Turni di parola e Linguaggio del Corpo – CoachMag 47

Durante una conversazione con più persone esiste il rischio che la comunicazione risulti confusa e poco fluida. Saper gestire i turni di parola può essere uno strumento utile per tutti, in particolare per i Coach che parlano in pubblico (riunioni, conferenze, dibattiti, talk-show) e che vogliano ottimizzare l’interazione coi propri Coachee.

Esistono clienti molto loquaci e altri timidi e di poche parole, in questi casi può risultare particolarmente utile gestire il flusso della comunicazione in maniera armoniosa regolando i turni di parola attraverso l’utilizzo del Linguaggio del Corpo.

E’ bene non interrompere gli altri mentre parlano. Al di là della caratteristiche personali di ciascuno, esistono anche differenze culturali: i popoli latini – italiani inclusi – hanno il vezzo di sovrapporre i turni di parola iniziando a parlare ancor prima che l’altro abbia terminato la frase, i popoli anglosassoni invece attendono che l’altro termini di parlare prima di prendere la parola; in Asia addirittura è buona norma attendere qualche secondo tra un turno di parola e l’altro, per evidenziare che si è riflettuto su quanto ascoltato prima di parlare.

Analizziamo alcuni dei segnali più utilizzati nel Linguaggio del Corpo per regolare la turnazione della parola, dividendoli in due categorie: segnali usati per cedere la parola all’altro e segnali utilizzati per chiedere o prendere la parola

(Continua su COACHMAG n.47 con i diversi segnali del Linguaggio del Corpo (gesti, sguardo, testa, ecc.) usati per cedere la parola e i segnali utilizzati per chiedere o prendere la parolawww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Greta fulmina Trump con lo sguardo: analisi dell’occhiataccia che ha fatto il giro del mondo – Revoluzione

L’immagine del volto di Greta Thunberg che “guarda male” il presidente USA Donald Trump, l’uomo che definisce il cambiamento climatico una bufala, ha fatto il giro del mondo in poche ore. Lo sguardo di Greta che “fulmina con lo sguardo” Trump nella sua visita a sorpresa all’ONU è diventato immediatamente un’icona, specialmente in questi giorni in cui il dibattito e le manifestazioni per la difesa dell’ambiente sono un argomento da prima pagina (guarda il video).

Il giornale britannico Daily News ha interpellato l’esperta statunitense di Linguaggio del Corpo Patti Wood per chiedere un’opinione sul volto di Greta:

“La sua faccia si è trasformata. Prima perplessità, poi quelli che io chiamo gli ‘occhi coltelli’”,

dice Patti Wood, descrivendo l’improvvisa curvatura delle sopracciglia di Thunberg. Successivamente la sedicenne spinge la lingua contro la guancia, per “controllare l’istinto di mostrarla”.

Wood ha spiegato che la reazione fisica di Greta è stata probabilmente accentuata dalla sindrome di Asperger. Alcune persone affette da Asperger non sono così abili nel controllare i segnali che inviano ad altre persone”,ha detto Wood, che ha sottolineato come la rabbia non sia immediatamente scomparsa dal suo volto – non era dunque rivelata da una microespressione – ma è persistita.

Da esperto di Comunicazione Non Verbale sono d’accordo con Patti Wood, è anche vero che possiamo allargare tale analisi sotto diversi punti di vista per comprendere meglio la dinamica di quell’incontro di pochi secondi.

Foto 1

Greta in presenza di Trump rimane con le braccia incrociate (Foto 1), questo elemento rinforza l’idea di chiusura verso Trump e segnala al tempo stesso che sta assumendo una “posa da guerriera”, questo indica che sta aspettando il presidente al varco.

Inoltre Greta non sbatte le palpebre, questo indizio segnala che è molto concentrata sull’imminente incontro.

Foto 2

Prima dell’arrivo del presidente Greta gestisce bene la tensione e appare con la bocca rilassata e le labbra chiuse (Foto 2).

