Coaching: come trovare clienti con il Linguaggio del Corpo – COACHMAG n.33

 

Per tutti i Coach, sia quelli alle prime armi che i più esperti, esistono diverse strategie da mettere in atto per far crescere la propria clientela: c’è chi li cerca attivamente e chi si fa cercare, chi punta sui privati e chi su aziende e organizzazioni, chi lo fa con molta pubblicità e chi più in sordina. A qualunque di queste categorie di “cercatori di clienti” voi apparteniate, prima o poi dovrete incontrare i potenziali clienti per convincerli ad affidarsi a voi e alla vostra professionalità.

Tra i vari strumenti di comunicazione che dovrebbero essere presenti nel bagaglio di conoscenze del Coach c’è n’è uno di fondamentale importanza per esser convincenti, apparire affidabili e guadagnare la fiducia dei potenziali clienti: l’uso efficace del proprio Linguaggio del Corpo nelle sue componenti Non Verbali e Paraverbali.

 

POSTURA E VOCE:

In presenza di uno o più potenziali clienti è bene avere una postura rilassata ma composta e mantenere il più possibile la testa eretta per comunicare apertura e schiettezza, è buona norma anche inclinare leggermente la testa in fase di ascolto per mostrare attenzione e interesse verso l’altro…

(Continua su COACHMAG n.33 con altri consigli su Postura, Voce, Mimica e Gestualità –  www.coachmag.it)

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.33, Anno 8, Maggio 2017, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.

 

Luci e ombre del Network della CNV in Italia – COACHMAG n.32

 

Il Networking è la capacità di “fare rete”, di creare proficue relazioni sociali personali e professionali. In particolare il Business Networking è la capacità di creare una rete di relazioni professionali (fornitori, clienti e stakeholders in generale) che aumenti la quantità e la qualità del nostro e altrui lavoro.

Noi italiani, nonostante i nostri molti difetti, siamo universalmente riconosciuti come i migliori al mondo nel creare relazioni personali e lavorative con altre persone, come se avessimo nel nostro DNA una naturale propensione alla relazione, alla collaborazione e alla crescita comune.

 

LE DIFFICOLTÀ DI FARE NETWORK

Nonostante questa abilità, in Italia gli esperti di Linguaggio del Corpo hanno ancora difficoltà a creare una comunità e a lavorare insieme in progetti di ampio respiro.
A mio avviso questo è dovuto a diversi fattori:

1) In Italia ci sono ancora pochi veri esperti in questa disciplina e ancora si è lontani dal generare una “massa critica” sufficiente a generare circuiti virtuosi di lavoro;

2) Nel nostro paese si vive ancora une certa diffidenza verso il Linguaggio del Corpo, c’è diffidenza da parte del grande pubblico ma anche tra esperti di Comunicazione Non Verbale (data dal fatto che ancora non esistono percorsi ufficiali e strutturati che diano una vera garanzia di professionalità per chi studia in questo settore);

3) Gli esperti di CNV spesso lavorano da soli, la tipologia del lavoro, in particolare l’attività di analisi, ci porta spesso a svolgere la nostre mansioni in solitaria, da qui un’abitudine a lavorare per conto proprio, a essere un po’ dei “lupi solitari”. Inoltre molto spesso gli esperti di Comunicazione Non Verbale sono liberi professionisti che hanno il loro “core business” in attività diverse dal Linguaggio del Corpo (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, psicanalisti criminologi, comunicatori e coach) e questo li porta a prestare maggiore attenzione al proprio percorso professionale piuttosto che impiegare tempo, risorse ed energie nel cercare collaborazioni e creare reti lavorative sui temi della CNV.

 

LE POSSIBILITÀ DI FARE NETWORK OGGI E DOMANI

Solitamente gli esperti di Linguaggio del Corpo riescono a creare dei network con altri professionisti diversi da loro. Essi integrano il lavoro con competenze differenti in eventi, seminari, laboratori, corsi di formazione e master universitari insieme a psicologi, criminologi, coach e così via.

