“Manuale di resistenza al potere” – recensione del libro

“Come resistere al potere?”, “Come non farsi manipolare e vivere sereni?”. A queste domande tenta di dare una risposta il libro Manuale di resistenza al potere di Michele Putrino, Coach ed esperto di Leadership, edito da Uno Editori.

In quest’opera, scritta in modo chiaro e accessibile a tutti, l’autore mette in luce in modo semplice e ricco di esempi cosa sia il potere e la manipolazione, in un viaggio che attraversa la storia dell’umanità fino ad arrivare ai giorni nostri. Un presente in cui la “Mega-macchina”, ovvero la società consumistica plasmata dal pensiero unico, ingabbia tutti, o quasi, attraverso meccanismi lenti e pervasivi come la propaganda (per ottenere un’influenza culturale) e il marketing (strumento chiave per la vendita e motore principale del consumismo stesso), rendendo l’uomo sempre meno autosufficiente e dipendente dalla società stessa, chiudendolo così in un circolo vizioso in cui ha sempre meno potere sulla sua stessa vita.

Sutrino cita numerosi autori – da Platone a Nietzsche, dagli Stoici fino ad arrivare a Tiziano Terzani – e aiutandosi con le loro metafore e le loro idee potenti guida il lettore nella comprensione che la manipolazione più potente è proprio quella che è meno visibile, che viene data quasi per scontata e nella quale si è immersi sin dalla nascita.

Ma chi controlla la “Mega macchina”? E con quali finalità? Questa parte del libro è una delle più interessanti poiché evita qualsiasi banalizzazione di tipo complottistico e con estrema lucidità identifica l’umanità intera come responsabile della creazione e della gestione di questo mostro di burocrazia e tecnologia. La specie umana ha creato questa forma perversa di auto-controllo man mano che ha perso il contatto con la Natura, con il gruppo sociale di riferimento e si è avviata verso una progressiva astrazione dalle proprie necessità con l’avvento delle metropoli disumane.

La “Mega macchina”, in questi termini, sarebbe un tentativo di placare il proprio senso di inadeguatezza de-responsabilizzandosi e affidandosi a un intelligenza “meccanica” superiore avviata verso il transumanesimo e l’iper-tecnocrazia (che lentamente consumano l’umanità dentro di noi). L’uomo, avendo smarrito il contatto e l’armonia con la Natura (con la N maiuscola), ovvero con tutto quello che è reale, tangibile e realmente necessario per la felicità dell’uomo, tenta goffamente di affidarsi a un “Deus ex machina” che lo sappia guidare e coccolare.

Felicità, etica, senso della vita e della morte: questi sono i temi che l’autore affronta con coraggio e a viso aperto indicando come possibile soluzione un metodo chiaro per liberarsi dal giogo della manipolazione di una società occidentale svuotata di senso e piena di produttori-consumatori piuttosto che di esseri umani. Putrino suggerisce di evitare di diventare degli eremiti per affrancarsi da questa società, non è nella fuga dal mondo la soluzione più semplice per l’uomo bensì nella piena presa di coscienza di se stesso, del bene e del male, dell’armonia presente nella Natura e nella riscoperta di bisogni semplici, reali e concreti.

Attraverso diversi consigli presi dalla filosofiastoica l’autore indica la via nella presa di consapevolezza di un mondo meno virtuale e più reale, in armonia con il proprio corpo, con gli altri, con la Natura e con lo scorrere degli eventi del mondo. Cambiare la nostra percezione prima di tutto, per vivere meglio e agire con strumenti dettati dalla saggezza di una filosofia pratica e che invita a mettersi in gioco ogni giorno cercando il bello e il buono dentro e fuori di noi.

