L’abbraccio all’Italia contro il Coronavirus

L’abbraccio dell’infermiera che culla l’Italia è uno dei simboli della guerra al Coronavirus nel nostro paese. Nel Linguaggio del Corpo l’abbraccio è un gesto di supporto molto potente.

Questa immagine, che sta facendo il giro del web, è diventata icona di civiltà, impegno e sostegno in un momento difficile per l’Italia e il mondo intero, con medici e operatori sanitari chiamati in prima linea a gestire un’emergenza sanitaria mai vissuta prima.

Nella nostra nazione, e non solo, sono in atto misure stringenti che limitano gli spostamenti delle persone e che invitano a rimanere a casa per contenere la pandemia del Coronavirus. Si vive ogni giorno con il triste bollettino dei morti, con la preoccupazione per la salute di tutti e per gli ingenti danni all’economia nazionale e globale.

Cosa rappresenta l’abbraccio nella Comunicazione Non Verbale?

L’abbraccio è una forma di contatto tipica degli esseri umani e tra molte specie animali, è un gesto manipolatorio con cui il nostro corpo entra in contatto con un’altra persona, questo tipo di gesti sono comunemente usati per alleviare l’ansia e cercare supporto. Sin da bambino l’essere umano impara il potere affettivo ed empatico dell’abbraccio.

Gli abbracci si effettuano con un movimento circolare, i gesti compiuti in modo circolare comunicano collaborazione, disponibilità all’ascolto e all’incontro.

Con l’abbraccio c’è una “distanza zero” nella prossemica, nello spazio tra i corpi: un contatto totale con l’altro a livello corporeo e, soprattutto, psicologico. L’abbraccio è potente poiché implica il contatto di buona parte della nostra superficie corporea con l’altro: braccia, gran parte del busto e una parte del viso.

Abbracci e Ossitocina: ormone di amore e benessere

L’effetto dell’abbraccio sul benessere fisico e psicologico è enorme, stimola ossitocina, rafforza il sistema immunitario,abbassa la pressione del sangue, ha un effetto antidolorifico, riduce tristezza e stress più di una carezza o di un bacio. A volte basta abbracciare qualcuno per placare ansia o stati depressivi.

L’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore e del benessere, contribuisce anche alla produzione di serotonina e dopamina; tutto ciò ha diversi effetti positivi:fisici, psicologici, emotivi esociali.

Quando il nostro organismo produce ossitocina, l’amigdala innesca delle reazioni che si concretizzano in un atteggiamento più positivo verso la vita e in un comportamento più tranquillo e generoso.

In questi giorni di isolamento forzato in cui la nostra socialità esiste quasi solamente via telefono e su internet, riscoprire il potere di un abbraccio con le persone vicine – sia esso fisico o virtuale – può essere un’arma in più per darci reciproco supporto in questa guerra contro il Coronavirus.

In un articolo precedente ho scritto della paura del virus e dell’aumento della distanza personale nei primi giorni del contagio globale, ora questa distanza è aumentata al punto da farci coscienziosamente stare a casa e rimanere vicino alla persone con cui conviviamo.

L’abbraccio fonde due persone in una cosa sola, le sintonizza in modo armonico. L’abbraccio produce una forte risposta emotiva; in un mondo in cui il contatto fisico è ridotto al minimo, stiamo perdendo l’abitudine a toccare ed essere toccati.

Forse è arrivato il momento di riscoprire il vero potere dell’abbraccio in questi giorni difficili.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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Coronavirus e Linguaggio del Corpo della paura

Il noto Coronavirus (COVID-19) è un virus molto contagioso partito dalla Cina che si è diffuso a livello globale, cambiando le abitudini di vita di moltissime persone

L’impatto del virus ha avuto diversi effetti negativi – oltre alle morti dei soggetti più a rischio – sull’economia e sulla popolazione: confusione e paura, spostamenti di persone e merci limitati, contatti fisici da evitare, manifestazioni e aggregazioni pubbliche sospese in luoghi di divertimento, di lavoro, di formazione e di culto. Inoltre, nel tentativo di limitare i possibili focolai del contagio del virus, la quarantena rende le cose ancora più difficili nelle zone più colpite dal Coronavirus.

