Le posture di potere – CoachMag 51

In tempo di crisi da Coronavirus il mondo si trova in una condizione di profondo cambiamento; la necessità di adattarsi al presente e al futuro in un nuovo contesto psicologico, sociale ed economico può essere vissuta con più o meno difficoltà dai singoli e dai gruppi.

E’ importante acquisire nuovi strumenti e modificare quelli in possesso per trovare nuovi modelli di comportamento e di azione in questo periodo di cambiamento globale.

COME CI AIUTA IL LINGUAGGIO DEL CORPO NEI MOMENTI DI CRISI?

La Comunicazione Non Verbale può essere di grande aiuto a noi stessi e a quelli vicino a noi in molti modi: instaurando una comunicazione positiva e accogliente con l’altro, infondendo fiducia agli altri, potenziando le nostre capacità di ascolto profondo e di lettura dei comportamenti altrui, migliorando la nostra capacità di reagire attivamente alle sfide e all’ambiente circostante. Inoltre con l’aumento della distanza fisica tra le persone a causa del virus risulta ancora più importante potenziare particolari aspetti del Linguaggio del Corpo.

Per essere più capaci di reagire in maniera efficace ai momenti di crisi e a un ambiente che ci può sembrare ostile (a livello razionale, emotivo o istintivo) può essere utile conoscere quelle che nel Linguaggio del Corpo vengono definite “posture di potere” o “di potenza”.

(Continua su COACHMAG n.51 con le posture potenziati, depotenzianti e gli ancoraggiwww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Vuoi conoscere il Linguaggio del Corpo per facilitare la tua vita? Clicca qui per info e training o contattami direttamente a info@francescodifant.it.

Posture di potere: come la tua postura può darti energia mentale – Uno Editori

POSTURA DI POTERE

La postura può davvero influenzare il nostro umore, le nostre emozioni e la nostra energia?

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla postura, alcuni di questi studi di focalizzano sulla possibilità che la postura possa influenzare le nostre emozioni e il nostro comportamento.

Uno degli studi più interessanti è quello delle dottoresse Dana Carney, Amy Cuddy e Andy Yap che nel 2010 definiscono il concetto di “postura di potere” (o “di potenza”).

In questo studio si afferma che alcune posture possono farci apparire più potenti di altre pose e che possono avere un profondo impatto sul nostro interlocutore, facendoci apparire più forti, dinamici e sicuri di noi stessi; aprendo così le porte a diversi benefici sul piano professionale e personale (es. promozioni, status sociale, relazioni sociali positive, ecc.).

Secondo questi studi, le posture di potere potrebbero essere collegate a dei segnali evolutivi, uomini e animali si sforzerebbero di dimostrare il loro potere al fine di ottenere più risorse possibili nell’ambiente.

Le posture di potere dovrebbero portare a diverse configurazioni chimiche che avvengono nel nostro cervello, regolando anche i livelli di testosterone, corticolo e stress, questi fattori aiutano a sentirsi più sicuri e a trasmettere un’immagine di potere a chi osserva.

POSTURE TRIONFALI E UNIVERSALI

Alcune pose di potere “tipiche” possono essere:

– posture espansive e aperte (es. espandere gli arti per occupare più spazio)

posture erette (schiena e spalle dritte)

– posture che riducono la distanza con l’altro (inclinazione del corpo)

Al contrario quando incrociamo gli arti o ci facciamo più piccoli occupando meno spazio intorno a noi dovremmo provare una maggiore sensazione di debolezza e sottomissione.

Il dottor David Matsumoto ha studiato alcune posture particolari legate al trionfo negli atleti olimpici, andando a delineare questi comportamenti come fossero gesti e posture e di potere.

I comportamenti legati al trionfo sembrano essere universali e radicati nel nostro comportamento.

LEGAME MENTE-CORPO: EMBODIED COGNITION

Queste ricerche si allineano con il concetto di “embodied cognition” (letteralmente “mente incarnata”)che afferma che i processi cognitivi non sono limitati alle operazioni all’interno del sistema cognitivo, ma comprendono più ampie strutture corporee e processi d’interazione con l’ambiente.

