Distinguere il vero dolore – David Matsumoto

 

13 settembre 2018

A volte può essere necessario imparare a distinguere le espressioni del dolore reale da quelle ingannevoli. Questo non solo aiuta a scoprire l’inganno, ma può anche aiutare a migliorare la nostra comprensione dell’espressione del dolore stesso!

Per rispondere a questa domanda, un team di ricercatori dell’Università della California, San Diego e dell’Università di Toronto ha condotto due esperimenti cercando di capire se gli osservatori potevano distinguere in modo affidabile il dolore falso dal dolore reale, incluso un’esperimento che ha implementato questa analisi con il computer e un software di apprendimento.

Inizialmente, le condizioni di trattamento dovevano essere determinate. Ciò ha comportato il reclutamento di un numero ristretto di 26 partecipanti a cui è stato chiesto di essere registrati in tre condizioni. Oltre a una linea di base in cui non è stata richiesta l’espressione del dolore, sono stati anche indotti a presentare un’espressione di dolore genuino o falso.

Ciò è stato stimolato dal fatto che ogni partecipante immergeva il proprio braccio in acqua, a una temperatura tiepida o gelida. Quando l’acqua era tiepida, veniva loro chiesto di agire come se fosse fredda e dolorosa, mentre l’acqua fredda gelata generava in modo affidabile l’espressione desiderata di dolore genuino. Queste immagini sono state valutate prima da una nuova serie di 170 volontari, ma anche da un sistema automatizzato che ha cercato di analizzare le espressioni facciali senza interferenze umane.

Nel primo di questi, i nuovi volontari sono stati esposti a video clip delle espressioni di dolore vero e falso e hanno chiesto di distinguerli. È interessante notare che il loro successo era quasi del tutto casuale, con un’accuratezza del 52 percento circa. In particolare, non avevano alcuna esperienza precedente nel fare queste distinzioni.

Mentre questo primo studio indica che le persone senza allenamento non sembrano distinguere il dolore reale dall’inganno, citano anche ricerche precedenti che hanno scoperto che anche i medici non ottengono risultati migliori.

Tuttavia, gli algoritmi delle macchine possono compensare i nostri fallimenti umani a questo riguardo. Ogni clip è stata suddivisa in una serie di frame discreti, consentendo a un computer di visualizzare singole immagini estratte dai video. Questi sono stati poi accoppiati con il software FACS precedentemente discusso che codifica le immagini sulla base di una serie preesistente di modelli che rappresentano le espressioni facciali tipiche, al fine di vedere se il software potrebbe anche distinguere tra espressioni di dolore contraffatte e genuine.

Mentre il software era in grado di distinguere in modo affidabile con una precisione superiore al 70 percento, ciò che è più interessante è esattamente quali componenti dell’espressione facciale erano più utili nel farlo. Ad esempio, le espressioni fasulle si basavano su un sopracciglio abbassato che non era presente in casi reali di dolore. Allo stesso modo, le guance sollevate e le sopracciglia spaventose erano anche indicatori affidabili di inganno.

Questo studio ci mostra un paio di cose interessanti. Primo, gli sforzi umani da soli nel distinguere le espressioni vere e false erano proibitivamente inaccurati, almeno per i partecipanti non addestrati. In secondo luogo, i metodi informatici erano molto più accurati. Questa è forse la scoperta più interessante, dato il potenziale di inserire qualsiasi espressione facciale videoregistrata in questo software per determinare se il soggetto sta mentendo.

È importante sottolineare che questo post è stato scritto come parte del “Mese della Consapevolezza del Dolore”. Molte persone, specialmente quelle con malattie croniche, sono spesso accusate di fingere il loro dolore, questo articolo non intende sottolineare questo. Invece, mostra come i medici determinino in modo inaffidabile se i pazienti stanno dicendo la verità, spesso a detrimento dei pazienti, e aiuta a mostrare la via da seguire verso un approccio più affidabile.

 

Distinguishing Real Pain

 

La formazione sul Linguaggio del Corpo in Italia (e in Europa) – COACHMAG n.29

 

Nei paesi anglosassoni, specialmente nell’America del Nord, la Comunicazione Non Verbale da decenni viene considerata una disciplina pienamente accettata nel mondo accademico e aziendale.

Basti pensare che le più importanti ricerche sul Linguaggio del Corpo arrivano da università e ricercatori oltreoceano e che negli USA la composizione dei giurati in un processo (l’equivalente della Corte d’Assise qui in Italia) viene valutata anche da esperti del Linguaggio del Corpo che devono esprimersi sull’adeguatezza o meno dei giurati.