Foto 3

Quando entra la scorta presidenziale inizia a mostrare tensione e forse aggressività digrignando i denti con la bocca socchiusa e i denti stretti (Foto 3).

Il fatto che abbia le labbra parzialmente aperte potrebbe anche indicare che aveva l’intenzione di parlare con Trump.

Foto 4

Quando arriva la scorta presidenziale Greta cerca attivamente Trump con lo sguardo (Foto 4) sporgendosi per vedere se sia arrivato, questo ci segnala che sta cercando effettivamente l’incontro-scontro col presidente che, però non la degna di uno sguardo ignorandola e tirando dritto per la sua strada.

Foto 5

A questo punto Greta lancia la famosa “occhiataccia”, unita a un’espressione particolare del viso, mostrando la sua rabbia e il suo disappunto per essere stata snobbata (Foto 5).

Andando ad analizzare il suo volto nel dettaglio, Greta mostra segnali di disprezzo e di rabbia trattenuta.

Il disprezzo per Trump, che si oppone alla difesa dell’ambiente e l’ha appena ignorata, è visibile dall’espressione asimmetrica del viso che si contorce in una smorfia a metà tra disgusto e rabbia. La rabbia è chiaramente visibile dalle sopracciglia che formano una “V” (gli “occhi coltelli” di Patti Wood), dalle labbra strette con forza e dalla lingua che preme dentro la guancia. Il gesto di premere la lingua, oltre che scaricare fisicamente la rabbia (come un pungo chiuso o mordersi le labbra), segnala anche un gesto di “automanipolazione” del proprio corpo che appare molto spesso in situazioni di disagio e tensione.

Accennando poi al suo appassionato discorso Greta all’ONU di pochi giorni fa, sembrava esprimere vera rabbia nelle sue parole, mentre in passato eravamo abituati a un’immagine di lei più pacata ed equilibrata, forse sul palco dell’ONU era ancora un po’ arrabbiata per essere stata ignorata poco prima da Trump?

Alla luce di quest’analisi del comportamento gestuale di Greta Thunberg possiamo considerare diversi aspetti.

1) Trump sembra ignorarla volontariamente: nonostante si possa giustificare il campo visivo ridotto dell’uomo rispetto a quello della donna, rimane difficile credere che non si sia accorto dell’adolescente più famosa al mondo accanto a lui mentre indossa uno sgargiante vestito fucsia.

2) Greta stava aspettando al varco Donald Trump e con probabilità voleva dirgli qualcosa: Trump non è caduto in questa piccola imboscata e si è defilato, probabilmente per non dare peso mediatico a Greta in quel momento, innescando la reazione di disprezzo e rabbia della giovane. Considerando che tale immagine, oramai iconica, ha fatto letteralmente il giro del mondo, la tattica di Trump sembra aver favorito la notorietà della giovane Greta.

E voi, che ne pensate?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

VIDEO – Trump le passa davanti, Greta lo fulmina con lo sguardo

Articolo Huffington Post

https://www.huffingtonpost.it/entry/un-esperto-di-linguaggio-del-corpo-spiega-cosa-si-nasconde-dietro-lo-sguardo-di-greta-a-trump_it_5d89e44ce4b0c2a85cb0be99

3 strategie dello sguardo nel Linguaggio del Corpo – Hdemos

Per un avvocato è di grande importanza conoscere le diverse “strategie dello sguardo” che avvengono di norma nelle interazioni, personali e professionali, con le persone intorno a noi. Che sia in un’aula di tribunale o in altre situazioni di lavoro, è normale scambiarsi numerosi sguardi dal diverso significato: simpatia, dubbio, potere, interesse, disaccordo e altri ancora.

Perché lo sguardo è così importante nel Linguaggio del Corpo?

La vista ha una grande importanza per l’essere umano, si stima che circa l’80% delle informazioni dell’ambiente siano ottenute tramite la vista. Per l’importanza che riveste il senso della vista nella nostra esperienza quotidiana, il potere dello sguardo è sempre stato oggetto di attenzioni da parte di artisti, scienziati, filosofi, letterati e altro ancora.