Mente e corpo non sono distinti, il nostro corpo, e il cervello come parte del corpo, concorre a determinare i nostri processi mentali e cognitivi.

Un recente studio che punta in questa direzione è stato condotto dal professor Erik Peper che, insieme al tuo team, ha affermato che la postura del corpo durante il movimento può influire sul livello soggettivo di energia.

Modificare la postura del corpo assumendo una postura eretta migliora il livello di energia e l’umore, secondo questi studi anche fare una passeggiata saltellando dovrebbe dare più energia di una semplice camminata.

STUDI CONTRASTANTI SULLA POSTURA

Non tutte le ricerche, però arrivano alle stesse conclusioni, in questo campo di ricerca emergente risulta naturale che ci siano risultati differenti e addirittura contraddittori.

Esistono degli studi che si pongono in netto contrasto a quelli citati rifiutando l’idea delle pose di potere.

In un recente studio del 2018 di Cesario & Johnson vengono approfonditi gli argomenti evolutivi in relazione alle posture di potere arrivando alla conclusione che per un animale non avrebbe alcun senso evolutivo agire in modo diverso solo perché presenta l’illusione di espansività o potere.

Il dottor Matsumoto avverte inoltre, che le pose di potere non funzionano sempre, specialmente quando proviamo emozioni conflittuali:

Impegnarsi in tali posture o gesti o espressioni facciali non necessariamente innescherà l’esperienza in individui che stanno già vivendo un’emozione, specialmente una forte”.

Se, ad esempio, stiamo vivendo un momento di profonda tristezza, risulterà difficile che una posa di potere sia sufficiente a farci cambiare umore.

ENERGIA MENTALE E UMORE: GLI EFFETTI DELLA POSTURA

In conclusione, sembra che le pose di potere abbiano una loro efficacia e una loro utilità, basta fare qualche qualche prova nella nostra vita quotidiana per accorgersi che, effettivamente, assumere alcune posture può spostare il nostro umore e la nostra energia in una direzione o in un’altra.

Allo stesso tempo però sarebbe ingenuo pensare che le posture abbiano un’influenza così forte in tutti i soggetti e in tutti i momenti della nostra giornata, le pose di potere non sono una “bacchetta magica” che fa miracoli e il loro effetto può essere dato da modificazioni neuro-fisiologiche così come dal potere della suggestione, in una sorta di “effetto placebo” (sempre considerando che, secondo l’embodied cognition, mente e corpo comunicano in due direzioni).

Che si prenda per buona l’idea delle pose di potere, o si avanzi con cautela prendendo in considerazione gli studi di Cesario & Johnson e le cautele segnalate da Matsumoto, sembra che le posture possano avere degli effetti su di noi, amplificando o influenzando le nostre sensazioni e la percezione altrui.

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Ti interessa approfondire? Scopri qui 👉 Il seminario di Francesco Di Fant e Michele Putrino “Liberarsi dalla manipolazione” (Torino, 9 novembre 2019)

https://unoeditori.com/posture-di-potere-come-la-tua-postura-puo-darti-energia-mentale/

Turni di parola e Linguaggio del Corpo – CoachMag 47

Durante una conversazione con più persone esiste il rischio che la comunicazione risulti confusa e poco fluida. Saper gestire i turni di parola può essere uno strumento utile per tutti, in particolare per i Coach che parlano in pubblico (riunioni, conferenze, dibattiti, talk-show) e che vogliano ottimizzare l’interazione coi propri Coachee.

Esistono clienti molto loquaci e altri timidi e di poche parole, in questi casi può risultare particolarmente utile gestire il flusso della comunicazione in maniera armoniosa regolando i turni di parola attraverso l’utilizzo del Linguaggio del Corpo.

