I segnali di menzogna di Di Battista. Analisi del Linguaggio del Corpo

A volte non serve un esperto di Linguaggio del Corpo o di Analisi della Menzogna per capire quando ci stanno dicendo una bugia. E’ quanto emerge da un breve articolo su Dagospia in cui viene esaminato uno stralcio dell’intervista al politico pentastellato Alessandro Di Battista da parte del giornalista Daniele Bonistalli, inviato della trasmissione “Non è l’arena” condotta da Massimo Giletti su LA7.

Nel breve video di quest’intervista appare evidente, anche a uno sguardo meno esperto, che Alessandro Di Battista è in uno stato di agitazione che lo porta a nascondere (male) i suoi veri pensieri e le sue vere emozioni sullo stato attuale del governo giallo-verde che vede alleati la Lega e il Movimento 5 Stelle.

Sono davvero numerosi e visibilii segnali di tensione di Di Battista che, con altissima probabilità, evidenziano un malriuscito tentativo di nascondere i suoi veri pensieri mentre risponde alle domande del giornalista che lo interroga sulla stabilità dell’attuale compagine governativa.

Andiamo a vedere quali elementi della Comunicazione Non Verbale rilevano i segnali di menzogna di Di Battista:

In tutta l’intervista mostra agitazione a livello fisico, è ipercinetico e muove molto la testa, gli occhi e le spalle, questi indizi mostrano un alto livello di tensione che viene scaricata col movimento del corpo.

Nella prima parte dell’intervista parla dell’attuale grado di stabilità del governo giallo-verde, mentre risponde distoglie lo sguardo dal giornalista, con la mano cerca di toccarsi il viso, salvo poi riuscire a controllarsi e a fermare il movimento della mano (i gesti di auto-contatto si verificano in presenza di disagio). Inoltre è presente un forte colpo di “tosse nervosa” che, oltre a schiarire la voce, sembra essere causato da uno stato di tensione.

Quando risponde alla domanda su quanto durerà il governo, Di Battista risponde “Questo non ne ho idea”, durante la sua risposta effettua anche una scrollata unilaterale della spalla sinistra, questo segnale manifesta che lo stesso Di Battista non crede fino in fondo alle sue parole e tenta di controllare, senza riuscirci, la classica scrollata di spalle (visibile più di una volta nel corso dell’intervista) che segnala un forte dubbio, in questo caso delle sue stesse affermazioni.

Nella seconda parte dell’intervista Di Battista afferma che la maggior parte delle iniziative del governo sono merito dei 5 stelle e che Salvini sta attraversando una “fase fortunata” nella comunicazione. Anche quando dice queste frasi mostra diversi segnali di tensione che rilevano quasi sicuramente una menzogna: sbatte molto le palpebre, ha difficoltà a trovare le parole e inizia a balbettare, si tocca il naso (toccarsi il naso può essere un indizio di menzogna poiché, oltre a un gesto di tensione da auto-contatto, può prudere a causa di alcune sostanze chiamate catecolamine che fanno pizzicare il naso quando si tenta di mentire).

In conclusione sembra chiaro che Alessandro Di Battista, visti i numerosi segnali di disagio e tensione manifestati attraverso la sua Comunicazione Non Verbale e Paraverbale, non stia raccontando al giornalista tutta la verità, o che, per lo meno, abbia molto da nascondere su quello che pensa veramente dell’attuale governo in questa fase delicata.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/video-non-fate-vedere-battista-tim-roth-39-39-lie-to-199809.htm

La tensione di Salvini in Senato nel caso Diciotti. Analisi del Linguaggio del Corpo.

L’attuale Ministro dell’Interno Matteo Salvini è un bravo comunicatore, solitamente lo vediamo comunicare di fronte a giornalisti e platee in maniera efficace e convincente.

Esistono però delle eccezioni anche per coloro che sono abituati a parlare in pubblico, quando la tensione è alta i segnali del corpo vengono in superficie, infatti parte della nostra Comunicazione Non Verbale è istintiva e non viene controllata dalla parte razionale del cervello. In momenti particolari di stress il cervello fa più fatica a mantenere il controllo del corpo e della voce e qualche segnale di agitazione viene a galla diventando visibile.

