Le posture di potere – CoachMag 51

In tempo di crisi da Coronavirus il mondo si trova in una condizione di profondo cambiamento; la necessità di adattarsi al presente e al futuro in un nuovo contesto psicologico, sociale ed economico può essere vissuta con più o meno difficoltà dai singoli e dai gruppi.

E’ importante acquisire nuovi strumenti e modificare quelli in possesso per trovare nuovi modelli di comportamento e di azione in questo periodo di cambiamento globale.

COME CI AIUTA IL LINGUAGGIO DEL CORPO NEI MOMENTI DI CRISI?

La Comunicazione Non Verbale può essere di grande aiuto a noi stessi e a quelli vicino a noi in molti modi: instaurando una comunicazione positiva e accogliente con l’altro, infondendo fiducia agli altri, potenziando le nostre capacità di ascolto profondo e di lettura dei comportamenti altrui, migliorando la nostra capacità di reagire attivamente alle sfide e all’ambiente circostante. Inoltre con l’aumento della distanza fisica tra le persone a causa del virus risulta ancora più importante potenziare particolari aspetti del Linguaggio del Corpo.

Per essere più capaci di reagire in maniera efficace ai momenti di crisi e a un ambiente che ci può sembrare ostile (a livello razionale, emotivo o istintivo) può essere utile conoscere quelle che nel Linguaggio del Corpo vengono definite “posture di potere” o “di potenza”.

(Continua su COACHMAG n.51 con le posture potenziati, depotenzianti e gli ancoraggiwww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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Donald Trump: il linguaggio del corpo del presidente cowboy – rEvoluzione

Donald Trump è il 45° presidente della storia degli Stati Uniti d’America ed è forse il più discusso nella storia della federazione americana. Appare ovvio che ogni presidente USA sia spesso in prima pagina, Trump però fa spesso parlare di sé per le sue dichiarazioni dalle tinte forti e aggressive. Senza risparmiare nessuno, Trump con le sue parole e i suoi tweet ha attaccato le donne, gli stranieri, le religioni, i governi e anche il clima, in aggiunta ai numerosi attacchi diretti a singole persone.

Ma chi è Donald Trump? Cosa pensa e come agisce? Proviamo a comprendere meglio la personalità dell’attuale presidente USA analizzando il suo Linguaggio del Corpo; in particolare prenderemo in analisi il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca e la sua curiosa abitudine di spostare gli oggetti intorno a sé.

L’impressione generale che veicola la figura di Trump è quella del cowboy americano, il classico “duro” che si vede nei film. Questo effetto è dato in particolare da due elementi: gli occhi socchiusi, che comunicano un atteggiamento aggressivo e una grande concentrazione, e la bocca fortemente serrata che, insieme alla sua mascella potente, dà un’idea di forza e decisione. Inoltre Trump è scarsamente espressivo con il volto, questo può rinforzare la sua immagine di uomo deciso che non si lascia influenzare dalle emozioni.

Foto 1

Durante la cerimonia di insediamento come presidente USA il gesto che più ha fatto discutere è stato il saluto conclusivo in cui ha mostrato alla folla il pugno chiuso alzato (Foto 1). Questo gesto viene chiamato presa di potenza ed è usato per comunicare forza e determinazione, allo stesso tempo, però, è anche un gesto molto aggressivo nel Linguaggio del Corpo: il pugno chiuso è usato per combattere e simboleggia la forza usata per contrastare il nemico.

Foto 2

Un altro aspetto interessante è che Trump mostra soddisfazione durante il suo discorso mostrando le labbra chiuse e spinte in avanti come nell’atto di dare un bacio (Foto 2). Questo gesto, che Trump compie alla fine di alcune frasi, denota soddisfazione per la sua nuova carica e, al tempo stesso, può indicare una sottile gioia nel pronunciare il suo discorso di fronte alla folla più grande a cui abbia mai parlato.

A questo va aggiunto che Trump dimostra di essere un buon oratore e di padroneggiare le tecniche di Public Speaking che gli permettono di avere una comunicazione efficace in pubblico, alternando lo sguardo su tutto il pubblico e utilizzando una varietà di gesti che risultano efficaci nella comunicazione alle folle.