E’ bene non interrompere gli altri mentre parlano. Al di là della caratteristiche personali di ciascuno, esistono anche differenze culturali: i popoli latini – italiani inclusi – hanno il vezzo di sovrapporre i turni di parola iniziando a parlare ancor prima che l’altro abbia terminato la frase, i popoli anglosassoni invece attendono che l’altro termini di parlare prima di prendere la parola; in Asia addirittura è buona norma attendere qualche secondo tra un turno di parola e l’altro, per evidenziare che si è riflettuto su quanto ascoltato prima di parlare.

Analizziamo alcuni dei segnali più utilizzati nel Linguaggio del Corpo per regolare la turnazione della parola, dividendoli in due categorie: segnali usati per cedere la parola all’altro e segnali utilizzati per chiedere o prendere la parola

(Continua su COACHMAG n.47 con i diversi segnali del Linguaggio del Corpo (gesti, sguardo, testa, ecc.) usati per cedere la parola e i segnali utilizzati per chiedere o prendere la parolawww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

“Liberarsi dalla manipolazione per vivere sereni” – Seminario (Torino, 09-11-2019)

Seminario con Michele Putrino e Francesco Di Fant: Liberarsi dalla manipolazione per vivere sereni e liberi attraverso il proprio corpo

La manipolazione, nella società contemporanea, assume forme molteplici e non sempre riconoscibili: marketing, propaganda, bisogni indotti… la nostra testa si riempie così di pensieri che non sono nostri, non ci rispecchiano e ci fanno soltanto soffrire, instillandoci un senso di inadeguatezza che finisce per accompagnarci per tutta la vita.

Ma la manipolazione sociale può essere riconosciuta e contro di essa si può combattere: imparando a conoscere le tecniche più diffuse di manipolazione si possono elaborare strategie per difendersi dal controllo e tornare a vivere sereni.

Secoli fa, gli antichi greci avevano già elaborato una dottrina filosofica per proteggersi dalla manipolazione e dalle influenze esterne nocive: lo stoicismo. Di questo aspetto si occuperà Michele Putrino, studioso di filosofia e autore del libro “Manuale di Resistenza al Potere” (Uno Editori) di cui ho anche scritto una recensione.

La manipolazione, però, non viene solo dall’alto. Tutta la vita ci imbattiamo in manipolatori nella vita professionale e personale: non c’è nessuno che non abbia mai incontrato, almeno una volta, un “gatto” o una “volpe” della società urbana.

Anche da questi soggetti, tuttavia, ci si può difendere. Imparando a leggere il linguaggio del corpo, possiamo sbugiardare i bugiardi e riconoscere le truffe a colpo d’occhio, senza rischiare più di caderci con tutte le scarpe. Di questo aspetto si occuperà Francesco Di Fant, esperto di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo.

Programma

Michele Putrino – BLOCCO 1 (4 ore)

1ª ora: Come funziona la manipolazione e come veniamo manipolati attraverso il marketing e la propaganda politica

Che cos’è e come funziona il potere.
Come riconoscere la manipolazione sociale.
Tecniche di manipolazione e controllo sociale.
Esempi concreti di manipolazione nel marketing e nella propaganda.
Come e perché la manipolazione ci rende consumatori compulsivi.

2ª ora: Come tornare a essere liberi e sereni.

Come difendersi dalla manipolazione.
Spiegazione teorica del perché è necessario emanciparsi dalla manipolazione e da ciò che è virtuale…
…per ritornare a una vita “corporea”.
(parte approfondita e sviluppata nel BLOCCO 2).

3ª ora: Tecniche stoiche contro i tentativi di manipolazione.

Cos’è lo Stoicismo. Breve introduzione.
Tecniche tratte dallo Stoicismo di Epitteto per liberarsi e proteggersi dalla manipolazione.
Esempi pratici.

4ª ora: Domande, dialogo e confronto con il pubblico.

Francesco Di Fant – BLOCCO 2 (4 ore)

1ª ora: Riappropriarsi del proprio corpo e del proprio potere.

Comunicazione Non Verbale.
Attivazione Mente-Corpo: un processo a 2 vie.
Gestire il proprio corpo attraverso la Comunicazione Non Verbale.
Posture e gesti “di potenza”.
Visualizzazione e potenziamento delle prestazione corporee.
Il corpo “simmetrico” e la lateralizzazione del cervello.

