Ti guardo ma non ti vedo: le mascherine alterano la connessione umana

Le mascherine possono ostacolare la nostra capacità di comunicare e connetterci, ma ci sono dei modi per superare questo lato negativo.

Cosa fanno le persone quando cercano di capirsi? In una serie di studi pionieristici condotti all’Università della California negli anni ’60, uno psicologo di nome Albert Mehrabian ha cercato di catalogare e quantificare l’importanza delle parole, del tono della voce, e della comunicazione non verbale come postura, gesti ed espressioni facciali. La sua intuizione fu che quello che dice una persona sembra importare molto meno di come quella persona agisca, usi la voce, gesticoli e si emozioni mentre lo dice.

Un’enorme percentuale di comunicazione è non verbale. Chiunque abbia inviato un messaggio di testo o una e-mail che è stata mal interpretata dal destinatario può capirlo. Se dico “Stai facendo il cretino”, ma puoi vedere il mio sorriso, sai che sto scherzando. Elimina il sorriso e non sembrerà più uno scherzo.

Le maschere per il viso nascondono ciò che le parole non possono dire.

Al giorno d’oggi, la presenza o l’assenza del sorriso è fondamentale. In risposta a COVID-19, le maschere sono ora obbligatorie in alcune situazioni e consigliate in molte altre. Quando saluti o interagisci con qualcuno e non si riesce a vedere il tuo sorriso a causa della mascherina, stai perdendo qualcosa che comunica ad altre persone che sei gentile, educato e disponibile.

Secondo uno studio del 2013 è emerso che in ospedale i pazienti percepivano i medici con le mascherine come meno premurosi ed empatici. In un momento di diffusa preoccupazione e tensione, nascondere i sorrisi sociali dietro le maschere può contribuire a creare sensazioni di pericolo, isolamento o paranoia.

Ripercussioni della Comunicazione Non Verbale persa

Le maschere possono anche favorire incomprensioni. “Usiamo tutti la lettura delle labbra senza accorgercene”, afferma Chris Frith, professore di neuropsicologia a Londra che ha studiato il ruolo delle espressioni facciali nella comunicazione. Le persone potrebbero fraintendere ciò che dicono gli altri se non riescono a vedere le bocche delle persone muoversi mentre parlano. Questo è particolarmente vero per coloro che hanno problemi di udito, una categoria di persone che è già a rischio di rabbia e depressione a causa delle loro condizioni fisiche e le mascherine potrebbero aggravare questo loro handicap.

Le mascherine bloccano più elementi di comunicazione di quanto immagini la maggior parte delle persone. Ci sono alcune emozioni che si esprimono principalmente nella parte inferiore del viso, ad esempio il disgusto e il disprezzo.

Una soluzione: utilizzare più gesti

La buona notizia è che gli occhi e le sopracciglia sono molto importanti per la comunicazione non verbale. Prestare particolare attenzione a guardare qualcuno mentre parli con loro può aiutare a ridurre le probabilità di un malinteso o di una cattiva comunicazione.

Esistono altri modi per compensare eventuali deficit di comunicazione legati alla mascherina. “Usa più gesti”, consiglia il Dottor Matsumoto, direttore di Humintell. “Salutare agitando la mano o col pollice in su, annuire con la testa e così via rafforza ciò che stai dicendo, così migliora la probabilità che tu e il tuo interlocutore siate sulla stessa lunghezza d’onda. Penso che la cosa importante sia essere più consapevoli di ciò che si sta potenzialmente perdendo”.

Infine, è una buona idea aggiungere un po’ di divertimento e di stile alle mascherine. Le persone dovrebbero sentirsi libere di esprimere le loro passioni e la loro personalità nelle loro maschere – proprio come fanno coi loro vestiti, coi loro profili sui social media e così via. Sfoggiare mascherine con faccine, un messaggio positivo o il logo della squadra di calcio preferita è solo un altro modo non verbale per comunicare con gli altri e far sapere che una situazione difficile non ci rende meno socievoli.

Penso che in alcuni casi la mascherina possa essere una sorta di legame comune. Tu indossi una mascherina e io indosso una mascherina. In questo senso, stiamo condividendo qualcosa insieme.

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Tratto da https://elemental.medium.com/i-see-you-but-i-dont-how-masks-alter-human-connection-fbf2e21dd748

La “fatica da Zoom” è correlata alla tua personalità?

A causa del COVID-19 passiamo molto tempo impegnati in videochiamate e molti lo trovano estenuante

In molti articoli viene descritta la “fatica da Zoom” (Zoom fatigue) e le sue potenziali cause, ovvero la fatica che proviamo nella comunicazione digitale a distanza. Una delle cause è lo sforzo mentale necessario per elaborare segnali non verbali come le espressioni facciali, il tono e l’intonazione della voce e il linguaggio del corpo; prestando maggiore attenzione a questi segnali consumiamo molta energia. Ma la nostra stanchezza da riunioni a distanza può in qualche modo essere legata alla nostra personalità?

Molti ricercatori credono che esistano cinque tratti fondamentali della personalità (“Big Five”) che illustrano delle caratteristiche o delle qualità di un individuo. Questi tratti sono presenti negli esseri umani di tutto il mondo, le persone possiedono questi tratti in misura differente.

I cinque tratti della personalità sono: apertura, coscienziosità, estroversione, gradevolezza e nevroticismo.

L’estroversione è uno di questi tratti di personalità culturalmente universali. Una persona estroversa è generalmente attiva, amichevole, socievole e più felice degli altri. Al contrario, una persona introversa può essere timida, calma, riservata e in genere non cerca eventi sociali.

Una caratteristica associata agli individui estroversi è che quando incontrano le persone, ricevono energia. Quando incontrano persone, insegnano lezioni o socializzano con gli altri, si eccitano. Una persona introversa usa energia quando interagisce con gli altri e questo può stancarla. Come si collega tutto ciò alla “fatica da Zoom”?