Foto 3

Altri aspetti della sua personalità possono essere osservati analizzando un particolare vezzo di Trump: la necessità di spostare gli oggetti che si trovano intorno a sé (Foto 3).

In molti video Trump sposta, in modo quasi ossessivo, gli oggetti vicini allontanandoli da sé per creare più spazio vuoto intorno alla sua persona. Questo capita quando si trova seduto a un tavolo con altre persone: Trump sposta un sottobicchiere, una tazza o un foglio per “guadagnare” spazio fisico.

Sembra che Trump non riesca proprio a controllarsi in queste situazioni, il fatto che questo sembri essere un gesto inconscio ci può dare utili informazioni sulla sua personalità.

Analizzando questo particolare gesto prossemico di Trump, notiamo che nasce dall’esigenza di aumentare il proprio spazio personale utilizzando gli oggetti come dei confini invisibili da spostare verso l’esterno, questo ci permette di intuire tre diversi aspetti della sua personalità: arroganza, irrequietezza e invadenza.

Foto 4

L’arroganza viene dal mancato rispetto dello spazio altrui e dal considerarsi più importante degli altri, dalla necessità di dover mettere le cose a posto secondo una sua idea di ordine, anche se a discapito del prossimo. Trump con questo gesto denota anche irrequietezza, un’inquietudine che lo porta a spostare gli oggetti non una volta sola ma in continuazione. La sua invadenza, infine, è visibile dal fatto che non si limita a spostare i suoi oggetti ma si permette anche di spostare oggetti altrui (Foto 4), mancando della forma più basilare di rispetto dello spazio fisico e simbolico di chi gli sta intorno.

A valle di questa piccola analisi del Linguaggio del Corpo di Donald Trump, possiamo affermare, in conclusione, che:

1) Trump, nonostante sembri essere efficace nel public speaking, dimostra in pubblico un atteggiamento aggressivo con segnali di soddisfazione del proprio potere.

2) Analizzando la sua abitudine di spostare oggetti – propri o altrui – verso l’esterno per conquistare spazio per se stesso, Trump mostri aspetti di una personalità arrogante, irrequieta e invadente.

E voi che ne pensate del Linguaggio del Corpo di Trump?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

VIDEO – FULL EVENT: Donald Trump Presidential Inauguration – January 20, 2017 (FNN)

VIDEO – Internet loses it over Trump’s unusual quirk

Posture di potere: come la tua postura può darti energia mentale – Uno Editori

POSTURA DI POTERE

La postura può davvero influenzare il nostro umore, le nostre emozioni e la nostra energia?

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla postura, alcuni di questi studi di focalizzano sulla possibilità che la postura possa influenzare le nostre emozioni e il nostro comportamento.

Uno degli studi più interessanti è quello delle dottoresse Dana Carney, Amy Cuddy e Andy Yap che nel 2010 definiscono il concetto di “postura di potere” (o “di potenza”).

In questo studio si afferma che alcune posture possono farci apparire più potenti di altre pose e che possono avere un profondo impatto sul nostro interlocutore, facendoci apparire più forti, dinamici e sicuri di noi stessi; aprendo così le porte a diversi benefici sul piano professionale e personale (es. promozioni, status sociale, relazioni sociali positive, ecc.).

Secondo questi studi, le posture di potere potrebbero essere collegate a dei segnali evolutivi, uomini e animali si sforzerebbero di dimostrare il loro potere al fine di ottenere più risorse possibili nell’ambiente.

Le posture di potere dovrebbero portare a diverse configurazioni chimiche che avvengono nel nostro cervello, regolando anche i livelli di testosterone, corticolo e stress, questi fattori aiutano a sentirsi più sicuri e a trasmettere un’immagine di potere a chi osserva.

POSTURE TRIONFALI E UNIVERSALI

Alcune pose di potere “tipiche” possono essere:

– posture espansive e aperte (es. espandere gli arti per occupare più spazio)

posture erette (schiena e spalle dritte)

– posture che riducono la distanza con l’altro (inclinazione del corpo)

Al contrario quando incrociamo gli arti o ci facciamo più piccoli occupando meno spazio intorno a noi dovremmo provare una maggiore sensazione di debolezza e sottomissione.