2ª ora: Riconoscere le persone manipolatrici: psicologia e Linguaggio del Corpo.

Manipolazione interpersonale e “stronzaggine”.
Riconoscere le 6 emozioni di base.
Manipolatori nella vita privata e professionale.
Segnali Verbali, Non Verbali e Paraverbali legati alla manipolazione.
Come difendersi dai manipolatori?

3ª ora: Riconoscere la Menzogna.

Cosa è la menzogna?
Psicologia della Menzogna.
Errori da evitare nel riconoscimento della menzogna.
Tecniche per individuare la menzogna.
Segnali Verbali, Non Verbali e Paraverbali della menzogna.
Esempi pratici ed esercitazioni.

4ª ora: Esercitazioni, domande, dialogo e confronto con il pubblico.

Dove & Quando

Sabato 9 Novembre, dalle 9.30 alle 18, presso Spazio Uno (Torino, via Tabacchi 33).

Costo: 77€

Per info e prenotazioni: n° 011 198 24 856 • eventi@spazio-uno.it

Link Facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/events/499522447478565

Relatori

Michele Putrino

Michele Putrino, dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook.

Francesco Di Fant

Francesco Di Fant è nato a Roma nel 1978, si è laureato in Scienze della comunicazione ed è un esperto di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo. Consulente e formatore per anni presso grandi aziende nazionali e internazionali, insegna e pubblica articoli sulla comunicazione non verbale e collabora con diversi programmi televisivi e radiofonici. Con la Newton Compton ha pubblicato “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo“, “I segreti per capire il linguaggio del corpo” e “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo“.

3 regole per migliorare l’analisi del Linguaggio del Corpo – Hdemos

Le applicazioni della Comunicazione Non Verbale si dividono in generale in due rami: uno si occupa di osservazione e analisi del Linguaggio del Corpo e un altro è focalizzato sull’uso attivo del Linguaggio del Corpo.
Per quanto riguarda il primo aspetto, osservazione e analisi della CNV, è bene prima di tutto comprendere alcune regole di base che possono aiutare a utilizzare senza errori questo potente strumento d’interpretazione del comportamento umano.

E’ possibile migliorare la nostra capacità di osservazione?

Anche se non esiste un unico metodo d’osservazione per la Comunicazione Non Verbale, è possibile individuare alcune indicazioni di base che aiutano nell’osservazione di situazioni reali, evitando il più possibile errori grossolani.

Esistono tre “buone pratiche” da prendere in considerazione quando si osserva il comportamento gestuale di una persona, i fattori da tenere in considerazione sono numerosi ed è necessario porre la giusta attenzione nella fase di analisi del Linguaggio del Corpo altrui.

Quali sono le 3 regole di base per un osservatore del Linguaggio del Corpo?

1) Visione Olistica
Quando si osservano una o più persone interagire tra di loro o con l’ambiente dovremmo acquisire la buona abitudine di allargare il nostro campo di analisi, è importante prendere in considerazione l’ambiente fisico e simbolico, i ruoli delle persone che interagiscono, la cornice di riferimento ed eventualmente anche i valori delle persone che si osservano. Per evitare un’analisi parziale e con molte probabilità di errori è bene prendere in considerazione quanti più elementi possibili presenti nell’interazione e metterli a sistema evitando di sottovalutare informazioni e dettagli importanti.

2) Analisi del “Norming”
Cosa è il “Norming”? Con questo termine anglosassone si intende l’analisi della “normalità” di una situazione. E’ importante osservare il comportamento delle persone chiedendosi sempre: “Quali comportamenti sono considerati “normali” o socialmente appropriati in una determinata situazione?”. Questa domanda aiuta un osservatore attento a focalizzarsi in particolar modo sugli elementi che più attirano la sua attenzione e che possono essere considerati dei comportamenti devianti rispetto alla norma sociale o al contesto.

