Facce da Poker

 

Poker faceAnche durante il gioco o lo sport possiamo decifrare alcuni segnali tipici che ci possano aiutare ad avere una lettura migliore dell’aspetto psicologico del nostro avversario in un determinato momento.
Prendiamo come esempio il gioco del poker, che in questi ultimi anni è diventato molto popolare nella versione del Texas Hold’em, un valido giocatore di poker deve essere prima di tutto un ottimo osservatore.
Per intuire quale punto hanno in mano gli altri giocatori è fondamentale studiare attentamente il loro stile di gioco, quali sono i loro comportamenti tipici quando hanno delle carte buone, quando hanno una mano pessima, quando bluffano e quando sono indecisi sul da farsi.

Come primo passo, è utile soffermarci a riflettere sulla seguente situazione, per poi capire come lo stesso principio (per chi non ama il poker) ci possa aiutare nella vita di tutti i giorni.
Dopo il primo giro di puntate, si passa a scoprire le carte comuni (tre per il flop, una per il turn e l’ultima per il river); ebbene non guardatele subito!
L’istinto ci porterebbe a seguire con morbosa curiosità i movimenti delle mani del mazziere che daranno giustizia o meno alle due carte che stiamo tenendo in mano, anche se, in fin dei conti, le carte comuni resteranno sul tavolo per tutta la durata della mano. Concentratevi invece sulle espressioni facciali (micro e macro) e sui movimenti del corpo dei vostri avversari che, invece, dureranno solo qualche frazione di secondo!

Qui entrerà in ballo la vostra capacità di leggere la Poker face che avete davanti, ovvero cercare di comprendere se i nostri avversari hanno ricevuto carte buone o meno (trad. «Faccia da poker», è un espressione che viene spesso usata per indicare l’espressione neutra di un volto, è detta così perché è opinione comune che i giocatori professionisti di poker siano molto abili a controllare e dissimulare le proprie emozioni).
Tenete presente che nel gioco del poker è ammesso il bluff (così come nella vita reale, del resto…), pertanto tutto ciò che i giocatori fanno è condizionato da ciò che essi ci vogliono comunicare consciamente, l’unica occasione in cui comunicheranno sinceramente sarà durante la scoperta delle carte comuni.
I giocatori più esperti che riconoscono di avere questa debolezza usano portare degli occhiali da sole o cappellini o visiere, in modo da rendere questa lettura il più complicata possibile.
Chiaramente questa considerazione è valida per il gioco dal vivo mentre perde totalmente di significato per il gioco on-line.

Ma attenzione: saper leggere correttamente le espressioni degli altri giocatori al tavolo non cambierà le carte che avete… anche se sicuramente vi potrà aiutare nel valutare con maggiore accuratezza le potenzialità della vostra mano rispetto agli avversari.
Allo stesso modo (e qui sveliamo un piccolo trucco usato dagli esperti di linguaggio del corpo…) possiamo abituarci a osservare le reazioni delle persone in presenza di un determinato evento solo se sappiamo staccare la nostra attenzione dall’evento stesso e direzionarla nei confronti delle persone che assistono o agiscono in quell’evento.

Per evento possiamo intendere molte cose, ad esempio una singola frase, l’apparizione di qualcuno o qualcosa nella scena, un piccolo incidente e così via. Con l’avanzare del tempo, se sarete concentrati nell’effettuare questo piccolo esercizio d’attenzione, noterete che la vostra capacità di osservazione sarà aumentata e questo potrebbe tornare utile nelle piccole e grandi situazioni, più o meno complicate, della vita quotidiana.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

Daniel Colman: “Il poker è un gioco oscuro” – I commenti dei professionisti e l’opinione dell’esperto

 

Niente di nuovo, oramai la notizia di Daniel Colman che scappa dalla stampa dopo aver vinto il Main Event del Big One è storia nota.

Per chi se la fosse persa la ripercorriamo in un lampo: Colman finisce in HeadsUp con Daniel Negreanu, vince il duello, si porta a casa oltre 15 milioni di dollari e, al momento di posare per le classiche foto di rito e per le intervistedecide di andarsene senza rilasciare alcuna dichiarazione, senza parlare con la stampa che avrebbe avuto mille e piu’ domande da porre.

Ha evitato tutto e tutti, declinando anche l’intervista da parte di un colosso televisivo che ha già in programma di mandare in onda un lungo documentario sulla sua vittoria.

Ha voltato le spalle e semplicemente ha lasciato la sala in compagnia di Oliver Busquet e Haralabos Voulgaris – che si mormora abbiano una quota del suo buy-in.

Questo potrebbe sembrare un comportamento “normale”, ci sono d’altronde giocatori in ogni sport che dopo una vittoria paiono storditi dal clamore, ma la sua dichiarazione divide un po’ il mondo dei poker players:

Sinceramente non devo alcuna spiegazione a nessuno ma ne daro’ una..

Prima di tutto, non devo proprio niente al poker. Sono stato abbastanza fortunato da poterne beneficiare economicamente ma l’ho giocato tanto a lungo da vedere il lato negativo di questo mondo.

