Come superare la paura di parlare in pubblico – Psychology Today

Paura del palcoscenico: sei pronto per una standing ovation?

La paura di parlare in pubblico è molto comune, con quasi 1 persona su 4 che dichiara di essere ansiosa quando presenta idee e informazioni di fronte a un pubblico. Essere un buon oratore pubblico è un’abilità essenziale che può aiutarti ad avanzare nella tua carriera, far crescere la tua attività e formare relazioni forti.

I ricercatori hanno identificato molte ragioni per cui abbiamo paura di parlare in pubblico. Sembra che il modo in cui ci sentiamo, pensiamo e agiamo rispetto al public speaking possa aumentare o diminuire la quantità di paura che sperimentiamo in modo significativo.

Mentre la paura ti insegna a proteggerti in situazioni rischiose, lasciare che la paura si frapponga tra te e il tuo pubblico potrebbe impedirti di condividere idee ispiratrici, parlare di lavori importanti e presentare soluzioni interessanti ai problemi che hanno molte persone. In breve, è una perdita per tutti.

Cosa possiamo fare al riguardo?

I fattori che causano la paura di parlare in pubblico sono anche i fattori che i ricercatori hanno preso in analisi per aiutare le persone a superarla. Esistono diversi metodi per vincere la paura del public speaking. Alcuni affrontano l’aspetto fisiologico della paura, altri si concentrano sugli aspetti cognitivi e alcuni si concentrano sulle componenti comportamentali che contribuiscono a livelli più elevati di paura e ansia nel parlare in pubblico. Sulla base di tale ricerca, ecco da dove iniziare:

1 – Impara come mettere il tuo corpo in uno stato di calma

Una varietà di tecniche di rilassamento può ridurre la maggiore attività fisiologica che il corpo produce automaticamente quando si confronta con un evento o una situazione che provoca paura. Nel caso del public speaking, lo stimolo che provoca la paura può variare dall’evento vero e proprio al semplice pensiero di dover parlare in pubblico. Imparare a rilassarsi mentre si pensa, si prepara o si fa una presentazione orale riduce l’esperienza della paura e le impedisce di interferire con le prestazioni. Le tecniche di rilassamento comportano l’apprendimento del controllo della respirazione, la riduzione della frequenza cardiaca e la tensione muscolare.

Queste tecniche funzionano meglio se abbinate all’esposizione graduale al parlare in pubblico. Ad esempio, inizia ad applicare queste tecniche prima, quando accetti di parlare, poi mentre prepari il tuo discorso e infine quando lo presenti. Potresti anche aumentare gradualmente la grandezza degli eventi mentre impari a gestire l’ansia attraverso il rilassamento, iniziando con un pubblico molto piccolo e aumentando di numero a poco a poco. Potresti anche iniziare con discorsi che sono più facili da preparare o meno spaventosi da tenere per padroneggiare le tecniche di rilassamento, e quindi continuare a usarli mentre entri in situazioni di conversazione in cui la posta in gioco è sempre più alta. Il rilassamento è una tecnica efficace, con risultati rapidi, ma non necessariamente di lunga durata.

2 – Sfida le tue convinzioni sul parlare in pubblico

Un altro modo per vincere la paura di parlare in pubblico è sfidare le tue convinzioni sulla tua capacità di preparare e pronunciare un discorso efficace e di grande impatto. Gli approcci di riformulazione cognitiva prendono di mira le tue autoaffermazioni negative (“non sono un buon oratore”, “il pubblico mi trova noioso”) o qualsiasi convinzione irrazionale riguardo al public speaking (le persone possono vedere quanto sono ansioso sul palco). Irrazionale, in questo caso, significa che le tue convinzioni non sono supportate dai fatti o dalla tua esperienza.

La riformulazione cognitiva ti aiuta a contestare le affermazioni e le credenze negative e a sostituirle con affermazioni favorevoli, di supporto e proattive. È importante notare che queste tecniche non intendono semplicemente sostituire il pensiero negativo con dichiarazioni insignificanti. Ti sfidano a pensare in modo più pragmatico e intenzionale. In sostanza, stai imparando a vedere il parlare in pubblico come un evento non minaccioso che puoi imparare a gestire e a considerarti un oratore fiducioso.

3 – Sposta l’attenzione dalle prestazioni alla comunicazione

Un diverso approccio cognitivo include lo spostamento della prospettiva dall’essere valutato a essere valido. Allenati a vedere il public speaking come una situazione in cui stai comunicando con le persone qualcosa da cui pensi che trarranno beneficio, invece di pensarlo come una situazione in cui sarai messo alla prova e giudicato. Questo cambiamento di prospettiva ti solleva dalla preoccupazione di come sarai percepito e ti concentra su come trasmettere al meglio il tuo messaggio.