È possibile incrementare le possibilità di formare reti lavorative creando spazi comuni d’incontro per gli addetti alla Comunicazione Non Verbale. Oggi questi spazi d’incontro esistono solo in forma virtuale attraverso internet e i social network (siti, blog, gruppi, pagine e singoli profili social) e sarebbe sicuramente un passo avanti riuscire a creare degli incontri reali (congressi, convegni, eventi a tema) per permettere ai vari professionisti di incontrarsi di persona e superare piccoli e grandi dubbi e diffidenze per lasciare spazio a una reale conoscenza dell’altro.

La creazione di eventi concreti per questa disciplina porterebbe con sé diversi vantaggi: sicuramente permetterebbe un virtuoso scambio di competenze che al momento, di fatto, non esiste affatto. Inoltre si potrebbe anche toccare con mano le differenti professionalità, gli orientamenti e le particolarità che portano con sé i diversi esperti di CNV, i quali spesso provengono da percorsi di studi ed esperienze difformi. Questo potrebbe innescare un meccanismo per il quale la diversità non venga più vista come ostacolo ma come risorsa, infatti le squadre vincenti hanno al loro interno sempre ruoli e funzioni differenti proprio per completare le conoscenze e il lavoro degli altri e raggiungere con più facilità gli obiettivi preposti.

 

Tirando le somme, al giorno d’oggi nell’ambito della CNV i veri grandi ostacoli sono pochi ma opprimenti, è importante superare la diffidenza reciproca tra esperti, riuscire a creare eventi dedicati e riuscire a dipanare la matassa di proposte e percorsi per una corretta formazione sulla CNV per riuscire a essere più trasparenti e, di conseguenza, più affidabili.
C’è ancora molto lavoro da fare in Italia per creare una cultura del networking del Linguaggio del Corpo, però è importante rimanere fiduciosi vista la natura e le conoscenze insite in questa disciplina che portano con loro potenzialità di relazione davvero elevate. Come già detto, siamo italiani e abbiamo un grande potenziale per creare network personali e professionali di grande valore.

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.32, Anno 8, Marzo 2017, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

La formazione sul Linguaggio del Corpo in Italia (e in Europa) – COACHMAG n.29

 

Nei paesi anglosassoni, specialmente nell’America del Nord, la Comunicazione Non Verbale da decenni viene considerata una disciplina pienamente accettata nel mondo accademico e aziendale.

Basti pensare che le più importanti ricerche sul Linguaggio del Corpo arrivano da università e ricercatori oltreoceano e che negli USA la composizione dei giurati in un processo (l’equivalente della Corte d’Assise qui in Italia) viene valutata anche da esperti del Linguaggio del Corpo che devono esprimersi sull’adeguatezza o meno dei giurati.

In Europa, così come in Italia, questa disciplina fa ancora fatica a essere compresa del tutto e inclusa nei programmi di formazione e nelle pratiche aziendali, questo è probabilmente dovuto all’orientamento “classico” del vecchio continente in cui il sapere è spesso legato a una visione tradizionale che lascia poco spazio alle innovazioni e a orientamenti più pragmatici e al passo coi tempi.

E’ sufficiente osservare un qualsiasi programma di un liceo o di un corso universitario per capire quanto sia arretrato il nostro sistema educativo che lascia ai ragazzi un grande bagaglio di teoria ma ben poca pratica.

Per quanto riguarda l’Italia la Comunicazione Non Verbale soffre allo stesso modo di una certa diffidenza e di diverse “alzate di scudi”. Per questo motivo al momento non esiste una formazione strutturata e riconosciuta dallo Stato per il Linguaggio del Corpo, esistono alcuni corsi e dei percorsi simili a master brevi grazie all’impegno e allo sforzo di pochi professionisti, tali corsi però sono difficilmente riconosciuti a un livello “ufficiale”.

