L’abbraccio all’Italia contro il Coronavirus

L’abbraccio dell’infermiera che culla l’Italia è uno dei simboli della guerra al Coronavirus nel nostro paese. Nel Linguaggio del Corpo l’abbraccio è un gesto di supporto molto potente.

Questa immagine, che sta facendo il giro del web, è diventata icona di civiltà, impegno e sostegno in un momento difficile per l’Italia e il mondo intero, con medici e operatori sanitari chiamati in prima linea a gestire un’emergenza sanitaria mai vissuta prima.

Nella nostra nazione, e non solo, sono in atto misure stringenti che limitano gli spostamenti delle persone e che invitano a rimanere a casa per contenere la pandemia del Coronavirus. Si vive ogni giorno con il triste bollettino dei morti, con la preoccupazione per la salute di tutti e per gli ingenti danni all’economia nazionale e globale.

Cosa rappresenta l’abbraccio nella Comunicazione Non Verbale?

L’abbraccio è una forma di contatto tipica degli esseri umani e tra molte specie animali, è un gesto manipolatorio con cui il nostro corpo entra in contatto con un’altra persona, questo tipo di gesti sono comunemente usati per alleviare l’ansia e cercare supporto. Sin da bambino l’essere umano impara il potere affettivo ed empatico dell’abbraccio.

Gli abbracci si effettuano con un movimento circolare, i gesti compiuti in modo circolare comunicano collaborazione, disponibilità all’ascolto e all’incontro.

Con l’abbraccio c’è una “distanza zero” nella prossemica, nello spazio tra i corpi: un contatto totale con l’altro a livello corporeo e, soprattutto, psicologico. L’abbraccio è potente poiché implica il contatto di buona parte della nostra superficie corporea con l’altro: braccia, gran parte del busto e una parte del viso.

Abbracci e Ossitocina: ormone di amore e benessere

L’effetto dell’abbraccio sul benessere fisico e psicologico è enorme, stimola ossitocina, rafforza il sistema immunitario,abbassa la pressione del sangue, ha un effetto antidolorifico, riduce tristezza e stress più di una carezza o di un bacio. A volte basta abbracciare qualcuno per placare ansia o stati depressivi.

L’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore e del benessere, contribuisce anche alla produzione di serotonina e dopamina; tutto ciò ha diversi effetti positivi:fisici, psicologici, emotivi esociali.

Quando il nostro organismo produce ossitocina, l’amigdala innesca delle reazioni che si concretizzano in un atteggiamento più positivo verso la vita e in un comportamento più tranquillo e generoso.

In questi giorni di isolamento forzato in cui la nostra socialità esiste quasi solamente via telefono e su internet, riscoprire il potere di un abbraccio con le persone vicine – sia esso fisico o virtuale – può essere un’arma in più per darci reciproco supporto in questa guerra contro il Coronavirus.

In un articolo precedente ho scritto della paura del virus e dell’aumento della distanza personale nei primi giorni del contagio globale, ora questa distanza è aumentata al punto da farci coscienziosamente stare a casa e rimanere vicino alla persone con cui conviviamo.

L’abbraccio fonde due persone in una cosa sola, le sintonizza in modo armonico. L’abbraccio produce una forte risposta emotiva; in un mondo in cui il contatto fisico è ridotto al minimo, stiamo perdendo l’abitudine a toccare ed essere toccati.

Forse è arrivato il momento di riscoprire il vero potere dell’abbraccio in questi giorni difficili.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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Coronavirus e Linguaggio del Corpo della paura

Il noto Coronavirus (COVID-19) è un virus molto contagioso partito dalla Cina che si è diffuso a livello globale, cambiando le abitudini di vita di moltissime persone

L’impatto del virus ha avuto diversi effetti negativi – oltre alle morti dei soggetti più a rischio – sull’economia e sulla popolazione: confusione e paura, spostamenti di persone e merci limitati, contatti fisici da evitare, manifestazioni e aggregazioni pubbliche sospese in luoghi di divertimento, di lavoro, di formazione e di culto. Inoltre, nel tentativo di limitare i possibili focolai del contagio del virus, la quarantena rende le cose ancora più difficili nelle zone più colpite dal Coronavirus.

L’ondata di caos e paura sembra essere diventata uno tsunami a livello mondiale, come riconoscere la paura di chi ci è vicino leggendo il Linguaggio del Corpo? Diamo questi e altri utili consigli sulla Comunicazione Non Verbale che possono risultare utili in questo periodo di confusione dovuto al virus.

Nella Comunicazione Non Verbale i segnali della paura nell’espressione del viso sono i seguenti: sopracciglia sollevate e ravvicinate, rughe centrali sulla fronte, palpebra superiore sollevata con quella inferiore contratta e sollevata, bocca aperta e labbra tese o stirate all’indietro.

Inoltre la paura può manifestarsi con l’immobilizzazione del corpo, la cosiddetta tanatosi.

Quali sono i segnali della tanatosi nell’essere umano? Le manifestazioni tipiche sono: rigidità del collo e degli arti, tendenza a spostare la testa o il corpo all’indietro, sguardo evitato o fisso sull’altro per controllarlo. Inoltre in caso di forte tensione è possibile che una persona immobile arrivi anche a trattenere il respiro per diversi secondi.

Insieme alla paura del Coronavirus, è possibile vedere anche espressioni legate all’emozione del disgusto. Il disgusto si manifesta con la chiusura degli organi di senso (occhi, bocca, naso) con le labbra sollevate col labbro inferiore premuto contro quello superiore, il naso arricciato, le guance sollevate, le sopracciglia abbassate con le palpebre che si stringono fino a chiudere gli occhi.

Altri segnali legati alla paura possono essere i segnali di barriera: capita di proteggere il proprio corpo con degli oggetti (es. giornali, borse) – oltre alla classica mascherina usata in questi giorni – oppure esistono dei gesti di barriera che proteggono il corpo come uno scudo come le braccia e le gambe incrociate.

Inoltre le indicazioni per limitare il contagio del Coronavirus prevedono di evitare il più possibile il contatto fisico e di rimanere a distanza di sicurezza, quindi sarà normale osservare un aumento della distanza prossemica tra le persone, passando dalla sfera personale (1 mt) a quella sociale (1-3 mt) anche nella relazione con amici e familiari.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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