Il dottor David Matsumoto ha studiato alcune posture particolari legate al trionfo negli atleti olimpici, andando a delineare questi comportamenti come fossero gesti e posture e di potere.

I comportamenti legati al trionfo sembrano essere universali e radicati nel nostro comportamento.

LEGAME MENTE-CORPO: EMBODIED COGNITION

Queste ricerche si allineano con il concetto di “embodied cognition” (letteralmente “mente incarnata”)che afferma che i processi cognitivi non sono limitati alle operazioni all’interno del sistema cognitivo, ma comprendono più ampie strutture corporee e processi d’interazione con l’ambiente.

Mente e corpo non sono distinti, il nostro corpo, e il cervello come parte del corpo, concorre a determinare i nostri processi mentali e cognitivi.

Un recente studio che punta in questa direzione è stato condotto dal professor Erik Peper che, insieme al tuo team, ha affermato che la postura del corpo durante il movimento può influire sul livello soggettivo di energia.

Modificare la postura del corpo assumendo una postura eretta migliora il livello di energia e l’umore, secondo questi studi anche fare una passeggiata saltellando dovrebbe dare più energia di una semplice camminata.

STUDI CONTRASTANTI SULLA POSTURA

Non tutte le ricerche, però arrivano alle stesse conclusioni, in questo campo di ricerca emergente risulta naturale che ci siano risultati differenti e addirittura contraddittori.

Esistono degli studi che si pongono in netto contrasto a quelli citati rifiutando l’idea delle pose di potere.

In un recente studio del 2018 di Cesario & Johnson vengono approfonditi gli argomenti evolutivi in relazione alle posture di potere arrivando alla conclusione che per un animale non avrebbe alcun senso evolutivo agire in modo diverso solo perché presenta l’illusione di espansività o potere.

Il dottor Matsumoto avverte inoltre, che le pose di potere non funzionano sempre, specialmente quando proviamo emozioni conflittuali:

Impegnarsi in tali posture o gesti o espressioni facciali non necessariamente innescherà l’esperienza in individui che stanno già vivendo un’emozione, specialmente una forte”.

Se, ad esempio, stiamo vivendo un momento di profonda tristezza, risulterà difficile che una posa di potere sia sufficiente a farci cambiare umore.

ENERGIA MENTALE E UMORE: GLI EFFETTI DELLA POSTURA

In conclusione, sembra che le pose di potere abbiano una loro efficacia e una loro utilità, basta fare qualche qualche prova nella nostra vita quotidiana per accorgersi che, effettivamente, assumere alcune posture può spostare il nostro umore e la nostra energia in una direzione o in un’altra.

Allo stesso tempo però sarebbe ingenuo pensare che le posture abbiano un’influenza così forte in tutti i soggetti e in tutti i momenti della nostra giornata, le pose di potere non sono una “bacchetta magica” che fa miracoli e il loro effetto può essere dato da modificazioni neuro-fisiologiche così come dal potere della suggestione, in una sorta di “effetto placebo” (sempre considerando che, secondo l’embodied cognition, mente e corpo comunicano in due direzioni).

Che si prenda per buona l’idea delle pose di potere, o si avanzi con cautela prendendo in considerazione gli studi di Cesario & Johnson e le cautele segnalate da Matsumoto, sembra che le posture possano avere degli effetti su di noi, amplificando o influenzando le nostre sensazioni e la percezione altrui.

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Ti interessa approfondire? Scopri qui 👉 Il seminario di Francesco Di Fant e Michele Putrino “Liberarsi dalla manipolazione” (Torino, 9 novembre 2019)

https://unoeditori.com/posture-di-potere-come-la-tua-postura-puo-darti-energia-mentale/

“Manuale di resistenza al potere” – recensione del libro

“Come resistere al potere?”, “Come non farsi manipolare e vivere sereni?”. A queste domande tenta di dare una risposta il libro Manuale di resistenza al potere di Michele Putrino, Coach ed esperto di Leadership, edito da Uno Editori.