Gli individui estroversi possono trovarsi particolarmente svuotati dopo una riunione o una lezione a distanza. Sebbene gli estroversi possano interagire e vedere persone con cui interagiscono normalmente, è probabile che non ricevano quel trasferimento di energia che nella vita reale li rinvigorisce. Pertanto, queste interazioni digitali le lasciano più sfinite che se la stessa interazione avvenisse nella vita reale.

“La lontananza elimina la qualità dell’interazione che consente agli estroversi di dare e ricevere energia”

È interessante notare che ci sono differenze culturali anche per l’estroversione. Nel libro “I valori dell’Italia contemporanea” vediamo che gli italiani hanno un alto grado di coscienziosità e all’opposto troviamo il nevroticismo: in pratica soffriamo un po’ dal lato della stabilità emotiva ma siamo molto scrupolosi, aperti di mente, amichevoli e con un buon livello di estroversione (vedi tabella sotto).

Questo significa che come società nel suo complesso, gli italiani potrebbero soffrire di più della fatica da Zoom rispetto ad altri paesi che hanno tassi di estroversione più bassi come, ad esempio, la Malesia (vedi tabella sotto: il Nord rappresenta il neuroticismo e l’Est rappresenta l’estroversione).

Oltre alle molte conseguenze emotive della comunicazione digitale di cui abbiamo parlato, essere a distanza può anche eliminare la possibilità di trasferire l’energia che normalmente otteniamo nelle interazioni dal vivo.

E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/06/zoom-fatigue/

Conseguenze emotive della comunicazione digitale

Le emozioni umane si sono evolute per facilitare i legami sociali umani

Nelle interazioni nella vita reale, le emozioni sorgono come conseguenze dell’interazione. In un’ambientazione dal vivo, mentre ci esprimiamo verbalmente, stiamo anche emettendo non verbalmente. Nello stesso momento percepiamo espressioni verbali (parole) e non verbali, alcune delle quali addirittura inconsce (come suoni e odori). Tutti questi canali di ricezione attivi provocano reazioni emotive nell’interlocutore.

Queste reazioni consentono lo sviluppo di legami e connessioni emotive tra le persone. Come esseri umani, il nostro intero “pacchetto di comunicazione” non riguarda solo l’invio di segnali in tutte le modalità, ma anche la loro ricezione attraverso tutti i canali. Non solo, ci siamo evoluti per sviluppare questi legami emotivi. Questo scambio reciproco attraverso parole, emozioni, sentimenti e comunicazione non verbale, è una parte importante dell’interazione umana.

I neuroni specchio sono ulteriori prove del fatto che l’interlocutore in un’interazione non è un ricevente passivo. Questi neuroni hanno il compito di riprodurre o imitare le espressioni di altre persone, di conseguenza gli interlocutori elaborano attivamente le informazioni ricevute e quindi innescano pensieri, sentimenti ed emozioni sulla base di ciò che stanno percependo.

Questi legami umani emotivi forti sono fondamentali per il nostro successo evolutivo

Inoltre i rapporti umani svolgono un grande ruolo nel nostro benessere generale. È stato dimostrato che forti legami sociali sono importanti per la nostra qualità di vita e per la salute. Inoltre, alti livelli di supporto sociale sembrano tamponare o proteggere dall’impatto delle malattie fisiche e mentali.

Con la comunicazione digitale c’è una drastica riduzione dei nostri sensi

Compresa la perdita di odori e suoni, perdiamo una parte del “pacchetto non verbale” che spesso otteniamo nella vita reale. Inoltre, perdiamo la capacità di leggere le espressioni facciali delle emozioni così come lo faremmo in un ambiente dal vivo: i contorni osservabili, i motivi delle rughe e le ombre del viso sono notevolmente ridotti. La quantità di stimoli complessivi è notevolmente ridotta.

Pertanto, anche se il sistema di risposta empatica del corpo (inclusi i neuroni specchio) può essere attivato durante la comunicazione digitale, non può riflettere i pensieri, i sentimenti e le emozioni dell’altra persona come di solito accade nella vita reale.

Di conseguenza, con la comunicazione digitale, perdiamo una connessione emotiva con le persone con cui interagiamo e ci sono diverse conseguenze emotive:

È difficile sviluppare relazioni forti con gli altri

È più difficile mantenere buoni rapporti con gli altri

È più facile peggiorare le relazioni esistenti

Inoltre non bisogna dimenticare l’impatto psicologico e sociale che può avere questo peggioramento delle relazioni umane. Secondo una ricerca recente la crescente epidemia di “decessi per disperazione” sta aumentando a causa della pandemia di Coronavirus, e si stima che cresceranno le morti per abuso di droghe, alcol o suicidio.

Dove stiamo andando?

Avere consapevolezza di questi potenziali effetti collaterali negativi della comunicazione digitale può darci spunti per pensare a modi per contenere e persino contrastare tali effetti. Ad esempio pianifica di avere più interazioni dal vivo con le persone a cui sei vicino per recuperare quella parte di relazione che potrebbe essersi persa a causa del Covid-19.

Sviluppare e mantenere relazioni con gli altri richiede impegno e lavoro. Dedica tempo e dai priorità alle relazioni che sono importanti per te, comprendi l’importanza dei legami emotivi e sociali.

Stiamo attraversando tutti insieme questo momento difficile, ma se conosciamo queste potenziali conseguenze negative della comunicazione digitale e pianifichiamo il futuro, possiamo superare queste sfide.