Questo libro ci aiuta in modo semplice ed efficace a comprendere meglio la manipolazione intorno a noi e ci dona alcuni strumenti per affrontarla, vivere meglio e “riappropriarsi” della propria vita; perché in fondo, come scrive l’autore “La manipolazione è sempre un atto di auto-manipolazione: nessuno può manipolarci senza il nostro consenso”.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

https://unoeditori.com/prodotto/manuale-di-resistenza-al-potere/

F. Di Fant – Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo – Michele Grassi

 

Ogni tanto mi piace andare a zonzo per il web alla ricerca di un libro da acquistare, magari un e-book, per spendere poco e restarci meno male se poi non mi piace. Lo scelgo a “naso”. Prezzo, copertina, titolo, sinossi, casa editrice, autore sono i principali parametri ai quali affido la “grande decisione”. Agendo in questo modo qualche tempo fa mi sono imbattuto in un libro che, a parte la casa editrice, Newton Compton, di cui mi fido, mi ha attratto fondamentalmente per il titolo.

Non ero molto convinto della scelta fatta, però quando ho iniziato la lettura, il testo si è rivelato essere più interessante del previsto. L’approccio è piacevole e semplice, il libro è facile da consultare ed è molto completo e preciso. Il tema può apparire scontato, anche banale: “Dimmi che gesti fai e ti dirò chi sei”, ma non lo è. L’autore individua con grande capacità i gesti che compiono le persone che nella vita è meglio evitare, e ci suggerisce che conoscendone la gestualità possiamo sempre capire molto più velocemente che tipo di persona abbiamo di fronte.

In breve Francesco Di Fant ci vuole insegnare coma fare a riconoscere uno stronzo al primo sguardo. Il libro è un continuo, ed anche molto divertente, susseguirsi di tattiche per riconoscere il pericolo e anticipare il nemico. Il mondo è pieno di stronzi, gente prepotente e spietata, sempre pronta ad approfittare di ogni occasione per avere la meglio sugli altri. L’autore è convinto che bisogna riuscire a smascherare queste persone, per non permettergli di utilizzare la loro stronzaggine contro di noi. Il manuale insegna a riconoscerli a prima vista, senza ombra di dubbio.

Ma chi è l’autore? La sua competenza in materia è evidente. Mi sono incuriosito e ho svolto una piccola ricerca. Ho scoperto che Francesco Di Fant è un esperto del linguaggio del corpo, ed è uno tra i più prestigiosi che abbiamo in Italia. Ha pubblicato altri due libri. “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” e “ I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo.” oltre a diversi articoli, molti dei quali sulla comunicazione non verbale applicata al settore giuridico. Partecipa spesso e collabora attivamente ad alcuni programmi televisivi (RAI, Mediaset) e radiofonici.

Dice che il mondo è pieno di stronzi, persone che non riescono a vivere le relazioni in modo normale, e consiglia vivamente di stare alla larga da chi utilizza la menzogna come sistema di vita. Per esempio l’autore consiglia di allontanare immediatamente le persone che davanti a voi rispondono a telefono con gentilezza e poi appena terminata la chiamata si mettono a parlare male dell’interlocutore.

I ragionamenti di Di Fant che a prima lettura possono sembrare goliardici, in realtà sono basati sempre su basi scientifiche e razionali. Molto interessante è la terza parte del libro, in cui viene vivisezionata con grande arguzia tutta la gamma di smorfie e di movimenti che compiono le persone quanto mentono.

Che dire. Al termine di questo libro sembra davvero di riconoscere gli stronzi in pochi secondi, anche se ho sempre timore di sbagliarmi, perché mi hanno insegnato che l’apparenza inganna.