Forse la più importante funzione di comunicazione che riveste lo sguardo è la cosiddetta “salienza”, un sinonimo di “importanza”. In pratica diamo importanza a ciò che si osserva, quando guardiamo qualcosa o qualcuno gli stiamo dando importanza proprio perché rivolgiamo l’interesse verso di lui, e allo stesso modo chi viene osservato si sente giustamente, “chiamato in causa” e si attiva anche in lui l’interesse verso l’altro (interesse che può essere di varia natura a seconda della natura della situazione: paura, piacere, curiosità, ecc.). Quando guardiamo qualcuno questa persona entra nel nostro radar e i sensi si direzionano reciprocamente in questo primo contatto visivo che è un vero “contatto fisico a distanza”, i sensi si attivano, l’attenzione è focalizzata e si instaura il primo ponte comunicativo con l’altro, grazie alla salienza (importanza) dello sguardo.

3 strategie dello sguardo

Il tipo di movimento dello sguardo può aiutarci a capire il tipo di interesse che una persona può nutrire nei confronti di un’altra, esistono nella letteratura “classica” del Linguaggio del Corpo 3 principali categorie di sguardo che si può rivolgere a un’altra persona quando si è vicini ad essa, a una distanza utile per una conversazione.

Mentre due persone parlando tra loro è normale che lo sguardo non rimanga fisso su un punto del viso altrui ma si muova esplorando diverse zone della figura dell’interlocutore.

  • Affiliazione: il tipo di sguardo “sociale” e amichevole che si usa più spesso è quello che viene definito sguardo di affiliazione, in questo tipo di sguardo gli occhi si spostano in un triangolo che va dagli occhi alla bocca della persona che si osserva. L’attenzione è quindi focalizzata sulla parte centrale del volto che racchiude zone molto comunicative (occhi e bocca, appunto). Questo sguardo è usato per comunicare interesse verso l’altro con un atteggiamento aperto e amichevole.
  • Seduzione: un altro tipo di sguardo è definito “intimo” o di seduzione, gli occhi in questo caso si muovono in un triangolo più ampio di quello di prima, che va dagli occhi al petto. Questo tipo di sguardo implica un’esplorazione visiva più ampia della persona che si ha di fronte, allargando l’area di osservazione sulla parte del petto si verificano anche attributi legati alla sessualità (petto robusto negli uomini, seno nelle donne). Questo tipo di sguardo è tipico nel primo incontro tra un uomo e una donna (o anche persone dello stesso sesso se si hanno gusti sessuali diversi dall’eterosessualità), quando questo sguardo viene ripetuto più volte durante una conversazione può segnalare un interesse di tipo sessuale da parte dell’altra persona.
  • Potere: il terzo tipo di sguardo è lo sguardo di potere, definito anche “sguardo di controllo” o “di dominanza”. Il triangolo che si forma con il movimento degli occhi è compreso tra gli occhi e il centro della fronte. Questo tipo di sguardo ha la funzione di esercitare un controllo sull’altro o di incutere timore, quando si riceve questo tipo di sguardo ci si sente istintivamente un po’ a disagio, è come se l’altro si stesse fissando come se fossimo un bersaglio. E’ interessante notare che questo tipo di sguardo è molto usato durante i combattimenti di arti marziali, tenendo lo sguardo su quell’area e sfocandolo leggermente si ottiene l’effetto di incutere timore all’altro e di tenere anche sotto controllo i rapidi movimenti dell’avversario.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Perché si tengono gli occhi socchiusi? – Copia Originale

 

Osservando il Linguaggio del Corpo altri si può notare che ogni tanto si tende a stringere gli occhi e a tenerli socchiusi. Tenere gli occhi stretti (o socchiusi) spesso serve a proteggersi da una luce intensa, o dall’acqua di un temporale così come dalla sabbia in una spiaggia ventosa.