Non è un gioco dove i PRO sono sempre felici e vivono vite piene. Avere un lavoro dove sei alla mercé della varianza puo’ essere danantamente stressante e puo’ portare a moltissime pessime abitudini. Nemmeno in un milione di anni raccomanderei a qualcuno di provare e diventare un poker pro.

E non è nemmeno un gioco dove i dilettandi sono sempre felici di perdere i loro soldi solo per il divertimento. I perdenti perdono molti piu’ soldi in questo gioco di quanto i vincenti ne vincano.

E molti di questi soldi non possono permettersi di perderseli. Questo poi va bene se qualcuno è siocco abbastanza da scommettere dei soldi che non puo’ permettersi di perdere, ma resta un loro problema.

In un mondo perfetto i mercati vengono basati sulle transazioni coerenti di consumatori consapevoli ma nella realtà purtroppo non questo caso non si verifica: i mercati sono basati sulle pubblicità che cercano di giocare con gli impulsi delle persone, facendo leva sulle loro debolezze in modo tale da far prendere loro decisioni irrazionali.

Mi sta bene se qualcuno decide di andare a giocare a poker di sua spontanea volontà ma dissento fortemente quando il gioco d’azzardo viene pubblicizzato, esattamente come succede per le sigarette e per gli alcolici.

Mi infastidisce molto che la gente si preoccupi per il benessere del poker dal momento che il poker è un gioco che ha un effetto negativo sulle persone che lo giocano. Sia economicamente che emotivamente.

In quanto a promuovere me stesso, credo che i traguardi individuali non dovrebbero essere celebrati. Non voglio essere parte di questo gioco in favore degli altri e non lo voglio per me stesso.

Questa è la mia visione personale. E si, mi rendo conto che sono conflittuale. Ho monetizzato questo gioco che mira alle debolezze delle persone. Mi piace, mi piace la sua strategia ma lo vedo come un gioco molto oscuro“.

Se da un lato le opinioni personali vanno sempre rispettate, dall’altro la critica ha lanciato frecciate molto pesanti nei suoi confronti; una persona di tale fama deve onorare anche la parte burocratica del lavoro, quella che consente di continuare a vivere di una luce riflessa anche nei momenti piu’ bui.

Abbiamo riportato le opinioni diffuse a mezzo stampa di alcuni PRO stranieri ma abbiamo anche voluto dedicare uno spazio ai nostri giocatori, opinioni che vi riportiamo fedelmente qui sotto.

 Ma prima di andare avanti voglio porgere un sentito ringraziamento ad Andrea Borea per aver contribuito in maniera decisiva e fondamentale alla realizzazione di questo pezzo.

Su questa linea di pensiero è Phil Hellmuth: “Il fatto è che noi ispiriamo milioni e milioni di persone, tutti lo sanno, non è solo una mia idea. Pensateci: Tiger Woods ispira le persone, Lebron James ispira le persone.. voi mi guardate e pensate ‘wow, guarda quello che sta facendo!’ e anche io, allora, ispiro le persone.. Penso che sia giusto per il poker quando noi ispiriamo le persone ed è bene per il poker lasciare che le persone entrino un po’ nelle nostre vite.

Joe Hachem ha cercato di placare un po’ gli animi con questa dichiarazione: “Mentre vi sono dei benefici sia per la comunità del poker che per il giocatore stesso nell’abbracciare la stampa e diventare un ambasciatore, questo non è un requisito fondamentale. Per svariate ragioni – l’età, l’essere introversi, l’ansia – in molti non sono interessati a stare sotto i riflettori. Noi non sappiamo quali siano le ragioni di Daniel per aver evitato la stampa ma non è ragionevole fustigarlo per averlo fatto. Date a questo 23enne un po’ di pausa.

Il vincitore dell’IPT San Marino 2013 Antonio Bernaudo dice la sua: “In Colman finalmente ho visto un uomo con gli attributi sotto.. Ho sempre sostenuto che i giocatori di poker fossero un po’ megalomani perché, in fin dei conti, noi siamo bravi in un gioco dove sfruttiamo le debolezze degli amatori. Delle volte, a sentir parlare i miei colleghi, sembra siano dei chirurghi e la cosa mi ha sempre infastidito. In Colman ho visto la luce, quello che ha detto è qualcosa di terribilmente vero ma non ho apprezzato molto l’atteggiamento ostile verso il movimento; alla fine i media vanno rispettati, i blogger in primis. Stanno là a fare il proprio lavoro sbattendo da un tavolo all’altro ogni giorno. Avrei preferito che quelle parole le dicesse su ESPN e non sul forum 2+2, ovviamente in maniera piu’ diplomatica anche perché il bacino di utenza è diverso.

