7 tradizioni internazionali di Capodanno

Il nuovo anno è il momento di ricominciare da capo, augurare buona fortuna e sperare nel successo per il prossimo anno.

Ogni paese ha rituali diversi per accogliere il nuovo anno con il piede giusto. È sempre divertente imparare e acquisire consapevolezza della diversità delle tradizioni e dei costumi.

– 12 chicchi d’uva: quando l’orologio segna mezzanotte alla vigilia di Capodanno, è tradizione per gli spagnoli, i latinoamericani e i filippini mangiare una dozzina di chicchi d’uva. Ogni chicco ha lo scopo di portare fortuna e soldi per ogni mese nel prossimo anno.

– 108 rintocchi di campane: i templi buddisti in Giappone eseguono un rituale fatto di campane allo scoccare della mezzanotte della vigilia di Capodanno. Questa tradizione si chiama Joya no Kane (除夜の鐘). Le campane suonano 108 volte per purificare da tutte le sofferenze e le delusioni dell’anno passato.

– Bruciare il vecchio anno: è normale vedere persone dal Messico all’Uruguay acquistare e poi bruciare spaventapasseri pieni di carta. Questa tradizione rappresenta il bruciare, il lasciarsi andare e la purificazione del vecchio anno.

– Rompere i vecchi piatti: molti danesi mettono da parte i vecchi piatti per lanciarli alla porta di amici e familiari. Più grande è il mucchio di piatti rotti davanti alla tua porta, più amici hai!

– Valigia intorno all’isolato: allo scoccare della mezzanotte di Capodanno, la maggior parte dei latinoamericani corre intorno all’isolato con una valigia sperando in un anno pieno di viaggi.

– Cipolle: per i greci, le cipolle rappresentano fertilità, rinascita e crescita. Pertanto, appenderle all’interno della casa porta benedizioni, salute e longevità. Se appendere una cipolla alla porta non è sufficiente, i genitori picchiettano anche i loro bambini sulla testa con una cipolla il giorno di Capodanno.

– Biancheria intima colorata: sudamericani, spagnoli e italiani sono noti per inaugurare il nuovo anno indossando biancheria intima colorata. Ogni colore ha un significato diverso, quindi scegli con saggezza:

Rosso: amore
Giallo: denaro
Verde: buona fortuna
Blu: buona salute
Bianco: pace e felicità

Anche se non ti consideri superstizioso, acquisire consapevolezza culturale delle diverse tradizioni seguite in tutto il mondo è un modo divertente di vedere la diversità. Cercare di seguire alcune di queste tradizioni può diventare un’esperienza unica di Capodanno.

Suggerimento professionale: non indossare biancheria intima nera, porta sfortuna.

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Tratto dal sito: https://www.protocolww.com/7-international-new-years-eve-traditions/

Gesti da tutto il mondo

In generale, tendiamo a pensare che sia meglio non insultare il tuo paese ospitante quando viaggi all’estero. Quindi, prima di offendere involontariamente qualcuno di un’altra cultura, dai un’occhiata a questa guida ai gesti delle mani in tutto il mondo.

Alcuni gesti mandano un messaggio personale:

Grecia = “I am ignoring you” (“Ti sto ignorando”)
Messico = “You’re stingy” (“Sei avaro”)

Alcuni gesti hanno significati diversi in alcuni paesi:

USA = “Terrific” (“Eccezionale”)
Iran = “F**k you” (“Vaff…”)

USA = “Rock on” (“Spacchi di brutto”)
Spagna = “Your wife is unfaithful” (“Tua moglie è infedele”)

USA = “Okay”
Brazil = “Asshole” / “F**k you” (“Stronzo” o “Vaff…”)

Altri gesti hanno significati strani:

Sud Italia = “Crazy like a pepper mill” (“Matto come un macinapepe”)
Stati Arabi = “You have 5 fathers” / “Your mom gets around” (“Tu hai 5 padri” / “Tua madre è infedele”)
Grecia = “To hell with you” (“Vai all’inferno”)
Pakistan = “I will rub s**t in your face” (“Spalmerò feci sul tuo viso”)
Panama = “I will dishonor your sister” (“Andrò a letto con tua sorella”)
“Jay-Z is awesome” / “The Illuminati shall reign supreme” (“Jay-Z è fantastico” / “Gli Illuminati regneranno”)

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Neuroni specchio e cervello – David Matsumoto

Per secoli filosofi e scienziati hanno lottato per scoprire le misteriose origini del linguaggio umano.

