Turni di parola e Linguaggio del Corpo – CoachMag 47

Durante una conversazione con più persone esiste il rischio che la comunicazione risulti confusa e poco fluida. Saper gestire i turni di parola può essere uno strumento utile per tutti, in particolare per i Coach che parlano in pubblico (riunioni, conferenze, dibattiti, talk-show) e che vogliano ottimizzare l’interazione coi propri Coachee.

Esistono clienti molto loquaci e altri timidi e di poche parole, in questi casi può risultare particolarmente utile gestire il flusso della comunicazione in maniera armoniosa regolando i turni di parola attraverso l’utilizzo del Linguaggio del Corpo.

E’ bene non interrompere gli altri mentre parlano. Al di là della caratteristiche personali di ciascuno, esistono anche differenze culturali: i popoli latini – italiani inclusi – hanno il vezzo di sovrapporre i turni di parola iniziando a parlare ancor prima che l’altro abbia terminato la frase, i popoli anglosassoni invece attendono che l’altro termini di parlare prima di prendere la parola; in Asia addirittura è buona norma attendere qualche secondo tra un turno di parola e l’altro, per evidenziare che si è riflettuto su quanto ascoltato prima di parlare.

Analizziamo alcuni dei segnali più utilizzati nel Linguaggio del Corpo per regolare la turnazione della parola, dividendoli in due categorie: segnali usati per cedere la parola all’altro e segnali utilizzati per chiedere o prendere la parola

(Continua su COACHMAG n.47 con i diversi segnali del Linguaggio del Corpo (gesti, sguardo, testa, ecc.) usati per cedere la parola e i segnali utilizzati per chiedere o prendere la parolawww.coachmag.it)

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Caratteristiche del viso e valutazioni professionali – David Matsumoto

Sappiamo che le espressioni facciali modellano enormemente le interazioni sociali, ma modellano anche valutazioni professionali.

Un recente articolo dell’Associazione per le scienze psicologiche (APS) esamina in maniera critica la ricerca esistente sulla connessione tra comportamento non verbale e valutazioni professionali. Questo articolo cerca di riassumere il ruolo che le caratteristiche del viso, come i peli del viso, le sopracciglia e le inclinazioni della testa, hanno sulle percezioni degli altri.

Forse il meno controllabile di questi sono tratti del viso come la larghezza, o più specificamente, il rapporto tra la larghezza del nostro viso e la sua altezza. Sebbene ciò possa sembrare ridicolo, la ricerca passata ha costantemente trovato una relazione tra la tendenza antisociale percepita e la larghezza del viso.

Tuttavia, come sottolinea l’APS, questa percezione non funziona con le persone che abbiamo effettivamente imparato a conoscere. Comunque, questo ci dice qualcosa sull’immediato, quasi istintivo, processo di riconoscimento emotivo e facciale.

Mentre la larghezza del viso non è mutevole, lo è certamente la barba e le barbe possono avere un impatto profondo sulla percezione che la gente ha di noi. Ad esempio, gli uomini con la barba hanno maggiori probabilità di essere percepiti come arrabbiati rispetto alle loro controparti rasate, ma hanno meno probabilità di essere percepiti come tristi o felici.

Nonostante l’associazione con l’aggressività, le barbe possono anche riferirsi a valutazioni positive di competenza professionale.

Certamente, questa non sembra una valutazione logica, ma non deve esserlo per avere un impatto significativo sulla percezione. Un’altra caratteristica simile sono, ancora più assurdamente, le sopracciglia!

Il ruolo delle sopracciglia si collega strettamente al nostro articolo della scorsa settimana, in quanto possono essere enfatizzate con le varie inclinazioni della testa e sappiamo che le inclinazioni della testa hanno impatti significativi sulla percezione di dominanza e forza.

Tuttavia, ciò che potrebbe mancare nello studio di cui abbiamo scritto nell’articolo della scorsa settimana, è il ruolo delle sopracciglia nell’importanza delle inclinazioni della testa. Mentre quello studio ha enfatizzato l’importanza degli occhi nel processo, APS cita una ricerca condotta da psicologi dell’Università della British Columbia che hanno scoperto che l’effetto dell’inclinazione della testa è effettivamente scomparso quando le sopracciglia sono state rimosse dall’immagine.

Mentre sappiamo che le microespressioni e una serie di comportamenti non verbali hanno un impatto profondo sull’interazione sociale, è anche importante esaminare il ruolo delle caratteristiche facciali reali, come i peli del viso, la simmetria e persino le sopracciglia. Come dimostra questa ricerca, anche quelli possono avere effetti profondi.

Certamente, come sottolinea APS, queste caratteristiche possono avere un’influenza nel mondo professionale. Tratti come l’emozionalità possono comportare valutazioni meno positive della propria competenza, mentre la dominanza percepita avrà probabilmente l’effetto opposto.

Tuttavia, non è solo il mondo professionale a rendere importanti queste valutazioni. Anche l’interazione quotidiana può essere profondamente modificata dal fatto che siamo percepiti come arrabbiati, dominanti o felici. Spesso, potremmo anche non essere a conoscenza di queste valutazioni e può essere importante imparare a leggere meglio il comportamento non verbale delle persone.

