Linguaggio del corpo per Avvocati: Gesti illustratori e manipolatori – Hdemos

La ricchezza della gesticolazione di noi italiani è ben nota in tutto il mondo, infatti siamo uno dei popoli che maggiormente usano la Comunicazione Non Verbale attraverso il movimento delle mani. Alcuni studi hanno appurato che quando non si possono muovere le mani anche il discorso verbale risulta meno ricco e articolato, specialmente per quei popoli che, come noi, usano una gestualità articolata.

Per un avvocato o un giurista saper comunicare efficacemente, anche con le mani, risulta di fondamentale importanza, in presenza di altre figure istituzionali o fuori dalle aule dei tribunali saper aggiungere valore alla propria comunicazione può risultare una carta vincente. Esistono due classi di gesti usati comunemente che è utile conoscere e distinguere: i cosiddetti gesti “illustratori” e i gesti “manipolatori”.

Cosa sono i gesti illustratori e manipolatori? Come usarli?

  • Gesti “illustratori”: è la gesticolazione che avviene verso l’esterno, muovendo le mani nell’aria. Sono chiamati illustratori perché illustrano il messaggio anche a livello visivo, lo rinforzano, lo arricchiscono e possono anche sostituirlo; il consiglio è quello di usare tali gesti in maniera attiva e allo stesso tempo equilibrata. Questi gesti possono essere suddivisi in modo semplice in quattro famiglie: gesti batonici (che scandiscono il ritmo del parlato), gesti deittici (che indicano qualcosa), gesti iconici (che servono a mimare qualcosa) e gesti emblematici (che appartengono a una specifica cultura e vengono compresi all’interno di essa).
  • Gesti “manipolatori”: sono quei gesti in cui il corpo entra in contatto con se stesso (auto-manipolatori) o con un oggetto (manipolatori puri), stringersi un braccio con la mano, toccarsi il viso o il vestito, manipolare una penna, tutti questi sono gesti manipolatori. Questi gesti spesso denotano tensione, agendo in modo inconscio come una “carezza” che rivolgiamo verso noi stessi, ma vanno sempre contestualizzati e verificati con la presenza di altri indizi gestuali. Infatti a volte possono essere effettuati anche in presenza di noia, fatica, quando si è distratti o rilassati. Nella comunicazione interpersonale in generale è buona norma evitare o limitare al minimo tali gesti, che potrebbero essere intesi come segnali di disagio, nervosismo e tensione.

Curiosità.

Un’ultima curiosità: da dove proviene questa nostra passione per la gestualità? Esistono diverse ipotesi a riguardo: c’è chi dice che siano stati i colonizzatori dell’antica Grecia a importare questa ricca gesticolazione; un’altra ipotesi è quella che sia stata la commedia dell’arte ad aiutare la diffusione dei gesti esportandoli dal teatro alla cultura popolare. Un’ulteriore ipotesi è quella per cui i gesti hanno aiutato per secoli le persone delle diverse regioni a comunicare tra loro; prima dell’unificazione linguistica, sotto le differenti dominazione straniere, si parlavano numerosi dialetti diversi e comprendersi risultava complicato.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Segnali di Menzogna: disagio e tensione – Copia Originale

 

Tra i diversi indizi di menzogna nella Comunicazione Non Verbale ci sono alcuni segnali che sono riconducibili a uno stato di disagio o di tensione del bugiardo:

  • un’intensa attività nervosa e muscolare (chiamata ipercinesi) relativa a mani e piedi, alcuni di questi sono gesti molto comuni: tamburellare con le dita, mangiarsi le unghie, battere il tempo con gambe e piedi;
  • gesti di manipolazione e auto-manipolazione: possono indicare tensione tutti i gesti con cui si manipola un oggetto o quando si tocca il proprio corpo. In particolare bisognerebbe fare attenzione ai gesti di auto-contatto con il viso che indicano maggiore disagio, se il contatto è in corrispondenza degli organi di senso (bocca, naso, occhi, orecchie) può indicare un alto livello di tensione;
  • fate attenzione alla zona della bocca: questa area del viso in presenza di tensione è soggetta a contrazioni della muscolatura delle labbra o intorno a esse, anche mordere le labbra può essere un indizio rilevatore della menzogna;
  • gesti di allontanamento o distanziamento: oscillare il corpo all’indietro, piegare il busto all’indietro, fare un passo indietro per prendere le distanze dall’altro;
  • segnali fisiologici di disagio e tensione, quando si mente a volte il corpo produce delle sostanze che possono produrre delle modificazioni involontarie: eccesso di calore, rossore e sudorazione, prurito, salivazione diminuita che provoca una frequente umidificazione delle labbra e una deglutizione più visibile e rumorosa.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/segnali-menzogna-disagio-tensione