In totale disaccordo con Colman è Alessandro De Michele: “Ho letto le dichiarazioni di Colman riportate dai nostri portali di informazione. Fatta salva la libertà di pensiero di ognuno, credo ci sia una sorta di controsenso di fondo: non credo che nessuno abbia puntato una pistola alla testa di Colman per iniziarlo al giochino, nè tantomeno ritengo che qualcuno gli abbia imposto di grindare (e battere) i massimi livelli di Sit&go HU o di prendere parte agli MTT più costosi dell’universo; se ritiene che questo sia in qualche modo immorale, può semplicemente smettere di giocare e magari scrivere un bel libro dal titolo “Those couple of things nobody will tell you about poker” o una roba simile. Qualora invece avesse intenzione di continuare a fare il poker PRO, non credo sia corretto dichiarare di non avere interesse a promuovere il poker: se paradossalmente da domani non si avvicinasse più nessun neofita al giochino, i soldini in circolazione – nel lungo periodo – rimarrebbero solo quelli dei “regs” o di chi ormai è rimasto “travolto” dalla moda pokeristica, e la rake che si paga alle poker room o ai casinò eroderebbe progressivamente questo “monte-denari”, fino ad arrivare a decretare la morte del giochino stesso. Certo, lui potrebbe continuare a vincere sereno contro regs o pseudo-regs, ma a un certo punto la catena si interromperebbe. Non sono infine d’accordo sulla frase “è un gioco oscuro“: anzi, il gioco in sé è piuttosto cristallino. Semmai è la mente di chi lo osserva o lo giudica che può essere oscura o annebbiata da una sorta di “pubblicità ingannevole”; o ancora in un certo senso può essere oscuro l’insieme di interessi che gira attorno al mondo del poker. Ma sono altre questioni: chiunque sa (o dovrebbe sapere) che in questo giochino si DOVREBBE esser vincenti nel momento in cui si fanno scelte più corrette rispetto ai propri avversari; chiunque sa (o dovrebbe sapere) che non sta scritto da nessuna parte che quanto sopra sia sufficiente per esser vincenti, perché nessuno di noi vivrà abbastanza a lungo da poter sconfiggere la varianza, il cui impatto può esser semplicemente “attenuato” giocando il maggior numero di partite possibile che si riesce a giocare, senza compromettere il proprio livello di gioco.

Stessa intonazione quella di Federico Petruzzelli: “Beh che dire… non condivido assolutamente nulla di cio’ che ha dichiarato Colman. Dopo aver vinto cifre da capogiro e quindi (per forza di cose) hai cambiato la tua vita in meglio, non puoi dichiarare “non devo nulla al poker“. Come lui, un po’ tutti abbiamo visto il lato positivo e negativo del poker, a prescindere dalle cifre vinte/perse. Per concludere penso che non esista cosa piu’ bella di celebrare una propria vincita importante, a maggior ragione se si tratti di un torneo che porta il nome di “Big One For One Drop“!”

Anche il PokerStars Team PRO Daniel Negreanu è intervenuto con una considerazione personale che in parte sposa la teoria di Colman: “A me sarebbe piaciuto essere un giocatore professionista di hockey o di NBA, nei college molte persone dedicano una vita intera nella speranza di riuscirci e diventare professionisti, fanno molti sacrifici per poi fallire. Solo i migliori ce la fanno.

“Il poker pero’ puo’ riuscire anche in altri ambiti, non è tutto negativo: con il Big One for One Drop, ad esempio, si sono raccolti oltre 4 milioni e mezzo di dollari da devolvere in beneficenza, e questo vuol dire poter fare la differenza attraverso un gioco che amiamo. Ho visto l’altra parte del poker e non nego che vi siano dei rischi per certe persone che possono sviluppare delle dipendenze ma trovo questa teoria piu’ valida verso quei giochi a vincita immediata come lo slot machines; nel poker, come negli altri giochi, sono i migliori ad emergere, a vincere un sacco di soldi, mentre la maggior parte delle altre persone, che siano golfisti, tennisti, giocatori di basket e anche imprenditori, falliscono

La parte che invece differisce pone un accento un po’ piu’ perentorio su come certe opportunità possano avere un comune denominatore: la gratitudine. “Daniel ha ragione quando dice di non dover nulla al poker, ma io vedo una parola differente: GRATITUDINE. Essere grati per aver trovato un gioco che si ama ed essere bravi a giocarlo, abbastanza da tirarci fuori di che vivere. Non deve niente al poker, certo, ma il poker gli ha dato davvero molto. Non deve al poker, o a me, proprio niente ma è come dire di non dovere niente alla cameriera che ti serve, alla quale non devi un ‘grazie’ e nemmeno la mancia, ma è una cosa che fai come gesto di cortesia, proprio come fare un’intervista.

Anche Luca Moschitta ha una visione molto simile a quella di Negreanu e parla in modo semplice della questione: “Sono molto in sintonia col pensiero di Negreanu.. Se hai un talento è giusto sfruttarlo e se hai la possibilità di essere fonte di ispirazione per giocatori meno esperti è giusto che ti fai carico del compito di essere un buon esempio da seguire. Penso sia giusto così, nel mio piccolo il poker mi ha dato tanto e ho sempre cercato di aiutare gli altri giocatori ad avere il giusto approccio al gioco. Il marcio esiste ovunque ed è proprio con la disciplina e l’educazione che si combatte. Per poche persone che purtroppo si rovinano (ma si rovinerebbero forse anche di più in altri giochi) ci sono milioni di persone che spendono pochi euro al mese o addirittura giocano playmoney, quindi non spendono niente che si divertono giocando a poker. Il poker è soprattutto un momento sociale.