Un altro aspetto interessante di questo atteggiamento è relativo all’espressione dei sentimenti, chi tiene spesso gli occhi stretti potrebbe avere difficoltà a esprimere i sentimenti più profondi. Gli occhi vanno considerati come una porta d’accesso e d’uscita del nostro corpo e della nostra mente.

Ridurre la possibilità di comunicazione, di scambio con l’ambiente esterno può segnalare una predisposizione alla difesa del proprio mondo interiore, psicologico ed emozionale (persone timide, coscienziose e riservate). Socchiudere gli occhi è un modo per non vedere ciò che ci circonda, inoltre dà anche la possibilità di avere un maggior controllo delle proprie reazioni emotive.

Il fatto (volenti o meno) di esternare in maniera meno intensa i propri sentimenti è un logico riflesso di questo atteggiamento nei confronti della vita stessa e del mondo esteriore, visto più spesso come una minaccia che come un’opportunità da queste persone.

Tenere chi occhi socchiusi è anche un particolare dell’emozione della rabbia; inoltre stringere le palpebre può segnalare uno sforzo per concentrarsi meglio, spesso in presenza di rumori o quando si è concentrati per cogliere un concetto difficile da comprendere.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/perche-si-tengono-occhi-socchiusi

Segnali di Menzogna: il volto – Copia Originale

 

Il nostro corpo invia molti segnali all’esterno e, tra questi, anche i cosiddetti “segnali di menzogna”: piccoli o grandi gesti che possono indicare la presenza di una bugia. Cosa dovremmo osservare sul volto altrui?

– l’asimmetria delle espressioni facciali può indicare la falsificazione o il controllo delle emozioni, le emozioni sincere appaiono simmetriche sul viso

– uno sguardo carente (evitare il contatto visivo) o eccessivo (fissare l’altro per controllarlo) possono essere segnali di menzogna

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/segnali-menzogna-volto

Perchè ci guardiamo intorno?

 

Eccoci a una festa, siamo assorti in una piacevole conversazione con altre persone quando una di queste comincia a guardarsi intorno, come se stesse cercando qualcuno o qualcosa con lo sguardo.

A volte la persona in questione sta effettivamente osservando per vedere se una persona attesa sia arrivata o meno; ma, molto più spesso, questo segnale del corpo ci porta a credere che il nostro interlocutore stia letteralmente cercando una via di fuga.

Sicuramente questo atteggiamento indica poca attenzione e interesse nei nostri confronti (o riguardo al tema di cui stiamo parlando), ma è interessante notare che quasi tutti adottano questa sottile tecnica di fuga (perlomeno mentale) in maniera inconsapevole. Se fate caso al vostro linguaggio del corpo noterete che in presenza di una persona logorroica, poco gradita o nel mezzo di un argomento che non ci interessa tendiamo automaticamente a cercare intorno a noi altri punti d’interesse che, a livello psicologico, sono considerati delle vere e proprie scappatoie (quanto è vero che è più interessante riordinare i calzini nei cassetti piuttosto che parlare con alcune persone…).

Un esempio molto pratico di questo atteggiamento è l’addestramento che agenzie governative come fbi e cia adottano con i propri agenti segreti (come in film famosi come The Bourne Identity e Ronin) per analizzare e cercare istintivamente tutte le possibili vie di fuga in un ambiente in caso di necessità (spesso la necessità per un agente segreto coincide con la propria sopravvivenza).

Ovviamente nel caso sopracitato in cui stiamo facendo due chiacchiere a una festa, l’urgenza non è quella di salvarsi la pelle ma perlomeno di salvare il nostro cervello (almeno dalla noia) con una distrazione automatica verso altri oggetti presenti nell’ambiente che ci circonda.

