10 cose da sapere per riconoscere uno stronzo (anche a Natale)

Sono arrivate le festività natalizie e con loro hanno portato un carico di panettoni, regali, cene e pranzi con parenti e amici. Solitamente è un periodo lieto (e un po’ stressante allo stesso tempo) poiché si ritrovano persone con cui non sempre si ha molto tempo da passare durante il resto dell’anno.

Purtroppo a volte non tutti gli amici, conoscenti e parenti che si incontrano sono persone piacevoli, saper individuare in tempo persone e atteggiamenti “poco gradevoli” può essere un utile vantaggio anche durante le feste di Natale; ecco qui 10 semplici consigli su come riconoscerli e soprattutto… buone feste a tutti!

1 – Gentilezza sospetta

Quando qualcuno vi approccia con fare stranamente gentile rispetto al suo normale modo di fare potrebbe essere intenzionato a ingannarvi in qualche modo.

2 – Scarso contatto visivo

Se una persona vi guarda poco negli occhi quando parliamo con lui potrebbe essere timido ma potrebbe anche volere nascondervi qualcosa.

3 – Toccarsi il corpo o il volto

Grattarsi il viso, il naso o un braccio potrebbero essere segnali di disagio e tensione, specialmente se la persona di fronte a voi non ha intenzioni oneste nei vostri confronti.

4 – Sorrisi ingannevoli

A volte troppi sorrisi possono essere usati per trarre in inganno, pochi sorrisi invece potrebbero segnalare una certa freddezza nei vostri confronti. Bisogna anche fare attenzione ai sorrisi asimmetrici che spesso indicano ironia e disprezzo.

5 – Mani nascoste

Le persone oneste e sincere mostrano le mani e i palmi quando parlano con qualcuno, diffidate di chi tende a nascondere troppo le proprie mani dalla vostra vista.

6 – Orientamento del corpo non diretto verso di voi

Se chi vi sta di fronte ha una o più parti del corpo (la gambe, il busto) rivolte altrove mentre parlate con lui, potrebbe non essere realmente interessato a voi o alla vostra conversazione.

7 – Labbra strette

Chi tende a serrare le labbra con forza o le tiene chiuse molto spesso potrebbe essere una persona arida di sentimenti o che sta tentando di ingannarvi.

8 – Invasione dello spazio privato

Chi invade spesso il vostro spazio privato può manifestare una richiesta di attenzione ma anche una natura ossessiva e invadente. In particolare prestate attenzione a chi cerca molto il contatto fisico mentre parla con voi.

9 – Segnali di barriera

Una persona che dichiara simpatia ed empatia nei vostri confronti lo manifesta con le braccia aperte e mostrando il busto. Fate attenzione a coloro che rimangono con le braccia e le gambe incrociate, segnali di difesa che possono indicare una certa ostilità o un tentativo di mentirvi.

10 – Espressioni del viso asimmetriche

Le emozioni sincere appaiono in modo simmetrico sul volto delle persone. Diffidate da chi mostra una marcata asimmetria nelle sue espressioni facciali, questo indica che vi sta nascondendo le sue vere emozioni e i suoi pensieri.

Francesco Di Fant

Dal libro Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo di Francesco Di Fant (Newton Compton editori, Roma 2014).

https://www.newtoncompton.com/libro/come-riconoscere-uno-stronzo-al-primo-sguardo

https://www.newtoncompton.com/autore/francesco-di-fant

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Guida definitiva antistronzi – Cosmopolitan (luglio 2019)

COSMOTÌVATI

<<Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima>>, dice William Gibson, scrittore cyberpunk e di fantascienza, <<assicurati di non essere circondato da stronzi>>. Esseri tutt’altro che alieni, anzi potenzialmente sempre tra noi e a volte insospettabili: <<Ci sono persone che anche nei rapporti più stretti possono diventare subdole, aggressive, e adoperarsi più o meno consapevolmente per distruggere l’altro>>, avverte Luca Bidogia, psicologo, autore di La nobile via del miglioramento personale (Flaccovio). Ma dallo scontro si può uscire, se non sempre vincenti, almeno con classe: ossia senza reazioni scomposte, tutt’al più scocciate e piene di commiserazione per l’altro. Perchè lo stronzo potrà anche essere uno di successo, ma fidati, non è felice di se stesso: <<In tedesco esiste una parola, Schadenfreude, che indica il godere delle disgrazie altrui: si riscontra spesso di chi ha bassa autostima. E prova piacere nel sentirsi migliore attraverso la svalutazione degli altri>>, scrive Francesco Di Fant, consulente e formatore in Comunicazione Non Verbale e autore di Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo (Newton Compton): <<Mentre assiste alle sventure del prossimo, in lui si attiva lo striato, zona cerebrale che fa parte del circuito della ricompensa. E che provoca piacere attraverso il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che influenza positivamente l’umore>>. Ecco: lui gode per una malignità, quanto noi per una fetta di Sacher.