In quest’opera, scritta in modo chiaro e accessibile a tutti, l’autore mette in luce in modo semplice e ricco di esempi cosa sia il potere e la manipolazione, in un viaggio che attraversa la storia dell’umanità fino ad arrivare ai giorni nostri. Un presente in cui la “Mega-macchina”, ovvero la società consumistica plasmata dal pensiero unico, ingabbia tutti, o quasi, attraverso meccanismi lenti e pervasivi come la propaganda (per ottenere un’influenza culturale) e il marketing (strumento chiave per la vendita e motore principale del consumismo stesso), rendendo l’uomo sempre meno autosufficiente e dipendente dalla società stessa, chiudendolo così in un circolo vizioso in cui ha sempre meno potere sulla sua stessa vita.

Sutrino cita numerosi autori – da Platone a Nietzsche, dagli Stoici fino ad arrivare a Tiziano Terzani – e aiutandosi con le loro metafore e le loro idee potenti guida il lettore nella comprensione che la manipolazione più potente è proprio quella che è meno visibile, che viene data quasi per scontata e nella quale si è immersi sin dalla nascita.

Ma chi controlla la “Mega macchina”? E con quali finalità? Questa parte del libro è una delle più interessanti poiché evita qualsiasi banalizzazione di tipo complottistico e con estrema lucidità identifica l’umanità intera come responsabile della creazione e della gestione di questo mostro di burocrazia e tecnologia. La specie umana ha creato questa forma perversa di auto-controllo man mano che ha perso il contatto con la Natura, con il gruppo sociale di riferimento e si è avviata verso una progressiva astrazione dalle proprie necessità con l’avvento delle metropoli disumane.

La “Mega macchina”, in questi termini, sarebbe un tentativo di placare il proprio senso di inadeguatezza de-responsabilizzandosi e affidandosi a un intelligenza “meccanica” superiore avviata verso il transumanesimo e l’iper-tecnocrazia (che lentamente consumano l’umanità dentro di noi). L’uomo, avendo smarrito il contatto e l’armonia con la Natura (con la N maiuscola), ovvero con tutto quello che è reale, tangibile e realmente necessario per la felicità dell’uomo, tenta goffamente di affidarsi a un “Deus ex machina” che lo sappia guidare e coccolare.

Felicità, etica, senso della vita e della morte: questi sono i temi che l’autore affronta con coraggio e a viso aperto indicando come possibile soluzione un metodo chiaro per liberarsi dal giogo della manipolazione di una società occidentale svuotata di senso e piena di produttori-consumatori piuttosto che di esseri umani. Putrino suggerisce di evitare di diventare degli eremiti per affrancarsi da questa società, non è nella fuga dal mondo la soluzione più semplice per l’uomo bensì nella piena presa di coscienza di se stesso, del bene e del male, dell’armonia presente nella Natura e nella riscoperta di bisogni semplici, reali e concreti.

Attraverso diversi consigli presi dalla filosofiastoica l’autore indica la via nella presa di consapevolezza di un mondo meno virtuale e più reale, in armonia con il proprio corpo, con gli altri, con la Natura e con lo scorrere degli eventi del mondo. Cambiare la nostra percezione prima di tutto, per vivere meglio e agire con strumenti dettati dalla saggezza di una filosofia pratica e che invita a mettersi in gioco ogni giorno cercando il bello e il buono dentro e fuori di noi.

Questo libro ci aiuta in modo semplice ed efficace a comprendere meglio la manipolazione intorno a noi e ci dona alcuni strumenti per affrontarla, vivere meglio e “riappropriarsi” della propria vita; perché in fondo, come scrive l’autore “La manipolazione è sempre un atto di auto-manipolazione: nessuno può manipolarci senza il nostro consenso”.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

https://unoeditori.com/prodotto/manuale-di-resistenza-al-potere/

Le “posture di potere” funzionano? – David Matsumoto

È abbastanza popolare per le persone esplorare l’idea di assumere posture di potere per raggiungere il successo nelle interazioni interpersonali, in particolare nelle negoziazioni, ma è empiricamente valido?