A volte, invece, potrebbe essere un vezzo della persona, ovvero un modo di fare abbastanza frequente che ripropone quasi in tutte le situazioni; al di là di quello che possiamo dire o fare, queste persone tenderanno naturalmente a guardarsi spesso intorno. In linea di massima può indicare due cose: un eccessivo movimento oculare può essere indizio di tensione ed eventualmente di paura; senza arrivare a definire paranoiche queste persone, il fatto di muovere continuamente gli occhi rientra nella spiegazione data in precedenza, che evidenzia il fatto di cercare vie di fuga e di vedere se è presente qualcuno che non si gradirebbe incontrare.

Un’altra interpretazione può essere quella di avere di fronte a noi una persona che ha i pensieri più mobili di altri individui, ossia non riesce a soffermare la propria attenzione su un pensiero fisso e ha bisogno di spaziare tra differenti idee. In entrambi i casi è evidente che il significato dei movimenti oculari non è da ricondurre a qualche evento particolare intorno a noi o a qualche atto di cui ci possiamo sentire, in qualche modo, responsabili.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Linguaggio del Corpo (ma non avete mai osato chiedere) – COACHMAG n.28

– ovvero come sfatare i luoghi comuni errati nel Linguaggio del Corpo –

 

Quante volte avete letto un articolo sul Linguaggio del Corpo scoprendo consigli per osservare il movimento altrui e comprenderne emozioni e intenzioni? A volte la disciplina del Linguaggio del Corpo (o Comunicazione Non Verbale) non viene trattata e approfondita con il rigore e la scientificità necessaria per un corpus di studi che comprende nozioni di biologia, etologia, neuroscienze, psicologia, sociologia e comunicazione (solo per citare le principali scienze e discipline prese in considerazione).
A volte si leggono nozioni sul Linguaggio del Corpo che non sempre risultano corrette o, nel migliore dei casi, applicabili in tutte le situazioni comunicative. Andiamo quindi a sfatare tali luoghi comuni errati che vengono proposti con più frequenza negli articoli di varie riviste.

 

GESTI DI CHIUSURA:
Il primo luogo comune da sfatare è quello per cui chi tiene le braccia incrociate segnala sempre chisura rispetto agli altri, questo può essere vero ma non sempre. Le braccia vengono messe in posizione incorciata anche per riposare, in particolare quando la postura del corpo è rilassata e il bacino è leggermente spostato in avanti a reggere il peso delle braccia.

 

MANI E MANIPOLATORI:
Un altro segnale del corpo che viene spesso spacciato come universale è quello dei gesti manipolatori. L’azione di auto-contatto del corpo (toccarsi il viso, un braccio, la nuca, ecc.) viene spesso indicata come sinonimo di tensione e disagio e viene spesso citata come indizio di menzogna. Questo è vero solo in parte, infatti i gesti manipolatori possono anche essere presenti in altre situazioni, come in momenti di noia, di estremo agio e come forma di auto-carezza quando si è da soli.
Un’altra indicazione scorretta è quella per cui chi mette le mani dietro la schiena ha qualcosa da nascondere o mostra scarsa disponibilità alla comunicazione, tale gesto infatti può anche indicare rispetto verso l’altro (es. gerachie formali o informali, come nell’esercito o nel rapporto maestro-alunno) o venire usato per assumere una postura composta in particolari situazioni formali (es. cerimonie, riti di vario genere).

 

CONTATTO FISICO:
Altre indicazioni scorrette che sono spesso presenti nella divulgazione di basso livello sono relative al contatto fisico. Viene spesso detto che una persona che cerca il contatto fisico con l’altro dimostri sicurezza e apertura comunicativa, questo però non è sempre vero. Una persona che tocca continuamente il suo interlocutore dimostra spesso insicurezza, in questo caso il contatto diventa una incessante richiesta di attenzione nei propri confronti; è tipico il caso delle persone che mentre parlano tengono l’avambraccio altrui con una mano, come se avessero paura che l’altro si allontani. Lo stesso vale per le strette di mano forti e prolungate, interpretate spesso come sinonimo di fiducia e apertura rispetto alle strette di mano deboli e brevi. Una stretta eccessivamente volitiva e prolungata potrebbe, al contrario, essere indice di una certa aggressività e della volontà di controllare e dominare gli altri.