E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/05/emotional-consequences-of-digital-communication/

La mascherina ostacola l’espressione di ciò che sentiamo

Gli operatori sanitari usano una Comunicazione Non Verbale positiva per mostrare assistenza ai loro pazienti

Linguaggio del Corpo aperto, stretta vicinanza fisica, contatto fisico, testa che annuisce, sorrisi e contatto visivo sono una parte molto importante del lavoro che svolgono dottori e infermieri, tanto che il più grande ente infermieristico del mondo, il Royal College of Nursing del Regno Unito, ha una sezione del suo sito web dedicata all’importanza del Linguaggio del Corpo.

Il Linguaggio del Corpo di un medico o di un’infermiera può stabilire il destino del trattamento di cura dal momento in cui il paziente li vede per la prima volta. La Comunicazione Non Verbale positiva ha dimostrato di ridurre l’ansia del paziente e fornire risultati migliori. E dà al paziente la sicurezza che un medico sia sensibile e comprensivo. Di conseguenza, il paziente è più fiducioso e comunicativo.

I pazienti che ottengono un elevato supporto non verbale dai loro medici mostrano una maggiore tolleranza anche riguardo al dolore. Il distacco e il comportamento di allontanamento dei medici – come l’assenza del sorriso e uno sguardo troppo diretto – hanno l’effetto opposto ed è collegato a risultati peggiori per il paziente.

Un recente studio su 719 pazienti con raffreddore comune ha scoperto che più empatico percepivano il proprio medico, più rapidamente si riprendevano. Ad ogni paziente è stato chiesto di valutare il medico per l’empatia mostrata loro su una scala 1-10. Coloro che hanno ottenuto un punteggio perfetto del medico 10 (circa un terzo dei pazienti) hanno ridotto la gravità dei sintomi, si sono ripresi più rapidamente e avevano anche una funzione immunitaria più elevata, circa il 50% migliore rispetto ad altri.

Le mascherine per il viso limitano significativamente la capacità di un medico di misurare le emozioni di un paziente. Le mascherine possono ostacolare i tentativi degli operatori sanitari di fornire supporto non verbale alle persone a loro affidate.

Non solo, immagina di essere solo in ospedale, malato e impaurito, e le facce dei dottori intorno a te sono quasi irriconoscibili. Questa è la realtà per tante persone nella attuale pandemia di Covid-19.

Qui trovi un approfondimento sul Linguaggio del Corpo ai tempi del Coronavirus e sul perché sia così importante per l’interazione umana.

E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/06/why-face-masks-make-it-so-hard-for-us-to-express-how-we-feel/

La mascherina nasconde il sorriso sociale

Con le mascherine si perde qualità nella comunicazione con gli altri: la comunicazione non verbale veicola gran parte del senso del messaggio.

Tuttavia, nonostante questa perdita, è ancora possibile raccogliere indizi sul viso, che abbiamo trattato in un blog precedente. Ma ci sono espressioni particolari che non si riescono a vedere quando le persone indossano mascherine? La risposta è si.

Ci sono molti diversi tipi di felicità tra cui euforia, eccitazione e divertimento. Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che queste emozioni piacevoli sono tutte espresse sul viso allo stesso modo: dal sorriso di Duchenne.

Un sorriso di Duchenne si verifica quando gli angoli delle labbra si alzano e si muove anche il muscolo intorno agli occhi. Spesso si vedono le rughe intorno agli occhi di una persona. Questo sorriso è spesso descritto come uno “scintillio” negli occhi, è un vero indicatore di godimento e poiché i muscoli intorno all’occhio sono attivati, è possibile vedere questa espressione anche quando qualcuno indossa una mascherina.

E gli altri sorrisi? Oltre al sorriso di Duchenne, gli umani mostrano anche quello che si chiama “sorriso sociale”. Questo sorriso comporta il sollevamento degli angoli delle labbra, ma il muscolo intorno all’occhio generalmente non si attiva.

Di seguito puoi vedere esempi di un sorriso sincero (a sinistra) e un sorriso sociale (a destra).

Sfortunatamente, poiché i muscoli intorno agli occhi non sono generalmente attivati, con la mascherina non si è generalmente in grado di vedere questi sorrisi sociali che sono importanti nella socialità di tutti i giorni.

Anche se i sorrisi sociali non sono espressioni emotive, servono a uno scopo importante in tutte le nostre interazioni e comunicazioni quotidiane. I sorrisi sociali hanno diversi scopi, tra cui:

1) Gentilezza, cortesia e saluto

I sorrisi sociali sono elementi incredibilmente importanti che usiamo per oliare le ruote della società e unire le persone. Dato che non si riescono a vedere i sorrisi sociali, manca questo collante sociale e le relazioni possono sembrare più aride. Sebbene lo sforzo di cercare di essere piacevole non sia un segnale emotivo, per la convenienza sociale è un’espressione incredibilmente importante. Il sorriso sociale ha molti significati sociali e culturali che attribuiamo consciamente e inconsciamente.

2) Ci dice qualcosa sulla persona che sorride

Quando una persona ti sorride, ti sta mostrando che è socievole e disponibile in quel momento. Questi sorrisi sociali danno un’idea della personalità e delle intenzioni degli individui.

3) Precisano il significato delle parole e delle emozioni

Se pronunci un commento aspro con un sorriso sul viso, viene percepito in modo diverso rispetto a dire la stessa cosa con un’espressione arrabbiata. I sorrisi sociali aggiungono informazioni alle frasi che diciamo, senza di essi le parole potrebbero essere fraintese.

Appare chiaro che i sorrisi sociali sono importanti per l’interazione quotidiana. Senza la possibilità di vederli, potremmo dover fare alcune azioni in più per compensare. Ecco alcuni suggerimenti utili quando incrociamo qualcuno per strada indossando una mascherina:

– Annuire con la testa

– Salutare con la mano

– Dire “ciao” con una voce piacevole

E voi avete altri suggerimenti da dare?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/06/the-loss-of-the-social-smile-when-wearing-masks/

Riconoscere il sorriso dietro la mascherina

Le persone possono percepire i sorrisi anche quando una maschera nasconde la bocca

Il mondo non sembra così amichevole quando è pieno di persone che indossano maschere. Guardiamo i volti degli sconosciuti per valutare le loro intenzioni, quindi se naso, bocca e mento scompaiono dietro una copertura, molti indizi svaniscono con loro.