L’ondata di caos e paura sembra essere diventata uno tsunami a livello mondiale, come riconoscere la paura di chi ci è vicino leggendo il Linguaggio del Corpo? Diamo questi e altri utili consigli sulla Comunicazione Non Verbale che possono risultare utili in questo periodo di confusione dovuto al virus.

Nella Comunicazione Non Verbale i segnali della paura nell’espressione del viso sono i seguenti: sopracciglia sollevate e ravvicinate, rughe centrali sulla fronte, palpebra superiore sollevata con quella inferiore contratta e sollevata, bocca aperta e labbra tese o stirate all’indietro.

Inoltre la paura può manifestarsi con l’immobilizzazione del corpo, la cosiddetta tanatosi.

Quali sono i segnali della tanatosi nell’essere umano? Le manifestazioni tipiche sono: rigidità del collo e degli arti, tendenza a spostare la testa o il corpo all’indietro, sguardo evitato o fisso sull’altro per controllarlo. Inoltre in caso di forte tensione è possibile che una persona immobile arrivi anche a trattenere il respiro per diversi secondi.

Insieme alla paura del Coronavirus, è possibile vedere anche espressioni legate all’emozione del disgusto. Il disgusto si manifesta con la chiusura degli organi di senso (occhi, bocca, naso) con le labbra sollevate col labbro inferiore premuto contro quello superiore, il naso arricciato, le guance sollevate, le sopracciglia abbassate con le palpebre che si stringono fino a chiudere gli occhi.

Altri segnali legati alla paura possono essere i segnali di barriera: capita di proteggere il proprio corpo con degli oggetti (es. giornali, borse) – oltre alla classica mascherina usata in questi giorni – oppure esistono dei gesti di barriera che proteggono il corpo come uno scudo come le braccia e le gambe incrociate.

Inoltre le indicazioni per limitare il contagio del Coronavirus prevedono di evitare il più possibile il contatto fisico e di rimanere a distanza di sicurezza, quindi sarà normale osservare un aumento della distanza prossemica tra le persone, passando dalla sfera personale (1 mt) a quella sociale (1-3 mt) anche nella relazione con amici e familiari.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

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Come superare la paura di parlare in pubblico – Psychology Today

Paura del palcoscenico: sei pronto per una standing ovation?

La paura di parlare in pubblico è molto comune, con quasi 1 persona su 4 che dichiara di essere ansiosa quando presenta idee e informazioni di fronte a un pubblico. Essere un buon oratore pubblico è un’abilità essenziale che può aiutarti ad avanzare nella tua carriera, far crescere la tua attività e formare relazioni forti.

I ricercatori hanno identificato molte ragioni per cui abbiamo paura di parlare in pubblico. Sembra che il modo in cui ci sentiamo, pensiamo e agiamo rispetto al public speaking possa aumentare o diminuire la quantità di paura che sperimentiamo in modo significativo.

Mentre la paura ti insegna a proteggerti in situazioni rischiose, lasciare che la paura si frapponga tra te e il tuo pubblico potrebbe impedirti di condividere idee ispiratrici, parlare di lavori importanti e presentare soluzioni interessanti ai problemi che hanno molte persone. In breve, è una perdita per tutti.

Cosa possiamo fare al riguardo?

I fattori che causano la paura di parlare in pubblico sono anche i fattori che i ricercatori hanno preso in analisi per aiutare le persone a superarla. Esistono diversi metodi per vincere la paura del public speaking. Alcuni affrontano l’aspetto fisiologico della paura, altri si concentrano sugli aspetti cognitivi e alcuni si concentrano sulle componenti comportamentali che contribuiscono a livelli più elevati di paura e ansia nel parlare in pubblico. Sulla base di tale ricerca, ecco da dove iniziare:

1 – Impara come mettere il tuo corpo in uno stato di calma

Una varietà di tecniche di rilassamento può ridurre la maggiore attività fisiologica che il corpo produce automaticamente quando si confronta con un evento o una situazione che provoca paura. Nel caso del public speaking, lo stimolo che provoca la paura può variare dall’evento vero e proprio al semplice pensiero di dover parlare in pubblico. Imparare a rilassarsi mentre si pensa, si prepara o si fa una presentazione orale riduce l’esperienza della paura e le impedisce di interferire con le prestazioni. Le tecniche di rilassamento comportano l’apprendimento del controllo della respirazione, la riduzione della frequenza cardiaca e la tensione muscolare.