Un crescente corpo di ricerca psicologica potrebbe aver sviluppato una risposta che riguarda la neurologia a questa domanda, scoprendo che il linguaggio è strettamente intrecciato con la nostra capacità di entrare in empatia e comprendere altre persone. Recenti studi suggeriscono che il nostro linguaggio e la nostra empatia hanno radici condivise, ma anche che queste radici sono incorporate in neuroni specifici nel cervello: i neuroni specchio.

I neuroni specchio sono essenzialmente tipi speciali di cellule cerebrali che si attivano quando si osservano le azioni di altri individui. Ad esempio, quando vediamo un’altra persona cadere e ferirsi, i nostri neuroni specchio attivano la parte del nostro cervello che si attiverebbe se cadessimo.

Queste cellule cerebrali sono state scoperte per la prima volta nelle scimmie macaco negli anni ’80 dal dottor Giacomo Rizzolatti all’Università di Parma, Italia. Dopo aver collegato gli elettrodi al cervello delle scimmie, Rizzolatti ha scoperto che quando una scimmia guardava un’altra afferrare una nocciolina, alcuni degli stessi neuroni si sono attivati nel cervello di entrambi i soggetti.

Ricerche successive hanno scoperto cellule cerebrali simili negli esseri umani e Rizzolatti ha iniziato a collegare i neuroni specchio con la nostra capacità di comprendere le emozioni di altre persone e provare empatia per esse. In effetti, alcuni studi hanno scoperto che le persone che vivono con l’autismo, che è caratterizzato da una ridotta capacità di comprendere le emozioni di altre persone, hanno le strutture dei neuroni a specchio compromesse.

E il linguaggio? Sin dalla scoperta dei neuroni specchio, scienziati come Rizzolatti hanno studiato la loro connessione con lo sviluppo del linguaggio. Hanno scoperto che l’area del cervello associata al linguaggio era anche necessaria per la nostra comprensione delle azioni fisiche di altre persone.

Recentemente il dottor Michael Corballis, psicologo dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda, ha pubblicato il suo libro La verità sul linguaggio, sostenendo che il linguaggio è emerso dal nostro desiderio istintivo di gesticolare con oggetti esterni.

La sua tesi è che quando i primati gesticolano verso il mondo che li circonda, stanno intrinsecamente comunicando con i compagni, indirizzando l’attenzione dei loro compagni verso un determinato oggetto di interesse. Ciò si lega naturalmente al modo in cui il nostro cervello rispecchia istintivamente le azioni degli altri attraverso i neuroni specchio, consentendo a questi gesti di comunicare a livello neurologico.

Questo argomento non diminuisce l’incredibile complessità del linguaggio, ma chiarisce l’idea che la comunicazione sia intrinsecamente interpersonale e profondamente radicata nel nostro cervello. In effetti, alcuni esperti di neuroni specchio sostengono che, non solo sono profondamente legati al linguaggio, ma che sono alla base di molte straordinarie capacità umane.

Ad esempio, il dottor Vilayanur Ramachandran, dell’Università della California, San Diego, attribuisce ai neuroni specchio il merito per l’esplosione della cultura umana circa 50.000 anni fa, noto come il “grande balzo in avanti”, perché ha consentito un’azione collettiva e la cooperazione su vasta scala.

Mentre molti psicologi sono incredibilmente entusiasti del promettente campo dello studio dei neuroni specchio, è anche importante notare che ci sono molti scettici. Il dottor Christian Jarrett, che scrive ampiamente su questioni psicologiche, ha definito i neuroni specchio “il concetto più pubblicizzato della neuroscienza” in un articolo del 2012.

Il dottor Jarrett sostiene che questo tipo di indagine rimane altamente controversa e contesta l’idea che i neuroni specchio ispirino il linguaggio, l’empatia o la cultura. Invece, sostiene che i neuroni specchio si sviluppano attraverso l’esperienza. Sostiene che i nostri cervelli hanno fatto evolvere i neuroni specchio insieme al linguaggio e alla cultura, piuttosto che farli nascere direttamente da loro.