 

Michele Grassi

 

http://www.michele-grassi.com/f-di-fant-come-riconoscere-uno-stronzo-al-primo-sguardo-newton-compton/

 

La CNV a Teatro: “Boomerang”

 

La CNV a Teatro: “Boomerang” (regia A. Longoni 16-05-2017)

Con questo articolo si inaugura un nuovo filone denominato “La CNV a Teatro”. L’intento è quello di portare a teatro una disciplina come la Comunicazione Non Verbale, osservando gli attori teatrali nelle loro performance dal vivo, gomito a gomito con altri attori e “faccia a faccia” col pubblico.
Al di là di una critica relativa allo spettacolo teatrale (che lascio fare ai critici teatrali che sicuramente ne sanno più di me), il focus di questi articoli sarà l’osservazione e il commento del Linguaggio del Corpo degli attori – principali e non – che quotidianamente e con grande impegno danno prodigiosamente vita alle rappresentazioni sui palchi per incantare e far vivere la magia del teatro al loro pubblico.

Il primo spettacolo è “Boomerang” (Sala Umberto, 16-28 maggio 2017 – Roma), una divertente e e irriverente black comedy a tinte gialle, scritta e diretta da Angelo Longoni, con (in ordine alfabetico) Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli.

Lo spettacolo vede una famiglia borghese riunita per la morte del padre; come un metaforico boomerang lanciato nel passato, menzogna e verità possono tornare indietro anni dopo per colpire chi ha lanciato quest’arma a doppio taglio. Tra ipocrisie, stereotipi e perbenismo di facciata, la scelte compiute dai singoli all’interno delle mura domestiche possono avere ripercussioni su altri individui e sulla società.

Giorgio Borghetti: energico e pieno di vita, dona al suo personaggio la giusta intensità, i suoi movimenti risultano ricchi di energia, la sua gestualità è anche rilassata quando serve risultando sempre naturale, le sue posture comunicano pienamente allo spettatore gli stati d’animo del personaggio che riesce a interpretare con realismo e passione.

Simone Colombari: strappa non poche risate con la sua verve, la sua simpatia e le sue buffe espressioni facciali, complice un testo ricco di spunti ilari, fanno breccia nel pubblico che si trova a ridere e applaudire in numerosi momenti dello spettacolo. Ha un vasto repertorio comunicativo, il suo corpo è molto mobile specialmente nella zona del tronco e della testa, gestisce con naturalezza il movimento degli arti e asseconda in maniera naturale le emozioni del suo personaggio.

Eleonora Ivone: bravissima ed equilibrata, riesce a trasmettere agli spettatori la giusta freddezza e durezza del personaggio attraverso l’abile uso di gesti lineari e direttivi, comunica in maniera efficace rabbia e angoscia attraverso un uso completo e coerente di tutte le sue parti del corpo risultando sempre credibile.

Amanda Sandrelli: molto espressiva anche attraverso le sue poliedriche espressioni facciali, risulta carismatica, riesce a cambiare ritmo e stile con efficacia e grande naturalezza; riesce a suggerire allo spettatore l’ambiguità del personaggio attraverso una gestualità che sa adattarsi sempre ai diversi momenti scenici, comica e drammatica quando serve, con la grande mobilità delle sue mani tiene vivo il ritmo della sua interpretazione.

Un’ottima prestazione di tutti gli attori che hanno letteralmente dominato la scena anche attraverso il loro Linguaggio del Corpo. Uno spettacolo godibilissimo dall’inizio alla fine animato da diversi colpi di scena, con una storia la cui trama risulta sempre ritmata e avvincente con un cast di attori di altissimo livello.

Francesco Di Fant

 

http://www.salaumberto.com/stagione-teatrale-2016-2017/boomerang-di-angelo-longoni.html

 

ARS COMMUNICANDI – “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” (recensione)

 