Queste tecniche funzionano meglio se abbinate all’esposizione graduale al parlare in pubblico. Ad esempio, inizia ad applicare queste tecniche prima, quando accetti di parlare, poi mentre prepari il tuo discorso e infine quando lo presenti. Potresti anche aumentare gradualmente la grandezza degli eventi mentre impari a gestire l’ansia attraverso il rilassamento, iniziando con un pubblico molto piccolo e aumentando di numero a poco a poco. Potresti anche iniziare con discorsi che sono più facili da preparare o meno spaventosi da tenere per padroneggiare le tecniche di rilassamento, e quindi continuare a usarli mentre entri in situazioni di conversazione in cui la posta in gioco è sempre più alta. Il rilassamento è una tecnica efficace, con risultati rapidi, ma non necessariamente di lunga durata.

2 – Sfida le tue convinzioni sul parlare in pubblico

Un altro modo per vincere la paura di parlare in pubblico è sfidare le tue convinzioni sulla tua capacità di preparare e pronunciare un discorso efficace e di grande impatto. Gli approcci di riformulazione cognitiva prendono di mira le tue autoaffermazioni negative (“non sono un buon oratore”, “il pubblico mi trova noioso”) o qualsiasi convinzione irrazionale riguardo al public speaking (le persone possono vedere quanto sono ansioso sul palco). Irrazionale, in questo caso, significa che le tue convinzioni non sono supportate dai fatti o dalla tua esperienza.

La riformulazione cognitiva ti aiuta a contestare le affermazioni e le credenze negative e a sostituirle con affermazioni favorevoli, di supporto e proattive. È importante notare che queste tecniche non intendono semplicemente sostituire il pensiero negativo con dichiarazioni insignificanti. Ti sfidano a pensare in modo più pragmatico e intenzionale. In sostanza, stai imparando a vedere il parlare in pubblico come un evento non minaccioso che puoi imparare a gestire e a considerarti un oratore fiducioso.

3 – Sposta l’attenzione dalle prestazioni alla comunicazione

Un diverso approccio cognitivo include lo spostamento della prospettiva dall’essere valutato a essere valido. Allenati a vedere il public speaking come una situazione in cui stai comunicando con le persone qualcosa da cui pensi che trarranno beneficio, invece di pensarlo come una situazione in cui sarai messo alla prova e giudicato. Questo cambiamento di prospettiva ti solleva dalla preoccupazione di come sarai percepito e ti concentra su come trasmettere al meglio il tuo messaggio.

4 – Preparati, preparati, preparati

L’apparizione di fronte a un pubblico è solo il culmine di un accurato processo di preparazione e di prova della tua presentazione. Più sei preparato, meno ti preoccuperai di sembrare nervoso, dimenticare le tue battute o perdere il filo del pensiero. Pensa alla quantità di lavoro svolto dagli attori per recitare interi copioni davanti al pubblico. Approcciarsi al public speaking nello stesso modo in cui gli attori si avvicinano alla recitazione ti aiuterà a spostare la tua attenzione dalla preoccupazione alla preparazione e, più sarai preparato, più sarai concentrato sul tuo messaggio e meno sarai distratto dalla tua paura.

In questo discorso di TEDx, Amy e Michael Port (autore di Steal the Show) incoraggiano le persone a vedersi come interpreti e applicano tecniche simili a quelle che gli attori usano “per creare una realtà di loro scelta” in situazioni di alto livello che implicano la condivisione di idee e informazioni con altre persone. Tale approccio ti consente di raggiungere il tuo obiettivo e allo stesso tempo mantenere la tua autenticità. Ricorda, essere impreparati è sempre più snervante che essere preparati.

