persona che aveva le gambe nella stessa posizione di un’altra (inclinazione, piegamento, apertura, ecc.). Quello che però ha attirato la mia attenzione è stata l’apertura delle gambe, c’erano persone che tenevano le gambe più larghe e altre che le tenevano strette, quasi unite.

Dalla larghezza dell’apertura delle gambe in posizione statica è possibile definire il carattere della persona o, per lo meno, la situazione emotiva del nostro interlocutore mentre sta assumendo una determinata posizione. Avete mai notato che le persone sicure di sé tendono a tenere le gambe allargate quando sono ferme? Ma non facciamo di tutta l’erba un fascio e vediamo di capire come interpretare correttamente la postura delle gambe.

Innanzitutto dobbiamo tracciare due linee immaginarie della stessa larghezza delle spalle e proiettarle al suolo, individuando così due punti sul terreno; questa è considerata una larghezza normale e se una persona di fronte a voi ha le gambe allargate nella stessa misura della sua larghezza delle spalle, denota un atteggiamento equilibrato e razionale.
Se invece notiamo che una persone tiene le gambe strette, quasi con i piedi uniti, ci comunica un senso di chiusura e di rigidità, spesso tali persone assumono questo atteggiamento in concomitanza con altre posture quali la schiena dritta, spalle rigide e tese, tensione a livello della mascella; è una posizione formale che si usa di solito nei confronti dei superiori o di persone importanti; un esempio dei più classici è la posizione militare dell’attenti.

La tipologia di persone che, al contrario, straborda dal limite naturale della larghezza delle spalle e tende a tenere le gambe molto larghe, è quella che maggiormente comunica aggressività (occupando molto spazio) e senso di potere; a volte però, se l’apertura è eccessiva, potrebbe sembrare forzata e contribuire a creare un grottesco effetto come Woody Allen nel film Il dittatore dello stato libero di Bananas, e di conseguenza ottenere l’effetto opposto di vorrei ma non posso (cosa che non capita nel caso di un’apertura naturale rispetto alle spalle). Una particolarità riguardo alle posizione con le gambe aperte è la postura con il piede in avanti, che di solito è il piede dominante, ovvero quello che si usa maggiormente (così come i mancini usano la mano sinistra) e al tempo stesso quello su cui ci si poggia di più. In una situazione con più persone il piede dominante è direzionato verso la cosa che maggiormente attira l’attenzione, nel caso, invece, in cui ci si trovi a disagio il piede, come l’ago di una bussola, sceglierà di puntare l’uscita più vicina.
Il piede punta in avanti poiché il peso del corpo è sbilanciato e si appoggia su un’anca; il piede avanzato indica la direzione verso cui istintivamente un soggetto vorrebbe spostarsi, rappresenta, attraverso l’evocazione del movimento, l’intenzione che una persona esprime in quel momento o che desidera nell’immediato futuro; il piede punta dove la mente vuole.

Anche alcuni tipi di pantaloni a sbuffo, primi fra tutti quelli chiamati alla zuava, particolarmente ampi e rimboccati sotto le ginocchia, giocano un loro effetto, voluto o meno, sulla grandezza e apertura della gambe. Questo particolare tipo di abbigliamento (che prende il nome dalla divisa degli zuavi, nome di alcuni reggimenti di fanteria in vari eserciti) mostra allo spettatore un rigonfiamento evidente nella parte della coscia che, in questo modo, appare più grossa e larga, comunicando in qualche modo un senso di autorità (proprio come se avesse la gambe più aperte del normale) e di rigore (sia per le immagini che alcuni hanno in mente di generali e dittatori delle guerre passate, sia a causa del capo desueto e decisamente fuori moda).

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

Braccia incrociate

braccia incrociateStiamo parlando con una persona, la conversazione è amabile, ma a un tratto il nostro interlocutore incrocia le braccia… che cosa succede? Sente freddo? Ѐ offeso per qualcosa? Sta riposando le braccia? Quante volte questi pensieri sono passati per la vostra testa, durante una festa o in qualsiasi altra occasione in cui avete avuto il sospetto che quelle braccia incrociate significassero qualcosa di più?

Incrociare le braccia, a livello istintivo, è un cosiddetto segnale di barriera; vengono usati quando, consciamente o inconsciamente, scatta l’istinto di difesa e si interpongono tra chi ci sta di fronte e il nostro corpo. Gli esempi sono tanti: in guerra si usava uno scudo, in una conversazione sono le braccia a porsi come barriera, in un litigio può essere una sedia, un relatore per difendersi da un pubblico che spaventa può rimanere dietro la cattedra.