Per ulteriori informazioni su linguaggio ed empatia, potete consultare i nostri articoli precedenti qui e qui.

RADIO SONICA – Menzogna e CNV (06-02-2018)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Peppe Lomonaco e Stefano Valvo su RADIO SONICA 90.700 per parlare di Menzogna e Linguaggio del Corpo (6 febbraio 2018).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – il Linguaggio del Corpo di Ozzy Osbourne (10-11-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Matteo Catizone su RADIOROCK 106.600 per analizzare la gestualità di Ozzy Osbourne e dello speaker Emiliano Carli (10 novembre 2017).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – psicologia e segnali della Menzogna (10-10-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Matteo Catizone su RADIOROCK 106.600 per parlare di psicologia e segnali legati alla Menzogna e per analizzare lo speaker Matteo Strano (10 ottobre 2017).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Suono Sport – Analisi di Francesco Di Fant su Di Francesco e Spalletti a “Abbiamo trovato il titolo” (26-09-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio nella trasmissione “Abbiamo trovato il titolo” con Valeria Biotti e Diego Angelino su CENTRO SUONO SPORT 101.500, analizza il Linguaggio del Corpo di Eusebio Di Francesco e Luciano Spalletti (26 settembre 2017). Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Suono Sport – Analisi di Francesco Di Fant dell’addio di Totti e di Mino Raiola a “Manca solo il titolo” (22-06-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio nella trasmissione “Manca solo il titolo” con Valeria Biotti e Paolo Marcacci su CENTRO SUONO SPORT 101.500, analizza l’addio di francesco Totti e la conferenza di Mino Raiola sul caso Donnarumma (22 giugno 2017). Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le emozioni di Totti nel suo addio al calcio

 

Il 28 maggio 2017 Francesco Totti, il capitano storico della squadra di calcio AS Roma, ha dato il suo addio al calcio nel suo stadio Olimpico strapieno di tifosi e di emozioni, dopo 34 anni di carriera calcistica (di cui 28 nella Roma, tra settore giovanile e prima squadra). Il suo saluto è stato un momento sportivamente importante e umanamente toccante, sia per le decine di migliaia di persone presenti allo stadio che per quelle, molte di più, davanti agli schermi in tutta Italia e all’estero.

Al di là della simpatia calcistica o meno per la squadra giallorossa, la stampa sportiva italiana ed estera hanno sempre riconosciuto in Totti un campione di altissimo livello. Il “Pupone” di Porta Metronia oltre che essere un chiaro punto di riferimento per la squadra, nel corso del tempo è diventato, con centinaia di gol tra club e nazionale e qualche spot pubblicitario, un personaggio noto e di fama internazionale. Ha sempre saputo unire il suo grandissimo talento calcistico alla sua grande umanità, che emergeva nella sua naturale simpatia e nelle numerose opere di beneficenza in cui si è sempre impegnato con piacere.

Attraverso l’analisi del Linguaggio del Corpo andiamo ad analizzare le emozioni che Totti e il suo pubblico hanno vissuto in questo evento toccante.

Il pubblico era pienamente coinvolto e la commozione era diffusa in tutto lo stadio; ovunque, sulle facce di grandi e piccoli spettatori, si potevano vedere occhi lucidi e lacrime. Lo stadio era un oceano di saluti, cori, applausi e abbracci tra i tifosi, che esponevano con orgoglio magliette, sciarpe, bandiere e striscioni per salutare il loro numero 10.

Anche l’imperscrutabile Spalletti si è commosso sull’onda dell’emozione generale, infatti più di una volta è stato colto dall’occhio delle telecamere ad asciugarsi gli occhi.

Una cosa da notare è sicuramente l’attaccamento di Totti per il suo pubblico, a cui rivolge segni di gratitudine, riconoscimento e affetto inchinandosi più di una volta, mandando baci e applaudendo verso tutti coloro che lo hanno seguito fedelmente. Inoltre spesso si batte la mano sul cuore per indicare simbolicamente il suo amore verso la squadra della Roma e i suoi tifosi. Quando un tifoso in lacrime scavalca le transenne entrando in campo per incontrare il capitano, Totti non lo allontana, lo abbraccia, abbracciando simbolicamente così tutto il pubblico.