Segnali di Menzogna: le mani – Copia Originale

 

Per riconoscere una menzogna osservando il Linguaggio del Corpo altrui, bisognerebbe prestare particolare attenzione ai gesti effettuati con le mani:

  • nascondere le mani (in tasca o dietro la schiena) può essere un gesto legato alla timidezza ma anche alla menzogna, infatti tale gesto può segnalare che si ha “qualcosa da nascondere”
  • la presenza o l’aumento dei gesti manipolatori (gesti con cui si entra in contatto con il proprio corpo o con un oggetto) può indicare la presenza di una menzogna

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/segnali-menzogna-le-mani

Gesti illustratori e manipolatori – Copia Originale

I gesti che si compiono con le mani possono essere divisi in due grandi categorie: – Illustratori (rinforzano il valore comunicativo delle parole) – Manipolatori (gesti con cui si tocca un oggetto o il proprio corpo per alleviare disagio o tensione).

I gesti manipolatori (o gesti “adattatori”) possono essere ulteriormente classificati in due modi diversi: “manipolatori puri” (gesti con cui si tocca un oggetto esterno) e “auto-manipolatori” (gesti con cui entriamo in contatto con il nostro corpo).

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/gesti-illustratori-manipolatori

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Linguaggio del Corpo (ma non avete mai osato chiedere) – COACHMAG n.28

– ovvero come sfatare i luoghi comuni errati nel Linguaggio del Corpo –

 

Quante volte avete letto un articolo sul Linguaggio del Corpo scoprendo consigli per osservare il movimento altrui e comprenderne emozioni e intenzioni? A volte la disciplina del Linguaggio del Corpo (o Comunicazione Non Verbale) non viene trattata e approfondita con il rigore e la scientificità necessaria per un corpus di studi che comprende nozioni di biologia, etologia, neuroscienze, psicologia, sociologia e comunicazione (solo per citare le principali scienze e discipline prese in considerazione).
A volte si leggono nozioni sul Linguaggio del Corpo che non sempre risultano corrette o, nel migliore dei casi, applicabili in tutte le situazioni comunicative. Andiamo quindi a sfatare tali luoghi comuni errati che vengono proposti con più frequenza negli articoli di varie riviste.

 

GESTI DI CHIUSURA:
Il primo luogo comune da sfatare è quello per cui chi tiene le braccia incrociate segnala sempre chisura rispetto agli altri, questo può essere vero ma non sempre. Le braccia vengono messe in posizione incorciata anche per riposare, in particolare quando la postura del corpo è rilassata e il bacino è leggermente spostato in avanti a reggere il peso delle braccia.

 

MANI E MANIPOLATORI:
Un altro segnale del corpo che viene spesso spacciato come universale è quello dei gesti manipolatori. L’azione di auto-contatto del corpo (toccarsi il viso, un braccio, la nuca, ecc.) viene spesso indicata come sinonimo di tensione e disagio e viene spesso citata come indizio di menzogna. Questo è vero solo in parte, infatti i gesti manipolatori possono anche essere presenti in altre situazioni, come in momenti di noia, di estremo agio e come forma di auto-carezza quando si è da soli.
Un’altra indicazione scorretta è quella per cui chi mette le mani dietro la schiena ha qualcosa da nascondere o mostra scarsa disponibilità alla comunicazione, tale gesto infatti può anche indicare rispetto verso l’altro (es. gerachie formali o informali, come nell’esercito o nel rapporto maestro-alunno) o venire usato per assumere una postura composta in particolari situazioni formali (es. cerimonie, riti di vario genere).