Un recente studio dei dottori Joseph Cesario e David Johnson affronta questo dibattito con un clamoroso rifiuto dell’idea dell’efficacia delle posture. In una serie di studi sperimentali, i ricercatori si chiedono se assumere una postura di potere in situazioni reali può portare a qualcosa di concreto. I loro risultati negativi si oppongono a quelli di qualche ricerca precedente.

Humintell ha già scritto in precedenza sulle posture di potere, compresa la ricerca che ha scoperto che assumere tali posizioni può far sentire le persone più potenti. È logico supporre che tale sensazione si manifesterà in un comportamento più sicuro, ma è proprio questa implicazione che Cesario e Johnson contesterebbero. Infatti, essi collocano la loro ricerca come una risposta allo stesso lavoro di Cuddy di cui abbiamo scritto nel blog!

Nonostante la popolarità dei TED Talks dedicati alle posture di potere, l’attuale studio approfondisce gli argomenti evolutivi rispetto alle posture di potere. Concludendo che per un animale non avrebbe alcun senso evolutivo agire in modo diverso solo perché presenta l’illusione di espansività o potere.

Per valutare queste affermazioni, i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti. Il primo di questi ha richiesto ai partecipanti di guardare un video dei TED Talks sulle posture di potere e tentare di mantenere coscientemente tali posizioni. I risultati sono stati messi a confronto con due studi in cui ai partecipanti non è stato detto perché dovrebbero tenere una tale posa e questi studi sono stati condotti con più partecipanti nella stessa stanza.

Ogni partecipante è stato poi riunito agli altri per competere in vari compiti che coinvolgono il gioco d’azzardo, il pensiero astratto e la negoziazione. Queste prove avevano l’obiettivo di vedere se l’uso delle posture di potere avrebbe effettivamente migliorato le abilità o le competenze in una di queste attività. Forse in modo non sorprendente, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti che erano stati esposti al video dei TED Talks hanno utilizzato in modo affidabile la postura di potere in questi esercizi.

Nel complesso, non sembra esserci alcuna prova che le posizioni di potere abbiano effetti benefici. Ciò dovrebbe mettere in dubbio molti aspetti della letteratura già consolidata. Gli autori dello studio osservano che le loro dimensioni del campione erano generalmente più grandi e che vi erano grandi difficoltà a replicare risultati osservati in altri studi.

I ricercatori hanno anche chiesto ai partecipanti di registrare se la loro postura di potere li ha portati a provare maggiore senso di forza, e anche questo tentativo non è avuto molto successo in termini di risultati.

Questo è un campo di ricerca eccitante ed emergente, quindi è abbastanza naturale che ci siano risultati disparati e risultati contraddittori. Speriamo fermamente che i ricercatori continueranno in futuro ad approfondire questa domanda!

Il potere Non Verbale della postura – David Matsumoto

 


6 novembre 2018

La lettura di segnali non verbali non riguarda solo la comprensione della psicologia o il rilevamento di minacce. Può anche aiutarci a trovare un lavoro!

In un entusiasmante studio del 2010, le dottoresse Dana Carney, Amy Cuddy e Andy Yap discutono il concetto di “postura di potenza”. Essenzialmente, questo implica l’utilizzo di alcune posture per apparire più potenti. Questo può portare un intervistatore o un altro interlocutore a considerarti più meritevole di un lavoro, promozione o altro beneficio, secondo questo post illuminante. Tuttavia, il Dr. David Matsumoto di Humintell ha qualche parola di cautela.

Fondamentalmente, questa nozione di postura di potere è collegata a segnali evolutivi, in cui singoli animali e umani cercano di dimostrare il loro potere al fine di ottenere una maggiore quota di risorse disponibili. La nostra postura determina molto sia i nostri livelli di testosterone, ma anche il nostro stress, che aiutano entrambi a trasmettere, in modo molto sottile, un’impressione di potere.