La tensione di Totti è visibile in diversi suoi gesti: sbuffa aria con la bocca per cercare di placare le emozioni in vista del suo discorso, inoltre spesso stringe le labbra e si tocca la bocca e il collo.

L’emozione principale della serata però è stata la tristezza, Totti era visibilmente dispiaciuto di dover lasciare il campo da gioco e i suoi tifosi, mentre inizia il suo ultimo giro di campo appare subito triste, entra a testa bassa, ha gli occhi lucidi e labbra e sopracciglia arcuate in basso. Non riesce a mostrare il suo solito sorriso a causa dell’emozione, le labbra tremano e a volte si mette una mano davanti alla bocca per cercare di calmarsi.
Le lacrime poi escono fuori quando abbraccia sua moglie Ilary Blasi e i loro figli Isabel, Chanel e Cristian, mentre continua a salutare il pubblico camminando lungo il perimetro dello stadio. Quando poi si ferma davanti ai tifosi è sovrastato dall’emozione e si mette entrambe le mani sopra la testa, come a doverla reggere data l’intensità del momento, questo gesto riflette appieno la sua profonda tristezza nel dover lasciare la vita da calciatore.

Anche durante il suo discorso era evidente la sua tristezza, le sue parole sono state sincere, di cuore e capaci di emozionare i tifosi presenti. Totti all’inizio fa lunghe pause tra una frase e l’altra, cerca le parole migliori da dire, va a braccio e mostra il suo lato sincero e simpatico. Cammina durante il discorso, cerca spesso il contatto fisico con i suoi familiari per alleviare la tensione e rimane vicino a loro. La sua voce è carica di emozione e a volte risulta tremante, mentre parla è costretto a tirare su col naso probabilmente per asciugare le lacrime.
Mentre legge la sentita lettera d’addio, preparata a quattro mani da lui e dalla moglie, Totti continua a camminare, non riesce a stare fermo, inoltre a volte deve interrompere la lettura per cercare di prendere fiato.

Ma in questo evento c’è stato spazio anche per la felicità. Il capitano della Roma sa di vivere un amore ricambiato e di avere tutto l’affetto della sua squadra, dei tifosi e della sua città, come testimoniano le numerose strette di mano e gli abbracci con i suoi compagni e con lo staff della squadra.
La sua gioia è chiaramente intuibile dal sorriso e dalle rughe presenti ai lati degli occhi, diventa visibile soprattutto quando i suoi compagni di squadra lo lanciano in aria dopo il suo discorso. Il momento in cui consegna la sua fascia di capitano al più giovane capitano della Roma è commovente: sorride, lo guarda negli occhi e lo bacia sulla fronte sapendo di passare un’importante eredità.

Considerando l’importanza internazionale di un giocatore come Francesco Totti, il suo è stato un saluto sentito, “umile”, senza futili esibizioni di grandezza o di arroganza.
Le sue lacrime e le sue parole hanno saputo infondere grandi emozioni in tutti presenti e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo giocare, seguirlo allo stadio e condividere con lui e con la AS Roma 25 anni di grande calcio, con le sue gioie e i suoi dolori.

 

Francesco Di Fant

 

 

Kim Jung-un Song: analisi di un dittatore “bambino”

 

Una divisa militare e una sigaretta in bocca possono aiutare ad apparire più virile e più adulto agli occhi altrui ma non sempre questo effetto è garantito, specialmente quando il soggetto in questione presenta altre caratteristiche fisiche e comportamentali che poco si addicono a una figura adulta e di potere.

Il 33enne dittatore della Corea del Nord Kim Jung-un Song, ultimamente molto in vista nei mass media a causa degli attriti col gli USA di Trump, ha esattamente questo tipo di problema (e ci fa anche pensare un po’ al film “L’ultimo imperatore” di Bertolucci).

A causa della sua giovane età e del suo aspetto vagamente infantile, il dittatore asiatico prova a lavorare sul suo look nello sforzo di sembrare più adulto e di incutere quella giusta riverenza dovuta agli adulti e quel timore dovuto ai dittatori.
Purtroppo per lui, di timore non ne ispira molto con il suo aspetto e sembra che i suoi consulenti siano arrivati addirittura a consigliargli di iniziare a fumare – cosa che ha fatto – per provare a sembrare un po’ meno giovanile.