5 – Cerca maggiori opportunità di parlare

Sia che tu stia lavorando sulle risposte del tuo corpo alla paura, la tua visione di te stesso come oratore o il tuo approccio generale al parlare in pubblico, più esperienza ottieni, più sicurezza otterrai. Trovare e creare opportunità di parlare ti dà la possibilità di mettere in pratica ciò che hai imparato e migliorarlo. Inoltre, ti aiuta a imparare come usare le tue esperienze per continuare a migliorare le tue capacità di presentazione. In sostanza, impari da ciò che non ha funzionato bene, invece di punirti per questo. E più spesso parli, più ti rendi conto che ciò che rende un buon oratore è una combinazione della nobile intenzione di informare o ispirare un pubblico, una mentalità positiva e un sacco di lavoro di preparazione.

6 – Chiedi aiuto

Mentre puoi fare molto per superare la paura di parlare in pubblico da solo, ci sono molte opzioni disponibili per un piccolo aiuto in più. Ottenere aiuto può, in molti casi, essere un modo più efficace per ottenere risultati che farlo da soli. Sono disponibili numerosi interventi testati per aiutare a superare la paura di parlare in pubblico e molti professionisti specializzati che li attuano. Oltre a chiedere aiuto ai professionisti, ci sono gruppi organizzati dai consumatori, come Toastmasters, che offrono anche opportunità per sviluppare le tue abilità in un ambiente non minaccioso e non impegnativo. Molte persone si uniscono a questi gruppi specificamente per superare la paura del public speaking.

L’idea di fondo è che se qualcosa ti spaventa, lo eviterai, e se lo eviti, non otterrai abbastanza pratica e quando non hai abbastanza pratica, non migliorerai, e se non stai migliorando, continuerai ad averne paura. Questo ciclo di paura può continuare all’infinito. Ma non è necessario. Con il numero di opzioni disponibili, spetta a te decidere quando e come interrompere questo ciclo di paura di parlare in pubblico.

Theo Tsaousides Ph.D.

https://www.psychologytoday.com/us/blog/smashing-the-brainblocks/201711/how-conquer-the-fear-public-speaking

Parlare in pubblico: come sentirsi meno nervosi – Humintell

Parlare in pubblico può essere terrificante, soprattutto se non lo fai spesso.

Se ti sei senti senza fiato, con le mani sudate e la nausea al pensiero di parlare di fronte agli altri, non sei solo. Secondo il National Institute of Mental Health, oltre 15 milioni di americani soffrono di ansia sociale, che colpisce ugualmente uomini e donne e tende a iniziare all’età di 13 anni. La paura di parlare in pubblico rientra nella categoria dell’“apprensione della comunicazione”, che è la paura o ansia vissuta da una persona a causa della comunicazione reale o percepita con un’altra persona.

Per gli studenti giovani e adulti del centro no profit con sede a El Cerrito, The Practice Space, vale la pena affrontare la paura perché è essenziale per l’auto-espressione, essere ascoltati e sentirsi rappresentati, specialmente per le voci storicamente sottorappresentate. (Guarda gli studenti esprimere le loro paure nel video qui sotto).

Come evidenziato dal professore di studi sulla comunicazione dello Stato della Louisiana, Graham Bodie, nella sua rassegna di studi sulla paura di parlare in pubblico, le nostre paure possono essere divise in due categorie. A volte, la paura di parlare in pubblico fa parte di un tratto generale, una tendenza a provare ansia legata a qualsiasi tipo di comunicazione. Altre volte, dipende dalla situazione, dove la nostra ansia si manifesta solo in situazioni e tempi specifici. In termini di situazioni che aumentano la nostra ansia, ciò dipende se siamo valutati, se esiste una differenza sostanziale nello status o nel potere, se le idee che stiamo comunicando sono nuove per noi e se stiamo parlando davanti a un nuovo pubblico.