Allora, qual è questa postura di potere? Secondo la squadra del Dr. Carney, comporta posture espansive e aperte, come l’estensione degli arti e il sembrare più grandi di quello che si è. Questo è in netto contrasto con una postura accasciata, dove il corpo è costretto in una forma di autodifesa.

I dettagli di queste posizioni possono essere intuitivamente familiari, come molti lettori probabilmente noteranno. Quando siamo dritti con le braccia larghe, o se ci sporgiamo in avanti, proviamo e proviamo un senso di potere. D’altra parte, se pieghiamo le braccia in grembo per abbracciare i nostri torsi, c’è un senso di mitezza e sottomissione.

Il Dr. Matsumoto ci avverte che questo non funziona necessariamente se proviamo emozioni conflittuali: “Impegnarsi in tali posture o gesti o espressioni facciali non necessariamente innescherà l’esperienza in individui che stanno già vivendo un’emozione, specialmente una forte”.

Tuttavia, questo non significa che la postura non possa amplificare o influenzare le nostre posizioni. Come spiega lo studio summenzionato, la nostra postura può portare a diverse configurazioni chimiche che si manifestano nel nostro cervello. Ma può davvero aiutarci a sembrare competenti e trovare un lavoro? La risposta, secondo il Dr. Matsumoto, è un po ‘mista.

Da un lato, si trasmette sicuramente molto attraverso una postura potente. Non solo può far sì che altre persone, come un intervistatore per un lavoro, concludano che siamo sicuri di noi stessi, ma può anche farci sentire più sicuri di noi e competenti. Questo non deve essere minimizzato.

Detto questo, in realtà la cosa non ci rende più competenti. Il Dr. Matsumoto avverte chi aspira usare il potere delle posture dall’eccessivo affidamento su queste tattiche:

“Il mio consiglio sarebbe quello di acquisire prima la vera competenza nel vostro campo. L’ultima cosa che chiunque dovrebbe volere è sembrare fiduciosi e non essere veramente competente. Una volta che si ha un certo grado di competenza, l’adozione di certe posizioni corporee può aiutare a sentirsi ancora più fiduciosi e potenti … ma devono crederci ed essere in grado di sostenerlo con vera competenza “.

Tuttavia, è bene essere consapevoli del potere delle posture. Come abbiamo notato nei blog precedenti, alcune posizioni, come quella del trionfo, sono universali e profondamente radicate nelle nostre radici evolutive. Quando stiamo cercando di leggere altre persone, inoltre, è molto utile essere in grado di leggere la loro postura: sembrano ansiosi? Fiduciosi? Potenti?

 

The Nonverbal Power of Posture

 

Linguaggio del Corpo e larghezza delle gambe – Copia Originale

 

Avete mai notato che le persone sicure di sé tendono ad avere una postura con le gambe allargate? Dalla larghezza dell’apertura delle gambe si può provare a definire il carattere della persona o, per lo meno, la sua situazione emotiva mentre assume una determinata posizione con le gambe. Come è possibile interpretare correttamente la postura delle gambe attraverso il Linguaggio del Corpo?

Immaginiamo di tracciare due linee della stessa larghezza delle spalle che vanno fino a terra individuando due punti sul terreno; quando i piedi sono in corrispondenza di questi due punti, questa è considerata una larghezza normale per le gambe e una persona che ha le gambe allargate nella stessa misura della larghezza delle spalle denota un atteggiamento equilibrato e razionale.

Invece una persone che tiene le gambe strette o con i piedi uniti, può comunicare un senso di chiusura e di rigidità, spesso si assume questo atteggiamento insieme ad altre posture come schiena dritta, spalle rigide e tese, tensione sul viso. Può anche segnalare una posizione formale che si usa di solito nei confronti dei superiori o di persone importanti.

Le persone che, al contrario, vanno oltre il limite naturale della larghezza delle spalle e tendono a tenere le gambe molto larghe, sono quelle che maggiormente comunicano aggressività (occupando molto spazio) e senso di potere; a volte però, se l’apertura delle gambe è eccessiva, potrebbe sembrare forzata e contribuire a creare un effetto quasi comico.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/linguaggio-del-corpo-larghezza-delle-gambe