In questo attuale panorama da “fai da te” chi desidera conoscere e approfondire questa disciplina deve spesso ricorrere al metodo da autodidatta, con il rischio di confondersi le idee piuttosto che di imparare. Diventa quindi importante avere un corretto orientamento sugli strumenti più utili e sulle scienze e discipline che afferiscono alla Comunicazione Non Verbale.

STRUMENTI:
Attualmente gli strumenti più utili per l’analisi del linguaggio del corpo sono due: il metodo F.A.C.S. e il metodo B.C.S.
Il metodo F.A.C.S. (acronimo di Facial Action Coding System) è un metodo universalmente riconosciuto creato da Ekman e Friesen nel 1978, l’ultima versione è aggiornata al 2002 (Ekman, Friesen e Hager). Questo metodo consiste nella suddivisione dei movimenti dei muscoli facciali in unità codificate (Action Unit) a cui segue una decodifica (tecniche EMFACS e FACSAID) che associa tali movimenti alle 6 emozioni di base. Esiste anche una versione del FACS dedicata all’analisi delle espressioni dei neonati chiamata BabyFACS.
Il metodo B.C.S. (acronimo di Body Coding System – Dael, Mortillaro e Scherer, 2012) è una tecnica di analisi del comportamento motorio gestuale che analizza le espressioni non verbali di tutto il corpo attraverso i gesti e i movimenti, suddividendoli in unità di codifica come nel FACS. Esiste anche una variante del BCS denominata BAP che è focalizzata sulle posture statiche del corpo piuttosto che sul movimento di esso.

SCIENZE E DISCIPLINE:
In aggiunta agli strumenti citati è importante essere formati in diverse discipline, tra cui la comunicazione in generale, la psicologia (con particolare attenzione alla psicologia delle emozioni), l’etologia (partendo da Darwin fino ad arrivare a un altro imperdibile maestro come Desmond Morris), l’anatomia dell’apparato locomotore (utilissima l’opera di Michel Dofour, semplice e completa, ricca di immagini e di facile consultazione). Andrebbero acquisite anche nozioni in aree come le neuroscienze, la sociologia, la biologia e la fisiologia umana.

MENZOGNA:
Un argomento “forte” nel linguaggio del corpo è il riconoscimento della menzogna e dei suoi meccanismi psicologici. Per questo tipo di formazione, come per il resto della disciplina non esistono corsi ufficiali al momento ma esiste una vasta letteratura su cui poter approfondire l’argomento (esiste una vasta letteratura in lingua inglese, consigliatissimi i libri di Paul Ekman tradotti in italiano,).

ALLENAMENTO:
Concludendo è doveroso ricordare che l’efficacia della formazione della Comunicazione Non Verbale passa sia dalla teoria che dalla pratica, per perfezionarsi in questa disciplina occorre molto allenamento: osservate le altre persone, provate a guardare la tv senza volume, cercate di scoprire le piccole e grandi menzogne intorno a voi e, di non minore importanza, allenatevi a usare il vostro corpo come uno strumento di comunicazione attiva ed efficace.
Francesco Di Fant
Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.29, Anno 7, Settembre 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

GENTE (giugno 2015) – Non solo gli elettori, anche Agnese si stacca

La gioiosa intesa di un tempo sembra essersi raffreddata. Piccoli segni, sfumature, linguaggio del corpo: gli esperti “leggono” le immagini e giudicano

 

Giulio Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha, ma era un amante dei paradossi. In realtà sembra vero il contrario, guardando le foto di questo nostro servizio dedicato al premier Matteo Renzi e alla moglie Agnese. Una coppia che di recente in pubblico parrebbe meno unita e forse meno in sintonia che in passato. Perlomeno questo potrebbero indicare certi piccoli segnali che si colgono mettendo a confronto le immagini. Nel 2011 Renzi, ancora sindaco di Firenze, passeggiava mano nella mano con Agnese ed entrambi sorridevano lieti. Nel 2014 Matteo, già capo del governo, presenziava alle sue prime cerimonie ufficiali in questo ruolo con la moglie accanto, sempre molto vicina, e i due si cercavano con lo sguardo, tanto da isolarsi a volte dal contesto intorno. Ora invece il premier e la sua signora camminano per strada separati da una certa distanza, a volte neppure affiancati, e i loro occhi non si incontrano come prima, ma ognuno lascia vagare il proprio sguardo altrove, come assorbito nei propri pensieri.