Per provare a interpretare il significato delle braccia conserte la prima cosa da fare è verificare la posizione del bacino, se il bacino è portato in avanti durante l’atto di incrociare le braccia, allora è più facile pensare che l’atto sia compiuto con l’intento di stare più comodi, infatti il bacino in avanti fa da appoggio per le braccia che scaricano il peso su di esso e conseguentemente lungo tutte le gambe, in questo caso le spalle dovrebbero naturalmente scendere leggermente verso il basso.
Se invece il bacino non si sposta in avanti e la posizione del nostro interlocutore è piuttosto dritta (o addirittura rigida), in questo caso è lecito pensare che sia un riflesso psicologico di chiusura. In tal caso è utile porre l’attenzione su un paio di aspetti: 1) se sposta il tronco indietro potrebbe essere ancora più forte il sentimento di chiusura che prova in quella situazione, infatti è considerato un accenno alla fuga, 2) poniamo attenzione al momento in cui ha incrociato le braccia, sforziamoci di ricordare cosa abbiamo detto o fatto per provocare quella reazione inconscia ma significativa (e se possibile, proviamo a rimediare!).

A volte, però, questo gesto può assumere anche delle valenze particolari, ad esempio se al termine di un ragionamento una persona incrocia le braccia e abbassa la testa, puntando con lo sguardo fisso in basso sta, in effetti, chiudendosi ma per pensare meglio e facilitare la riflessione, il suo corpo sta momentaneamente trovando rifugio dall’esterno per poter meglio concentrare le energie verso uno specifico pensiero, lo sguardo fisso e in basso taglia fuori dal contatto visivo i nostri interlocutori e cerca un luogo meno dinamico dove riposare lo sguardo e ridurre gli stimoli del mondo circostante (interlocutori compresi).

Un altro esempio può essere quello di incrociare le braccia con le gambe larghe e il mento in alto: questa posa indica aggressività; le braccia sono chiuse per proteggere il busto e prepararsi a un imminente scontro, le gambe comunicano fermezza e il mento superiorità.

Quando entriamo in relazione con qualcuno, i gesti di chiusura tendono a sciogliersi e trasformarsi in segnali di apertura, ad esempio due persone che parlano tra di loro tenendo le braccia incrociate, è probabile che dopo un po’ che parlino tra loro, apriranno progressivamente le braccia per finire in una posizione di apertura. Un facile e veloce metodo per riconoscere delle braccia incrociate per il freddo è far caso alle mani, che in questo caso vanno sempre a finire sotto le ascelle per scaldarsi.

Delle ricerche condotte in America hanno messo in evidenza come effettuare questo gesto porti con sé un doppio problema, oltre che essere considerati meno credibili, è stato effettivamente provato che compromette notevolmente la propria capacità di ascolto e aumenti i pensieri negativi nei confronti dell’interlocutore, quindi state attenti a non incrociare le braccia, a meno che non faccia parte di una vostra strategia comunicativa.

Tratto dal libro: 101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

Gambe incrociate: seduzione e altro

 

Basic instinctSeduti a un bar, stiamo amabilmente chiacchierando con una nostra amica quando lei improvvisamente accavalla le gambe… sarà seduzione o qualcos’altro?
Accavallare le gambe può significare diverse cose, una di questa ci viene tramandata da film come Basic instinct, in cui l’elemento chiave è la seduzione. Le gambe, infatti, sono da sempre considerate uno degli elementi di attrazione più forti nella nostra razza (quella umana, una e indivisibile); va detto che questo gesto è più tipicamente femminile, in primo luogo poiché usano la gonna, ma anche perché hanno gambe più belle degli uomini, con buona pace per tutti i maschi che stanno leggendo. Accavallare le gambe viene usato per mostrare centimetri di carne (di solito parte della coscia) e calamitare, in questo modo, l’attenzione.