Posso fare l’esempio di mia mamma. Non è una giocatrice vincente ma il poker l’aiuta a rilassarsi nei momenti in cui è libera dal lavoro. La sua “perdita mensile” è di circa 10€ e riesce anche a vincere ultimamente perché sta migliorando. Con moderazione e disciplina il poker è uno dei giochi, o sport (ma qui si dovrebbe aprire un’altra discussione), più belli al mondo.”

Carlo Savinelli , vincitore di IPO14, ci dice:

So che lui è un cattolico praticante, contro l’autocelebrazione dell’individuo specie su cose che possono essere dannose. Questo aspetto ovviamente è alla base delle sue dichiarazioni. E’ un opinione e come tale va rispettara, mi piace che abbia sottolineato il lato “oscuro” del poker spesso sottovalutato o non menzionato.

L’opinione di Marco Bognanni: “Mi trovo oltremodo d’accordo con lui su certi aspetti, ho letto tutta la sua intervista e la condivido in pieno, è un gioco strano il poker, molte volte fa perdere la concezione della realtà, il valore dei soldi ed, ahimè, fa montare la testa molto velocemente alle persone piu ingenue. Detto questo Colman sbaglia a dare un giudizio cosi’ preciso e netto, totalmente negativo, ci sono anche diversi aspetti positivi che andrebbero tenuti in considerazione, non per ultimi l’aggregazione, la sportività e l’adrelina di certi momenti. Certo è che bisogna sempre rimanere con i piedi per terra e porsi i giusti obiettivi, purtroppo a volte l’invidia o la gola fanno fare il passo piu’ lungo della gamba. Una persona affetta da ludopatia sarà perdente a poker probabilmente, ma come lo sarebbe in ogni altro gioco, quindi non va denigrato o sminuito questo che, oltre che un lavoro, può essere anche un fantastico hobby/passatempo.

Abbiamo interpellato anche Francesco Di Fant, esperto di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo, facente parte del team de La Casa degli Assi: “Daniel Colman si nega alle interviste, criticando il poker come un gioco oscuro che vede molti sfortunati perdenti e pochi vincitori messi sotto i riflettori a fare da specchietto per le allodole E’ vero che molte persone potrebbero sviluppare una sorta di dipendenza negativa dal gioco e perdere soldi insieme a salute fisica e psicologica, ma per le debolezze dell’individuo non si può incolpare un gioco sportivo che, quando usato saggiamente e in maniera adeguata, riesce a divertire in maniera sana milioni di persone in tutto il mondo ogni giorno. Anche lo stress a cui sono sottoposti i professionisti viene citato come motivazione della presunta malignità del Poker, ma se è vero che lo stress è poco salutare e può portare a cattive abitudini, così anche la noia, la rabbia repressa e molte altre emozioni e sensazioni possono essere dannose per l’uomo. Lo stress fa parte della natura umana, non si può evitare cosi’ facilmente a meno che si scelga di vivere come eremiti in una caverna. Lo stress, la variabilità, il rischio, la flessibilità, sono tutti elementi con cui ognuno di noi deve fare i conti sia nel gioco che nel lavoro, sembra davvero riduttivo ritenere che il Poker debba addossarsi colpe eccessive che non ha.”

Insomma.. alla fine ognuno trae le proprie conclusioni.

 

Claudia Galingani Mongini

 

http://www.paganoevents.com/notizie/Details?id=daniel-colman-il-poker-e-un-gioco-oscuro-i-commenti-dei-professionisti-e-l-opinione-dell-esperto

 

La Casa degli Assi torna su Italia 1

 

Dopo il grande successo di Italia 2, La Casa degli Assi sbarca su Italia 1! Rivivi i momenti più emozionanti del primo talent show italiano dedicato al poker sportivo e segui le gesta dei giocatori che si sono battuti a colpi di chips nella splendida location marocchina.
Dai divertenti casting iniziali, passando per le preziose lezioni dei coach e le serate con gli special-guest, fino all’intensa sfida della finalissima che ha decretato il vincitore di questa prima emozionante edizione.

Come in ogni reality show, osserverai i partecipanti interagire sulle questioni di tutti i giorni e al tempo stesso li vedrai competere fra loro, sia al tavolo con partite di poker sportivo, sia in altri contest ai quali verranno sottoposti.

La formula vincente del programma è ormai nota: al momento dell’entrata nella casa ogni partecipante riceve 15.000 chips e può rimanere dentro fino a quando non le avrà esaurite, con la possibilità di incrementare questo “stack” attraverso sfide di abilità all’interno della casa e prove in esterna. Il concorrente con più gettoni (detto chipleader) può godere di alcuni privilegi, che sono svelati nel corso del programma, mentre quello con meno gettoni viene penalizzato nello svolgimento di varie attività.

Ma non è tutto! Nel corso dello show diretto dal Team PokerStars Pro Luca Pagano, giocatori che avevano partecipato ai tornei on-line di PokerStars.it provano a prendere il posto degli inquilini entrati dalle selezioni live. Per aggiungere un po’ di pepe alla ricetta che mette in palio 50.000 euro in gettoni d’oro.

L’avventura del reality riparte oggi (23 giugno) e prosegue per quattro settimane, fino alle porte di agosto. L’appuntamento con il ritorno de La Casa degli Assi questa volta è fissato su Italia 1 dal lunedì al venerdì alle ore 00:30. Per maggiori informazioni consulta la nostra apposita pagina Palinsesto.