Se una persona è amichevole, la riconoscerai? Se sorridi, lo saprà?

La risposta è sì: vale comunque la pena sorridere mentre si indossa una mascherina. Siamo fortunati che molte informazioni vengano visualizzate negli occhi e nelle sopracciglia. Possiamo riconoscere la vera felicità, la vediamo dalle le rughe sul lato degli occhi.

Lo psicologo Paul Ekman, che studia le espressioni facciali, ha descritto un “vero sorriso di piacere” con le rughe accanto agli occhi e e gli zigomi rialzati, gli occhi si restringono e si increspano. Un sorriso genuino (noto anche come il “sorriso di Duchenne”) attiva il muscolo orbicularis oculi intorno all’occhio, un sorriso falso invece no.

Quando un bambino sorride, si vede anche quando la sua bocca è coperta da un ciuccio, è tutto negli occhi. Le persone possono anche “sentire” quando qualcuno sorride perché cambia la forma della bocca, facendo diventare la voce più acuta.

Le persone dovrebbero “sorridere al 100%” quando indossano una copertura per il viso, oltre a stabilire un contatto visivo per mostrare che non sono una minaccia. Indossare una maschera può intimidire gli altri, mascherine di stoffa con disegni divertenti possono aiutare a sembrare più amichevoli.

“Solo il potere del contatto visivo cambierà tutto in questo nuovo mondo folle”

Ecco altri suggerimenti per migliorare l’interazione sociale indossando una mascherina:

Togliti gli occhiali da sole:

Indossare una maschera insieme a occhiali da sole mentre si parla con qualcuno è un bel problema: si ostacola l’interazione col mondo esterno. Quando non riusciamo a vedere gli occhi, non possiamo interpretare le emozioni, e se non possiamo interpretare le emozioni, restiamo incerti e questa incertezza ci porta a non fidarci degli altri e a sentirci a disagio.

Tieni aperte le tue tre “zone di potenza”:

Sono la gola, l’ombelico e la zona inguinale. Chiuderle incrociando le braccia o mettendo una mano davanti alla gola ostacola la relazione. Tenerle aperte aumenta la tua disponibilità e la tua simpatia.

Attenzione all’inclinazione della testa:

Inclinare la testa di lato mentre si parla o si ascolta è visto come un segnale di disponibilità; tenerla dritto sulle spalle invece risulta meno amichevole e può significare “esigo attenzione”.

Guarda negli occhi:

Degli occhi rilassati significano che una persona si sente a proprio agio. Quando iniziano a restringersi, può indicare stress o disagio. Le pupille si dilatano quando ci sentiamo a nostro agio, invece si restringono quando le persone vedono qualcosa che non gli piace.

Osserva le sopracciglia:

Si vede la tristezza quando le sopracciglia interne di una persona vengono tirate insieme verso l’alto, uno dei muscoli più difficili da manipolare. Le sopracciglia scendono con la rabbia e salgono con la sorpresa.

In conclusione, il nostro viso è ricco di segnali quando si tratta di mostrare emozioni, anche quando gran parte di esso è coperta. Continuate a sorridere dietro la maschera!

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Tratto da https://www.today.com/health/smile-behind-face-mask-can-be-recognized-others-body-language-t183257

Coronavirus: Comunicazione Non Verbale reale e digitale

La pandemia di Coronavirus ci ha bloccato dentro le nostre case e porta a connetterci attraverso il web e le telecomunicazioni.

Il recente passaggio dalla comunicazione personale a quella digitale ha indubbiamente cambiato il modo di leggere le persone. Come è cambiato il modo in cui osserviamo le persone e interpretiamo il loro Linguaggio del Corpo?

David Matsumoto, psicologo e direttore di Humintell, suggerisce che ciò deriva in gran parte dal fatto che gli umani non si sono evoluti per fare comunicazioni “bidimensionali”, come ad esempio attraverso uno schermo di computer. Al contrario, abbiamo evoluto i nostri sensi percettivi per vivere in un mondo tridimensionale e il nostro senso della realtà è fondato su questo fatto.

“Le interazioni si basano sull’essere vivi e di persona. Essere vivi e di persona con qualcuno e interagire con loro è parte di come ci siamo evoluti ed è ciò che abbiamo imparato a fare per tutta la vita”

È vero che quando si comunica digitalmente, la stimolazione visiva del comportamento di una persona o delle sue espressioni facciali è quasi la stessa di essere faccia a faccia, soprattutto dato il livello di tecnologia che abbiamo ora. Inoltre, è presente la tua percezione uditiva (capacità uditiva), poiché puoi sentire chiaramente il tono di voce dell’altra persona. Ma ci sono chiaramente alcune differenze sostanziali tra l’essere dal vivo rispetto al virtuale, tra cui una riduzione della Comunicazione Non Verbale e del comportamento non verbale.

Quali sono alcune di queste differenze?

Differenze di comunicazione tra vita reale e digitale

In un contesto dal vivo quando interagiamo con gli altri, riceviamo quelli che sono chiamati “pacchetti non verbali completi”. Questo pacchetto completo non include solo le espressioni del viso e del viso, ma include anche la voce, i gesti, la postura del corpo, nonché i movimenti di gambe, mani e piedi. Di persona abbiamo anche la capacità aggiuntiva di percepire la distanza tra loro, ascoltare suoni e provare vari odori.