SPOSTATI SUBITO, PRIMA IO

<<Gli stronzi agiscono per ricavare un guadagno da una situazione, senza curarsi troppo di chi sta tra loro e l’obiettivo>>, dice Bidogia. Si dividono in egocentrici ed egoisti. Gli egocentrici devono essere i più bravi, i più belli, solo loro devono parlare e bisogna parlare solo di loro. Sono arroganti, tendono a occupare tutti gli spazi. Il 90% non si rende conto di essere così….

Poi ci sono gli egoisti: il loro modo di fare non è legato a problemi di identità, ma è diretto a impadronirsi di qualcosa. Vogliono cogliere tutte le occasioni che si presentano, sgomitano, il loro mantra è “prima io”. Sono così concentrati su quel che potrebbero ottenere che perdono di vista chi stra loro davanti. Non ce l’hanno con te, proprio non ti considerano: <<Pensano che ci sia solo un primo posto, e devono averlo loro altrimenti si sentono una nullità>>, continua Bidogia. In genere si tratta di persone narcisiste,un po’ come la regina di Biancaneve che se non è riconosciuta come la più bella del reame ne esce distrutta. Appena sentono odore di successo, egocentrici ed egoisti colgono l’occasione senza troppi scrupoli: <<Se a due amiche piace lo stesso ragazzo, la più empatica avrà qualche remora a mettersi con lui>>, chiarisce Bodogia. <<La stronza invece punta all’obiettivo senza problemi, in quel momento l’amicizia è fuori dal suo campo di attenzione. La sua risposta, se venisse criticata, sarebbe: “È capitato così… che dovevo fare?”. Non le è chiaro di essersi comportata in modo scorretto. Diverso è se dice “me ne frego: a qual punto siamo di fronte a situazioni gravi, quasi mai affrontabili direttamente; ed è meglio chiedersi perché si sia scelta proprio una persona così, come amica>>.

TU NON SAI CHI SONO IO

Un’altra tipologia di stronzetti è quella di chi vuole mettere in chiaro che sta un gradino (due, tre…) sopra il tuo: <<Come accade tra gli animali, c’è un “mostrare i denti” che non è morso, un’aggressività solo ritualizzata che segna il nostro grado di importanza. È diffusa soprattutto nelle società gerarchiche, come la nostra>>, spiega Francesco Rende, psicologo, autore di Keep calm e difenditi dagli stronzi (firmato con lo pseudonimo Fabio Farini, ed. Newton Compton). Pensi al boss che ti chiede se hai voglia di portargli un caffè, visto che è tanto stanco e tu proprio l’ultima arrivata? Ecco, per esempio. <<Si può diventare aggressivi e prepotenti anche quando qualcosa spaventa, o fa arrabbiare>>, continua Rende: <<O quando si è frustrati: chi è ostacolato nel raggiungimento dei propri scopi, e in più è l’anello debole della catena, può accumulare aggressività e scaricarla poi su chi gli capita a tiro>>. Come il tipo che ti strombazza appena scatta il verde, o ti dà risposte sgarbate solo perché in quel momento gli gira male (se stai pensando con orrore a te stessa, tranquilla: momenti di frustrazione-stronzaggine capitano assolutamente a tutti).

TI ADORO, ANZI VATTENE

E poi c’è la carogna seriale, lo stronzo di default e non perché quel giorno gli gira male. Magari non è cattivo, ma sofferente. Come chi è ambivalente negli affetti perché ha paura della intimità: ti vuole, poi però ti allontana, e poi ti cerca… <<Se nell’infanzia l’eccessiva vicinanza gli ha creato problemi, è facile che, da adulto, sentirsi invaso negli spazi intimi o messo alle strette scateni in lui aggressività>>. Spiega Rende. Chiariamo: capire non vuol dire giustificare. Se ti ritrovi a dire “ma che stronzo!” un tot di volte e non i nervi a pezzi, valuta l’opzione-fuga. Renderti conto delle motivazioni nascoste, però, ti aiuta a non considerare come sgarbi personali atteggiamenti arroganti, di cui magari l’altro non è consapevole: una ricerca dello psicologo Jonathan Freeman ha rivelato che il 98% degli intervistati di considerava tra la metà più gentile, empatica e piacevole della popolazione. Praticamente gli stronzi non esistono.