4 – Preparati, preparati, preparati

L’apparizione di fronte a un pubblico è solo il culmine di un accurato processo di preparazione e di prova della tua presentazione. Più sei preparato, meno ti preoccuperai di sembrare nervoso, dimenticare le tue battute o perdere il filo del pensiero. Pensa alla quantità di lavoro svolto dagli attori per recitare interi copioni davanti al pubblico. Approcciarsi al public speaking nello stesso modo in cui gli attori si avvicinano alla recitazione ti aiuterà a spostare la tua attenzione dalla preoccupazione alla preparazione e, più sarai preparato, più sarai concentrato sul tuo messaggio e meno sarai distratto dalla tua paura.

In questo discorso di TEDx, Amy e Michael Port (autore di Steal the Show) incoraggiano le persone a vedersi come interpreti e applicano tecniche simili a quelle che gli attori usano “per creare una realtà di loro scelta” in situazioni di alto livello che implicano la condivisione di idee e informazioni con altre persone. Tale approccio ti consente di raggiungere il tuo obiettivo e allo stesso tempo mantenere la tua autenticità. Ricorda, essere impreparati è sempre più snervante che essere preparati.

5 – Cerca maggiori opportunità di parlare

Sia che tu stia lavorando sulle risposte del tuo corpo alla paura, la tua visione di te stesso come oratore o il tuo approccio generale al parlare in pubblico, più esperienza ottieni, più sicurezza otterrai. Trovare e creare opportunità di parlare ti dà la possibilità di mettere in pratica ciò che hai imparato e migliorarlo. Inoltre, ti aiuta a imparare come usare le tue esperienze per continuare a migliorare le tue capacità di presentazione. In sostanza, impari da ciò che non ha funzionato bene, invece di punirti per questo. E più spesso parli, più ti rendi conto che ciò che rende un buon oratore è una combinazione della nobile intenzione di informare o ispirare un pubblico, una mentalità positiva e un sacco di lavoro di preparazione.

6 – Chiedi aiuto

Mentre puoi fare molto per superare la paura di parlare in pubblico da solo, ci sono molte opzioni disponibili per un piccolo aiuto in più. Ottenere aiuto può, in molti casi, essere un modo più efficace per ottenere risultati che farlo da soli. Sono disponibili numerosi interventi testati per aiutare a superare la paura di parlare in pubblico e molti professionisti specializzati che li attuano. Oltre a chiedere aiuto ai professionisti, ci sono gruppi organizzati dai consumatori, come Toastmasters, che offrono anche opportunità per sviluppare le tue abilità in un ambiente non minaccioso e non impegnativo. Molte persone si uniscono a questi gruppi specificamente per superare la paura del public speaking.

L’idea di fondo è che se qualcosa ti spaventa, lo eviterai, e se lo eviti, non otterrai abbastanza pratica e quando non hai abbastanza pratica, non migliorerai, e se non stai migliorando, continuerai ad averne paura. Questo ciclo di paura può continuare all’infinito. Ma non è necessario. Con il numero di opzioni disponibili, spetta a te decidere quando e come interrompere questo ciclo di paura di parlare in pubblico.

Theo Tsaousides Ph.D.

https://www.psychologytoday.com/us/blog/smashing-the-brainblocks/201711/how-conquer-the-fear-public-speaking

Parlare in pubblico: come sentirsi meno nervosi – Humintell

Parlare in pubblico può essere terrificante, soprattutto se non lo fai spesso.

Se ti sei senti senza fiato, con le mani sudate e la nausea al pensiero di parlare di fronte agli altri, non sei solo. Secondo il National Institute of Mental Health, oltre 15 milioni di americani soffrono di ansia sociale, che colpisce ugualmente uomini e donne e tende a iniziare all’età di 13 anni. La paura di parlare in pubblico rientra nella categoria dell’“apprensione della comunicazione”, che è la paura o ansia vissuta da una persona a causa della comunicazione reale o percepita con un’altra persona.

Per gli studenti giovani e adulti del centro no profit con sede a El Cerrito, The Practice Space, vale la pena affrontare la paura perché è essenziale per l’auto-espressione, essere ascoltati e sentirsi rappresentati, specialmente per le voci storicamente sottorappresentate. (Guarda gli studenti esprimere le loro paure nel video qui sotto).