“Anche se siamo in grado di comunicare attraverso queste tecnologie di comunicazione remota, vi è una riduzione generale delle informazioni che possiamo ottenere in modo non verbale”

Praticamente abbiamo molti meno segnali osservabili. Di solito non puoi vedere tutto il corpo e quindi non puoi vedere molti dei movimenti del corpo dalla vita in giù che puoi vedere dal vivo. Ci sono anche più distrazioni: sullo schermo, puoi vedere te stesso e concentrarti su come sembri. Gli sfondi delle persone sono statici e portano alla noia e alla perdita di attenzione. È facile prestare meno attenzione alla persona con cui stai parlando.

A livello digitale c’è anche una grande riduzione dei dati nella capacità di rilevare espressioni sottili del viso. Le impostazioni tridimensionali (3D) sono particolarmente importanti per la lettura dei volti. Le espressioni sono cambiamenti di aspetto che si verificano a causa di modelli di rughe e di come la luce cade su quei contorni delle rughe. Pertanto, la percezione bidimensionale (2D) riduce il numero di stimoli che possiamo osservare per leggere le espressioni facciali delle emozioni.

Quindi la nostra mente è programmata per comprendere meglio le interazioni personali in presenza piuttosto che attraverso uno schermo, il rischio di avere meno ricchezza comunicativa in un incontro virtuale è molto alto. E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/04/how-has-communication-changed-from-the-covid-19-pandemic/

Le posture di potere – CoachMag 51

In tempo di crisi da Coronavirus il mondo si trova in una condizione di profondo cambiamento; la necessità di adattarsi al presente e al futuro in un nuovo contesto psicologico, sociale ed economico può essere vissuta con più o meno difficoltà dai singoli e dai gruppi.

E’ importante acquisire nuovi strumenti e modificare quelli in possesso per trovare nuovi modelli di comportamento e di azione in questo periodo di cambiamento globale.

COME CI AIUTA IL LINGUAGGIO DEL CORPO NEI MOMENTI DI CRISI?

La Comunicazione Non Verbale può essere di grande aiuto a noi stessi e a quelli vicino a noi in molti modi: instaurando una comunicazione positiva e accogliente con l’altro, infondendo fiducia agli altri, potenziando le nostre capacità di ascolto profondo e di lettura dei comportamenti altrui, migliorando la nostra capacità di reagire attivamente alle sfide e all’ambiente circostante. Inoltre con l’aumento della distanza fisica tra le persone a causa del virus risulta ancora più importante potenziare particolari aspetti del Linguaggio del Corpo.

Per essere più capaci di reagire in maniera efficace ai momenti di crisi e a un ambiente che ci può sembrare ostile (a livello razionale, emotivo o istintivo) può essere utile conoscere quelle che nel Linguaggio del Corpo vengono definite “posture di potere” o “di potenza”.

(Continua su COACHMAG n.51 con le posture potenziati, depotenzianti e gli ancoraggiwww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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Coronavirus, relazioni e comunicazione digitale

Nell’era del Coronavirus incontri personali e riunioni di lavoro viaggiano su internet. Quali sono le implicazioni a lungo termine dell’uso esclusivo o predominante di riunioni virtuali?

Rimanere a casa implica una grande riduzione del contatto e dell’interazione umana che normalmente abbiamo nella nostra vita quotidiana, specialmente con una varietà di persone. Probabilmente “vediamo” i nostri familiari e amici meno frequentemente, se non del tutto.

La verità che fa riflettere è che l’attuale quarantena in atto nel mondo, sebbene necessaria, facilita un maggiore isolamento sociale, i cui effetti sono ampi e pervasivi. Queste implicazioni sono maggiori se l’isolamento sociale è più lungo.

Inoltre, il monitoraggio degli effetti psicologici dell’aumento dell’uso della tecnologia mobile e dei social media è stato ampiamente studiato. Lo psicologo Jean Twenge ha scritto un interessante articolo per The Atlantic dal titolo “Gli smartphone hanno distrutto una generazione?”.

“I tassi di depressione e suicidio degli adolescenti sono saliti alle stelle dal 2011. Non è esagerato descrivere le nuove generazioni (“iGen”) come sull’orlo della peggiore crisi di salute mentale degli ultimi decenni. Gran parte di questo deterioramento può essere ricondotto ai loro telefoni”

Poiché è evidente che l’isolamento sociale e il lockdown possono avere ripercussioni estremamente negative, dobbiamo assicurarci di creare anche tempo per avere interazioni umane reali. Questo è positivo non solo per la relazione con gli altri, ma anche per mantenere la nostra salute mentale.

Questioni di contesto

“Vedere i volti delle persone è diverso dal sentire solo l’audio. Tuttavia, è chiaro che anche vedendo i volti delle persone in una riunione remota, è diverso dall’essere in diretta”

Forse il modo più grande in cui la comunicazione digitale ha cambiato il modo in cui interagiamo con gli altri, ha a che fare con il contesto.

Le differenze tra interazioni virtuali e di persona hanno anche a che fare con l’innesco nella nostra mente dell’impostazione o del contesto in cui ci troviamo. In ogni interazione, c’è una contestualizzazione che avviene nella nostra testa che ci prepara ad essere più sensibili a certe cose.

Dall’età di pochi mesi, le regole sociali e culturali sono tutte contestualizzate e trasmesse attraverso contesti specifici. Tutti in tutto il mondo imparano le regole su come comportarsi, come pensare, come sentire, come agire da quando siamo bambini. Questo fenomeno viene chiamato “inculturazione”.

Quando siamo adulti, i nostri due contesti principali sono in genere lavoro e casa. Impariamo a pensare in modo diverso, agire in modo diverso e interagire con le persone in modo diverso in quei contesti. Ma ora che il lavoro è a casa nostra, è facile essere confusi. Abbiamo una mentalità diversa e tutte le nostre reti neurali che legano insieme il nostro apprendimento, il pensiero e i sentimenti sono disgiunti. Vi è una mancanza di profondità dei segnali visivi e una mancanza di profondità dell’elaborazione cognitiva.