Al di là di ogni idea e commento politico, da cui mi astengo non essendo la mia materia, questo è quanto accaduto durante l’intervento di Salvini in Senato del 20 marzo 2019, giorno in cui si è votata l’autorizzazione a procedere per il Ministro, negata con la maggioranza dei voti, riguardo al caso internazionale della nave Diciotti.

In questi minuti di pubblica orazione in cui il Ministro si difende dalla accuse, abbiamo avuto modo di vedere, attraverso il suo Linguaggio del Corpo, un Salvini assolutamente inedito: emozionato e teso, ha dimostrato come anche un professionista della politica e della comunicazione possa essere in difficoltà in momenti particolarmente delicati e carichi di tensione, considerando anche l’alta posta in gioco sia dal punto di vista professionale che personale.

Nelle prime parole di Salvini possiamo notare nella voce un alto livello di tensione: infatti si schiarisce rumorosamente la gola prima di prendere la parola e mentre pronuncia le parole “Grazie presidente, Onorevoli colleghi” la voce trema in maniera evidente – tremolio che, in misura minore, troviamo anche nei primi 2 minuti del discorso – e parla in maniera veloce e con il fiato corto, quasi affannato.

Anche il corpo denota un forte nervosismo: nei primi istanti dell’intervento (00:20) scrolla in modo evidente ed energico il braccio sinistro (il lato sinistro del corpo è quello che mostra più facilmente segnali di natura emotiva), questo gesto denota in maniera chiara una tensione che Salvini tenta di scrollarsi di dosso fisicamente.

In questi primi minuti il nervosismo è visibile anche dal fatto che gesticola molto poco con le mani rispetto al suo modo abituale di gesticolare, ricco e diversificato; addirittura in alcuni momenti è possibile vedere le mani che tremano tenendosi ben salde e aggrappate ai fogli, come in un gesto di ancoraggio alla ricerca di sicurezza. Nel suo discorso a volte lo vediamo anche aggiustarsi la cravatta: questo è un gesto di auto-contatto che viene usato spesso per alleviare la tensione.

Salvini per qualche secondo appare sulla difensiva mettendo anche le mani dietro la schiena (1:43), esattamente quando parla del reato che gli viene contestato da parte di 5 diversi uffici giudiziari; questo gesto può avere diverse sfumature: può esprimere rispetto dell’autorità, disagio oppure è un modo per non rivelare le reali emozioni limitando la gestualità ed evitando di dare troppi segnali all’esterno.

In alcuni passaggi del suo discorso poi, la sua voce rivela commozione, in particolar modo durante i passaggi in cui mostra pubblicamente un suo lato personale parlando dei figli e dell’amore verso la nazione.

Dopo un paio di minuti di emozione Salvini riesce a trovare la calma (2:31), da questo punto in poi la sua voce rallenta un po’ mostrando energia e tenendo un volume alto e un ritmo incalzante. Quando parla “a braccio” rallenta ulteriormente la velocità di parole e prende un ritmo più lento e solenne con pause ad effetto, specialmente un attimo prima di concludere una frase per sottolinearne il concetto finale. Nella conclusione del suo discorso, quando accenna alle “5 righe scritte a penna” torna un po’ di emozione nella sua voce e nelle sue parole, in questo caso l’emozione non è legata al nervosismo iniziale quanto piuttosto a un senso di fierezza e sicurezza.

La sua Comunicazione Non Verbale, dopo i 2 minuti iniziali di difficoltà, mostra un Salvini che riprende il controllo della comunicazione e dimostra di essere un bravo oratore.

Alterna lo sguardo verso tutti i presenti, quando non è impegnato a leggere il testo scritto, per coinvolgerli, ad un certo punto del discorso (3:31) riprende il pieno controllo delle mani e si mette una mano in tasca riuscendo a trovare un momento di equilibrio per “ricominciare” a comunicare efficacemente con il corpo. I suoi gesti diventano energici, la gesticolazione aumenta di frequenza e di velocità, dimostrando incisività.