Ma quali sono gli aspetti del Linguaggio del Corpo che fanno sembrare il dittatore nord coreano troppo giovane e, a tratti, quasi infantile? Lungi dal volere in qualsiasi modo parlare di politica o esprimere commenti in tal senso (non essendo affatto il mio campo), andiamo a prendere in analisi i diversi tratti fisici e comportamentali che ci fanno sembrare Kim Jung-un troppo giovane per il suo ruolo di dittatore.

Innanzitutto la sua faccia tonda e le guance piene rimandano immediatamente alla fattezze dei bambini, che nei primi anni di vita hanno il viso tondo e paffutello.
Tralasciando il suo bizzarro taglio di capelli che non aiuta a rinforzare la sua immagine di uomo adulto, rimaniamo sulla zona del viso notando che a volte rimane con la bocca leggermente aperta, segnale che da un lato può evidenziare l’ascolto verso le parole altrui ma che, essendo esagerato, finisce per sembrare un indice di ingenuità e immaturità, tipico dei fanciulli che rimangono con la bocca aperta presi nella constante meraviglia del mondo esterno.

Il dittatore ha spesso lo sguardo mobile, si guarda spesso intorno dimostrando irrequietudine o noia, elementi poco adatti a un uomo di potere che dovrebbe fungere da esempio di lucidità e di comando.
Kim Jung-un, inoltre, è anche poco espressivo con le sue espressioni facciali, rimanendo piuttosto statico, sembrando quasi intimidito, sul piano delle emozioni tranne quando usa il sorriso, che spesso appare sguaiato o forzato, negandogli così l’immagine di una persona matura che sappia gestire e controllare le sue emozioni e le sue azioni.

A proposito di controllo, è utile anche sottolineare che la sua gestualità con mani, braccia e tronco appare poco misurata o formale, egli spesso si muove in maniera troppo libera rompendo l’idea di solidità che un comportamento composto porterebbe ad avere.
Infine, il fatto che il dittatore sia anche sovrappeso non aiuta la sua immagine di uomo adulto e controllato ma, in associazione con gli altri aspetti accennati, lo fa somigliare più che altro a un adolescente che faccia abuso di merendine e cioccolata.

Al di là del suo aspetto giovanile, il dittatore asiatico andrebbe preso molto sul serio sul piano della politica mondiale, infatti sembra ben lontano dall’essere una persona mansueta a causa del suo potenziale nucleare e del suo atteggiamento aggressivo e di sfida nei confronti delle altre nazioni.

 

Francesco Di Fant

 

 

 

RADIO ROCK – analisi di Kim Jung Un Song e Donald Trump (04-05-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone per analizzare i due leader Kim Jung Un Song e Donald Trump (4 maggio 2017).

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Suono Sport – analisi di Virgina Raggi e Luciano Spalletti (06-02-2017)

In collegamento telefonico Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, che analizza Virgina Raggi e Luciano Spalletti nella trasmissione “Gli Inascoltabili” con Paolo Marcacci e Valeria Biotti su CENTRO SUONO SPORT 101.500 – 6 febbraio 2017)

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – analisi del Linguaggio del Corpo di Virginia Raggi (06-02-2017)

In collegamento telefonico Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone per parlare di Virginia Marra e il “caso Romeo” (6 febbraio 2017)

Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RADIO ROCK – analisi di Donald Trump e Matteo Renzi (27-01-2017)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, di nuovo ospite in studio su RADIOROCK 106.600 con Matteo Catizone e Matteo Strano per parlare di Donald Trump, Matteo Renzi e tanto altro ancora – 27 gennaio 2017

Buon ascolto! 🙂

 

 

http://www.radiorock.it/francesco-di-fant-il-linguaggio-del-corpo/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Centro Suono Sport – Francesco Di Fant analizza Luciano Spalletti a “Gli Inascoltabili” (13-12-2016)

 

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, che analizza Luciano Spalletti (e non solo…) nella trasmissione “Gli Inascoltabili” condotta da Nicola Caprera, Vincenzo Capua e Valeria Biotti su CENTRO SUONO SPORT 101.500 – 13 dicembre 2016

 

 

https://www.mixcloud.com/Gli_Inascoltabili/gli-inascoltabili-puntata-13-dicembre-2016/
http://centrosuonosport.it/