3) Allenamento continuo
L’ultimo consiglio non è affatto banale, ci sono diverse ragioni per cui l’allenamento costante è particolarmente importante in una disciplina pratica come la Comunicazione Non Verbale: in primo luogo è fondamentale fare pratica per arrivare a un buon livello di applicazione pratica dei concetti teorici in situazioni reali, inoltre l’allenamento potenzia la tecnica sotto 3 aspetti: 1 – Sapere teorico, lo studio aggiunge nuove prospettive e nuove tecniche nel bagaglio di ciò che già conosciamo; 2 – Saper fare, l’esercizio continuativo aiuta a focalizzarsi sugli aspetti più importanti da prendere in considerazione e velocizza il processo di analisi, in un’analisi in tempo reale questo fattore risulta molto importante; 3 – Saper essere, interagire con il mondo esterno ci porta a fare esperienze e ci pone in una situazione di confronto continuo in cui è possibile imparare quali siano i comportamenti migliori da mettere in pratica nelle varie situazioni.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Attenzione, interesse e segnali del Corpo – Hdemos

Quando parliamo spesso abbiamo la convinzione che gli altri ci stiano ad ascoltare, purtroppo nella realtà non sempre è così. L’attenzione può essere persa a causa di poco interesse, si può essere distratti da qualcosa intorno a noi o più semplicemente si sta pensando ai fatti propri.

Saper catturare l’attenzione altrui è un’arte, così come mantenerla nel tempo; avete notato che alcuni oratori riescono a risultare interessanti anche quando fanno un lungo discorso?
Per qualsiasi oratore saper stimolare l’interesse del suo pubblico è un valore aggiunto indiscutibile; l’osservazione del Linguaggio del Corpo aiuta a capire tempestivamente gli umori e i pensieri della platea, permettendo di reindirizzare il discorso o di cambiare registro per stimolare maggiormente l’attenzione dei presenti.

Per un avvocato o un giurista conoscere la Comunicazione Non Verbale per individuare i segnali di ascolto e di interesse altrui può essere davvero uno strumento in più nella propria cassetta degli attrezzi. Nel corso dell’attività professionale è normale parlare di fronte a più persone come in un’udienza o più spesso si comunica faccia a faccia, con giudici, colleghi, collaboratori, testimoni e diversi tipi di addetti ai lavori.

Quali sono i segnali non verbali che manifestano interesse verso le nostre parole?

Il primo dei segnali che possono indicare un reale interesse verso le nostre parole è sicuramente il contatto visivo, inoltre il contatto delle dita della mano con il mento indica attenzione, così come la mano che tocca la fronte come a stimolare fisicamente il pensiero e concentrazione nell’area del cervello.

Quali segnali del corpo possono essere legati a noia, disinteresse e impazienza?

Al contrario, possono anche essere presenti alcuni segnai corporei che indicano noia come, ad esempio, la mano che regge la testa come fosse un cuscino e le palpebre leggermente abbassate a segnalare una scarsa stimolazione. Quando invece è il disinteresse a essere visibile nel Linguaggio del Corpo altrui possiamo notare lo sguardo distratto, che guarda altrove cercando vie di fuga o altri stimoli come l’orologio o il telefono.
Tra i segnali di impazienza troviamo il classico tamburellare con i piedi o con le dita della mano, così come manipolare nervosamente un oggetto, toccare il proprio corpo con frequenza, mordersi le unghie e anche cambiare spesso postura, come se ci si trovasse in una posizione “scomoda” rispetto alle parole ascoltate.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Segnali di Menzogna: disagio e tensione – Copia Originale

 

Tra i diversi indizi di menzogna nella Comunicazione Non Verbale ci sono alcuni segnali che sono riconducibili a uno stato di disagio o di tensione del bugiardo:

  • un’intensa attività nervosa e muscolare (chiamata ipercinesi) relativa a mani e piedi, alcuni di questi sono gesti molto comuni: tamburellare con le dita, mangiarsi le unghie, battere il tempo con gambe e piedi;
  • gesti di manipolazione e auto-manipolazione: possono indicare tensione tutti i gesti con cui si manipola un oggetto o quando si tocca il proprio corpo. In particolare bisognerebbe fare attenzione ai gesti di auto-contatto con il viso che indicano maggiore disagio, se il contatto è in corrispondenza degli organi di senso (bocca, naso, occhi, orecchie) può indicare un alto livello di tensione;
  • fate attenzione alla zona della bocca: questa area del viso in presenza di tensione è soggetta a contrazioni della muscolatura delle labbra o intorno a esse, anche mordere le labbra può essere un indizio rilevatore della menzogna;
  • gesti di allontanamento o distanziamento: oscillare il corpo all’indietro, piegare il busto all’indietro, fare un passo indietro per prendere le distanze dall’altro;
  • segnali fisiologici di disagio e tensione, quando si mente a volte il corpo produce delle sostanze che possono produrre delle modificazioni involontarie: eccesso di calore, rossore e sudorazione, prurito, salivazione diminuita che provoca una frequente umidificazione delle labbra e una deglutizione più visibile e rumorosa.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/segnali-menzogna-disagio-tensione

RADIO SONICA – Menzogna e CNV (06-02-2018)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Peppe Lomonaco e Stefano Valvo su RADIO SONICA 90.700 per parlare di Menzogna e Linguaggio del Corpo (6 febbraio 2018).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – il Linguaggio del Corpo di Ozzy Osbourne (10-11-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Matteo Catizone su RADIOROCK 106.600 per analizzare la gestualità di Ozzy Osbourne e dello speaker Emiliano Carli (10 novembre 2017).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – psicologia e segnali della Menzogna (10-10-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Matteo Catizone su RADIOROCK 106.600 per parlare di psicologia e segnali legati alla Menzogna e per analizzare lo speaker Matteo Strano (10 ottobre 2017).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Suono Sport – Analisi di Francesco Di Fant su Di Francesco e Spalletti a “Abbiamo trovato il titolo” (26-09-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio nella trasmissione “Abbiamo trovato il titolo” con Valeria Biotti e Diego Angelino su CENTRO SUONO SPORT 101.500, analizza il Linguaggio del Corpo di Eusebio Di Francesco e Luciano Spalletti (26 settembre 2017). Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Suono Sport – Analisi di Francesco Di Fant dell’addio di Totti e di Mino Raiola a “Manca solo il titolo” (22-06-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio nella trasmissione “Manca solo il titolo” con Valeria Biotti e Paolo Marcacci su CENTRO SUONO SPORT 101.500, analizza l’addio di francesco Totti e la conferenza di Mino Raiola sul caso Donnarumma (22 giugno 2017). Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le emozioni di Totti nel suo addio al calcio

 

Il 28 maggio 2017 Francesco Totti, il capitano storico della squadra di calcio AS Roma, ha dato il suo addio al calcio nel suo stadio Olimpico strapieno di tifosi e di emozioni, dopo 34 anni di carriera calcistica (di cui 28 nella Roma, tra settore giovanile e prima squadra). Il suo saluto è stato un momento sportivamente importante e umanamente toccante, sia per le decine di migliaia di persone presenti allo stadio che per quelle, molte di più, davanti agli schermi in tutta Italia e all’estero.

Al di là della simpatia calcistica o meno per la squadra giallorossa, la stampa sportiva italiana ed estera hanno sempre riconosciuto in Totti un campione di altissimo livello. Il “Pupone” di Porta Metronia oltre che essere un chiaro punto di riferimento per la squadra, nel corso del tempo è diventato, con centinaia di gol tra club e nazionale e qualche spot pubblicitario, un personaggio noto e di fama internazionale. Ha sempre saputo unire il suo grandissimo talento calcistico alla sua grande umanità, che emergeva nella sua naturale simpatia e nelle numerose opere di beneficenza in cui si è sempre impegnato con piacere.

Attraverso l’analisi del Linguaggio del Corpo andiamo ad analizzare le emozioni che Totti e il suo pubblico hanno vissuto in questo evento toccante.