In particolare Salvini usa alcuni tipi di gesti più di altri, usa soprattutto gesti lineari che rinforzano l’idea di risolutezza ed energia. Usa molto il dito indice puntato verso se stesso o verso gli altri (a indicare la volontà di essere efficace, si usa l’indice come fosse un bastone che vuole colpire qualcosa). Questo gesto è particolarmente visibile in corrispondenza della frase “Noi soccorriamo tutti” (6:21) per sottolineare la sua posizione in maniera ferma e decisa.

Una anche spesso un “gesto di precisione” simile all’OK quando vuole specificare un concetto e sottolinearla in maniera razionale e puntuale. Un altro gesto usato molto è la mano aperta con le dita larghe, gesto che può simboleggiare una richiesta di ascolto e comprensione verso chi sta ascoltando, questo può aiutarci a capire l’intenzione di Salvini e quanto fosse importante per lui essere realmente compreso da tutti in questo momento delicato.

In conclusione, possiamo affermare di aver avuto modo di vedere una versione di Matteo Salvini che non siamo abituati a vedere, una versione in cui passa da un forte stato di nervosismo a una condizione comunicativa piena di energia, il tutto arricchito da venature visibili di tensione ed emozione.

Francesco Di Fant

Tav e crisi giallo-verde? Conte perde la calma. Analisi del Linguaggio del Corpo

Pochi giorni fa, sotto gli occhi attenti delle telecamere, è successo un evento curioso a cui non siamo abituati: il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha perso la calma.

Conte, in quanto Presidente del Consiglio Conte riveste, volente o nolente, anche la figura di “negoziatore” tra parti del governo che spesso fanno fatica ad andare d’accordo.

Giuseppe Conte che è quasi sempre riuscito a mantenere la calma in questi mesi, mostrando a tutti la sua natura pacata e negoziatrice. In una recente conferenza stampa però si “accende” in maniera inconsueta su una domanda sulla Tav, proprio in questi giorni in cui tira “aria di crisi” nel governo giallo-verde che sta faticosamente dibattendo sull’utilità e sulla realizzazione della linea ad alta velocità, pressato anche dalla fretta visto che lunedì 11 marzo scade il termine della pubblicazione dei bandi.

In questo breve video, preso dalla conferenza stampa del 7 marzo 2019, Conte ha una reazione inaspettata alla domanda posta alla fine della conferenza dalla giornalista Claudia Fusani “Si sapeva che sarebbero arrivate le scadenze: perché avete “tirato avanti per otto mesi” per decidere sulla realizzazione o il blocco della Tav?“.

La risposta di Conte si divide in due fasi: nella prima cerca di dare una spiegazione tecnica alla giornalista anche se mostra i primi segnali di nervosismo, poi improvvisamente si innervosisce, mostrando un comportamento leggermente aggressiva, come reazione a una domanda in cui si è sentito “colpito”.

La domanda è apparsa pungente sin da subito ma non troppo difficile da gestire, però dopo qualche secondo di spiegazione tecnica qualcosa ha fatto “scattare” il nostro Presidente del Consiglio, semplice distrazione da parte della giornalista? un’espressione di disappunto o un sorriso beffardo da parte della stessa? Questo non ci è dato saperlo, quello che però possiamo osservare e analizzare è la reazione di Giuseppe Conte in cui il Linguaggio del Corpo ci dà parecchi indizi.

1) Nella prima fase ha una voce tranquilla e inizia a dare una spiegazione della complessità tecnica dell’argomento, i suoi gesti dimostrano apertura con le mani con il palmo aperto verso l’alto ma comincia a dare un primo segnale di disagio con un gesto di “ancoraggio”: con il braccio teso si appoggia al Tavolo cercando stabilità di fronte a una domanda che lo ha colpito.

2) Nella seconda fase notiamo la tensione e il nervosismo di Giuseppe Conte rilevabili da numerosi indizi: i suoi gesti sono più energici, con le mani compie prima un gesto di precisione (col pollice e l’indice che formano un cerchio) per puntualizzare il suo punto di vista alla giornalista e dopo muove la mano a taglia mimando il cosiddetto “colpo d’ascia” che segnala un’affermazione molto decisa. Infine conclude con un gesto di dominanza: muove la mano con il palmo verso il basso per ribadire con fermezza il suo concetto, tale gesto risulta anche funzionale per chiudere velocemente la discussione e non lasciare possibilità di parola all’altro.