Sono piccoli particolari, sfumature, come si è detto, ma potrebbero indicare che il logorio del potere abbia cominciato a fare presa sulla coppia. Il linguaggio del corpo colto da queste fotografie significherebbe forse che lo stress imposto a entrambi dal ruolo pubblico ha incrinato la loro precedente armonia, disperdendo le energie che Renzi e signora prima dedicavano l’uno all’altra. Lui ha affrontato sfide impegnative, come iI Jobs Act e l’Italicum, ed è uscito dalle elezioni regionali con i primi cali di consenso, dovendo fare i conti anche con la fronda interna nel Pd. Agnese è stata coinvolta, come insegnante, nel dibattito sulla contestata riforma scolastica del governo di suo marito e nei giorni scorsi ha cercato con determinazione di mantenere una posizione defilata. La stessa già da lei scelta a suo tempo, quando non volle seguire il marito a Palazzo Chigi, a Roma, per restare a Pontassieve, vicino a Firenze, con i loro tre figli.

Adesso i consolidati equilibri della coppia Renzi potrebbero essere cambiati? Dopo aver esaminato le foto di queste pagine, la psicologa Gianna Schelotto afferma: «L’apparenza indicherebbe questo, ma se una coppia funziona può rielaborare la sua immagine pubblica, restando solida nel privato. All’inizio i Renzi avevano bisogno di mostrarsi innamorati e felici, poi sono passati a un tipo di comunicazione esterna più distaccata. È probabilmente una forma di difesa dalla pressione dei tanti nuovi impegni». Forse tra loro non è cambiato nulla. «Sì. Le dinamiche interne a una coppia sono molto difficili da decifrare per chiunque altro. Secondo me, Matteo e Agnese hanno solo deciso di cambiare immagine, preservando la loro intimità».

Francesco Di Fant, autore di I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo (Newton Compton), ritiene invece che la nostra sequenza fotografica dei coniugi Renzi dimostri un certo distacco subentrato tra loro. «Si coglie nella distanza attuale tra i loro corpi e i loro sguardi», spiega. «Toccare qualcuno, tenerlo per mano, significa creare un contatto empatico, rassicurarsi a vicenda. Tra loro non avviene, quindi l’atmosfera tra i Renzi pare raffreddata. È difficile ipotizzarne i motivi. Forse lui ha troppe preoccupazioni, forse lei ha qualche motivo di malinconia. Però secondo me il loro è un modo di porsi da cambiare subito: tra un leader e la moglie la sintonia deve essere perfetta agli occhi del pubblico, deve essere palese. Un leader deve apparire sempre affidabile e il più sereno possibile agli elettori».

Un altro aspetto che ci rivelano le foto recenti dei coniugi Renzi è la perfetta forma di Agnese, elegante e con una linea invidiabile. «È fisicamente aggraziata ed è entrata nel ruolo di first lady», commenta l’esperto di comunicazione Klaus Davi. «È una donna più sciolta e più consapevole che in passato, pur avendo mantenuto la riservatezza e la sobrietà a lei abituali. Sono doti che piacciono molto, anche alle altre donne, e che le fanno guadagnare consenso». Forse per questo nelle foto lei non è vicina al marito come prima. Ora Agnese sa camminare anche da sola.

Igor Ruggeri

 

Articolo completo – Gente n.23/2015