L’aspetto tipico della seduzione nel movimento di accavallamento delle gambe è la velocità, più il movimento è lento e più stimola l’interesse di chi ci osserva, se poi il fatale accavallamento delle gambe è accompagnato da uno sguardo d’interesse (contatto visivo diretto e prolungato), allora il gioco è più che esplicito.
Un altro elemento nell’uso delle gambe è legato all’uso dei cosiddetti segnali di barriera (configurazioni del corpo finalizzate alla difesa delle parti più sensibili del corpo stesso, quali il tronco, la gola e il pube); chiudere le gambe, infatti, indica un atteggiamento di difesa nei confronti dell’interlocutore, bisogna però fare attenzione anche su come si accavallano le gambe. Innanzitutto bisogna verificare se la persona di fronte a noi stia accavallando le gambe semplicemente per stare più comodo oppure se l’uso delle gambe è mirato, inconsciamente, a difendere la propria persona da un attacco, sia esso fisico o psicologico, reale o percepito. Ci può aiutare in questo anche la direzione dell’accavallamento: se avviene in direzione opposta all’interlocutore potrebbe essere una barriera; al contrario, se l’accavallamento viene fatto verso l’interlocutore esprime apertura.

Un buon modo per effettuare questa distinzione è quello di verificare il grado di chiusura delle gambe stesse (e se questa chiusura viene rafforzata dal movimento di chiusura delle braccia o dalla protezione del tronco nei confronti dell’interlocutore). In linea di massima, se il punto dove si incrociano le gambe coincide con la zona inguinale si tende ad attribuire il massimo della difesa, se il punto di chiusura è invece all’altezza del ginocchio o più in basso (ad esempio le caviglie), si tende ad assegnare un valore di chiusura molto più basso. È da tenere conto, però, che le donne quando incrociano le gambe, lo fanno prevalentemente all’altezza dell’inguine, questo non vuol dire che indichi sempre il massimo grado di chiusura.
Una curiosità sulle gambe incrociate da seduti è la posizione del quattro (molto diffusa in America e in altre culture che si stanno progressivamente occidentalizzando), in questo modo si mostra l’inguine, questo indica, specialmente in contesti lavorativi, apertura al dialogo e al confronto, ma può anche dimostrare un atteggiamento competitivo, storicamente questa posizione era anche conosciuta dei nazisti, che durante la seconda guerra mondiale, osservavano le persone sedute per riconoscere un americano.
Bisogna però fare attenzione, poiché in alcune zone asiatiche, questo gesto è considerato un vero e proprio insulto perché mostra al nostro interlocutore la suola della scarpa, azione ritenuta offensiva poiché tale parte delle calzature viene a contatto con la sporcizia delle strade.

Ovviamente è sempre utile fare attenzione al momento in cui si accavallano le gambe, se la persona di fronte a noi compie questo movimento quando stiamo parlando di un argomento specifico, forse il nostro discorso non le è così gradito. Se poi, oltre ad accavallare le gambe, l’interlocutore compie altri gesti, come quello di incrociare le braccia o di spostare il busto o la testa all’indietro, allora il senso di chiusura che ci viene comunicato risulta più forte e gli indizi per credere che qualcosa l’abbia infastidito diventano più consistenti.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

Cosa significano le mani dietro la schiena?

 

Foto by Ddouk (Pixabay)

Molte volte quando parliamo con qualcuno che ha le mani dietro la schiena ci insospettiamo. Perché? La risposta è semplice: da bambini i nostri amici, o gli adulti, si mettevano in quel modo perché tenevano qualcosa in mano che non volevano farci vedere (gli amici perché temevano che l’avremmo voluta noi e gli adulti per farci una sorpresa). Con gli anni dunque abbiamo imparato a considerare le persone che tengono le mani dietro la schiena come non sincere e che cercano in qualche modo di raggirarci. In realtà non è affatto così. Anzi, tutt’altro.

Come scrive giustamente Francesco Di Fant, uno dei massimi esperti italiani di linguaggio del corpo, «chi mette le mani dietro la schiena mostra, in realtà, di non avere timore; è come se volesse dire: “Guardate! Non ho nulla da nascondere e non ho bisogno di difendermi con le braccia dai vostri attacchi, non sono un pericolo e allo stesso tempo non ho paura”». Questo significato “più profondo” del gesto di mettere le mani dietro la schiena risale a un periodo molto più remoto rispetto alla nostra infanzia, e cioè da quando, per poter sopravvivere nelle foreste, i nostri antenati erano obbligati ad attaccare e a difendersi “allungando le braccia” (naturalmente questo vale ancora oggi in alcuni ambienti e situazioni). Ne consegue, dunque, che quando vediamo qualcuno “allungare le braccia” la nostra parte più primitiva e istintiva reagisce interpretando quell’azione come un attacco nei nostri riguardi o come un tentativo di difesa; al contrario, quando il nostro interlocutore mette le mani dietro la schiena, la sua parte primordiale vuole farci capire, appunto, che non ci teme né, tantomeno, che abbia intenzione di attaccarci.
Insomma, come molto spesso accade, le apparenze ingannano. Quindi la prossima volta che avete di fronte qualcuno che ha le mani dietro la schiena non guardatelo con sospetto: è molto probabile invece che sia una persona di cui potersi fidare.