In Europa, così come in Italia, questa disciplina fa ancora fatica a essere compresa del tutto e inclusa nei programmi di formazione e nelle pratiche aziendali, questo è probabilmente dovuto all’orientamento “classico” del vecchio continente in cui il sapere è spesso legato a una visione tradizionale che lascia poco spazio alle innovazioni e a orientamenti più pragmatici e al passo coi tempi.

E’ sufficiente osservare un qualsiasi programma di un liceo o di un corso universitario per capire quanto sia arretrato il nostro sistema educativo che lascia ai ragazzi un grande bagaglio di teoria ma ben poca pratica.

Per quanto riguarda l’Italia la Comunicazione Non Verbale soffre allo stesso modo di una certa diffidenza e di diverse “alzate di scudi”. Per questo motivo al momento non esiste una formazione strutturata e riconosciuta dallo Stato per il Linguaggio del Corpo, esistono alcuni corsi e dei percorsi simili a master brevi grazie all’impegno e allo sforzo di pochi professionisti, tali corsi però sono difficilmente riconosciuti a un livello “ufficiale”.

In questo attuale panorama da “fai da te” chi desidera conoscere e approfondire questa disciplina deve spesso ricorrere al metodo da autodidatta, con il rischio di confondersi le idee piuttosto che di imparare. Diventa quindi importante avere un corretto orientamento sugli strumenti più utili e sulle scienze e discipline che afferiscono alla Comunicazione Non Verbale.

STRUMENTI:
Attualmente gli strumenti più utili per l’analisi del linguaggio del corpo sono due: il metodo F.A.C.S. e il metodo B.C.S.
Il metodo F.A.C.S. (acronimo di Facial Action Coding System) è un metodo universalmente riconosciuto creato da Ekman e Friesen nel 1978, l’ultima versione è aggiornata al 2002 (Ekman, Friesen e Hager). Questo metodo consiste nella suddivisione dei movimenti dei muscoli facciali in unità codificate (Action Unit) a cui segue una decodifica (tecniche EMFACS e FACSAID) che associa tali movimenti alle 6 emozioni di base. Esiste anche una versione del FACS dedicata all’analisi delle espressioni dei neonati chiamata BabyFACS.
Il metodo B.C.S. (acronimo di Body Coding System – Dael, Mortillaro e Scherer, 2012) è una tecnica di analisi del comportamento motorio gestuale che analizza le espressioni non verbali di tutto il corpo attraverso i gesti e i movimenti, suddividendoli in unità di codifica come nel FACS. Esiste anche una variante del BCS denominata BAP che è focalizzata sulle posture statiche del corpo piuttosto che sul movimento di esso.

SCIENZE E DISCIPLINE:
In aggiunta agli strumenti citati è importante essere formati in diverse discipline, tra cui la comunicazione in generale, la psicologia (con particolare attenzione alla psicologia delle emozioni), l’etologia (partendo da Darwin fino ad arrivare a un altro imperdibile maestro come Desmond Morris), l’anatomia dell’apparato locomotore (utilissima l’opera di Michel Dofour, semplice e completa, ricca di immagini e di facile consultazione). Andrebbero acquisite anche nozioni in aree come le neuroscienze, la sociologia, la biologia e la fisiologia umana.

MENZOGNA:
Un argomento “forte” nel linguaggio del corpo è il riconoscimento della menzogna e dei suoi meccanismi psicologici. Per questo tipo di formazione, come per il resto della disciplina non esistono corsi ufficiali al momento ma esiste una vasta letteratura su cui poter approfondire l’argomento (esiste una vasta letteratura in lingua inglese, consigliatissimi i libri di Paul Ekman tradotti in italiano,).

ALLENAMENTO:
Concludendo è doveroso ricordare che l’efficacia della formazione della Comunicazione Non Verbale passa sia dalla teoria che dalla pratica, per perfezionarsi in questa disciplina occorre molto allenamento: osservate le altre persone, provate a guardare la tv senza volume, cercate di scoprire le piccole e grandi menzogne intorno a voi e, di non minore importanza, allenatevi a usare il vostro corpo come uno strumento di comunicazione attiva ed efficace.
Francesco Di Fant
Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.29, Anno 7, Settembre 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

“Applicazioni delle tecniche di analisi del volto e del corpo nell’ambito giuridico e investigativo” – CRF

Un grazie di cuore ai fantastici docenti Enzo Kermol, Jasna Legiša e Dante Caramellino per lo stimolante corso tenuto a Roma!
Alla prossima! 🙂

 

 

http://www.facsitaly.it/