L’assenza di un contesto preciso, la mancanza di reale contatto umano e di Comunicazione Non Verbale rendono più difficile la comunicazione digitale. Come viviamo e vivremo nel futuro questi cambiamenti nella comunicazione umana? E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/04/how-has-communication-changed-from-the-covid-19-pandemic/

“Strategia Digital & Smart (o remote) Working” – Webinar (21-05-2020)

Gli strumenti e le metodologie per gestire al meglio il cambiamento e costruire nuove opportunità (in Smart working)

Informazioni sull’evento

Un Webinar per comprendere e pianificare le azioni giuste e avere sotto controllo il digitale in modo veramente competitivo.

– Stiamo lavorando veramente in modo smart o semplicemente in remote working?

-Cosa potremmo fare diversamente per lavorare in modo più efficiente?

-Cosa è cambiato che dovrebbe farci ripensare la nostra Digital Strategy?

– Come dovrebbe cambiare la nostra strategia?

Se volete una risposta a queste domande, e se vi interessa approfondire il tema della Digital Strategy e metodologie collaborative, siete invitati al Webinar Gratuito “Strategie Digital e Smart (o Remote) Working”, giovedì 21 maggio alle 17.

A chi è rivolto:
Board e primi riporti di funzione, Dirigenti, Marketing Manager di aziende operanti sia nel B2B che nel B2C.

Obiettivi:
Comprendere come adattare la propria Digital Strategy al momento attuale. Trovare la soluzione chiave per affrontare correttamente l’emergenza, sperimentando nuovi metodi per lavorare insieme, a distanza, in modo collaborativo.

Organizzatori:
Innovation People, The Innovation Digital Agency

Società di consulenza specializzata in Strategie di Digital Marketing e Comunicazione, fondata da ex Manager Yahoo ed Oracle, con alle spalle una lunga esperienza nel settore.

Speakers:
Enrica Fantoni

Esperta di Digital Marketing e Business Innovation Manager con oltre 15 anni di esperienza, ha lavorato in Yahoo e, nel 2015, ha fondato Innovation People, The Innovation Digital Agency.

Andrea Guida

Esperto internazionale di CO-design e System Leadership, ha lavorato tra le tante organizzazioni per il World Economic Forum, Airbus e la Oxford University

Ospite:
Francesco di Fant

Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna – Scrittore, Speaker, Consulente e Formatore

Il webinar è gratuito ma i posti sono limitati. Se volete assicurarvi un posto, iscrivetevi al più presto!

https://www.eventbrite.it/e/registrazione-strategie-digital-e-smart-o-remote-working-webinar-gratuito-104735181748

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COVID-19, Comunicazione remota e Linguaggio del Corpo

Siamo tutti di fronte a una sfida senza precedenti per quanto riguarda la pandemia di Coronavirus. Di conseguenza, anche la comunicazione è cambiata.

Quando non è possibile incontrarsi di persona e comunicare da dietro una mascherina, incontri faccia a faccia, interviste e trattative si svolgono virtualmente o per telefono. I servizi di videoconferenza basati su cloud, hanno visto moltiplicarsi gli utenti quotidiani nelle ultime settimane.

In che modo questo passaggio dalla comunicazione personale a quella digitale ha cambiato il modo in cui leggiamo le persone e il loro Linguaggio del Corpo? Vista la perdita di segnali contestuali e non verbali nelle riunioni virtuali, quali sono alcuni suggerimenti su come avere una comunicazione più efficace?

Suggerimenti per una comunicazione remota efficace

Molti di noi stanno attualmente cercando di trovare un equilibrio mentre lavorano da casa. Quali sono alcuni suggerimenti per avere una comunicazione virtuale più efficace?

– Creare un contesto favorevole per riunioni di lavoro

Se possibile, ritaglia uno spazio di lavoro fisico a casa e tratta quello spazio come faresti con un ambiente di lavoro. Se hai una riunione, vestiti come se stessi andando a una riunione. Il contesto conta nella comunicazione!

– Controlla il tuo aspetto

Ora che possiamo vederci sullo schermo, è bello sapere come appariamo. Guarda come sembri prima dell’incontro; controlla l’angolazione della tua fotocamera. Controlla lo sfondo, i suoni e le luci per assicurarti che sia appropriato.

– Rimani concentrato sull’interazione

È facile distrarsi e pensare che gli altri non prestino attenzione

– Usa segnali non verbali per confermare la comprensione

Usa segnali non verbali – volto e voce – insieme al contenuto verbale per confermare che stai comprendendo. Queste riunioni remote potrebbero richiedere più tempo e potrebbe essere necessario compiere ulteriori sforzi per assicurarci di essere tutti allineati. Fai domande e conferma la comprensione anche verbalmente. Le incomprensioni possono avere conseguenze disastrose.

– Registra e osservati

Se il tuo servizio consente la registrazione delle tue interazioni, controlla come ti comporti durante una videochiamata. È una grande esperienza di apprendimento rivedersi dall’esterno.

Le differenze tra comunicazione personale e virtuale sono pervasive e dobbiamo essere realistici sulle nostre aspettative e capire che ci sarà una riduzione della Comunicazione Non Verbale e del comportamento non verbale.

Tuttavia, dobbiamo anche capire che la nostra situazione attuale è temporanea. Con pazienza e comprensione supereremo queste sfide senza precedenti! E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/04/how-has-communication-changed-from-the-covid-19-pandemic/

Come leggere le espressioni facciali con la mascherina

Come possiamo identificare le espressioni del viso e l’inganno quando le persone indossano mascherine?

È vero che quando le persone indossano delle mascherine, la quantità di segnali visivi che abbiamo (la superficie osservabile del viso) è notevolmente ridotta.

Ma non tutte le maschere sono uguali. Alcune coprono l’intera area della bocca e delle labbra mentre altri hanno una gamma più piccola. Quindi c’è una certa variabilità.