Avete presente quei tizi che se ne vanno in giro guardando tutti quelli che incontrano con lo sguardo che sembra proprio dire “Siete tutti degli stupidi. Soltanto io so come va il mondo e quali sono le cose giuste da fare e da pensare”? Ebbene, molte volte definiamo questi personaggi con le parole “saccente”, “arrogante”, “presuntuoso” e quant’altro perché il nostro “io”, molto educato, non vuole utilizzare parole troppo dirette. Ma è sempre efficace la “buona educazione” o, in alcuni casi, è forse meglio dire le cose nel modo più diretto e chiaro possibile senza, appunto, fare tanti giri di parole? Francesco Di Fant, uno degli esperti sul linguaggio del corpo più autorevoli in Italia, va direttamente al sodo definendo questi individui con la parola che tutti noi in realtà pensiamo: stronzi. E ne dà una definizione a mio parere impeccabile. Infatti scrive nel suo ultimo libro che si intitola, appunto, Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo (Newton Compton Editori): «[…] i veri comportamenti da stronzo sono riconducibili alla presunzione di superiorità che alcune persone nutrono nei confronti degli altri.
[…] Il vero stronzo ha visione e savoir-faire, è furbo e saccente. Ha un ego smisurato e non si fa scrupoli. Negli anni, per mettersi in mostra, ha imparato addirittura a utilizzare la tecnologia!
Il suo atteggiamento da “so tutto io” si è modificato nel corso del tempo e oggi si nutre della cultura nozionistica di internet, superficiale e a portata di clic, che però permette di millantare un sapere sconfinato». Insomma, se siete degli egocentrici che vogliono far ruotare tutto intorno a sé e, per far questo, vi sentite in dovere di vedere e trattare chi vi circonda come esseri inferiori affinché vi sentiate “importanti”, allora siete degli stronzi. Eh già, perché molte, troppe volte additiamo gli altri senza renderci conto che magari noi siamo peggio di colui o colei che giudichiamo. Ed è proprio questa la caratteristica e la “novità” che mi è sembrato di scorgere in questo nuovo libro di Di Fant rispetto ai tanti altri “manuali sugli stronzi” che si possono trovare in libreria: il fungere da “specchio” sui nostri comportamenti al fine di migliorarli. Naturalmente il libro di Di Fant non si limita solo a questo, bensì descrive tecniche di linguaggio non verbale al fine di poter riconoscere gli stronzi e, di conseguenza, saperli gestire in maniera adeguata. Ma tutto ciò passa, giustamente, dal conoscere e migliorare se stessi prima di poter “operare sugli altri”. Non solo. Affinché possa avvenire tutto ciò in maniera adeguata e veramente utile, è necessario vedere le cose per come sono e non per come, invece, vorremmo che fossero.
Questa è un’altra caratteristica di Francesco Di Fant e delle sue “analisi”: non si muove mai per “teorie esotiche” (cosa che invece è molto comune trovare nei libri self-help), bensì sempre su basi scientifiche e razionali. Scorrendo le pagine del libro, infatti, non passa inosservata l’influenza della “scuola di pensiero” di Paul Ekman, considerato una delle cento persone più influenti del mondo nonché pioniere delle tecniche per riconoscere le emozioni e, quindi, il linguaggio del corpo (se a qualcuno di voi è piaciuta la serie tv Lie to Me sappia che il personaggio è ispirato proprio a Paul Ekman). Nella terza parte del libro, per esempio, intitolata “Un mondo di bugie” Di Fant analizza gran parte delle modalità con cui la gente racconta le menzogne. Cosa particolarmente interessante è il fatto che le bugie non vengono considerate sempre e soltanto “un male” ma, al contrario, spiega chiaramente che spesso sono molto importanti: «Una realtà fatta solo di verità sarebbe insostenibile: la menzogna è infatti nata e cresciuta insieme all’essere umano, attraverso i millenni della sua evoluzione sul pianeta. […] Per cooperare è indispensabile mantenere l’unità sociale del gruppo, e questo è possibile solo se ognuno è disposto a ingannare un po’ se stesso e gli altri con qualche bugia detta a fin di bene». Questa, però, è la parte “positiva”; ma, come dicevamo, il mondo è pieno di stronzi. E infatti «più un individuo è abituato a mentire e più tende ad agire senza scrupoli, senza curarsi delle conseguenze materiali, sociali ed emotive. I bugiardi patologici difficilmente riescono a vivere le relazioni in modo normale, sviluppano un minore attaccamento alle persone rispetto agli altri e vedono la bugia come unico strumento d’interazione».
Dunque, state alla larga dalla gente che mente in continuazione anche di fronte a voi (tipo quelle persone che, ricevendo una telefonata in vostra compagnia, si mettono a raccontare un sacco di balle con perfetta nonchalance): sono degli stronzi patologici!
Ci sarebbe tanto altro da dire su questo libro che, per ovvi motivi di spazio, non posso descrivere. Perciò vi lascio con un profondo aforisma, riportato nel libro, al fine di invitarvi a tenere sempre gli occhi bene aperti:

 

“Come diceva Zarathustra,
nella vita, che tu cammini o ti muovi,
o ti siedi e lo aspetti,
prima o poi uno stronzo lo incontri”

 
Paolo Rossi

Michele Putrino

 
http://arscommunicandi.blogspot.it/2015/10/come-riconoscere-uno-stronzo-al-primo.html

 

Radio Centro Suono 101.3 – “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo”

Massimiliano Augieri e Antonio Carnevale intervistano il dottor Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, su Radio Centro Suono 101.3 (http://www.centrosuono.com) a proposito del suo ultimo libro “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo” – 17 gennaio 2015



Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EIDOS – recensione del libro “I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo”

 

Recensione del libro “I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo” – EIDOS n.30 (luglio-ottobre 2014)

 

Seneca affermava che “gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie”, questo antico, ma sempre attuale, aforisma ci pone davanti a un dilemma che tocca tutti quanti: come riuscire a comunicare al meglio con gli altri?
Il linguaggio verbale è sicuramente una grande conquista per la razza umana ma prima di esso è sempre stato usato un altro codice, la lingua naturale del corpo.
Il libro “I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo” (edito da Newton Compton e recentemente pubblicato anche nell’edizione tascabile ed economica “Relax”) è scritto con un linguaggio semplice e riesce a mettere a fuoco numerosi concetti chiave del linguaggio del corpo, applicandoli alla realtà della vita quotidiana.
L’autore Francesco Di Fant, esperto di comunicazione e linguaggio del corpo, ci guida alla scoperta dell’affascinante mondo della comunicazione non verbale con questa sua seconda opera, che si propone come un facile e pratico manuale pieno di consigli per aiutare il lettore in due modi: comprendere i gesti altrui e comunicare meglio col proprio corpo in tutte le situazioni quotidiane.
Per rappresentare scenari realistici il libro è diviso in quattro sezioni: la prima “Amore, amicizia e tempo libero” si propone di dare consigli dedicati alla sfera più intima della vita, la seconda “Lavoro e Comunicazione” si focalizza sul mondo del lavoro, la terza è “Conflitto Negoziazione e Menzogna” e si pone il delicato obiettivo di risolvere i conflitti interpersonali; mentre l’ultima sezione “In viaggio: a contatto con gli altri” illustra il differente significato di alcuni gesti comuni in un virtuale giro del mondo.
L’autore, complice la sua natura di consulente e formatore, offre al lettore anche delle comode schede alla fine di ogni capitolo dove vengono riassunti i punti principali delle pagine appena lette. In questo modo questo manuale riesce davvero a essere un comodo e utile “prontuario” sul linguaggio del corpo, proprio e altrui, da portare sempre con sé nella nuova versione tascabile.

Luisa Cerqua

 

http://www.eidoscinema.it/

 

Presentazione libro su “IL TEMPO” (18 marzo 2012)

Gestualità IL LINGUAGGIO DEL CORPO «101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo» (Newton Compton).

Capire i gesti, il linguaggio che non mente.

Francesco Di Fant distilla delle indicazioni illuminanti. Come per esempio svelare le bugie: riuscendoci in cinque mosse. Ti prude il naso? Si tratta di emozioni. Si dilatano le pupille? » sintomo di menzogna. Nascondi le mani in tasca? Dietro la schiena o sotto le braccia evidenzia nervosismo. Hai difficoltà a deglutire? » sinonimo di stress. Ma quali sono gli indizi da non sottovalutare per muoversi nella comunicazione non verbale? L’autore ne parla il 20 marzo al wine bar «Pagnottelle e vino» in p.za S. Giovanni in Laterano 64 (ore 19).