 

http://www.lacasadegliassi.it/la-casa-degli-assi-torna-su-italia-1/

 

DOTTOR FRANCESCO DI FANT – “LA CASA DEGLI ASSI” (clip casting) ITALIA 2

Clip degli interventi del Dottor Francesco Di Fant in qualità di giudice di Comunicazione Non Verbale nei casting de “LA CASA DEGLI ASSI”, reality di Pokerstars sul poker sportivo trasmesso da ITALIA 2.
Nella giuria capitanata dal campione europeo Luca Pagano presenti anche i professionisti di poker Pier Paolo Fabretti e Giada Shiyan Fang insieme alla headhunter Daniela Gelmi.

 
Buona visione! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La finale dei casting della Casa degli Assi su Italia 2!

 

Nella puntata di sabato 26 aprile, si stringerà il cerchio intorno alle “facce da poker” selezionate dai casting di Roma e Milano. E nel prossimo episodio del nostro reality show, scopriremo finalmente chi ha fatto le valigie per il Marocco!

“Siete arrivati all’ultimo step di queste selezioni. Oggi decideremo chi tra di voi entrerà nella Casa degli Assi. Tutti voi sapete giocare a poker, chi meglio e chi peggio. Ma lo avevamo detto fin dall’inizio: non stiamo cercando un campione di poker, stiamo bensì cercando persone determinate a crescere e a vincere al tavolo da gioco, come nella vita.”

 

Inizia così l’imperdibile puntata di questa sera, con le decise parole del direttore Luca Pagano, che mette in riga i 30 candidati arrivati sani e salvi fino a questa finalissima. Per l’Orso Marsicano, l’asiatica che parla toscano, il napoletano armato di portafortuna, l’avvocato fissato con Ulisse e tutti gli altri speranzosi Assi del gruppo, le prove non sono comunque finite.

Con i bizzarri test di logica che vedremo questa sera, i Giudici metteranno un momento da parte le carte da gioco per valutare il tempo di risposta, la capacità di uscire dagli schemi e quella di non andare nel pallone quando sei sotto pressione.

Per scoprire come se la sono cavata i finalisti della Casa degli Assi basta sintonizzarsi su Italia 2 alle 23.45.

 

http://www.lacasadegliassi.it/finalissima-casting-a-prova-di-logica/

http://www.lacasadegliassi.it/la-finale-dei-casting-questa-sera-su-italia-2/

 

Casting, puntata #4 – La Casa degli Assi

Quarta puntata dedicata ai casting de La Casa degli Assi, ci troviamo ancora a Roma, è l’ultimo capitolo prima della finalissima dove saranno proclamati i candidati che avranno accesso alla selezione definitiva. I primi a finire sotto l’occhio dei giudici sono Marco e Simona, protagonisti di un testa a testa dove possiamo vedere come le mani favorite, nel poker, non siano sempre quelle vincenti.

 

http://www.lacasadegliassi.it/casting-puntata-4/

 

Casting, puntata #3 – La Casa degli Assi

La terza puntata dei casting, visibile in streaming on-line, racconta la selezione effettuata a Roma. Giudici e autori della Casa degli Assi si aggirano tra i tavoli alla ricerca di altri potenziali giocatori, da aggiungere alla rosa di Milano. Le “facce da poker” più interessanti finiscono a colloquio con Giada FangPier Paolo Fabretti e l’esperto di prossemica Francesco Di Fant. L’episodio caricato su questa pagina è andato in onda per la prima volta Giovedì 17 Aprile.

 

http://www.lacasadegliassi.it/speciale-casting-puntata-3/

 

Speciale Casting, puntata #2 – La Casa degli Assi

La seconda parte dei casting di Milano tira le somme, svelando quali tra questi candidati potranno proseguire l’avventura verso la fase finale delle selezioni. Nella puntata integrale visibile in streaming (andata in onda per la prima volta Mercoledì 16 Aprile) rivediamo anche gli heads up che hanno messo uno contro l’altro i provinanti “ripescati”. I quattro vincitori si uniscono agli undici già selezionati nella giornata.

 

http://www.lacasadegliassi.it/speciale-casting-puntata-2/

 

La Casa degli Assi: on-line la prima puntata dei Casting

La primissima puntata dei casting per La Casa degli Assi, visibile on-line, direttamente sulle pagine del nostro sito. Rivediamo una parte della lunga giornata milanese da cui è partita l’avventura dei nostri provinanti. I primi sit-and-go organizzati per osservare i comportamenti al tavolo, le intriganti analisi della nostra head-hunter Daniela Gelmi e la supercazzola di Pier Paolo Fabretti ai danni di un povero candidato.

 

http://www.lacasadegliassi.it/la-casa-degli-assi-on-line-la-prima-puntata-dei-casting/

 

“LA CASA DEGLI ASSI” – Ecco le puntate dei casting: da Martedì 15 Aprile su Italia 2

 

 

Martedì 15 aprile. Italia 2. Seconda serata. Sono queste le coordinate televisive da memorizzare per scoprire chi ha passato le selezioni de La Casa Degli Assi, il primo reality show italiano sul Poker sportivo. Il conto alla rovescia è quasi giunto al termine.