Alza il volume della voce che diventa più decisa e aggressiva facendo anche una pausa per caricare di effetto le sue parole, a livello verbale inoltre passa da un un cortese “guardi” a un’espressione più diretta e quasi di sfida: “mi guardi”. In questo momento Conte richiede fermamente l’attenzione della giornalista e la “ingaggia” personalmente.

Anche il volto del premier ci mostra numerosi indizi: il suo sguardo diventa fisso e “duro” verso la giornalista mentre le risponde, la testa è leggermente abbassata come atto di difesa ma anche come preparazione a uno scontro ideale. Sul finire della risposta non guarda la giornalista che ha fatto la domanda “scomoda” per non dare spazio per un’altra domanda, infatti si sente un’altra domanda provenire dal pubblico quando ormai è troppo tardi e il premier è già vicino all’uscita, infatti appena finito di parlare se ne va in fretta e furia uscendo di scena con passo svelto.

In fondo la reazione di Conte a livello umano non ci dovrebbe stupire, siamo esseri umani e capita a tutti di perdere la calma, ma quando questa reazione viene dal nostro serafico Presidente del Consiglio su una domanda specifica e in un momento così delicato potrebbe forse essere un segnale di “aria di crisi” nel governo?

Francesco Di Fant

Segnali di Menzogna: disagio e tensione – Copia Originale

 

Tra i diversi indizi di menzogna nella Comunicazione Non Verbale ci sono alcuni segnali che sono riconducibili a uno stato di disagio o di tensione del bugiardo:

  • un’intensa attività nervosa e muscolare (chiamata ipercinesi) relativa a mani e piedi, alcuni di questi sono gesti molto comuni: tamburellare con le dita, mangiarsi le unghie, battere il tempo con gambe e piedi;
  • gesti di manipolazione e auto-manipolazione: possono indicare tensione tutti i gesti con cui si manipola un oggetto o quando si tocca il proprio corpo. In particolare bisognerebbe fare attenzione ai gesti di auto-contatto con il viso che indicano maggiore disagio, se il contatto è in corrispondenza degli organi di senso (bocca, naso, occhi, orecchie) può indicare un alto livello di tensione;
  • fate attenzione alla zona della bocca: questa area del viso in presenza di tensione è soggetta a contrazioni della muscolatura delle labbra o intorno a esse, anche mordere le labbra può essere un indizio rilevatore della menzogna;
  • gesti di allontanamento o distanziamento: oscillare il corpo all’indietro, piegare il busto all’indietro, fare un passo indietro per prendere le distanze dall’altro;
  • segnali fisiologici di disagio e tensione, quando si mente a volte il corpo produce delle sostanze che possono produrre delle modificazioni involontarie: eccesso di calore, rossore e sudorazione, prurito, salivazione diminuita che provoca una frequente umidificazione delle labbra e una deglutizione più visibile e rumorosa.

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/segnali-menzogna-disagio-tensione

Macron – Le Pen: linguaggi del corpo a confronto

 

Emmanuel Macron ha vinto, è lui il nuovo presidente della Repubblica francese. I sondaggi degli ultimi giorni prima del voto lo davano in testa con un discreto vantaggio su Marine Le Pen, figlia d’arte della politica.
Secondo gli analisti politici, il confronto televisivo tra i due candidati qualche giorno prima del voto decisivo è stato importante per spostare una parte delle preferenze di voto.

I giornalisti hanno descritto un dibattito che si è svolto in un clima da “botta e risposta” centrato maggiormente sullo scambio di insulti che sulla piena e chiara illustrazione dei programmi politici, i conduttori hanno dovuto letteralmente mettere le “mani avanti” per moderare alcuni momenti del dibattito.
Il giorno seguente all’incontro, i media si sono espressi su Marine Le Pen commentando che nel confronto faccia a faccia era sembrata meno credibile e affidabile rispetto a Macron. Oltre che dalle posizioni politiche e dalle idee dei candidati, gli spettatori del confronto potrebbero essere stati influenzati anche dal Linguaggio del Corpo di Macron e di Le Pen.