Michele Putrino (micheleputrino@email.it)

martedì 26 maggio 2015

http://arscommunicandi.blogspot.it/2015/05/cosa-significano-le-mani-dietro-la.html

 

Mani dietro la schiena

 

Avete notato che molte persone hanno l’abitudine di camminare con le mani e le braccia dietro la schiena? Molti comunemente pensano che chi nasconda le mani e magari potrebbe essere anche armato e pericoloso…
Al contrario delle comuni credenze, stare con le mani e le braccia dietro la schiena di solito è un segnale di schiettezza, chi mette le mani dietro la schiena mostra, in realtà, di non avere timore, è come se volesse dire: «Guardate! Non ho nulla da nascondere e non ho bisogno di difendermi con le braccia dai vostri attacchi, non sono un pericolo e allo stesso tempo non ho paura». Infatti, le braccia sono considerate il primo strumento di difesa del nostro corpo, ci basti pensare all’automatismo che ci porta a mettere letteralmente le mani avanti quando, ad esempio, ci capita di inciampare camminando. Anche in caso di un vero e proprio scontro fisico sono i nostri arti superiori a essere chiamati all’azione, vuoi per colpire, vuoi per proteggere parti delicate del corpo come il tronco, la testa e la zona genitale.
Comprendo il fatto che non vedere le mani di una persona sia creduta una postura sospetta e possa in qualche modo suscitare dei dubbi (o che perlomeno possa generare la domanda: «Cos’avrà in mano?») ma questa reazione spesso provata, in realtà, contrasta con la postura naturale dell’uomo che è quella di avere le braccia distese lungo i fianchi, proprio per permettergli di compiere il minimo movimento per spostarle nella direzione voluta in caso di necessità.
Il gesto opposto a questo sarebbe quello di mostrare i palmi delle mani all’interlocutore, per rassicurarlo sul fatto che non ci sia nulla da temere; questo gesto, però, è un’ostentazione di trasparenza e nel caso non sia giustificato, potrebbe addirittura farci pensare che l’altro stia tramando qualcosa… In passato si diceva excusatio non petita, acusatio manifesta, una espressione latina di origine medievale la cui traduzione letterale sarebbe «scusa non richiesta, accusa manifesta».
Esistono anche alcune posture che includono le mani dietro la schiena, comunicando l’idea di rispetto o sottomissione, basti pensare a un ragazzo che subisce una ramanzina da un professore, tenendo la testa bassa e le mani giunte dietro la schiena; oppure la classica postura militare quando si riferisce di fronte a un superiore tenendo la testa dritta, il petto in fuori e le mani dietro la schiena. Queste vere e proprie configurazioni di posture vengono comunemente usate per veicolare significati convenzionalmente accettati (siamo quasi tutti abituati a recepire immediatamente queste rappresentazioni proprio a causa della loro frequenza nella vita quotidiana delle persone), la posizione delle mani dietro la schiena è solo uno degli elementi che concorrono a dare un senso compiuto alle rappresentazioni descritte sopra negli esempi, ma sicuramente è un dettaglio forte dal punto di vista comunicativo, senza il quale la configurazione stessa potrebbe non essere facilmente comprensibile o comunque lasciare spazio a delle interpretazioni ambigue.

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012

 

 

MANI IN TASCA – LIE TO MANA’ (7 ottobre 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo dei numerosi significati del gesto di mettere le mani in tasca! – 7 ottobre 2013




Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Accavallare le gambe – Francesco Di Fant a Mattino Cinque (16 settembre 2013)

Francesco Di Fant ospite come esperto di Linguaggio del Corpo a “MATTINO CINQUE”, trasmissione di Canale 5 condotta da Federica Panicucci e Federico Novella. Nel talk show odierno l’argomento è “accavallare le gambe” (16-09-2013)



Buona visione! 🙂

ACCAVALLARE LE GAMBE – LIE TO MANA’ (16 settembre 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo dei diversi significati che possono avere le gambe accavallate! – 16 settembre 2013




Buon ascolto! 🙂