Confortati dal fatto che non sei solo. Aiutati a praticare e costruire la consapevolezza di te stesso in quelle situazioni che ti rendono più nervoso, in modo che tu possa sperare di anticipare questi sentimenti in futuro e fare del tuo meglio per prepararti. Per gli studenti di The Practice Space, ciò comporta molta riflessione, analisi delle esperienze passate e, come uno studente afferma, “Ho scelto di elevarmi al di sopra delle mie paure, piuttosto che lasciarmi inibire” (per ulteriori storie sulle paure degli studenti, ascolta il nostro podcast).

“Ho scelto di elevarmi al di sopra delle mie paure, piuttosto che lasciarmi inibire”

Tuto questo è più facile a dirsi che a farsi, prova a praticare alcuni suggerimenti a casa per vedere cosa funziona per te:

– Paura della valutazione o del giudizio: se temi il giudizio degli altri, aiuta a fare ricerche sul tuo pubblico e su quali contenuti potrebbero trovare più pertinenti e comprensibili. Anticipa dove il pubblico potrebbe rimanere bloccato o frustrato e inserisci quel contenuto nei tuoi discorsi. Alla fine, però, è sempre meglio parlare di ciò che più ti appassiona! Non scrivere i tuoi contenuti, ma piuttosto delinea il flusso di idee in modo che tu possa concentrarti sul quadro generale di ciò che è interessante nei tuoi contenuti. Una volta che sali sul palco, prova a trovare i “nodders” (trad. “persone che annuiscono”), o le persone che sembrano ansiose di ascoltare le tue idee – ce n’è sempre almeno una!

– Incertezza: se ciò che ti spaventa è sentirti a disagio in una situazione, con alcuni contenuti o un certo pubblico, assicurati di farti domande in anticipo. Se puoi, cerca di raccogliere informazioni su come il tuo discorso si può adattare a tutto quanto, quante persone parteciperanno, com’è la situazione dei posti a sedere e del suono e dove ci si aspetta che tu parli. Crea una routine di riscaldamento che puoi fare sempre in modo da provare un certo senso di controllo. Parla con le persone intorno a te e abituati a chiacchierare con loro creando una connessione personale prima di dover parlare.

– Differenza di potere: quando dobbiamo parlare per un pubblico che troviamo intimidatorio, dobbiamo sempre ricordare a noi stessi che le persone sono solo persone. Riduci la pressione e sii gentile con te stesso: non devi sapere tutto. Puoi fare domande per imparare e hai esperienza da offrire. In effetti, i bravi comunicatori sono sinceramente curiosi verso le altre persone!

– Pensieri personali negativi: siamo i nostri peggiori nemici. Invece di preoccuparti e sentirti nervoso, pensa a ciò di cui sei orgoglioso e di cui sei entusiasta di parlare. Fatti forza e animati! Metti le cose in prospettiva – in realtà, il discorso di solito termina in meno di un’ora o anche pochi minuti. Va bene anche fare una pausa nel mezzo del tuo discorso e i silenzi sono in realtà una buona cosa, soprattutto per ridurre il rischio di sbagliare e anche per lasciare che il pubblico elabori il tuo messaggio. In termini di fisiologia generale, torna alle basi: respirazione, sonno, cibo e acqua. È difficile superare le paure quando il tuo corpo è provato! Molti dei nostri studenti cantano, ascoltano musica, meditano, ridono e portano persino “armi segrete” sul palco (come un portafortuna, un vestito preferito o scarpe speciali per farli sentire segretamente potenti).

Affrontare le proprie paure inizia con la creazione di piccole esperienze pratiche per se stessi dove si può trovare il successo iniziale. Stabilire obiettivi piccoli e gestibili è la chiave per iniziare a costruire quella consapevolezza di sé, di ciò di cui si ha bisogno e di quali routine si può iniziare a interiorizzare. Anche quando la paura sembra travolgente, può diventare tutto più facile.

AnnMarie Baines – Direttore esecutivo di “The Practice Space”

Public Speaking: perché ci spaventa? – Psychology Today

Comprendere le radici di questa paura comune può aiutarci a combatterla più velocemente.