Il pubblico era pienamente coinvolto e la commozione era diffusa in tutto lo stadio; ovunque, sulle facce di grandi e piccoli spettatori, si potevano vedere occhi lucidi e lacrime. Lo stadio era un oceano di saluti, cori, applausi e abbracci tra i tifosi, che esponevano con orgoglio magliette, sciarpe, bandiere e striscioni per salutare il loro numero 10.

Anche l’imperscrutabile Spalletti si è commosso sull’onda dell’emozione generale, infatti più di una volta è stato colto dall’occhio delle telecamere ad asciugarsi gli occhi.

Una cosa da notare è sicuramente l’attaccamento di Totti per il suo pubblico, a cui rivolge segni di gratitudine, riconoscimento e affetto inchinandosi più di una volta, mandando baci e applaudendo verso tutti coloro che lo hanno seguito fedelmente. Inoltre spesso si batte la mano sul cuore per indicare simbolicamente il suo amore verso la squadra della Roma e i suoi tifosi. Quando un tifoso in lacrime scavalca le transenne entrando in campo per incontrare il capitano, Totti non lo allontana, lo abbraccia, abbracciando simbolicamente così tutto il pubblico.

La tensione di Totti è visibile in diversi suoi gesti: sbuffa aria con la bocca per cercare di placare le emozioni in vista del suo discorso, inoltre spesso stringe le labbra e si tocca la bocca e il collo.

L’emozione principale della serata però è stata la tristezza, Totti era visibilmente dispiaciuto di dover lasciare il campo da gioco e i suoi tifosi, mentre inizia il suo ultimo giro di campo appare subito triste, entra a testa bassa, ha gli occhi lucidi e labbra e sopracciglia arcuate in basso. Non riesce a mostrare il suo solito sorriso a causa dell’emozione, le labbra tremano e a volte si mette una mano davanti alla bocca per cercare di calmarsi.
Le lacrime poi escono fuori quando abbraccia sua moglie Ilary Blasi e i loro figli Isabel, Chanel e Cristian, mentre continua a salutare il pubblico camminando lungo il perimetro dello stadio. Quando poi si ferma davanti ai tifosi è sovrastato dall’emozione e si mette entrambe le mani sopra la testa, come a doverla reggere data l’intensità del momento, questo gesto riflette appieno la sua profonda tristezza nel dover lasciare la vita da calciatore.

Anche durante il suo discorso era evidente la sua tristezza, le sue parole sono state sincere, di cuore e capaci di emozionare i tifosi presenti. Totti all’inizio fa lunghe pause tra una frase e l’altra, cerca le parole migliori da dire, va a braccio e mostra il suo lato sincero e simpatico. Cammina durante il discorso, cerca spesso il contatto fisico con i suoi familiari per alleviare la tensione e rimane vicino a loro. La sua voce è carica di emozione e a volte risulta tremante, mentre parla è costretto a tirare su col naso probabilmente per asciugare le lacrime.
Mentre legge la sentita lettera d’addio, preparata a quattro mani da lui e dalla moglie, Totti continua a camminare, non riesce a stare fermo, inoltre a volte deve interrompere la lettura per cercare di prendere fiato.

Ma in questo evento c’è stato spazio anche per la felicità. Il capitano della Roma sa di vivere un amore ricambiato e di avere tutto l’affetto della sua squadra, dei tifosi e della sua città, come testimoniano le numerose strette di mano e gli abbracci con i suoi compagni e con lo staff della squadra.
La sua gioia è chiaramente intuibile dal sorriso e dalle rughe presenti ai lati degli occhi, diventa visibile soprattutto quando i suoi compagni di squadra lo lanciano in aria dopo il suo discorso. Il momento in cui consegna la sua fascia di capitano al più giovane capitano della Roma è commovente: sorride, lo guarda negli occhi e lo bacia sulla fronte sapendo di passare un’importante eredità.

Considerando l’importanza internazionale di un giocatore come Francesco Totti, il suo è stato un saluto sentito, “umile”, senza futili esibizioni di grandezza o di arroganza.
Le sue lacrime e le sue parole hanno saputo infondere grandi emozioni in tutti presenti e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo giocare, seguirlo allo stadio e condividere con lui e con la AS Roma 25 anni di grande calcio, con le sue gioie e i suoi dolori.