Altri famosi confronti televisivi di candidati presidenziali hanno poi dato ragione al candidato che si era dimostrato più credibile, convincente e affidabile con le proprie parole e con la propria Comunicazione Non Verbale. Ne sono un esempio i confronti Kennedy-Nixon e Obama-McCain, l’ultimo incontro tra la Clinton e Trump rappresenta un’eccezione, infatti la Clinton era sembrata più convincente di Trump nel faccia a faccia salvo poi perdere alle elezioni.

Andiamo ad analizzare i numerosi elementi del Linguaggio del Corpo che possono aver determinato la maggiore credibilità di Macron nel confronto con Le Pen:

  • Macron dimostra maggiore energia ed espressività rispetto alla Le Pen, muove maggiormente la testa, il busto e le spalle, anche le sue espressioni facciali sono più vivide e coinvolgenti, in particolare la sua espressività si concentra nella zona alta del volto, sopracciglia e rughe della fronte, con l’effetto di sembrare più incisivo ed espressivo.
    Inoltre Macron usa molti gesti illustratori – la gesticolazione – in misura maggiore della sua avversaria, dando così più enfasi alle sue parole.
    Anche la voce di Macron fa la sua parte, è una voce energica e decisa, parla senza sbavature, usa correttamente le pause e mette la giusta enfasi sulle frasi importanti; Le Pen invece mostra qualche indecisione e trascinamento di troppo, a volte sembra quasi balbettare leggermente.
  • Marine Le Pen mostra anche diversi segnali di tensione e disagio col suo corpo, infatti sbatte spesso le palpebre, mostra un sorriso tirato, deglutisce visibilmente la saliva, si guarda intorno per cercare supporto, ha uno sguardo tagliente, accigliato, a volte quasi arrabbiato. Inoltre Le Pen si mette spesso a posto i capelli, si poggia al tavolo con una mano per cercare un punto di ancoraggio in una situazione burrascosa, le sue mani spesso sono giunte e limitano l’espressività, a volte dimostra la sua tensione anche con un pizzico di aggressività puntando spesso il dito indice verso Macron.
  • Macron fa la differenza anche dimostrando maggiore affidabilità attraverso il suo Linguaggio del Corpo, il suo sguardo è sereno, diretto, deciso, effettua gesti con la mani aperte e usa spesso il gesto della “presa di precisione”, simile al gesto dell’OK. Marine Le Pen al contrario abbassa lo sguardo ogni tanto e parla con le labbra leggermente strette, socchiuse.

Oggi il presidente della Francia è Emmanuel Macron, il candidato che ha dimostrato nel confronto televisivo, al di là delle idee politiche, di saper mettere in campo più energia e decisione rimanendo calmo; invece Marine Le Pen è sembrata rigida, a disagio e spesso in difficoltà, atteggiamenti che, guarda caso, i candidati hanno mostrato anche nei loro rispettivi discorsi di ringraziamento agli elettori dopo le elezioni.

 

Francesco Di Fant

 

 

 

Perchè ci guardiamo intorno?

 

Eccoci a una festa, siamo assorti in una piacevole conversazione con altre persone quando una di queste comincia a guardarsi intorno, come se stesse cercando qualcuno o qualcosa con lo sguardo.

A volte la persona in questione sta effettivamente osservando per vedere se una persona attesa sia arrivata o meno; ma, molto più spesso, questo segnale del corpo ci porta a credere che il nostro interlocutore stia letteralmente cercando una via di fuga.

Sicuramente questo atteggiamento indica poca attenzione e interesse nei nostri confronti (o riguardo al tema di cui stiamo parlando), ma è interessante notare che quasi tutti adottano questa sottile tecnica di fuga (perlomeno mentale) in maniera inconsapevole. Se fate caso al vostro linguaggio del corpo noterete che in presenza di una persona logorroica, poco gradita o nel mezzo di un argomento che non ci interessa tendiamo automaticamente a cercare intorno a noi altri punti d’interesse che, a livello psicologico, sono considerati delle vere e proprie scappatoie (quanto è vero che è più interessante riordinare i calzini nei cassetti piuttosto che parlare con alcune persone…).