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PREVENIRE: SE LO CONOSCI LO EVITI

Quando sai in anticipo di avere a che fare con un potenziale stronzo, puoi tutelarti: non gli mostri i tuoi punti deboli, non incoraggi l’intimità, ed eviti gli atteggiamenti che possono trasformarti in vittima, <<come esagerare nel mostrarti buona e ingenua>>, spiega Luca Bidogia, <<o avere gesti provocatori, che possono innescare la miccia>>. Secondo Francesco Di Fant, devono metterti in allarme <<le promesse mirabolanti, esagerate. Il sorriso solo con la bocca: anche gli occhi devono contrarsi. Chi invade troppo il tuo spazio, sia fisico sia con domande troppo personali. Chi, mentre ti parla, ha le gambe che “guardano” da un’altra parte rispetto alla testa. Chi ti parla nascondendo le mani, grattandosi il viso, il naso o un braccio, segnali di tensione. Chi ha modi troppo amichevoli, che percepisci forzati: spesso chi intende sfruttare l’altro vuole fargli abbassare le difese, per poi dare la mazzata>>. Attenta a chi parla male degli assenti: è un’aggressione indiretta che colpirà anche te, quando giri l’angolo. A proposito, se qualcuno nel tuo gruppo sparge gossip antipatici e vuoi sgamarlo, usa questo giochino suggerito da Di Fant: <<Racconta alle due o tre persone di cui sospetti altrettante storie diverse: quella che si diffonderà, ti dirà chi è il pettegolo>>. Eppure sembra così simpatica… sarò io paranoica? Se ti senti stupida a diffidare della tua nuova collega, perché in fondo è così ironica e gioviale, sappi che alcuni esemplari di stronzi <<necessitano di un ambiente rilassato e allegro per potersi esprimere e funzionare al meglio. Per esempio, hanno l’esigenza di far battute per sentirsi apprezzati ed evitare che altri abbiano pensieri negativi nei loro confronti>>, scrive Di Fant.

SOTTO ATTACCO: SELF CONTROL, E STAI LEGGERA

Ti hanno fatto una carognata e sei demoralizzata, perché non hai avuto la risposta pronta? Brava invece, vuol dire che sei sana: <<Ci sono aggressioni indirette paragonabili a quelle fisiche: e non tutti hanno pronte da sfoderare armi verbali o emotive per controbattere>>, spiega Luca Bidogia. Agire d’impulso poi non è una buona idea: può metterti in situazioni di pericolo o farti rompere rapporti a cui tieni, magari per un malinteso: <<È più facile differire la risposta>>, dice Francesco Rende: <<Ricordo un ragazzo, che maltrattato da un docente in sede d’esame non ha ribattuto; ma quando alla fine il professore gli ha dato la mano, lui non gliel’ha stretta. Morale: rispondo alla tua aggressione, ma con classe>>.

Strategie light. L’ironia è un’arma efficace ed elegante: anziché piccarsi, dire con un sorriso: “ma sai che hai ragione? Ci penserò!”, è spiazzante e rimette l’altro al suo posto>>, consiglia Bidogia. <<La soluzione migliore è comunque dire sempre come ci si sente e perché: “Sai, mi hai ferito quando hai detto/fatto la tal cosa”. In modo chiaro, non arrogante: l’altro potrebbe non essere consapevole di averci offeso e si sentirebbe attaccato. O farebbe la vittima, ritirandosi senza averci capito nulla. Ovvio che se risponde con un chissenefrega, ripenserò al valore di quel rapporto. Ma potrò rafforzarmi, chiedendomi cosa mi sarebbe piaciuto che l’altro facesse, e perché>>.

Come spiega Monica Morganti, psicoterapeuta, autrice di La Rabbia delle Donne e Gestire la rabbia (FrancoAngeli): <<Se di fronte a uno sgarbo provi una gran rabbia, è perché ti ha riaperto ferite profonde. Si “sbarella” quando ci accade qualcosa che ci tocca le viscere. Esserne consapevoli può aiutare a conoscerci meglio, mettendo l’altro in secondo piano>>.

INSISTE? FOCALIZZATI SU DI TE

Se qualcuno ti ha scambiato per il suo bersaglio, ed è una persona a cui tieni molto, Bidogia consiglia di aprire con lui quello che chiama “dialogo nobile”: <<Il senso del mio discorso sarà: “So che non lo fai apposta, ma il tuo comportamento mi ferisce, perché da te mi aspetto altro, e meglio”. Così do valore al rapporto, e chiarisco che il mio problema non è aver ragione, ma non rovinare la relazione, a cui tengo e che il suo comportamento sta mettendo in pericolo>>. Sul suo blog (studiobidogia.it) suggerisce una tecnica in tre step. 1) Scrivi a un ipotetico amico comune, sfogando tutta la tua rabbia e raccontando quel che dell’altro non ti va giù. 2) Indossa i suoi panni: raccogli informazioni su di lui, interpreta nel modo più veritiero possibile i suoi modi di fare, di pensare. Poi descrivi la vostra situazione conflittuale dal suo punto di vista. Sii Preciso. 3) Ora rivedi le vostre posizioni e scegli il modo più efficace per agire. <<Esempio: se mi rendo conto che l’altra vuol essere la più bella del reame, glielo dirò: “Sai che sei stronza? Però sei una figa pazzesca!”>>, dice Bidogia. <<Così avrò messo in chiaro il mio punto di vista, ma avrò restituito all’altro qualcosa, e curato la sua ferita interiore>>.