Indipendentemente dal tipo di mascherina, quello che puoi sempre vedere è l’area sopra il naso. Alcune persone possono avere le loro maschere proprio sopra il naso, altre le poggiano sulla punta del naso, ma è possibile quasi sempre vedere sopra il naso.

Quelli di voi che sono allenati a leggere le espressioni facciali delle emozioni, sanno che ci sono molte cose che accadono nella metà superiore del viso. Chiaramente non puoi vedere la zona della bocca, ma puoi ancora raccogliere indizi nella parte superiore del viso.

Quali espressioni facciali si possono vedere?

– Le rughe del disgusto sono visibili tra gli occhi nella parte superiore del naso.

– È visibile il sollevamento delle palpebre superiori nella paura o nella sorpresa (soprattutto nella paura)

– Puoi vedere i movimenti delle sopracciglia alzate e degli occhi spalancati tipici della sorpresa

– Puoi anche vedere gli angoli interni delle sopracciglia che salgono nella tristezza o angoscia

Quindi, anche se non siamo in grado di vedere l’intero viso, ci sono segnali che possiamo analizzare. Ovviamente, dobbiamo essere concentrati nell’osservare questi segnali o rischiamo di non riconoscerli, specie se vengono effettuati in modo veloce.

Se la mascherina è un po’ più stretta sul viso, anche se non riesci a vedere esattamente cosa sta succedendo ai lati della bocca puoi ancora vedere alcuni cambiamenti di aspetto accanto alle labbra. Quindi puoi ancora capire se la persona mostra un sorriso o se mostra disprezzo. Anche questi sono segnali importanti che possiamo ottenere.

Quindi anche se qualcuno indossa una mascherina, è possibile raccogliere diversi segnali di emozione sul viso.

E’ notizia di questi giorni dell’invenzione di una mascherina chirurgica con la parte della bocca creata con materiale trasparente per permettere di osservare i segnali di emozioni sulla bocca. Un segnale della riscoperta dell’importanza di un sorriso in questo periodo difficile? E voi che ne pensate?

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Tratto da https://www.humintell.com/2020/04/how-to-read-facial-expressions-of-emotion-when-people-are-wearing-masks/

Leggere il volto: hot spot e menzogne

Per completare l’illustrazione di un approccio di base per imparare a leggere il volto in 3 passi, andiamo a vedere l’ultimo punto da tenere in considerazione: “hot spot” e incongruenze nel messaggio per riconoscere eventuali menzogne dal volto.

Abbiamo trattato la Fase 1 e la Fase 2 negli articoli precedenti. Ecco i punti da ricordare:

– Fase 1: poiché il viso trasmette molte informazioni, è importante sapere cosa cercare e cosa ignorare. Questo fa parte del processo che chiamiamo creare una “linea di base” (baseline).

– Fase 2: per imparare a leggere i volti è importante imparare a riconoscere in modo affidabile le espressioni facciali. Inizia con le sette espressioni universali di emozione (gioia, tristezza, paura, sorpresa, rabbia, disprezzo e disgusto). È probabile che tu sappia già che aspetto ha la macro versione di queste espressioni. Il prossimo passo sarà quello di imparare come individuare le microespressioni di queste emozioni.

FASE 3: “HOT SPOT E INCONGRUENZE SUL VOLTO”

Pinocchio non esiste: non esiste nulla che sia un segnale sicuro di menzogna. C’è una ragione evolutiva perfettamente valida per questo. Se dicessimo sempre la verità o riconoscessimo sempre le menzogne, il mondo, come lo conosciamo, andrebbe in pezzi. Piccole esagerazioni e bugie minori ci permettono di lavorare insieme e andare d’accordo.

Qualsiasi microespressione potrebbe essere associata alla menzogna. Dipende in parte dalla linea di base osservata (ricordare la Fase 1) e anche da ulteriori segnali di inganno che si verificano negli altri “canali” non verbali: la voce, i gesti, lo stile verbale e il contenuto verbale, ad esempio, oltre a ciò che manifestiamo sul viso. Tuttavia, poiché il volto è il sistema di segnali più importante che abbiamo, crediamo (e la ricerca lo conferma) che le microespressioni e le espressioni sottili siano la chiave per aiutare le persone a valutare la verità.

Hot spot

Un motto anglosassone non a caso recita “Liar, liar, pants on fire” (bugiardo, bugiardo, pantaloni in fiamme). I “punti caldi” (hot spot) sono segnali emotivi. Indicano un momento in cui probabilmente si ha bisogno di fare ulteriori domande e ottenere informazioni per comprendere appieno cosa sta succedendo.

Una microespressione ci consente di capire cosa prova una persona, ma non il perché. Quindi cosa fare quando parli con un amico e noti che si sente triste anche se parla di quanto sia bella la sua vita? Decidere cosa fare dipende dalla relazione che hai con la persona e dalle tue abilità professionali o sociali.

La cosa importante è aver notato che la microespressione (emozione) e ciò che sta dicendo (intelletto) sono incongruenti: stonano insieme.

FASE 3 E RIASSUNTO FINALE: COSA RICORDARE?

Quando riconosciamo un “hot spot” sul volto, quindi, rileviamo un’incongruenza tra messaggi verbali e non verbali. Mettiamo insieme i punti di tutte e le 3 fasi per leggere al meglio il volto altrui:

A. Consapevolezza delle proprie emozioni e differenze culturali rispetto alla persona con cui si sta parlando

B. Osservazioni della “linea di base” (baseline): qual è il comportamento normale della persona?

C. Controllare cambiamenti nel comportamento quando viene toccato un argomento

D. Cercare incongruenze tra canali verbali e non verbali

E. Identificare gli argomenti dei “punti caldi” (hot spot)

F. Approfondire con le domande per capire la natura del punto caldo che hai osservato.

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Tratto da https://www.humintell.com/2009/07/so-you-want-to-be-an-expert-3/

Leggere il volto: riconosci quello che vedi?