 

SGUARDO E MENZOGNA:
Un altro luogo comune molto diffuso è quello secondo cui chi ci sta mentendo tende ad abbassare lo sguardo o comunque a evitare lo sguardo altrui. Questo può essere corretto ma non sempre, infatti molte persone preferiscono fissare l’interlocutore quando mentono per poter controllare meglio le reazioni dell’altro rispetto all’inganno perpetrato.

 

SORRISI SINCERI:
L’ultima indicazione sul Linguaggio del Corpo da correggere è legata al sorriso. Viene spesso detto che per riconoscere un sorriso basta osservare la posizione degli angoli delle labbra che devono essere rivolti all’esterno e verso l’alto. In realtà questo vale per il cosiddetto sorriso “sociale” ovvero quello usato con frequenza verso sconosciuti o conoscenti. Per riconoscere un sorriso sincero, che implichi anche un’emozione positiva, è importante osservare la parte alta nel viso, in particolare la zona degli occhi. Un sorriso sincero di vera gioia si riconosce da due elementi: la formazione di rughe al lato degli occhi (le cosiddette “zampe di gallina”) e l’innalzamento del muscolo zigomatico, che spinge lo zigomo in alto occludendo parzialmente la parte inferiore dell’occhio.

Spero di aver fatto luce su alcuni segnali del Linguaggio del Corpo e di aver stimolato la vostra curiosità per questa moderna e affascinante disciplina, utile sia per riconoscere le emozioni e gli stati d’animo altrui sia per comunicare attivamente ed efficamente con il nostro corpo.

 

Francesco Di Fant

 

Articolo pubblicato sulla rivista COACHMAG n.28, Anno 7, Luglio 2016, nella rubrica “Silenzio! Parla il corpo”.
www.coachmag.it

 

GENTE (giugno 2015) – Non solo gli elettori, anche Agnese si stacca

La gioiosa intesa di un tempo sembra essersi raffreddata. Piccoli segni, sfumature, linguaggio del corpo: gli esperti “leggono” le immagini e giudicano

 

Giulio Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha, ma era un amante dei paradossi. In realtà sembra vero il contrario, guardando le foto di questo nostro servizio dedicato al premier Matteo Renzi e alla moglie Agnese. Una coppia che di recente in pubblico parrebbe meno unita e forse meno in sintonia che in passato. Perlomeno questo potrebbero indicare certi piccoli segnali che si colgono mettendo a confronto le immagini. Nel 2011 Renzi, ancora sindaco di Firenze, passeggiava mano nella mano con Agnese ed entrambi sorridevano lieti. Nel 2014 Matteo, già capo del governo, presenziava alle sue prime cerimonie ufficiali in questo ruolo con la moglie accanto, sempre molto vicina, e i due si cercavano con lo sguardo, tanto da isolarsi a volte dal contesto intorno. Ora invece il premier e la sua signora camminano per strada separati da una certa distanza, a volte neppure affiancati, e i loro occhi non si incontrano come prima, ma ognuno lascia vagare il proprio sguardo altrove, come assorbito nei propri pensieri.

Sono piccoli particolari, sfumature, come si è detto, ma potrebbero indicare che il logorio del potere abbia cominciato a fare presa sulla coppia. Il linguaggio del corpo colto da queste fotografie significherebbe forse che lo stress imposto a entrambi dal ruolo pubblico ha incrinato la loro precedente armonia, disperdendo le energie che Renzi e signora prima dedicavano l’uno all’altra. Lui ha affrontato sfide impegnative, come iI Jobs Act e l’Italicum, ed è uscito dalle elezioni regionali con i primi cali di consenso, dovendo fare i conti anche con la fronda interna nel Pd. Agnese è stata coinvolta, come insegnante, nel dibattito sulla contestata riforma scolastica del governo di suo marito e nei giorni scorsi ha cercato con determinazione di mantenere una posizione defilata. La stessa già da lei scelta a suo tempo, quando non volle seguire il marito a Palazzo Chigi, a Roma, per restare a Pontassieve, vicino a Firenze, con i loro tre figli.