I casting di Roma Milano, effettuati nel mese di marzo, hanno rappresentato un gioco nel gioco: la priva vera sfida che i nostri audaci concorrenti dovevano affrontare. Chi ha superato il colloquio con la head-hunter Daniela Gelmi, la partita a due (“heads up”) con il Pro Pier Paolo Fabretti, l’analisi dell’esperto di “comunicazione non verbale” dott.Francesco Di Fant e il giudizio degli autori Magnolia ha praticamente già vinto.

Entrare nella casa diretta da Luca Pagano rappresenta un’opportunità sotto diversi punti di vista e le interviste che andranno in onda evidenzieranno proprio sogni e profili dei potenziali inquilini, tra chi spera di diventare un personaggio televisivo, vincere i cinquantamila euro in palio o semplicemente imparare a giocare a poker da professionista, con l’aiuto dei coach PokerStars. Anche i sit-and-go organizzati nei giorni dei casting sono stati un modo per vedere questi aspiranti “assi” in azione, sia dal punto di vista del gioco che da quella per l’attitudine ad essere protagonisti di un reality show.

La puntate speciali dedicate ai provini de La Casa Degli Assi andranno avanti per cinque serate, escludendo sabato e domenica. Dal 23 aprile comincia la trasmissione vera e propria, il reality italiano che ha come protagonista il poker sportivo. Nell’area Palinsesti del nostro sito sarà possibile tenere sott’occhio la programmazione dello show, mentre nella sezione “Video” in arrivo a breve verranno riproposte le puntate del giorno prima, visibili in streaming.

Impossibile mancare l’appuntamento!

 

http://www.lacasadegliassi.it/ecco-le-puntate-dei-casting-da-martedi-15-aprile-su-italia-2/

 

Al tavolo da poker con pochi bluff e tanto sangue freddo – IL GIORNALE (2 aprile 2014)

 

Pochi di loro, arrivando giù per la discesa in aperta campagna, avranno pensato che c’è qualcosa di strano. Presi, come sono, dal loro obiettivo non fanno una piega di fronte a quella curiosa casa di produzione piazzata proprio in mezzo alla campagna romana tra la Flaminia e il Tevere.

Tendoni, set cinematografici, capannoni e tante antenne paraboliche. Più che una fattoria, una factory di sogni televisivi. Ed è questo il luogo scelto dalla produzione per selezionare i partecipanti al nuovo reality Mediaset intitolato La casa degli Assi, che andrà in onda alla fine di aprile da una villa di Marrakech dove 12 concorrenti (sei uomini e sei donne) vivranno insieme per cinque settimane, passando le giornate a sfidarsi a poker e non solo. Alle selezioni hanno partecipato oltre 1500 persone. La maggior parte di loro viene dal Centro-sud e si sono ritrovati qui a Roma (una parte delle selezioni è stata fatta a Milano). Felici di sedersi al tavolo da gioco. Ancor più felici di misurare la reale efficacia delle proprie doti di self control, di astuzia, di freddezza, di calcolo. E magari capire quanta fortuna riserva loro la dea bendata quando sono davanti alle telecamere. Spesso, però, incuranti dello strapotere della macchina da presa; tanta è la passione del gioco da dimenticarsi del tempo che passa (anche dieci ore di fila al tavolo da gioco), delle domande impertinenti dei selezionatori, delle dure condizioni di questa insolita trasferta romana.

La casa degli Assi riprende un format che da quattro anni spopola in Francia. La produzione è targata Magnolia. Uno degli autori ci spiega il modo in cui vengono selezionati i concorrenti. «Non si tratta soltanto di saper gestire una partita di poker – racconta Andrea Marchi, appena reduce dal successo di The Apprentice con Flavio Briatore nella parti di un insolito maieuta di aspiranti manager -. Qui si tratta di mettersi in gioco completamente». La parte più rilevante della selezione, anche a dispetto degli stessi concorrenti, non sono state le prove al tavolo verde bensì i lunghi colloqui con la giuria di selezione, formata oltre che dagli autori del programma anche da un «cacciatore di teste» (Daniela Gelmi) e da Francesco Di Fant, esperto del linguaggio del corpo. «Non serve molto per capire cosa c’è dietro i gesti e le espressioni. A volte bastano pochi secondi – sorride Di Fant -. Durante le selezioni resto in disparte e osservo con attenzione. E la cosa che più mi colpisce è la loro voglia di controllarsi. Di non far trasparire alcunché». «Tutto per fare bella figura al tavolo di poker – aggiunge Marchi -. La difficoltà principale che abbiamo incontrato, infatti, è che quasi tutti sono ottimi pokeristi, entusiasti del gioco, ma poco sensibili al potere della telecamera. Non sono insomma narcisisti convinti. Semplicemente appassionati del gioco». Dentro la casa di Marrakech i concorrenti dovranno invece tirare fuori il meglio della propria tempra, del proprio sangue freddo, per fare bella figura ed emergere anche lontano dal tavolo verde. «Perché non si vince solo con le carte» spiega Marchi. A dirigere la casa, come maestro di cerimonie, sarà Luca Pagano, affiancato da una personal trainer che avrà il compito di sottoporre i concorrenti a durissime prove psico-attitudinali. «Il successo mostrato in Francia da questo programma – spiega Barbara Beltrami, manager della PokerStars, la poker room che affianca Magnolia nella produzione dello show – dimostra che è importante combattere i luoghi comuni sul gioco del poker. Non gioco d’azzardo, insomma. Bensì campo dove ci si misura con qualità e talento». E ovviamente quel pizzico di fortuna che rende ancor più sapido lo spettacolo.
Dati alla mano, il poker è più popolare di quanto si creda. Ogni mese circa 400mila persone si accreditano nelle poker room (siti dove giocare on line con altri avversari). D’altronde il settore del poker corrisponde al 46% della spesa del gioco su Internet (che nel 2012 è stato di 748 milioni di euro).
I primi trailer dello show (dove si mostreranno sintesi proprio delle audizioni e dove quindi si familiarizzerà con i concorrenti, imparando a conoscerli) andranno in onda tutti i giorni su Italia Due in seconda serata. E sulla stessa rete a partire dal 23 aprile la prima delle 25 puntate del reality.