ROBERTA MARESCI

IL TEMPO

 

http://www.iltempo.it/2012/03/18/1329498-gestualita_linguaggio_corpo_cose_sapere_linguaggio_segreto_corpo_newton_compton.shtml?refresh_ce

http://www.newtoncompton.com/upload/fileslibri/Il_Tempo_978-88-541-3580-2_2012318.pdf

 

Recensione libro su “LADYBLITZ” (22 febbraio 2012)

Il linguaggio del corpo non mente. Come capirne il significato

 

Ammettiamolo, chi di noi almeno una volta nella vita non ha pensato tra sé e sé “vorrei stare nella sua testa per sapere cosa pensa”. Certo, per ora entrare nella testa delle persone (per fortuna) ancora non è possibile, ma c’è un linguaggio, che è quello del corpo, che a differenza di quello verbale difficilmente riesce a nascondere la verità.

Di questo, ne è sicuro anche Francesco Di Fant, autore del libro “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” in cui svela tutti i segreti per capire cosa c’è realmente dietro gesti, volontari o meno, di chi ci sta intorno.

“Camminare con le mani dietro la schiena? Un sintomo di schiettezza e di apertura verso gli altri. Mettere le braccia conserte durante una conversazione? Non significa aver freddo o essere offesi, ma è una sorta di istinto di difesa. Torturarsi le labbra, invece, comunica in genere rabbia o desiderio, perché rappresenta un tentativo di mordere l’altro”. si legge sul quotidiano La Stampa.

Insomma, quindi, tutto sta nell’imparare a decifrare i codici “segreti” nascosti dietro l’accarezzarsi i capelli, per esempio, o accavallare le gambe. Secondo l’autore “l’aspetto tipico della seduzione nel gesto di accavallare le gambe è la velocità: più è lento e più stimola l’interesse di chi osserva; e se l’incrocio delle gambe, meglio se scoperte, è accompagnato da uno sguardo d’interesse, allora il gioco è più che esplicito”.

Certo, con un curriculum che vede una laurea in Scienze della comunicazione e consulente formatore presso importanti aziende, di certo qualcosa potrà pure insegnarci. Anche se, spiega l’autore, tutto ciò che è scritto nel libro non va preso come un “dogma”: “qualsiasi tipo di espressione non verbale non va letto alla luce di un’unica spiegazione, ma nell’ambito di tutti i gesti che l’accompagnano e degli altri aspetti della persona. Come ad esempio l’interpretazione della «musica» – o, meglio, dei rumori – del corpo: un respiro lento indica pacatezza e riflessione, il gulp dei fumetti – conseguente all’inghiottire saliva spesso è segnale di paura o tensione, come del resto il far schioccare le dita delle mani o lo sfregare i denti. Il corpo inclinato in avanti è segnale invece di dominanza, se è bello dritto simboleggia predominio o un atteggiamento neutro, se inclinato indietro è sintomo di sottomissione”.

Molto interessante, anche il capitolo in cui l’autore parla dei “sintomi” di chi probabilmente sta dicendo una bugia: un repentino cambiamento di tono o volume della voce, ma anche un sospetto “mangiucchiamento” di unghie o il tamburellare insistentemente le dita su una gamba o battere i piedi, è sintomo di bugia in agguato.

Via libera, dunque, al riconoscimento dei gesti “a tempo perso”, ricordando, però, che non sempre il gesto corrisponde alla regola. Non è detto, dunque, che se la “vicina di posto” in metropolitana accavalli le gambe, è segno che voglia sedurvi.