Come evidenziato dal professore di studi sulla comunicazione dello Stato della Louisiana, Graham Bodie, nella sua rassegna di studi sulla paura di parlare in pubblico, le nostre paure possono essere divise in due categorie. A volte, la paura di parlare in pubblico fa parte di un tratto generale, una tendenza a provare ansia legata a qualsiasi tipo di comunicazione. Altre volte, dipende dalla situazione, dove la nostra ansia si manifesta solo in situazioni e tempi specifici. In termini di situazioni che aumentano la nostra ansia, ciò dipende se siamo valutati, se esiste una differenza sostanziale nello status o nel potere, se le idee che stiamo comunicando sono nuove per noi e se stiamo parlando davanti a un nuovo pubblico.

Confortati dal fatto che non sei solo. Aiutati a praticare e costruire la consapevolezza di te stesso in quelle situazioni che ti rendono più nervoso, in modo che tu possa sperare di anticipare questi sentimenti in futuro e fare del tuo meglio per prepararti. Per gli studenti di The Practice Space, ciò comporta molta riflessione, analisi delle esperienze passate e, come uno studente afferma, “Ho scelto di elevarmi al di sopra delle mie paure, piuttosto che lasciarmi inibire” (per ulteriori storie sulle paure degli studenti, ascolta il nostro podcast).

“Ho scelto di elevarmi al di sopra delle mie paure, piuttosto che lasciarmi inibire”

Tuto questo è più facile a dirsi che a farsi, prova a praticare alcuni suggerimenti a casa per vedere cosa funziona per te:

– Paura della valutazione o del giudizio: se temi il giudizio degli altri, aiuta a fare ricerche sul tuo pubblico e su quali contenuti potrebbero trovare più pertinenti e comprensibili. Anticipa dove il pubblico potrebbe rimanere bloccato o frustrato e inserisci quel contenuto nei tuoi discorsi. Alla fine, però, è sempre meglio parlare di ciò che più ti appassiona! Non scrivere i tuoi contenuti, ma piuttosto delinea il flusso di idee in modo che tu possa concentrarti sul quadro generale di ciò che è interessante nei tuoi contenuti. Una volta che sali sul palco, prova a trovare i “nodders” (trad. “persone che annuiscono”), o le persone che sembrano ansiose di ascoltare le tue idee – ce n’è sempre almeno una!

– Incertezza: se ciò che ti spaventa è sentirti a disagio in una situazione, con alcuni contenuti o un certo pubblico, assicurati di farti domande in anticipo. Se puoi, cerca di raccogliere informazioni su come il tuo discorso si può adattare a tutto quanto, quante persone parteciperanno, com’è la situazione dei posti a sedere e del suono e dove ci si aspetta che tu parli. Crea una routine di riscaldamento che puoi fare sempre in modo da provare un certo senso di controllo. Parla con le persone intorno a te e abituati a chiacchierare con loro creando una connessione personale prima di dover parlare.

– Differenza di potere: quando dobbiamo parlare per un pubblico che troviamo intimidatorio, dobbiamo sempre ricordare a noi stessi che le persone sono solo persone. Riduci la pressione e sii gentile con te stesso: non devi sapere tutto. Puoi fare domande per imparare e hai esperienza da offrire. In effetti, i bravi comunicatori sono sinceramente curiosi verso le altre persone!

– Pensieri personali negativi: siamo i nostri peggiori nemici. Invece di preoccuparti e sentirti nervoso, pensa a ciò di cui sei orgoglioso e di cui sei entusiasta di parlare. Fatti forza e animati! Metti le cose in prospettiva – in realtà, il discorso di solito termina in meno di un’ora o anche pochi minuti. Va bene anche fare una pausa nel mezzo del tuo discorso e i silenzi sono in realtà una buona cosa, soprattutto per ridurre il rischio di sbagliare e anche per lasciare che il pubblico elabori il tuo messaggio. In termini di fisiologia generale, torna alle basi: respirazione, sonno, cibo e acqua. È difficile superare le paure quando il tuo corpo è provato! Molti dei nostri studenti cantano, ascoltano musica, meditano, ridono e portano persino “armi segrete” sul palco (come un portafortuna, un vestito preferito o scarpe speciali per farli sentire segretamente potenti).

Affrontare le proprie paure inizia con la creazione di piccole esperienze pratiche per se stessi dove si può trovare il successo iniziale. Stabilire obiettivi piccoli e gestibili è la chiave per iniziare a costruire quella consapevolezza di sé, di ciò di cui si ha bisogno e di quali routine si può iniziare a interiorizzare. Anche quando la paura sembra travolgente, può diventare tutto più facile.