Se vuole la guerra. Quando invece sei di fronte a un tipo pericoloso, ossia che sa quel che fa e magari ne gode, devi toglierti dal suo campo d’azione. Non puoi? Non accettare provocazioni e mantieni la calma: come sottolinea Rende, chi è stronzo se la prende di più con chi ha reazioni scomposte. Ma soprattutto concentrati sulle tue potenzialità e costruisciti attorno uno scudo di energia positiva: <<Per metterci al riparo dai colpi degli altri e non viverli come nostro disvalore, abbiamo almeno tre armi>>, continua Rende: <<L’assertività, ossia essere soddisfatti della nostra vita e dei nostri scopi. L’autoefficacia, ossia la sensazione di potercela fare: è interessante sapere che tanto più pensiamo di riuscire, tanto più riusciamo, a parità di competenze – e il discorso vale anche se vogliamo evitare una persona maligna. Infine, l’autostima>>.

Da vittima a imperatrice. Proprio l’autostima, secondo Morganti, tiene lontani gli stronzi come l’aglio le streghe: <<Le persone disturbate trattano in modo umiliante chi si pone da vittima, da perdente. Ma se sei imperatrice, e vai nel mondo da imperatrice, gli altri ti tratteranno da imperatrice. Non dev’essere solo un abito però, ma un modo di sentirsi>>. E se così facendo ti viene l’aria un po’ stronzetta, poco male. In amore, poi, nella giusta accezione può fare la differenza. Come scrive Sherry Argov in Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze (Piemme). <<La stronza non è una donna che parla con un tono di voce aspro. Non è caustica o volgare. È cortese ma chiara. Sa cosa le piace, e non ha difficoltà a esprimerlo in modo schietto. Tiene se stessa in gran considerazione, e il risultato è che spesso ottiene ciò che vuole>>. Compreso l’uomo dei suoi sogni: come dice anche la nonna, i ragazzi adorano quelle che sanno farsi rispettare.

I PARENTI SERPENTI

4 classici dell’arte della stronzaggine: strategie fast per uscirne con classe (e possibilmente illese)

Tua sorella/tuo Fratello

Lei mette in vendita su ebay la borsa vintage che ti aveva chiesto in prestito. Lui ignora la vostra famiglia e si fa i fatti suoi. <<Una persona adulta ha diritto di gestire la sua vita come crede, e se decide di non frequentare o offrire personalmente aiuto a un familiare, sono fatti suoi>>- Dice Monica Morganti. <<Il punto è fare in modo che il suo sottrarsi non diventi il tuo caricarti di peso. Per eliminare la rabbia dovuta alla frustrazione, devi trovare soluzioni. Per esempio, dirai al fratello di pagare una persona per la parte di assistenza che gli spetta>>. Quanto alla sorella che ha venduto la tua Dior Anni ‘70, <<se ti chiede scusa ok, accetti le scuse. Ma chiederai come pensa di ripagarti il danno. Chi ami può essere perdonato, ma deve mostrarsi responsabile e riparare la perdita>>, afferma Bidogia.

L’amica di sempre

Le dici che ti piacerebbe farti un pixie cut, e il giorno dopo se lo fa lei. Andate a ballare, ma ti molla appena arrivate per stare con tipo che le piace. <<Chiediti perché hai un’amica così, ragiona sui motivi delle tue scelte>>, consiglia Luca Bodogia. <<Se vuoi darle una chance, dille che ti sei sentita offesa: “Ti ritenevo un’amica, ma è la seconda volta che mi fai una carognata”. Se cade dalle nuvole, guarda come si comporterà in futuro. Rimarcale la tua tristezza. Ma con onore. Senza vittimismi. E senza dire: “Sei una stronza”, accusa che porta solo a chiusure reciproche>>.

Il tuo ragazzo

Torna dal lavoro, e anziché stare con te si fionda su tv o smartphone perché “ha bisogno di decompressione”. <<Uomini e donne hanno esigenze diverse>>, dice Francesco Di Fant: <<Esempio: una donna dice circa 12.000 parola al giorno, un uomo 5-6mila. La sera lui avrà esaurito la sua quota, lei no!>>. E per far defluire lo stress lei ha bisogno di parlare, lui di stare un po’ da solo, o con un amico. Se però il tuo istinto ti dice che si stronzo si tratta, parla chiaro e agisci: <<Nel contratto sentimentale>>, dice Monica Morganti, <<metto paletti e chiarisco confini. L’altro deve sapere che se li travalica perde la relazione. Quel che dico, però, devo mantenere: i gran discorsi delle mendicanti d’amore pronte a ritrattare, perdono credibilità>>.