 

CONTATTO FISICO:
Altre indicazioni scorrette che sono spesso presenti nella divulgazione di basso livello sono relative al contatto fisico. Viene spesso detto che una persona che cerca il contatto fisico con l’altro dimostri sicurezza e apertura comunicativa, questo però non è sempre vero. Una persona che tocca continuamente il suo interlocutore dimostra spesso insicurezza, in questo caso il contatto diventa una incessante richiesta di attenzione nei propri confronti; è tipico il caso delle persone che mentre parlano tengono l’avambraccio altrui con una mano, come se avessero paura che l’altro si allontani. Lo stesso vale per le strette di mano forti e prolungate, interpretate spesso come sinonimo di fiducia e apertura rispetto alle strette di mano deboli e brevi. Una stretta eccessivamente volitiva e prolungata potrebbe, al contrario, essere indice di una certa aggressività e della volontà di controllare e dominare gli altri.

 

SGUARDO E MENZOGNA:
Un altro luogo comune molto diffuso è quello secondo cui chi ci sta mentendo tende ad abbassare lo sguardo o comunque a evitare lo sguardo altrui. Questo può essere corretto ma non sempre, infatti molte persone preferiscono fissare l’interlocutore quando mentono per poter controllare meglio le reazioni dell’altro rispetto all’inganno perpetrato.

 

SORRISI SINCERI:
L’ultima indicazione sul Linguaggio del Corpo da correggere è legata al sorriso. Viene spesso detto che per riconoscere un sorriso basta osservare la posizione degli angoli delle labbra che devono essere rivolti all’esterno e verso l’alto. In realtà questo vale per il cosiddetto sorriso “sociale” ovvero quello usato con frequenza verso sconosciuti o conoscenti. Per riconoscere un sorriso sincero, che implichi anche un’emozione positiva, è importante osservare la parte alta nel viso, in particolare la zona degli occhi. Un sorriso sincero di vera gioia si riconosce da due elementi: la formazione di rughe al lato degli occhi (le cosiddette “zampe di gallina”) e l’innalzamento del muscolo zigomatico, che spinge lo zigomo in alto occludendo parzialmente la parte inferiore dell’occhio.

Spero di aver fatto luce su alcuni segnali del Linguaggio del Corpo e di aver stimolato la vostra curiosità per questa moderna e affascinante disciplina, utile sia per riconoscere le emozioni e gli stati d’animo altrui sia per comunicare attivamente ed efficamente con il nostro corpo.

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.28, Anno 7, Luglio 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

I GESTI MANIPOLATORI NELLA CNV – LIE TO MANA’ (5 settembre 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo dei gesti manipolatori e del loro ampio uso nella vita quotidiana! – 5 settembre 2013




Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGEWEB n.4 – Mani che parlano: Gesti illustratori e manipolatori

Mani che parlano: Gesti illustratori e manipolatori

Gli italiani, si sa, amano gesticolare e senza l’uso delle mani è come se la loro capacità di parola e d’espressione risultasse fatalmente limitata, perlomeno rispetto a persone di altre nazionalità. Se il nostro uso sovrabbondante di gesti è in gran parte dovuto alla nostra cultura, è pur vero che i movimenti delle mani sono la naturale espressione della nostra capacità di entrare in contatto col mondo e manipolare la realtà circostante, non solo a livello fisico ma anche su un piano simbolicocomunicativo.

Ogni giurista dovrebbe avere la capacità di gestire al meglio i movimenti delle proprie mani e di saper leggere con efficacia quelli altrui. Due tipologie di gesti che usiamo spesso, sia parlando che ascoltando, sono i cosiddetti gesti illustratori e manipolatori.

gesti illustratori, ciò che comunemente viene definito “gesticolare”, servono a rinforzare il significato delle parole espresse e ci aiutano ad apparire più credibili, inoltre è dimostrato che il nostro cervello memorizza le informazioni 3 volte più facilmente quando le parole altrui sono accompagnate da questi gesti illustratori.

gesti manipolatori, invece, si effettuano con la manipolazione del proprio corpo (auto-contatto) o di oggetti; spesso fungono da indicatori di tensione o di disagio esprimendo, attraverso il contatto, il bisogno di protezione da qualcosa che viene percepito come estraneo o pericoloso per la propria integrità fisica o psicologica.

Bisogna però fare attenzione a saper contestualizzare questi movimenti e a non scambiare gesti che esprimono disagio con altri comuni gesti di auto-contatto, come possono essere, ad esempio, il grattarsi per un prurito o lo strofinarsi le mani per via del freddo.

Dott. Francesco Di Fant, esperto di C.N.V.

http://www.leggeweb.it/psyche-et-ius/mani-che-parlano-gesti-illustratori-e-manipolatori-2027.html