AnnMarie Baines – Direttore esecutivo di “The Practice Space”

Public Speaking: perché ci spaventa? – Psychology Today

Comprendere le radici di questa paura comune può aiutarci a combatterla più velocemente.

Comunicare chiaramente le tue idee e presentarle apertamente in pubblico è una componente essenziale del successo in diversi settori della vita. Essere un buon oratore in pubblico può aiutarti ad avanzare nella tua carriera, far crescere la tua attività e formare forti collaborazioni. Può aiutarti a promuovere idee e spingere le persone ad agire su questioni che riguardano direttamente loro e la società in generale. Fare bene una di queste cose richiede una buona dose di abilità nello stare fronte a un pubblico e presentar loro un’idea o un’opera a cui si è lavorato. E a volte l’unica cosa che si frappone tra te e il tuo pubblico è la paura.

La glossofobia – un nome davvero simpatico e geniale per la paura di parlare in pubblico – appare quando ti esibisci o ti aspetti di eseguire una presentazione orale o un discorso di fronte ad altre persone. La paura del Public Speaking è spesso ma erroneamente citata come la più grande paura delle persone. La paura di parlare in pubblico spesso non è la più grande paura delle persone; ci sono molte altre cose di cui le persone hanno davvero paura. Tuttavia, la paura di parlare in pubblico è molto comune; circa il 25 percento delle persone riferisce di averla vissuto.

Mentre alcune persone sperimentano una forma debilitante di glossofobia, anche una forma lieve può avere effetti devastanti. La paura di parlare in pubblico può impedirti di correre rischi per condividere le tue idee, parlare del tuo lavoro e presentare le tue soluzioni ai problemi che colpiscono molte persone e, di conseguenza, può influire su quanto cresci personalmente e professionalmente e su quanto impatto puoi avere. Allo stesso tempo, qualsiasi esperienza negativa di Public Speaking renderà meno probabile che tu parlerai in pubblico in futuro – la paura ti insegna a proteggerti da situazioni rischiose.

Perché abbiamo paura di parlare in pubblico?

La paura di parlare in pubblico non è tanto legata alla qualità di un discorso quanto a come l’oratore sente, pensa o agisce di fronte al parlare in pubblico. Ci sono molte ragioni per cui le persone hanno paura quando devono parlare in pubblico. Le teorie che esplorano la paura di parlare in pubblico hanno identificato quattro fattori che contribuiscono:

1 – Fisiologia

La paura e l’ansia comportano l’eccitazione del sistema nervoso autonomo in risposta a uno stimolo potenzialmente minaccioso. Di fronte a una minaccia, i nostri corpi si preparano alla battaglia. Questa forte eccitazione conduce all’esperienza emotiva della paura e interferisce con la nostra capacità di esibirci comodamente di fronte al pubblico. Alla fine, potrebbe impedisce alle persone di perseguire altre opportunità di parlare in pubblico.

Alcuni ricercatori suggeriscono che ci siano persone che generalmente avvertono una maggiore ansia in diverse situazioni e sono quindi più inclini a sentirsi ansiose di parlare anche in pubblico. Le persone che sono predisposte a sentirsi ansiose trovano più difficile padroneggiare la loro ansia e conquistare la paura del Public Speaking e sceglieranno di evitarlo. Per le altre persone, l’ansia è limitata alle situazioni di parlare in pubblico, ma i segni fisiologici della paura che provano mentre anticipano, si preparano e si esibiscono in pubblico sono simili. Inoltre, alcune persone sperimentano ciò che i ricercatori chiamano sensibilità all’ansia o paura della paura.

La sensibilità all’ansia significa che oltre ad essere preoccupati per il parlare in pubblico, le persone sono preoccupate per la loro ansia per il parlare in pubblico e per come la loro ansia influenzerà la loro capacità di esibirsi in situazioni di comunicazione difficili. Quindi, oltre a preoccuparsi se raggiungeranno i loro obiettivi con il loro linguaggio, le persone con un’elevata sensibilità all’ansia si preoccupano anche di essere incredibilmente ansiose di fronte al loro pubblico e si presenteranno come oratori traballanti.