La mamma di lui

Ti fa sentire intrusa, ti esclude dai discorsi “di famiglia”, entra in casa vostra col suo paio di chiavi senza avvisare. <<Una persona così ha bisogno di controllo sulle vite degli altri>>, dice Francesco Rende: <<Ma se qualcuno cerca di invadere i nostri spazi personali è necessario ridefinire le regole e non fare concessioni, in questo caso arrivando a cambiare la serratura di casa>>. Tu, però non ti esporre: <<Sarà suo figlio a farsi carico del problema, così come di altri atti sgarbati verso di te>>.

Laura Minetto

https://www.cosmopolitan.com/it/

RADIO 2 – Crisi di governo e Linguaggio del Corpo: analisi di Francesco Di Fant

RADIO 2 – Francesco Di Fant ospite de “I Rimandati” (Luca Restivo, Davide D’Addato e Federico Vozzi) per analizzare la crisi del governo giallo-verde attraverso il Linguaggio del Corpo e dare altri utili consigli sulla Comunicazione Non Verbale presenti nel suo suo libro Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo (20 agosto 2019)

https://www.raiplayradio.it/programmi/irimandati/

F. Di Fant – Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo – Michele Grassi

 

Ogni tanto mi piace andare a zonzo per il web alla ricerca di un libro da acquistare, magari un e-book, per spendere poco e restarci meno male se poi non mi piace. Lo scelgo a “naso”. Prezzo, copertina, titolo, sinossi, casa editrice, autore sono i principali parametri ai quali affido la “grande decisione”. Agendo in questo modo qualche tempo fa mi sono imbattuto in un libro che, a parte la casa editrice, Newton Compton, di cui mi fido, mi ha attratto fondamentalmente per il titolo.

Non ero molto convinto della scelta fatta, però quando ho iniziato la lettura, il testo si è rivelato essere più interessante del previsto. L’approccio è piacevole e semplice, il libro è facile da consultare ed è molto completo e preciso. Il tema può apparire scontato, anche banale: “Dimmi che gesti fai e ti dirò chi sei”, ma non lo è. L’autore individua con grande capacità i gesti che compiono le persone che nella vita è meglio evitare, e ci suggerisce che conoscendone la gestualità possiamo sempre capire molto più velocemente che tipo di persona abbiamo di fronte.

In breve Francesco Di Fant ci vuole insegnare coma fare a riconoscere uno stronzo al primo sguardo. Il libro è un continuo, ed anche molto divertente, susseguirsi di tattiche per riconoscere il pericolo e anticipare il nemico. Il mondo è pieno di stronzi, gente prepotente e spietata, sempre pronta ad approfittare di ogni occasione per avere la meglio sugli altri. L’autore è convinto che bisogna riuscire a smascherare queste persone, per non permettergli di utilizzare la loro stronzaggine contro di noi. Il manuale insegna a riconoscerli a prima vista, senza ombra di dubbio.

Ma chi è l’autore? La sua competenza in materia è evidente. Mi sono incuriosito e ho svolto una piccola ricerca. Ho scoperto che Francesco Di Fant è un esperto del linguaggio del corpo, ed è uno tra i più prestigiosi che abbiamo in Italia. Ha pubblicato altri due libri. “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” e “ I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo.” oltre a diversi articoli, molti dei quali sulla comunicazione non verbale applicata al settore giuridico. Partecipa spesso e collabora attivamente ad alcuni programmi televisivi (RAI, Mediaset) e radiofonici.

Dice che il mondo è pieno di stronzi, persone che non riescono a vivere le relazioni in modo normale, e consiglia vivamente di stare alla larga da chi utilizza la menzogna come sistema di vita. Per esempio l’autore consiglia di allontanare immediatamente le persone che davanti a voi rispondono a telefono con gentilezza e poi appena terminata la chiamata si mettono a parlare male dell’interlocutore.

I ragionamenti di Di Fant che a prima lettura possono sembrare goliardici, in realtà sono basati sempre su basi scientifiche e razionali. Molto interessante è la terza parte del libro, in cui viene vivisezionata con grande arguzia tutta la gamma di smorfie e di movimenti che compiono le persone quanto mentono.

Che dire. Al termine di questo libro sembra davvero di riconoscere gli stronzi in pochi secondi, anche se ho sempre timore di sbagliarmi, perché mi hanno insegnato che l’apparenza inganna.

 

Michele Grassi

 

http://www.michele-grassi.com/f-di-fant-come-riconoscere-uno-stronzo-al-primo-sguardo-newton-compton/

 

RADIO ROCK – “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” con Olimpia Camilli (30-09-2018)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Olimpia Camilli su RADIO ROCK 106.600 per parlare del suo libro “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” (Newton Comtpton Editori) tra psicologia e segnali legati alla Menzogna (30 settembre 2018).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè allo stadio si diventa aggressivi?