Comunicare chiaramente le tue idee e presentarle apertamente in pubblico è una componente essenziale del successo in diversi settori della vita. Essere un buon oratore in pubblico può aiutarti ad avanzare nella tua carriera, far crescere la tua attività e formare forti collaborazioni. Può aiutarti a promuovere idee e spingere le persone ad agire su questioni che riguardano direttamente loro e la società in generale. Fare bene una di queste cose richiede una buona dose di abilità nello stare fronte a un pubblico e presentar loro un’idea o un’opera a cui si è lavorato. E a volte l’unica cosa che si frappone tra te e il tuo pubblico è la paura.

La glossofobia – un nome davvero simpatico e geniale per la paura di parlare in pubblico – appare quando ti esibisci o ti aspetti di eseguire una presentazione orale o un discorso di fronte ad altre persone. La paura del Public Speaking è spesso ma erroneamente citata come la più grande paura delle persone. La paura di parlare in pubblico spesso non è la più grande paura delle persone; ci sono molte altre cose di cui le persone hanno davvero paura. Tuttavia, la paura di parlare in pubblico è molto comune; circa il 25 percento delle persone riferisce di averla vissuto.

Mentre alcune persone sperimentano una forma debilitante di glossofobia, anche una forma lieve può avere effetti devastanti. La paura di parlare in pubblico può impedirti di correre rischi per condividere le tue idee, parlare del tuo lavoro e presentare le tue soluzioni ai problemi che colpiscono molte persone e, di conseguenza, può influire su quanto cresci personalmente e professionalmente e su quanto impatto puoi avere. Allo stesso tempo, qualsiasi esperienza negativa di Public Speaking renderà meno probabile che tu parlerai in pubblico in futuro – la paura ti insegna a proteggerti da situazioni rischiose.

Perché abbiamo paura di parlare in pubblico?

La paura di parlare in pubblico non è tanto legata alla qualità di un discorso quanto a come l’oratore sente, pensa o agisce di fronte al parlare in pubblico. Ci sono molte ragioni per cui le persone hanno paura quando devono parlare in pubblico. Le teorie che esplorano la paura di parlare in pubblico hanno identificato quattro fattori che contribuiscono:

1 – Fisiologia

La paura e l’ansia comportano l’eccitazione del sistema nervoso autonomo in risposta a uno stimolo potenzialmente minaccioso. Di fronte a una minaccia, i nostri corpi si preparano alla battaglia. Questa forte eccitazione conduce all’esperienza emotiva della paura e interferisce con la nostra capacità di esibirci comodamente di fronte al pubblico. Alla fine, potrebbe impedisce alle persone di perseguire altre opportunità di parlare in pubblico.

Alcuni ricercatori suggeriscono che ci siano persone che generalmente avvertono una maggiore ansia in diverse situazioni e sono quindi più inclini a sentirsi ansiose di parlare anche in pubblico. Le persone che sono predisposte a sentirsi ansiose trovano più difficile padroneggiare la loro ansia e conquistare la paura del Public Speaking e sceglieranno di evitarlo. Per le altre persone, l’ansia è limitata alle situazioni di parlare in pubblico, ma i segni fisiologici della paura che provano mentre anticipano, si preparano e si esibiscono in pubblico sono simili. Inoltre, alcune persone sperimentano ciò che i ricercatori chiamano sensibilità all’ansia o paura della paura.

La sensibilità all’ansia significa che oltre ad essere preoccupati per il parlare in pubblico, le persone sono preoccupate per la loro ansia per il parlare in pubblico e per come la loro ansia influenzerà la loro capacità di esibirsi in situazioni di comunicazione difficili. Quindi, oltre a preoccuparsi se raggiungeranno i loro obiettivi con il loro linguaggio, le persone con un’elevata sensibilità all’ansia si preoccupano anche di essere incredibilmente ansiose di fronte al loro pubblico e si presenteranno come oratori traballanti.