Un esempio molto pratico di questo atteggiamento è l’addestramento che agenzie governative come fbi e cia adottano con i propri agenti segreti (come in film famosi come The Bourne Identity e Ronin) per analizzare e cercare istintivamente tutte le possibili vie di fuga in un ambiente in caso di necessità (spesso la necessità per un agente segreto coincide con la propria sopravvivenza).

Ovviamente nel caso sopracitato in cui stiamo facendo due chiacchiere a una festa, l’urgenza non è quella di salvarsi la pelle ma perlomeno di salvare il nostro cervello (almeno dalla noia) con una distrazione automatica verso altri oggetti presenti nell’ambiente che ci circonda.

A volte, invece, potrebbe essere un vezzo della persona, ovvero un modo di fare abbastanza frequente che ripropone quasi in tutte le situazioni; al di là di quello che possiamo dire o fare, queste persone tenderanno naturalmente a guardarsi spesso intorno. In linea di massima può indicare due cose: un eccessivo movimento oculare può essere indizio di tensione ed eventualmente di paura; senza arrivare a definire paranoiche queste persone, il fatto di muovere continuamente gli occhi rientra nella spiegazione data in precedenza, che evidenzia il fatto di cercare vie di fuga e di vedere se è presente qualcuno che non si gradirebbe incontrare.

Un’altra interpretazione può essere quella di avere di fronte a noi una persona che ha i pensieri più mobili di altri individui, ossia non riesce a soffermare la propria attenzione su un pensiero fisso e ha bisogno di spaziare tra differenti idee. In entrambi i casi è evidente che il significato dei movimenti oculari non è da ricondurre a qualche evento particolare intorno a noi o a qualche atto di cui ci possiamo sentire, in qualche modo, responsabili.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI CAPELLI – LIE TO MANA’ (30 settembre 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo dei diversi significati dei capelli, delle acconciature e del contatto con essi nel Linguaggio del corpo! – 30 settembre 2013




Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I GESTI MANIPOLATORI NELLA CNV – LIE TO MANA’ (5 settembre 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi parliamo dei gesti manipolatori e del loro ampio uso nella vita quotidiana! – 5 settembre 2013




Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGEWEB n.5 – Il corpo Immobile: Tensione e Tanatosi

 

Il corpo Immobile: Tensione e Tanatosi

 

Come abbiamo già avuto modo di dire negli articoli precedenti, un corpo che si muove è un corpo che parla, che ci fornisce preziose informazioni aldilà delle semplici parole; anche il “silenzio” del corpo, in realtà, è una forma di comunicazione.

Un buon osservatore, come un bravo giurista, dovrebbe saper riconoscere quando un’eccessiva rigidità di una o più parti del corpo corrisponde a un campanello d’allarme, così da capire meglio chi gli sta di fronte.

In una situazione particolare, come può essere quella dell’istruttoria dibattimentale, è importante capire quali possano essere i gesti considerati naturali, in accordo con la personalità e la capacità espressiva del singolo individuo, sia esso teste, avvocato, giudice o PM.

Quando il corpo, o parte di esso, smette di muoversi si assiste ad un fenomeno chiamato tanatosi, un comportamento derivante dal meccanismo attacco-fuga che viene usato da piante, animali e uomini per cacciare o non essere predati; infatti, restando fermi si tenta di non segnalare la propria presenza e di passare inosservati.

La tensione, com’è noto, provoca un irrigidimento fisico generale; nell’uomo questa rigidità si manifesta specialmente negli arti e nella zona del collo.

L’irrigidimento dei muscoli può essere più o meno controllato da persone che sono abituate a gestire situazioni di stress (come ad esempio la paura). È vero, però, che anche i più esperti, se in difficoltà, potrebbero abbassare la guardia e, se non bloccare, perlomeno rallentare il naturale ritmo dei movimenti.

È utile notare che questo accade in corrispondenza di un particolare argomento o di una persona con cui avviene l’interazione, e proprio su questo fattore si dovrebbe concentrare la nostra attenzione per un’analisi ulteriore del comportamento della persona che si sta osservando.

 

Dott. Francesco Di Fant, esperto di C.N.V.

 

http://www.leggeweb.it/psyche-et-ius/il-corpo-immobile-tensione-e-tanatosi-2376.html