 

Esiste un concetto in psicologia che prende il nome di “ridefinizione del significato della situazione”, ovvero il contesto può influenzare gli individui al punto da annullare la consapevolezza personale, via via sostituita da comportamenti eteronomici, ovvero guidati da fattori esterni quali l’autorità, i gruppi d’appartenenza e le regole istituzionali.

Col termine “stato eteronomico” si intende un comportamento non basato su scelte autonome, ma imposte dall’esterno. I soggetti etrano in una determinata situazione sociale con un bagaglio comportamentale autonomo, col tempo però la libera scelta diventava sempre più difficile e la maggioranza dei soggetti può spingersi oltre i propri valori per lasciare spazio a una condotta regolata dall’esterno.

Esempi di questo fenomeno possono essere quotidianamente osservati nel tifo da stadio o nel più preoccupante fenomeno delle bande o “gang” giovanili e della psicologia del “branco”, dove la soggettività viene messa in disparte, con un rassererante senso di deresponsabilizzazione, per lasciar spazio a comportamenti impersonali spesso aggressivi.

Come accennato, un luogo tipico in cui l’uomo mostra una particolare regressione è allo stadio; infatti, anche gli uomini adulti adorano i giochi con la palla e scatenano la loro energia e passione sugli spalti. Inoltre, va considerato che gli sport con la palla simboleggiano un ritorno all’attività di caccia praticata dalle tribù primitive; la palla inseguita dai calciatori rappresenterebbe, in questo modo, la preda inseguita dai cacciatori e le squadre rappresentano le diverse “tribù” di appartenenza.

Per questo motivo si vedono uomini e donne di tutte le estrazioni sociali che allo stadio possono temporaneamente “perdere il senno” e mettere in atto comportamenti dettati dalla passione e dall’aggressività, piuttosto che dalla ragione e dal buon senso, come urlare a squarciagola, insultare gli avversari e, nel peggiore dei casi, litigare o venire alle mani con altri tifosi sugli spalti.

 

Tratto e adattato dal libro: “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2014.

 

ARS COMMUNICANDI – “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” (recensione)

 

Avete presente quei tizi che se ne vanno in giro guardando tutti quelli che incontrano con lo sguardo che sembra proprio dire “Siete tutti degli stupidi. Soltanto io so come va il mondo e quali sono le cose giuste da fare e da pensare”? Ebbene, molte volte definiamo questi personaggi con le parole “saccente”, “arrogante”, “presuntuoso” e quant’altro perché il nostro “io”, molto educato, non vuole utilizzare parole troppo dirette. Ma è sempre efficace la “buona educazione” o, in alcuni casi, è forse meglio dire le cose nel modo più diretto e chiaro possibile senza, appunto, fare tanti giri di parole? Francesco Di Fant, uno degli esperti sul linguaggio del corpo più autorevoli in Italia, va direttamente al sodo definendo questi individui con la parola che tutti noi in realtà pensiamo: stronzi. E ne dà una definizione a mio parere impeccabile. Infatti scrive nel suo ultimo libro che si intitola, appunto, Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo (Newton Compton Editori): «[…] i veri comportamenti da stronzo sono riconducibili alla presunzione di superiorità che alcune persone nutrono nei confronti degli altri.
[…] Il vero stronzo ha visione e savoir-faire, è furbo e saccente. Ha un ego smisurato e non si fa scrupoli. Negli anni, per mettersi in mostra, ha imparato addirittura a utilizzare la tecnologia!
Il suo atteggiamento da “so tutto io” si è modificato nel corso del tempo e oggi si nutre della cultura nozionistica di internet, superficiale e a portata di clic, che però permette di millantare un sapere sconfinato». Insomma, se siete degli egocentrici che vogliono far ruotare tutto intorno a sé e, per far questo, vi sentite in dovere di vedere e trattare chi vi circonda come esseri inferiori affinché vi sentiate “importanti”, allora siete degli stronzi. Eh già, perché molte, troppe volte additiamo gli altri senza renderci conto che magari noi siamo peggio di colui o colei che giudichiamo. Ed è proprio questa la caratteristica e la “novità” che mi è sembrato di scorgere in questo nuovo libro di Di Fant rispetto ai tanti altri “manuali sugli stronzi” che si possono trovare in libreria: il fungere da “specchio” sui nostri comportamenti al fine di migliorarli. Naturalmente il libro di Di Fant non si limita solo a questo, bensì descrive tecniche di linguaggio non verbale al fine di poter riconoscere gli stronzi e, di conseguenza, saperli gestire in maniera adeguata. Ma tutto ciò passa, giustamente, dal conoscere e migliorare se stessi prima di poter “operare sugli altri”. Non solo. Affinché possa avvenire tutto ciò in maniera adeguata e veramente utile, è necessario vedere le cose per come sono e non per come, invece, vorremmo che fossero.
Questa è un’altra caratteristica di Francesco Di Fant e delle sue “analisi”: non si muove mai per “teorie esotiche” (cosa che invece è molto comune trovare nei libri self-help), bensì sempre su basi scientifiche e razionali. Scorrendo le pagine del libro, infatti, non passa inosservata l’influenza della “scuola di pensiero” di Paul Ekman, considerato una delle cento persone più influenti del mondo nonché pioniere delle tecniche per riconoscere le emozioni e, quindi, il linguaggio del corpo (se a qualcuno di voi è piaciuta la serie tv Lie to Me sappia che il personaggio è ispirato proprio a Paul Ekman). Nella terza parte del libro, per esempio, intitolata “Un mondo di bugie” Di Fant analizza gran parte delle modalità con cui la gente racconta le menzogne. Cosa particolarmente interessante è il fatto che le bugie non vengono considerate sempre e soltanto “un male” ma, al contrario, spiega chiaramente che spesso sono molto importanti: «Una realtà fatta solo di verità sarebbe insostenibile: la menzogna è infatti nata e cresciuta insieme all’essere umano, attraverso i millenni della sua evoluzione sul pianeta. […] Per cooperare è indispensabile mantenere l’unità sociale del gruppo, e questo è possibile solo se ognuno è disposto a ingannare un po’ se stesso e gli altri con qualche bugia detta a fin di bene». Questa, però, è la parte “positiva”; ma, come dicevamo, il mondo è pieno di stronzi. E infatti «più un individuo è abituato a mentire e più tende ad agire senza scrupoli, senza curarsi delle conseguenze materiali, sociali ed emotive. I bugiardi patologici difficilmente riescono a vivere le relazioni in modo normale, sviluppano un minore attaccamento alle persone rispetto agli altri e vedono la bugia come unico strumento d’interazione».
Dunque, state alla larga dalla gente che mente in continuazione anche di fronte a voi (tipo quelle persone che, ricevendo una telefonata in vostra compagnia, si mettono a raccontare un sacco di balle con perfetta nonchalance): sono degli stronzi patologici!
Ci sarebbe tanto altro da dire su questo libro che, per ovvi motivi di spazio, non posso descrivere. Perciò vi lascio con un profondo aforisma, riportato nel libro, al fine di invitarvi a tenere sempre gli occhi bene aperti:

 

“Come diceva Zarathustra,
nella vita, che tu cammini o ti muovi,
o ti siedi e lo aspetti,
prima o poi uno stronzo lo incontri”

 
Paolo Rossi

Michele Putrino

 
http://arscommunicandi.blogspot.it/2015/10/come-riconoscere-uno-stronzo-al-primo.html

 

Radio Centro Suono 101.3 – “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo”

Massimiliano Augieri e Antonio Carnevale intervistano il dottor Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, su Radio Centro Suono 101.3 (http://www.centrosuono.com) a proposito del suo ultimo libro “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” – 17 gennaio 2015



Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VERO SALUTE (febbraio 2015) – Tipi da evitare. Cosa fare se ti sei imbattuta in uno str…

 

Tipi da evitare. Cosa fare se ti sei imbattuta in uno str…

servizio a cura di Alessia Bottone, con la collaborazione di Francesco Di Fant, esperto di comunicazione e linguaggio del corpo

 

A chi non è capitata una situazione del genere? Praticamente a tutti, cosa fare con colleghi e partner affetti da questa “malattia”.

Una categoria che vanta sempre troppi adepti: lo sa bene l’impiegata che lavora fianco a fianco alla collega antipatica che neon perde occasione per denigrarla e farla sentire da meno. E’ d’accordo anche il proprietario dell’appartamento al terzo piano che si ritrova le briciole della tovaglia sbattuta con noncuranza dall’affittuaria del quarto piano solo per il gusto di fargli iniziare la giornata con il piede sbagliato. Ne è cosciente anche la giovane trentenne che si innamora puntualmente di uomini che la faranno soffrire facendola sentire ancora più indifesa di come già si sente. Incappare in uno stronzo può essere davvero un’esperienza disarmante nonché uno spreco di energie. Che fare allora? A rspondere ci ha pensato Francesco Di Fant, espero di comunicazione e linguaggio del corpo e autore del libro Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo.

L’identikit

Innanzitutto cerchiamo di capire chi sono realmente gli stronzi e come si contraddistinguono. <<Si nascondono ovunque, anche nelle persone più insospettabili si cela un focolaio di stronzaggine. Anche noi siamo tutti un po’ stronzi, in particolar modo se vengono toccate le corde giuste per farci perdere la pazienza o farci sentire indifesi e sotto attacco. Sono tanti gli elementi che possono contraddistinguerli, ad esempio la gentilezza sospetta: quando qualcuno vi approccia con fare stranamente gentile rispetto al suo normale modo di fare potrebbe essere intenzionato a ingannarvi in qualche modo. In generale consiglio di evitare di fare gli stronzi piuttosto che imitarli. A volte però si rende necessario usare le loro stesse armi. E’ necessario sapere convivere ma anche educare chi sta intorno a noi, stimolando in loro un senso di responsabilità, a volte una piccola punizione o un “no” aiutano a crescere più di tanti “sì”>>, spiega l’autore.