2 – Pensieri

Un altro fattore riguarda le convinzioni delle persone sul parlare in pubblico e su se stesse come oratori. La paura sorge spesso quando le persone sopravvalutano la posta in gioco di comunicare le proprie idee di fronte agli altri, vedendo il Public Speaking come una potenziale minaccia alla loro credibilità, immagine e possibilità di raggiungere un pubblico. La visione negativa di se stessi come oratore (non sono bravo a parlare di fronte alla folla, non sono un buon oratore pubblico, sono noioso, ecc.) può anche aumentare l’ansia e la paura di parlare in pubblico. Alcune teorie fanno una distinzione tra orientamento alla performance e orientamento alla comunicazione. L’orientamento alla performance significa che vedi il parlare in pubblico come qualcosa che richiede abilità speciali e vedi il ruolo del pubblico come giudici che stanno valutando quanto sei bravo come relatore.

Al contrario, l’orientamento alla comunicazione significa che l’obiettivo principale è esprimere le tue idee, presentare informazioni o raccontare la tua storia. Per le persone con questo orientamento, l’obiettivo è quello di fare breccia nel loro pubblico allo stesso modo in cui entrano in contatto con le persone durante le conversazioni quotidiane. Pensa al contrario: se vedi qualsiasi conversazione che hai in presenza di un’altra persona come una forma di parlare “pubblico”, hai abbastanza prove che puoi esprimerti chiaramente e comunicare in modo efficace. Adotteresti quindi lo stesso approccio nel Public Speaking in cui l’attenzione è semplicemente sulla condivisione di idee e informazioni. Tuttavia, quando l’attenzione si sposta dall’essere ascoltato e compreso alla valutazione, l’ansia tende ad essere più alta.

3 – Situazioni

Mentre ci sono persone che per natura tendono ad essere più ansiose, o persone che non pensano di essere brave nel Public Speaking, ci sono alcune situazioni che possono rendere la maggior parte di noi più ansiosi quando si presentano di fronte a un pubblico.

– Mancanza di esperienza. Come per qualsiasi altra cosa, l’esperienza crea fiducia. Quando non hai molte ore di palco alle spalle, è più probabile che tu abbia paura di parlare in pubblico.

– Grado di valutazione. Quando esiste una componente di valutazione reale o immaginata nella situazione, la paura è più forte. Se stai parlando di fronte a un gruppo di persone che hanno i moduli di valutazione pronti da compilare, potresti sentirti più ansioso.

– Differenza di status. Se stai per parlare di fronte a persone di livello superiore (ad es. persone sul posto di lavoro in posizioni più elevate, o gruppi di professionisti affermati nel tuo lavoro), potresti sentire una dose più alta di paura che formicola attraverso il tuo corpo.

– Nuove idee. Se condividi idee che non hai ancora condiviso in pubblico, potresti preoccuparti di più su come le persone le riceveranno. Quando la tua apparizione pubblica comporta la presentazione di qualcosa di nuovo, potresti sentirti più a disagio nel dichiarare la tua posizione, nel ricevere domande dal pubblico o nel gestire quei membri del pubblico che cercano di dissentire.

– Nuovo pubblico. Potresti già avere esperienza di Public Speaking e nel presentare di fronte a un pubblico familiare. Ad esempio, potresti essere abituato a parlare con professionisti nella tua area di competenza. La paura può sorgere, tuttavia, quando il pubblico di destinazione cambia. Se ti trovi di fronte a un pubblico molto diverso dalle persone con cui di solito parli, la tua sicurezza potrebbe essere un po’ traballante.

4 – Competenze

Infine, un altro fattore che contribuisce alla paura di parlare in pubblico è quanto sei abile in questo aspetto. Mentre molte persone si considerano naturalmente buoni oratori, c’è sempre spazio per la crescita. Le persone che lavorano sulle loro capacità, invece di fare affidamento su talenti naturali, sono gli oratori che spiccano di più. Esistono molti approcci diversi per migliorare questa serie di abilità e aumentare la competenza nel Public Speaking. Una maggiore competenza porta ad una maggiore fiducia, che è un efficace antidoto alla paura. Tuttavia, la fiducia da sola non si traduce in un efficace parlare in pubblico.

I numerosi vantaggi della condivisione di informazioni e idee in pubblico superano sicuramente la necessità di proteggerci dall’orrore di dover parlare di fronte agli altri. La prossima domanda logica è: come possiamo vincere questa paura? Fortunatamente, ci sono molti approcci che funzionano bene, sia in termini di costruzione di competenze che di aumento della fiducia. Leggi di più su come superare la paura di parlare in pubblico.