 

Pier Francesco Borgia

 

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tavolo-poker-pochi-bluff-e-tanto-sangue-freddo-1006813.html

http://www.lacasadegliassi.it/al-tavolo-da-poker-con-pochi-bluff-e-tanto-sangue-freddo/

 

I movimenti degli assi

 

Dopo settimane di lavoro sono terminati i casting di Milano e Roma, tanti aspiranti concorrenti si sono cimentati col poker, gioco in cui si incontrano diverse abilità (oltre a un pizzico di fortuna) tra cui logica, matematica, determinazione, pazienza e sangue freddo. Tra queste abilità non bisogna dimenticare il “linguaggio del corpo“, ovvero la capacità di interpretare i gesti altrui e di controllare i propri, disciplina che dal mondo anglosassone si sta diffondendo sempre di più in Italia.

CNV e Poker
Appare sempre più evidente che i giocatori che vogliano cimentarsi con un tavolo dal vivo debbano saper gestire la partita anche da un punto di vista comportamentale oltre a quello tattico/strategico. Una deglutizione troppo evidente o un giocatore che mette la mano davanti alla bocca possono regalare preziose informazioni (chiamate “tells”) agli occhi esperti dei giocatori più preparati in questa abilità. Tra i libri dedicati alla Comunicazione Non Verbale (CNV) nel poker, uno dei classici che mi sento di consigliare è sicuramente Poker Tells di Mike Caro.

Il mio ruolo
Il mio compito in questi provini dal vivo è stato quello di giudicare i partecipanti sulla base della loro abilità a nascondere le emozioni durante le mani di poker, inoltre ho analizzato i loro gesti e le loro espressioni facciali per capirne la personalità e il livello di sincerità delle loro affermazioni; è stata un’esperienza molto interessante e ho potuto entrare in contatto col mondo del poker che ha sicuramente un forte fascino.

Le mie impressioni sui partecipanti
Ho osservato molte persone (anche veri e propri “personaggi”) e molti gesti, non è sempre stato facile esprimere un giudizio poichè ogni persona ha più di una sfaccettatura e ho cercato di capire il carattere in base ai movimenti del corpo, andando oltre l’apparenza e le semplici parole. Devo ammettere di essere rimasto sorpreso da alcune cose in questi giorni di casting: ad esempio ho incontrato giocatori non professionisti che sapevano gestire in maniera efficace la loro comunicazione corporea e anche eventuali bluff; allo stesso modo ho potuto constatare che per molti è stato difficile trattenere la tensione davanti alle telecamere. Una cosa che ha accomunato davvero tutti è la grande sincerità degli aspiranti abitanti della villa degli assi, una volta seduti al tavolo dei giudici si sono messi a nudo e ce l’hanno messa davvero tutta per arrivare a giocare al tavolo verde in Marocco. Non resta che seguire questi interessanti e colorati casting su Italia2 dal 14 aprile.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione Non Verbale e linguaggio del corpo

 

http://www.lacasadegliassi.it/i-movimenti-degli-assi/

 

Casting di Roma: La Casa degli Assi seleziona nuovi possibili inquilini

 

Final Day per i casting “dal vivo” de La Casa degli Assi: il primo reality show italiano che cerca talenti da Poker sportivo. Anche ai provini romani di ieri si è lavorato duramente per tutta la giornata, tra un’intervista al confessionale, un torneo sit-and-go e una partita a due (“heads up”) con il temibile Pier Paolo Fabretti. Ancora prima che inizi lo show su Italia 2 non possiamo ovviamente svelare nomi e profili di chi andrà alla finalissima di Milano, fissata per venerdì 28 marzo, ma una cosa è certa: il piatto si fa decisamente ricco.

Tra i provinanti in fila con cui abbiamo scambiato due chiacchiere c’è il disoccupato in cerca di fortuna, lo studente fuori corso e l’impiegato che vorrebbe tanto prendersi una vacanza dallo stress quotidiano. In molti si sono poi presentati in coppia di fronte al cospetto dei nostri Giudici. Amici d’infanzia, fratelli, fidanzati o cugini, uniti dalla passione per le carte. E c’è addirittura una famiglia intera: partita dalla richiesta del figlio, che ha finito col tirare dentro alle selezioni anche mamma e papà.