 

http://www.ladyblitz.it/attualita/linguaggio-corpo-significato-regole-1440547/

 

Recensione libro su “LA STAMPA” (22 febbraio 2012)

 

Capire i gesti il linguaggio che non mente

 

Camminare con le mani dietro la schiena? Un sintomo di schiettezza e di apertura verso gli altri. Mettere le braccia conserte durante una conversazione? Non significa aver freddo o essere offesi, ma è una sorta di istinto di difesa. Torturarsi le labbra, invece, comunica in genere rabbia o desiderio, perché rappresenta un tentativo di mordere l’altro.

Sono solo alcuni dei gesti e dei movimenti di ognuno di noi, volontari e non, analizzati e raccontati nel libro «101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo» di Francesco Di Fant. Perché spesso ciò che non viene detto è più eloquente delle parole, specie se al loro posto si lanciano messaggi inequivocabili. La sfida è appunto nella loro interpretazione, per capire emozioni, sensazioni, paure e pensieri di chi ci sta di fronte, ma anche per svelare (o non svelare) la parte di sé che per qualche ragione si vuol tener nascosta.

Seneca diceva: «Gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie». E questo è l’assunto di partenza del manuale, che sciorina consigli preziosi suddivisi per parti del corpo. Le gambe accavallate, ad esempio, vengono di solito «lette» come fenomeno di seduzione femminile, e non solo alla luce della famosa scena di Sharon Stone in «Basic Instinct».

L’aspetto tipico della seduzione in questo tipo di movimento è, secondo l’autore, la velocità: più è lento e più stimola l’interesse di chi osserva; e se l’incrocio delle gambe, meglio se scoperte, è accompagnato da uno sguardo d’interesse, allora il gioco è più che esplicito. Chi si scrolla la polvere di dosso, specie se immaginaria e non soffre di forfora, può desiderare di allontanare pensieri o immagini che non si intende accettare. E dietro a ciò può anche esserci il tentativo di scuotersi, di riprendersi o di spazzare via l’apatia.

Quelle che fornisce l’autore, laurea in Scienze della comunicazione e consulenteformatore presso importanti aziende, sono indicazioni illuminanti, ma non certo dogmi: qualsiasi tipo di espressione non verbale non va letto alla luce di un’unica spiegazione, ma nell’ambito di tutti i gesti che l’accompagnano e degli altri aspetti della persona. Come ad esempio l’interpretazione della «musica» – o, meglio, dei rumori – del corpo: un respiro lento indica pacatezza e riflessione, il gulp dei fumetti – conseguente all’inghiottire saliva spesso è segnale di paura o tensione, come del resto il far schioccare le dita delle mani o lo sfregare i denti. Il corpo inclinato in avanti è segnale invece di dominanza, se è bello dritto simboleggia predominio o un atteggiamento neutro, se inclinato indietro è sintomo di sottomissione.

Interessante anche il capitolo che insegna a scoprire le bugie dalla voce altrui. Quando cambia ritmo, tono e volume, è meglio stare sul chi va là. Lo stesso se il presunto – bugiardo intervalla il discorso con pause e troncamenti improvvisi.

Ma chi mente spesso lo rivela anche tamburellando le dita su una gamba, mangiandosi le unghie, battendo i piedi velocemente o toccandosi la nuca o il collo. Occhio soprattutto se chi parla frappone un ostacolo – una sedia o un bicchiere – tra sé e l’interlocutore.

L’osservazione degli altri diventa così quasi un passatempo, specie nei tempi morti in metropolitana o in treno: piccoli gesti, tic, la gestione del contatto visivo e l’immancabile abbigliamento, possono far cogliere aspetti del carattere di chi si ha di fronte. E se poi nello scompartimento trilla l’immancabile telefonino, un brandello di dialogo – per il modo di parlare e per le cose dette in un modo piuttosto che in un altro – può avallare o meno ciò che si è immaginato del compagno di viaggio.

MAURIZIO TERNAVASIO

LA STAMPA

 

http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/443577/