Theo Tsaousides Ph.D.

https://www.psychologytoday.com/us/blog/smashing-the-brainblocks/201711/why-are-we-scared-public-speaking

Donald Trump: il linguaggio del corpo del presidente cowboy – rEvoluzione

Donald Trump è il 45° presidente della storia degli Stati Uniti d’America ed è forse il più discusso nella storia della federazione americana. Appare ovvio che ogni presidente USA sia spesso in prima pagina, Trump però fa spesso parlare di sé per le sue dichiarazioni dalle tinte forti e aggressive. Senza risparmiare nessuno, Trump con le sue parole e i suoi tweet ha attaccato le donne, gli stranieri, le religioni, i governi e anche il clima, in aggiunta ai numerosi attacchi diretti a singole persone.

Ma chi è Donald Trump? Cosa pensa e come agisce? Proviamo a comprendere meglio la personalità dell’attuale presidente USA analizzando il suo Linguaggio del Corpo; in particolare prenderemo in analisi il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca e la sua curiosa abitudine di spostare gli oggetti intorno a sé.

L’impressione generale che veicola la figura di Trump è quella del cowboy americano, il classico “duro” che si vede nei film. Questo effetto è dato in particolare da due elementi: gli occhi socchiusi, che comunicano un atteggiamento aggressivo e una grande concentrazione, e la bocca fortemente serrata che, insieme alla sua mascella potente, dà un’idea di forza e decisione. Inoltre Trump è scarsamente espressivo con il volto, questo può rinforzare la sua immagine di uomo deciso che non si lascia influenzare dalle emozioni.

Foto 1

Durante la cerimonia di insediamento come presidente USA il gesto che più ha fatto discutere è stato il saluto conclusivo in cui ha mostrato alla folla il pugno chiuso alzato (Foto 1). Questo gesto viene chiamato presa di potenza ed è usato per comunicare forza e determinazione, allo stesso tempo, però, è anche un gesto molto aggressivo nel Linguaggio del Corpo: il pugno chiuso è usato per combattere e simboleggia la forza usata per contrastare il nemico.

Foto 2

Un altro aspetto interessante è che Trump mostra soddisfazione durante il suo discorso mostrando le labbra chiuse e spinte in avanti come nell’atto di dare un bacio (Foto 2). Questo gesto, che Trump compie alla fine di alcune frasi, denota soddisfazione per la sua nuova carica e, al tempo stesso, può indicare una sottile gioia nel pronunciare il suo discorso di fronte alla folla più grande a cui abbia mai parlato.

A questo va aggiunto che Trump dimostra di essere un buon oratore e di padroneggiare le tecniche di Public Speaking che gli permettono di avere una comunicazione efficace in pubblico, alternando lo sguardo su tutto il pubblico e utilizzando una varietà di gesti che risultano efficaci nella comunicazione alle folle.

Foto 3

Altri aspetti della sua personalità possono essere osservati analizzando un particolare vezzo di Trump: la necessità di spostare gli oggetti che si trovano intorno a sé (Foto 3).

In molti video Trump sposta, in modo quasi ossessivo, gli oggetti vicini allontanandoli da sé per creare più spazio vuoto intorno alla sua persona. Questo capita quando si trova seduto a un tavolo con altre persone: Trump sposta un sottobicchiere, una tazza o un foglio per “guadagnare” spazio fisico.

Sembra che Trump non riesca proprio a controllarsi in queste situazioni, il fatto che questo sembri essere un gesto inconscio ci può dare utili informazioni sulla sua personalità.

Analizzando questo particolare gesto prossemico di Trump, notiamo che nasce dall’esigenza di aumentare il proprio spazio personale utilizzando gli oggetti come dei confini invisibili da spostare verso l’esterno, questo ci permette di intuire tre diversi aspetti della sua personalità: arroganza, irrequietezza e invadenza.

Foto 4

L’arroganza viene dal mancato rispetto dello spazio altrui e dal considerarsi più importante degli altri, dalla necessità di dover mettere le cose a posto secondo una sua idea di ordine, anche se a discapito del prossimo. Trump con questo gesto denota anche irrequietezza, un’inquietudine che lo porta a spostare gli oggetti non una volta sola ma in continuazione. La sua invadenza, infine, è visibile dal fatto che non si limita a spostare i suoi oggetti ma si permette anche di spostare oggetti altrui (Foto 4), mancando della forma più basilare di rispetto dello spazio fisico e simbolico di chi gli sta intorno.

A valle di questa piccola analisi del Linguaggio del Corpo di Donald Trump, possiamo affermare, in conclusione, che:

1) Trump, nonostante sembri essere efficace nel public speaking, dimostra in pubblico un atteggiamento aggressivo con segnali di soddisfazione del proprio potere.

2) Analizzando la sua abitudine di spostare oggetti – propri o altrui – verso l’esterno per conquistare spazio per se stesso, Trump mostri aspetti di una personalità arrogante, irrequieta e invadente.