Dietro a quei giocatori tutti impegnati con fiches e all-in, ci sono comunque persone comuni che nella vita di tutti i giorni fanno tutt’altro. Volti con delle storie vere da raccontare e tanti sogni nel cassetto. Al primo posto c’è la volontà di mettersi in gioco sul fronte umano, che sia una sfida con se stessi o un confronto diretto con le altre menti che si troveranno all’interno della casa. Di fronte alle telecamere qualcuno tradisce anche un pizzico di vanità, il desiderio di apparire in una trasmissione TV come personaggio. Ma in generale è la voglia di imparare meglio le strategie del gioco, con il supporto dei Pro e dei coach Pokerstars, ad essere più diffusa. Poi, ovviamente, sulla bilancia c’è anche l’appetitosa cifra in palio.

La domanda “cosa faresti con quei 50.000 euro in palio” ci ha restituito le risposte più disparate. C’è un ragazzo che vorrebbe tanto aprire un ristorantino sul lago, chi pensa di iscriversi ad un corso da dealer, chi sogna un viaggio negli USA rimandato da troppo tempo, chi vuole solamente prendersi cura della famiglia e chi punta a farsene una, adottando un figlio. Ma c’è anche chi continuerebbe volentieri a cavalcare l’onda del poker, reinvestendo subito la vincita nel gioco.

Durante la giornata abbiamo visto circolare i portafortuna più disparati, tra pupazzi, collane e posacenere. Ma Giada FangPier Paolo Fabretti e l’esperto di “comunicazione non verbale” dott. Francesco Di Fant, non si sono lasciati impressionare annotando soprattutto pregi e difetti al tavolo. Giocatori scarsamente o esageratamente aggressivi, che parlano troppo o bluffano troppo. Ora bisognerà vedere quanti e quali di questi comportamenti ludici si rifletteranno nel carattere dei 12 protagonisti che entreranno nella villa in Marocco. Il reality show è del resto anche questo: un esperimento sociale.

 

http://www.lacasadegliassi.it/casting-di-roma-la-casa-degli-assi-continua-a-cercare-inquilini/

 

LA CASA DEGLI ASSI – Casting di Milano: in onda dal 14 Aprile su Italia2!

 

Eccoli lì, tutti in fila per provare ad entrare ne La Casa degli Assi: il primo reality show italiano sul Poker sportivo! Dopo oltre 1.300 candidature, gli autori del programma ne hanno selezionato circa 400 per presentarsi nel weekend del 7 marzo a Milano. Tra questi solo 100 hanno potuto sedersi davvero ai tavoli sit and go di domenica per giocare e poter essere osservati dalla giuria sotto lo sguardo attento del direttore della casa Luca Pagano.

Una giuria composta da 4 persone: i giocatori del Team PokerStars, Giada Fang e Pier Paolo Fabretti, ma anche un esperto di “comunicazione non verbale” come il dott.Francesco Di Fant e l’head-hunter Daniela Gelmi -che aveva già collaborato al reality The Apprentice con protagonista Flavio Briatore.

Una giornata intensa per tutti, durata dalle 9 di mattina fino a mezzanotte, dove alla fine dei giochi è stata selezionata una prima serie di candidati da portare alla “finalissima” di fine marzo, nella quale saranno decisi gli 8 nomi dei 12 protagonisti del reality che arriveranno dai casting tv (altri 4 arriveranno dalle qualifiche online).

È la stessa Giada a sottolineare come dovrebbe essere il concorrente tipo: “Stiamo cercando persone con sangue freddo, capacità di analisi e coraggio ma l’esperienza conta fino a un certo punto, visto che i concorrenti se la potranno costruire nelle casa, con i coach messi a disposizione”.

Anche Alberto “Grandealba” Russo, commentatore e presentatore di PokerStars.it che nella casa vestirà proprio i panni del coach, conferma questa tesi: “I sit and go che abbiamo organizzato domenica sono stati un modo per vedere gli aspiranti “assi” in azione, sia dal punto di vista del gioco che da quella per l’attitudine ad essere protagonisti di un reality show. La vittoria non dava accesso al successivo step del casting ma un approccio “grintoso” poteva sicuramente far colpo sulla giuria”.

Il prossimo e ultimo appuntamento con i casting “live” è fissato a Roma dal 21 al 23 marzo. I più attenti sanno però che esiste anche un secondo modo per entrare nella villa in Marocco e provare a vincere il primo premio da €50.000 in gettoni d’oro: ogni giorno alle 11.00, 16.00 e alle 21.00 infatti si può partecipare agli speciali tornei gratuiti organizzati in esclusiva su PokerStars.it.

La Casa degli Assi andrà in onda su Italia 2 a partire dal 23 aprile, tuttavia già dalla settimana precedente (a partire da lunedì 14 aprile) si potrà iniziare a conoscere i protagonisti guardando le puntate speciali dedicate ai Casting.

 

http://www.lacasadegliassi.it/casting-di-milano-in-onda-dal-14-aprile-su-italia2/