2 – Pensieri

Un altro fattore riguarda le convinzioni delle persone sul parlare in pubblico e su se stesse come oratori. La paura sorge spesso quando le persone sopravvalutano la posta in gioco di comunicare le proprie idee di fronte agli altri, vedendo il Public Speaking come una potenziale minaccia alla loro credibilità, immagine e possibilità di raggiungere un pubblico. La visione negativa di se stessi come oratore (non sono bravo a parlare di fronte alla folla, non sono un buon oratore pubblico, sono noioso, ecc.) può anche aumentare l’ansia e la paura di parlare in pubblico. Alcune teorie fanno una distinzione tra orientamento alla performance e orientamento alla comunicazione. L’orientamento alla performance significa che vedi il parlare in pubblico come qualcosa che richiede abilità speciali e vedi il ruolo del pubblico come giudici che stanno valutando quanto sei bravo come relatore.

Al contrario, l’orientamento alla comunicazione significa che l’obiettivo principale è esprimere le tue idee, presentare informazioni o raccontare la tua storia. Per le persone con questo orientamento, l’obiettivo è quello di fare breccia nel loro pubblico allo stesso modo in cui entrano in contatto con le persone durante le conversazioni quotidiane. Pensa al contrario: se vedi qualsiasi conversazione che hai in presenza di un’altra persona come una forma di parlare “pubblico”, hai abbastanza prove che puoi esprimerti chiaramente e comunicare in modo efficace. Adotteresti quindi lo stesso approccio nel Public Speaking in cui l’attenzione è semplicemente sulla condivisione di idee e informazioni. Tuttavia, quando l’attenzione si sposta dall’essere ascoltato e compreso alla valutazione, l’ansia tende ad essere più alta.

3 – Situazioni

Mentre ci sono persone che per natura tendono ad essere più ansiose, o persone che non pensano di essere brave nel Public Speaking, ci sono alcune situazioni che possono rendere la maggior parte di noi più ansiosi quando si presentano di fronte a un pubblico.

– Mancanza di esperienza. Come per qualsiasi altra cosa, l’esperienza crea fiducia. Quando non hai molte ore di palco alle spalle, è più probabile che tu abbia paura di parlare in pubblico.

– Grado di valutazione. Quando esiste una componente di valutazione reale o immaginata nella situazione, la paura è più forte. Se stai parlando di fronte a un gruppo di persone che hanno i moduli di valutazione pronti da compilare, potresti sentirti più ansioso.

– Differenza di status. Se stai per parlare di fronte a persone di livello superiore (ad es. persone sul posto di lavoro in posizioni più elevate, o gruppi di professionisti affermati nel tuo lavoro), potresti sentire una dose più alta di paura che formicola attraverso il tuo corpo.

– Nuove idee. Se condividi idee che non hai ancora condiviso in pubblico, potresti preoccuparti di più su come le persone le riceveranno. Quando la tua apparizione pubblica comporta la presentazione di qualcosa di nuovo, potresti sentirti più a disagio nel dichiarare la tua posizione, nel ricevere domande dal pubblico o nel gestire quei membri del pubblico che cercano di dissentire.

– Nuovo pubblico. Potresti già avere esperienza di Public Speaking e nel presentare di fronte a un pubblico familiare. Ad esempio, potresti essere abituato a parlare con professionisti nella tua area di competenza. La paura può sorgere, tuttavia, quando il pubblico di destinazione cambia. Se ti trovi di fronte a un pubblico molto diverso dalle persone con cui di solito parli, la tua sicurezza potrebbe essere un po’ traballante.

4 – Competenze

Infine, un altro fattore che contribuisce alla paura di parlare in pubblico è quanto sei abile in questo aspetto. Mentre molte persone si considerano naturalmente buoni oratori, c’è sempre spazio per la crescita. Le persone che lavorano sulle loro capacità, invece di fare affidamento su talenti naturali, sono gli oratori che spiccano di più. Esistono molti approcci diversi per migliorare questa serie di abilità e aumentare la competenza nel Public Speaking. Una maggiore competenza porta ad una maggiore fiducia, che è un efficace antidoto alla paura. Tuttavia, la fiducia da sola non si traduce in un efficace parlare in pubblico.