E voi che ne pensate del Linguaggio del Corpo di Trump?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

VIDEO – FULL EVENT: Donald Trump Presidential Inauguration – January 20, 2017 (FNN)

VIDEO – Internet loses it over Trump’s unusual quirk

Seth Godin: il Linguaggio del Corpo “soft” – CoachMag 44

Sulle pagine di CoachMag possiamo osservare alcuni famosi Coach internazionali più da vicino analizzandone il Linguaggio del Corpo. Oggi sotto la lente d’ingrandimento c’è Seth Godin, riconosciuto come uno dei geni mondiali del Marketing.

Seth è un imprenditore statunitense, speaker, blogger e autore di bestseller internazionali, tra cui “La mucca viola”, il libro di marketing più venduto negli ultimi anni.

Aprendo il suo sito internet notiamo due foto in evidenza: in una è in giacca e cravatta, guarda davanti a sé e sorride, dando un’immagine professionale e amichevole. Nell’altra foto indossa una maglietta, alza molto le sopracciglia e guarda di lato sorridendo; questa espressione richiama elementi della sorpresa: occhi spalancati, sopracciglia alzate e rughe orizzontali sulla fronte. A differenza dell’espressione tipica della sorpresa, la bocca non è aperta e forma un sorriso, in questa foto Seth ci comunica informalità, con la t-shirt, insieme a un alto grado di attenzione e a una curiosità divertita, dando l’immagine di qualcuno che sa che troverà qualcosa di molto piacevole.

Analizzando alcuni video nei quali compare da protagonista, la prima impressione che si ha di Seth è di simpatia e pacatezza, col suo stile “soft” risulta molto efficace nella comunicazione…

(Continua su COACHMAG n.44 con la Comunicazione Non Verbale one-to-one e in pubblico di Seth Godinwww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Elementi del sistema Paraverbale: istruzioni per l’uso – Copia Originale

Negli articoli precedenti abbiamo parlato del sistema paraverbale, dei suoi elementi e di come vengano espresse e riconosciute le emozioni attraverso la qualità della voce e i suoni prodotti.

Il sistema paraverbale, in parole semplici, indica l’insieme dei suoni emessi nella comunicazione verbale, rappresenta il “come” si parla.

Come abbiamo avuto modo di vedere, gli elementi principali della comunicazione paraverbale (o paralinguistica) sono: 1) tono e melodia, 2) ritmo, 3) volume, 4) velocità, 5) imprecisioni e chiarezza delle parole, 6) pause e silenzi.

Dopo aver esaminato la loro funzione nel precedente articolo, vorrei condividere con voi degli utili suggerimenti per utilizzare tali elementi al meglio nella comunicazione con gli altri, andiamo ad analizzarli uno per uno:

1) TONO E MELODIA

  • Per comprendere perfettamente il concetto di tono basti pensare alle note della scala musicale.
  • Il tono non dovrebbe essere troppo basso (greve) (pericolo di incomprensibilità).
  • Il tono non dovrebbe essere troppo alto (acuto) (pericolo di creare fastidio).
  • Il tono andrebbe modulato creando una sorta di melodia musicale, alternare toni bassi e toni alti è utile per non risultare monotoni, tenere alto il livello di attenzione e risultare interessati alla conversazione e all’altra persona.

2) RITMO

  • Il ritmo può essere cadenzato, sincopato, musicale e alternato. Basti pensare al ritmo che danno le percussioni e la batteria nella musica.
  • E’ bene mantenere un ritmo abbastanza cadenzato nella conversazione, senza però risultare meccanici e noiosi.
  • Il ritmo è il primo indizio sonoro per capire la lingua madre di un individuo.

3) VOLUME

  • Usando un volume troppo basso si corre il rischio di non essere chiaramente comprensibili, inoltre segnala una scarsa energia e uno scarso interesse verso l’altro.
  • Usando un volume troppo alto si corre il rischio di creare fastidio e di sembrare agitati o aggressivi.
  • E’ bene utilizzare un volume della voce sostenuto facendo attenzione a non alzarlo troppo.

4) VELOCITA’

  • Parlare troppo lentamente fa sì che la persona provi noia o che si distragga e inizi a pensare ad altro. Comunica anche scarsa energia e scarso interesse verso l’altro.
  • Parlare troppo velocemente fa sì che l’altra persona non capisca tutte le parole pronunciate, inoltre questo atteggiamento comunica e trasmette ansia.
  • Bisognerebbe trovare una giusta misura nella velocità del parlato (180-200 parole al minuto).
  • si tende a rallentare la velocità di parola quando si espongono concetti di particolare rilevanza o che riteniamo poco conosciuti dagli interlocutori.
  • si tende ad accelerare la velocità di parola quando si utilizzano termini che usiamo spesso e con cui abbiamo familiarità.