Negli articoli precedenti abbiamo parlato del perché è importante studiare il viso, esaminando le espressioni macro, micro e sottili, e abbiamo illustrato la Fase 1 per leggere il volto: “Imparare cosa cercare”. Poiché il viso trasmette molte informazioni, è utile imparare cosa cercare, considerando i tuoi interessi specifici, e cosa ignorare. Questo viene definito creare una “linea di base” (baseline).

FASE 2: “RICONOSCI CIÒ CHE STAI OSSERVANDO”

Il passo successivo è imparare quali espressioni sono associate alle emozioni. Ecco un esempio:

È possibile correlare in modo affidabile e prevedibile determinati movimenti muscolari con determinate emozioni? La risposta è “sì”.

È abbastanza semplice identificare le espressioni “macro” di emozioni nelle fotografie semplicemente guardandole. Ma le persone tendono a non camminare con i volti congelati in un’unica espressione. Le macroespressioni, come quelle in queste immagini, durano tra ½ e 4 secondi.

Questo è ciò che le persone mostrano in viso quando non stanno cercando di nascondere o reprimere ciò che stanno provando. E se stessero nascondendo qualcosa? In tal caso è possibile vedere le microespressioni a causa di qualcosa che gli scienziati chiamano “fuoriuscita” (leak).

Quando una persona pensa una cosa (cognizione) e ne sente un’altra (emozione), c’è un piccolo tiro alla fune in atto all’interno del cervello. Il rapido lampo di una microespressione – che mostra ciò che la persona sta realmente provando in quell’istante – fuoriesce letteralmente come risultato di questa lotta interna.

Le microespressioni durano ½ secondo o meno: appaiono e scompaiono nel viso in modo incredibilmente rapido e sono state cronometrate a una velocità di 1/15 di secondo. Ma se sai cosa cercare (Fase 1) e capisci cosa stai vedendo quando succede (Fase 2) puoi imparare a identificare le microespressioni delle emozioni.

Un modo per compensare i nostri pregiudizi e i nostri giudizi culturali nel riconoscimento delle emozioni è quello di utilizzare un sistema oggettivo e scientifico per codificare il comportamento del viso in modo affidabile (ad esempio il FACS).

FASE 2: COSA RICORDARE?

Per imparare a leggere i volti, devi imparare a riconoscere in modo affidabile le espressioni facciali. Inizia con le sette espressioni universali delle emozioni (gioia, tristezza, paura, sorpresa, rabbia, disprezzo e disgusto). Alcune persone possono avere problemi a riconoscere le macroespressioni. Il passo seguente sarà imparare come individuare le microespressioni di queste emozioni.

Non perdere il prossimo articolo in cui parleremo di come mettere in atto tutte le 3 Fasi!

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Tratto da https://www.humintell.com/2009/07/so-you-want-to-be-an-expert-2/

Leggere il volto: cosa osservare?

Ci sono alcuni talenti naturali al mondo in grado di leggere i volti con una precisione quasi del 100% e senza allenamento: lo sanno fare e basta.

Silvan Tomkins, psicologo e mentore del moderno studio del viso, era un fantastico “lettore di volti” – alcune persone dicono che fosse il migliore che il mondo abbia mai visto. Per il resto di noi che non sia un talento naturale nell’arte del face reading, la buona notizia è che tutti possiamo imparare a interpretare i segnali del viso. Come la maggior parte delle cose nella vita, per ottenere davvero dei risultati bene bisogna fare molta pratica.

In questo articolo, e nei prossimi, sarà illustrato un approccio di base per imparare a leggere il volto in 3 passi.

FASE 1: “IMPARA COSA CERCARE”

Dato che abbiamo circa 40 muscoli in faccia, tutti in movimento indipendentemente l’uno dall’altro – con la possibilità di migliaia di espressioni – il primo passo è capire il tipo di informazioni che possiamo ottenere da tutto ciò che può muoversi sul viso. Un avvertimento: ricorda che non importa quanto siamo bravi a vedere i segni, è naturale per noi applicare i nostri pregiudizi e giudizi culturali a ciò che stiamo vedendo.

Ad esempio nella maggior parte delle culture occidentali, annuire con la testa su e giù significa “sì” e da un lato all’altro significa “no”. Ma se sei cresciuto in Pakistan, è il contrario. Se un americano parla con un visitatore del Pakistan chiedendo se si sta godendo il soggiorno negli Stati Uniti, lui dirà di “sì” annuendo con la testa da un lato all’altro. Questo può confondere e può far pensare che l’altro stia mentendo. Sembra strano: perché dovrebbe dire che gli è piaciuto qualcosa mentre scuote la testa facendo “no”? È semplicemente l’espressione di un giudizio su ciò che si vede in base al proprio background culturale. Non tutti sanno che “sì” significa “no” e “no” significa “sì” in Pakistan.

FASE 1: COSA RICORDARE?

Dal momento che il viso trasmette molte informazioni, è importante comprendere cosa cercare (considerando i propri interessi o la propria professione) e cosa ignorare. E’ utile osservare un individuo al fine di stabilire una “linea di base” (baseline) delle sue normali espressioni facciali (anche dei tic), i tipici comportamenti non verbali (si agitano continuamente o giocano con i loro capelli? Questo fa parte del loro linea di base) e tutti i comportamenti che potrebbero essere specifici della loro cultura (es. “sì” che significa “no” in Pakistan).

Nei prossimi articoli continueremo a parlare di come comprendere ciò che stiamo vedendo sul volto e come interpretare i segnali del viso in una visione globale. A presto!

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Tratto da https://www.humintell.com/2009/07/so-you-want-to-be-an-expert-1/