I numerosi vantaggi della condivisione di informazioni e idee in pubblico superano sicuramente la necessità di proteggerci dall’orrore di dover parlare di fronte agli altri. La prossima domanda logica è: come possiamo vincere questa paura? Fortunatamente, ci sono molti approcci che funzionano bene, sia in termini di costruzione di competenze che di aumento della fiducia. Leggi di più su come superare la paura di parlare in pubblico.

Theo Tsaousides Ph.D.

https://www.psychologytoday.com/us/blog/smashing-the-brainblocks/201711/why-are-we-scared-public-speaking

F. Di Fant – Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo – Michele Grassi

 

Ogni tanto mi piace andare a zonzo per il web alla ricerca di un libro da acquistare, magari un e-book, per spendere poco e restarci meno male se poi non mi piace. Lo scelgo a “naso”. Prezzo, copertina, titolo, sinossi, casa editrice, autore sono i principali parametri ai quali affido la “grande decisione”. Agendo in questo modo qualche tempo fa mi sono imbattuto in un libro che, a parte la casa editrice, Newton Compton, di cui mi fido, mi ha attratto fondamentalmente per il titolo.

Non ero molto convinto della scelta fatta, però quando ho iniziato la lettura, il testo si è rivelato essere più interessante del previsto. L’approccio è piacevole e semplice, il libro è facile da consultare ed è molto completo e preciso. Il tema può apparire scontato, anche banale: “Dimmi che gesti fai e ti dirò chi sei”, ma non lo è. L’autore individua con grande capacità i gesti che compiono le persone che nella vita è meglio evitare, e ci suggerisce che conoscendone la gestualità possiamo sempre capire molto più velocemente che tipo di persona abbiamo di fronte.

In breve Francesco Di Fant ci vuole insegnare coma fare a riconoscere uno stronzo al primo sguardo. Il libro è un continuo, ed anche molto divertente, susseguirsi di tattiche per riconoscere il pericolo e anticipare il nemico. Il mondo è pieno di stronzi, gente prepotente e spietata, sempre pronta ad approfittare di ogni occasione per avere la meglio sugli altri. L’autore è convinto che bisogna riuscire a smascherare queste persone, per non permettergli di utilizzare la loro stronzaggine contro di noi. Il manuale insegna a riconoscerli a prima vista, senza ombra di dubbio.

Ma chi è l’autore? La sua competenza in materia è evidente. Mi sono incuriosito e ho svolto una piccola ricerca. Ho scoperto che Francesco Di Fant è un esperto del linguaggio del corpo, ed è uno tra i più prestigiosi che abbiamo in Italia. Ha pubblicato altri due libri. “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” e “ I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo.” oltre a diversi articoli, molti dei quali sulla comunicazione non verbale applicata al settore giuridico. Partecipa spesso e collabora attivamente ad alcuni programmi televisivi (RAI, Mediaset) e radiofonici.

Dice che il mondo è pieno di stronzi, persone che non riescono a vivere le relazioni in modo normale, e consiglia vivamente di stare alla larga da chi utilizza la menzogna come sistema di vita. Per esempio l’autore consiglia di allontanare immediatamente le persone che davanti a voi rispondono a telefono con gentilezza e poi appena terminata la chiamata si mettono a parlare male dell’interlocutore.

I ragionamenti di Di Fant che a prima lettura possono sembrare goliardici, in realtà sono basati sempre su basi scientifiche e razionali. Molto interessante è la terza parte del libro, in cui viene vivisezionata con grande arguzia tutta la gamma di smorfie e di movimenti che compiono le persone quanto mentono.

Che dire. Al termine di questo libro sembra davvero di riconoscere gli stronzi in pochi secondi, anche se ho sempre timore di sbagliarmi, perché mi hanno insegnato che l’apparenza inganna.

 

Michele Grassi

 

http://www.michele-grassi.com/f-di-fant-come-riconoscere-uno-stronzo-al-primo-sguardo-newton-compton/

 

RADIO ROCK – psicologia e segnali della Menzogna (10-10-2017)

 

Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, ospite in studio di Matteo Catizone su RADIOROCK 106.600 per parlare di psicologia e segnali legati alla Menzogna e per analizzare lo speaker Matteo Strano (10 ottobre 2017).

Buon ascolto! 🙂