5) IMPRECISIONI E CHIAREZZA DEL PARLATO

  • Per imprecisioni nel parlato si intendono atteggiamenti quali: parole troncate, lapsus verbali, errori di sintassi, grammaticali o di pronuncia, trascinamenti (“ehm… mmm…”), eccessive ripetizioni (es. “cioè, cioè…”).
  • Queste imprecisioni nel modo di parlare, quando presenti in gran numero, danno l’idea di essere poco sicuri di quello che si dice e che si fa, inoltre potrebbero comunicare scarsa preparazione o interesse.
  • Per pronunciare le parole in modo chiaro è bene sforzarsi di muovere in maniera efficace i muscoli della bocca per articolare bene tutte le sillabe stando attenti a non abbassare troppo il volume della voce, in particolar modo nella parte iniziale o finale della frase.

6) PAUSE E SILENZI

  • Il silenzio è necessario nella comunicazione, infatti se non ci fosse il silenzio non ci sarebbe riflessione, inoltre le parole si distinguono le une dalle altre grazie agli “spazi bianchi” tra una e l’altra. Il silenzio è come una tela bianca su cui dipingere le parole.
  • Un eccessivo uso del silenzio e delle pause possono annoiare o distrarre l’interlocutore, rallentare la comunicazione o bloccarla del tutto.
  • Un buon comunicatore sa usare in modo adeguato le pause nel parlato e anche i momenti di silenzio (di solito si usa una piccola pausa prima di esprimere un concetto importante o una parola chiave).

Francesco Di Fant

Milano, li 10 Gennaio 2019

https://www.copiaoriginale.it/post/elementi-del-sistema-paraverbale-istruzioni-per-l-uso

App in Progress, ora i videogiochi si realizzano a scuola durante le lezioni

 

Una volta per far passare il tempo e la lezione ai videogiochi si giocava sotto banco. Oggi lo studente non si deve più preoccupare: sarà lui dall’ideazione alla realizzione del prodotto finale a creare il suo videogioco in classe. Il tutto sotto gli occhi vigili dei professori. Accade a Roma nell’ITIS Giovanni XXIII dove 100 ragazzi di 4 classi (2G, 2H, 3G, 4G) hanno partecipato ad App In Progress, uno dei primi progetti italiani nel suo genere nato per stimolare i giovani ad un uso consapevole del digitale. Finanziato dalla Regione Lazio, BCC, ITIS Giovanni XXIII e supportato anche daDiregiovani.it e Porta Futuro.

L’idea è semplice: in 40 ore di lezione a classe gli studenti hanno pensato, progettato, disegnato, ed infine realizzato uno stotytelling digitale. In pratica, un fumetto che diventa videogioco. La squadra Hexacore, vincitrice della prima edizione, ha avuto la possibilità di trasformare il progetto in realtà: grazie al team CodemotionIT ha prodotto una vera e propria App per Apple ed Android con cui giocare al proprio videogioco.

Da parte dei professori è stato chiesto ai ragazzi di utilizzare al massimo tutte le loro conoscenze di internet dai social fino ai programmi di grafica. Con facebook e twitter gli studenti hanno imparato a conoscere il rapporto fra social e bussiness ed il lavoro realizzato in classe è stato poi postato su youtube.

Giocando e progettando i giovani sono entrati in contatto direttamente a scuola con le professioni digitali (diversi professionisti hanno presentato le loro esperienze) ed imparato a conoscere le loro attitudini in un vero e proprio percorso di orientamento.

La prima edizione di App In Progress si concluderà 8 maggio a Porta Futuro per presentare il trailer di Herygohn, il primo videogioco realizzato.

 

 




http://www.huffingtonpost.it/2015/05/05/app-in-progress-scuola_n_7212740.html

 

 

Comunicazione Non Verbale nel Business

Francesco Di Fant condivide con www.businesstribe.it degli utili consigli per comunicare in modo efficace con la comunicazione non verbale in ambito di Business. I suggerimenti presenti toccano la comunicazione interpersonale, il public speaking, la comunicazione efficace per i venditori e il riconoscimento delle menzogne.

 




Buona visione! 🙂

 

 

 

 

 

 

http://businesstribe.it/videoblog/comunicazione-non-verbale-nel-business/