Come gestirlo al lavoro

Come comportarsi se si deve convivere per diverse ore al giorno con un collaboratore non corretto? <<Esistono diverse categorie di stronzo sul posto di lavoro, con ognuna di esse bisognerebbe prendere precauzioni diverse. Gestire un capo stronzo può essere più complicato che aginare un collega problematico. Per individuare un collega stronzo si possono osservare diversi elementi, tra cui l’invasione dello spazio privato e lo scarso contatto visivo. Chi invade spesso il vostro spazio privato può manifestare una richiesta di attenzione, ma anche una natura ossessiva e invadente. Prestate particolare attenzione a chi cerca molto il contatto fisico mentre parla con voi. Allo stesso modo bisognerebbe diffidare da chi vi guarda poco negli occhi, potrebbe essere semplicemente timido, ma potrebbe anche nascondervi qualcosa>>, sottolinea il consulente. Talvolta però sono proprio gli amici coloro che si comportano in modo ingiusto. Tagliare il cordone non è sempre necessario, spesso basta comunicare il proprio disagio per ottenere ciò che si desidera.

<<Diferndersi da un/a amico/a stronzo/a può essere una bella gatta da pelare, proprio perchè li consideriamo amici e li abbiamo spesso accanto, si corre il rischio di non accorgerci delle loro reali intenzioni, si genera un effetto Pigmalione, per cui si giustificano cose che ad altri non faremmo passare lisce. Diversi autori hanno ribadito un concetto che suona così: “Che io abbia la forza di cambiare quello che posso e di sopportare quello che non posso, ma soprattutto che io abbia la saggezza per distinguere le due cose”. A volte basta far notare un comportamento sbagliato a un amico per aiutarlo a correggersi, altre volte però gli amici stronzi possono anche danneggiarci parecchio. In generale sarebbe bene non fidarsi troppo degli amici che quando ci parlano non hanno il corpo completamente orientato verso di noi: se chi vi sta di fronte ha una o più parti del corpo, le gambe, il busto, rivolte altrove mentre parlate con lui, potrebbe non essere realmente interessato a voi o alla vostra conversazione>>, spiega Di Fant.

Se me ne innamoro?

Si dice che le donne siano attratte dagli stronzi. Verità o luogo comune? <<Spesso le donne si invaghiscono più facilmente degli stronzi. In generale la donna cerca contemporaneamente due aspetti diversi nell’uomo, la dolcezza e la forza. Nonostante questo possa sembrare un enorme paradosse, cercano la dolcezza che si addice al delicato mondo femminile ma anche la forza che può garantire sicurezza fisica e psicologica alla donna e anche la possibilità di sopravvivere più a lungo e vedere la propria prole crescere in sicurezza, questo spinge la donna a cercare un compagno forte. Il lato “forte” dell’uomo, però, potrebbe ben presto rivelarsi essere stronzaggine piuttosto che volitività e forza d’animo. Tali relazioni risultano spesso asimmetriche ed è difficile che durino molto se la coppia cerca armonia e un equilibrio duraturo. Come fare a scoprire se il proprio partner è uno stronzo? Il mio consiglio è di stare attenti ai sorrisi falsi, fate suonre un campanello d’allarme se vedete sorisi troppo asimmetrici o che non coinvolgono la parte alta del viso; un sorriso sincero deve far comparire piccole rughe ai lati degli occhi, le cosiddette rughe a “zampa di gallina”>>, conclude l’esperto.

 

A volte si tratta di legittima difesa

Quando non serve porgere l’altra guancia, bisogna reagire. Comportarsi da stronzi a volte può essere una sorta di “legittima difesa”. <<Non sempre è possibile, nè utile, porgere l’altra guancia a uno stronzo, ogni pazienza ha un suo limite e quando lo si supera è naturale aspettarsi una reazione forte. Acluni studi recenti, poi, indicano che con un pizzico di stronzaggine le persone riescano a vivere meglio, ed è stato evidenziato che essere un po’ stronzi possa aiutare a ottenere il successo nel lavoro e in amore; il mio consiglio, però, è quello di non esagerare>>, suggerisce Francesco Di Fant, espero di comunicazione e linguaggio del corpo.

 

Un manuale ricco di consigli pratici e suggerimenti per aiutarci a comprendere la diverse tipologie di stronzo e a riuscire a controbattere in maniera efficace in diverse situazioni, sul lavoro come in amore.

Francesco Di Fant, Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo, Newton Compton, 319 pagine, 12,90 euro