 

Francesco Di Fant

 

 

Kim Jung-un Song: analisi di un dittatore “bambino”

 

Una divisa militare e una sigaretta in bocca possono aiutare ad apparire più virile e più adulto agli occhi altrui ma non sempre questo effetto è garantito, specialmente quando il soggetto in questione presenta altre caratteristiche fisiche e comportamentali che poco si addicono a una figura adulta e di potere.

Il 33enne dittatore della Corea del Nord Kim Jung-un Song, ultimamente molto in vista nei mass media a causa degli attriti col gli USA di Trump, ha esattamente questo tipo di problema (e ci fa anche pensare un po’ al film “L’ultimo imperatore” di Bertolucci).

A causa della sua giovane età e del suo aspetto vagamente infantile, il dittatore asiatico prova a lavorare sul suo look nello sforzo di sembrare più adulto e di incutere quella giusta riverenza dovuta agli adulti e quel timore dovuto ai dittatori.
Purtroppo per lui, di timore non ne ispira molto con il suo aspetto e sembra che i suoi consulenti siano arrivati addirittura a consigliargli di iniziare a fumare – cosa che ha fatto – per provare a sembrare un po’ meno giovanile.

Ma quali sono gli aspetti del Linguaggio del Corpo che fanno sembrare il dittatore nord coreano troppo giovane e, a tratti, quasi infantile? Lungi dal volere in qualsiasi modo parlare di politica o esprimere commenti in tal senso (non essendo affatto il mio campo), andiamo a prendere in analisi i diversi tratti fisici e comportamentali che ci fanno sembrare Kim Jung-un troppo giovane per il suo ruolo di dittatore.

Innanzitutto la sua faccia tonda e le guance piene rimandano immediatamente alla fattezze dei bambini, che nei primi anni di vita hanno il viso tondo e paffutello.
Tralasciando il suo bizzarro taglio di capelli che non aiuta a rinforzare la sua immagine di uomo adulto, rimaniamo sulla zona del viso notando che a volte rimane con la bocca leggermente aperta, segnale che da un lato può evidenziare l’ascolto verso le parole altrui ma che, essendo esagerato, finisce per sembrare un indice di ingenuità e immaturità, tipico dei fanciulli che rimangono con la bocca aperta presi nella constante meraviglia del mondo esterno.

Il dittatore ha spesso lo sguardo mobile, si guarda spesso intorno dimostrando irrequietudine o noia, elementi poco adatti a un uomo di potere che dovrebbe fungere da esempio di lucidità e di comando.
Kim Jung-un, inoltre, è anche poco espressivo con le sue espressioni facciali, rimanendo piuttosto statico, sembrando quasi intimidito, sul piano delle emozioni tranne quando usa il sorriso, che spesso appare sguaiato o forzato, negandogli così l’immagine di una persona matura che sappia gestire e controllare le sue emozioni e le sue azioni.

A proposito di controllo, è utile anche sottolineare che la sua gestualità con mani, braccia e tronco appare poco misurata o formale, egli spesso si muove in maniera troppo libera rompendo l’idea di solidità che un comportamento composto porterebbe ad avere.
Infine, il fatto che il dittatore sia anche sovrappeso non aiuta la sua immagine di uomo adulto e controllato ma, in associazione con gli altri aspetti accennati, lo fa somigliare più che altro a un adolescente che faccia abuso di merendine e cioccolata.

Al di là del suo aspetto giovanile, il dittatore asiatico andrebbe preso molto sul serio sul piano della politica mondiale, infatti sembra ben lontano dall’essere una persona mansueta a causa del suo potenziale nucleare e del suo atteggiamento aggressivo e di sfida nei confronti delle altre nazioni.

 

Francesco Di Fant

 

 

 

RADIO ROCK – analisi di Kim Jung Un Song e Donald Trump (04-05-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone per analizzare i due leader Kim Jung Un Song e Donald Trump (4 maggio 2017).

Buon ascolto! 🙂