Adesso i consolidati equilibri della coppia Renzi potrebbero essere cambiati? Dopo aver esaminato le foto di queste pagine, la psicologa Gianna Schelotto afferma: «L’apparenza indicherebbe questo, ma se una coppia funziona può rielaborare la sua immagine pubblica, restando solida nel privato. All’inizio i Renzi avevano bisogno di mostrarsi innamorati e felici, poi sono passati a un tipo di comunicazione esterna più distaccata. È probabilmente una forma di difesa dalla pressione dei tanti nuovi impegni». Forse tra loro non è cambiato nulla. «Sì. Le dinamiche interne a una coppia sono molto difficili da decifrare per chiunque altro. Secondo me, Matteo e Agnese hanno solo deciso di cambiare immagine, preservando la loro intimità».

Francesco Di Fant, autore di I segreti per parlare e capire il linguaggio del corpo (Newton Compton), ritiene invece che la nostra sequenza fotografica dei coniugi Renzi dimostri un certo distacco subentrato tra loro. «Si coglie nella distanza attuale tra i loro corpi e i loro sguardi», spiega. «Toccare qualcuno, tenerlo per mano, significa creare un contatto empatico, rassicurarsi a vicenda. Tra loro non avviene, quindi l’atmosfera tra i Renzi pare raffreddata. È difficile ipotizzarne i motivi. Forse lui ha troppe preoccupazioni, forse lei ha qualche motivo di malinconia. Però secondo me il loro è un modo di porsi da cambiare subito: tra un leader e la moglie la sintonia deve essere perfetta agli occhi del pubblico, deve essere palese. Un leader deve apparire sempre affidabile e il più sereno possibile agli elettori».

Un altro aspetto che ci rivelano le foto recenti dei coniugi Renzi è la perfetta forma di Agnese, elegante e con una linea invidiabile. «È fisicamente aggraziata ed è entrata nel ruolo di first lady», commenta l’esperto di comunicazione Klaus Davi. «È una donna più sciolta e più consapevole che in passato, pur avendo mantenuto la riservatezza e la sobrietà a lei abituali. Sono doti che piacciono molto, anche alle altre donne, e che le fanno guadagnare consenso». Forse per questo nelle foto lei non è vicina al marito come prima. Ora Agnese sa camminare anche da sola.

Igor Ruggeri

 

Articolo completo – Gente n.23/2015

 

LE FUNZIONI DELLO SGUARDO – LIE TO MANA’ (26 luglio 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo delle diverse funzioni e dei significati dello sguardo! – 26 luglio 2013




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PICCOLI CONSIGLI PER SCOPRIRE LE MENZOGNE – LIE TO MANA’ (16 novembre 2012)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo (http://www.radiomanamana.it) – Oggi si parla di come scoprire le bugie e delle domande da fare per capire la verità! – 16 novembre 2012



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LO SGUARDO E LE SUE FUNZIONI – “Chiamate Paperoga!” 29 ottobre 2012 (ELLE RADIO)

Collegamento telefonico come esperto di Linguaggio del Corpo nella trasmissione “Chiamate Paperoga!” condotta da Paolo Di Censo e Valeria Biotti su ELLE RADIO FM 88.100 (www.elleradio.it) – Oggi si parla dei segnali delle funzioni dello sguardo!



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GLI OCCHI E IL CONTATTO VISIVO – “Chiamate Paperoga!” 14 giugno 2012 (ELLE RADIO)

Ospite in studio come esperto di Linguaggio del Corpo nella trasmissione “Chiamate Paperoga!” condotta da Paolo Di Censo e Valeria Biotti su ELLE RADIO FM 88.100 (www.elleradio.it) – Oggi si parla degli occhi e del contatto visivo!



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