Espressioni non verbali di dominanza – David Matsumoto

Fig. 2. Stimoli utilizzati nello studio 1 (riga superiore) e nello studio 2 (riga centrale e inferiore). Da sinistra a destra, le pose illustrano inclinazioni della testa verso il basso, angolo della testa neutro e inclinazioni della testa verso l’alto. In tutte le immagini, obiettivi posti con espressioni facciali neutre (cioè nessun movimento dei muscoli facciali). (University of British Columbia)

Mentre parliamo spesso di esempi importanti di comportamento non verbale, come la posa trionfante, molti sono in realtà abbastanza sottili.

Un affascinante nuovo studio della University of British Columbia ha esaminato l’impatto marcato di qualcosa di semplice come la posizione della testa nella valutazione dell’inclinazione di una persona verso la dominanza. Questo studio ha scoperto che una leggera inclinazione verso il basso della testa, pur mantenendo il contatto visivo, viene spesso percepita come un segnale dominante e intimidatorio.

Nel loro primo esperimento, gli autori dello studio Zachary Witkower e Jessica Tracy hanno reclutato soggetti online per visualizzare una serie di immagini di volti generate dal computer. Dopo aver mostrato ciascuna immagine, ai partecipanti è stato chiesto di valutare la persona in base alla percezione di dominanza. Ciò implicava rispondere a domande come se quella persona “si divertisse ad avere il controllo sugli altri” o “sarebbe disposta a usare tattiche aggressive”.

Coerentemente, hanno scoperto che i volti leggermente inclinati verso il basso, pur mantenendo uno sguardo livellato, erano classificati in posizione più alta rispetto al controllo. Anche se l’inclinazione della testa verso l’alto era generalmente significativa, il suo effetto era notevolmente ridotto dall’inclinazione verso il basso.

Naturalmente, un lettore attento noterebbe che potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nel chiedere ai partecipanti di guardare immagini generate al computer. Per far fronte a questo, gli autori dello studio sono andati oltre e hanno condotto ulteriori studi.

Il primo di questi ha semplicemente cercato di replicare lo studio precedente usando immagini reali dei volti delle persone, mantenendo lo stesso controllo e un’inclinazione verso l’alto e verso il basso per il confronto. Questo generalmente ha replicato i risultati del primo studio.

Ma perchè la faccia inclinata verso il basso ha questo impatto? Chi lo fa si rende conto che la testa è inclinata? Oppure inclinare la testa verso il basso ha un impatto sui muscoli facciali che creano questa impressione?

Nell’affrontare quest’ultima domanda, i dottori Witkower e Tracy hanno condotto un terzo studio che, invece di esporre i partecipanti alle immagini di volti, ha invece esposto i partecipanti a una parte di quegli stessi volti, questa volta solo mostrando gli occhi.

Notando che queste immagini mostravano ancora marcate differenze, un modello del genere aiutava a valutare se fosse un cambiamento nella posizione degli occhi o l’effettiva inclinazione della testa che promuoveva un senso di dominio. Hanno anche mostrato ai partecipanti immagini di volti, inclinati e non, con gli occhi mancanti.

Questo studio finale ha scoperto che l’effetto di indurre il dominio dell’inclinazione della testa era presente solo quando gli occhi erano presenti e non sembrava richiedere l’intero viso. Ciò indica che qualcosa sugli occhi e sui muscoli correlati trasmette quell’immagine di potere.

Le domande sulla dominanza sono incredibilmente importanti in molti degli stessi contesti in cui sono presenti le microespressioni. Nel condurre un’intervista o un interrogatorio, è necessario che l’investigatore mostri un senso di autorità e potere. Allo stesso modo, riconoscere questa tattica in altre persone potrebbe essere di grande beneficio per la tua capacità di comprenderle in maniera efficace.

L’importanza dell’orientamento del corpo – Copia Originale

 

Quando parliamo con qualcuno l’orientamento del corpo può rivelarci quale sia il grado di interesse dell’altro nei nostri confronti. Il massimo livello di interesse si manifesta con tutto il corpo rivolto verso di noi, se ciò non accade, le zone del corpo segnalano diversi tipi di interesse:

Testa: se orientata verso l’altro segnala interesse razionale

Busto e braccia: se orientati verso l’altro segnalano interesse emotivo

Gambe e piedi: se orientati verso l’altro segnalano interesse istintivo

 

Francesco Di Fant

https://www.copiaoriginale.it/post/limportanza-orientamento-corpo

Il linguaggio non verbale della testa

 

Durante una comunissima giornata compiamo centinaia di movimenti con il capo, normalmente scuotiamo la testa per dire no o per mostrare la nostra disapprovazione, annuiamo per dire sì o per incitare il nostro interlocutore a proseguire nel suo discorso, abbassiamo la testa per vergogna o per ripararci da vento e sole; questi e molti altri piccoli e grandi movimenti vengono compiuti in maniera più o meno cosciente, ma siamo sicuri di saper leggere quello che la testa vuole dirci?

Posizioni della testa: Tra le varie posizioni che la testa può assumere, quella inclinata verso il basso è sicuramente quella che comunica maggiormente negatività. La testa china può essere indizio di insicurezza, timidezza, aggressività o disapprovazione da parte altrui, ad esempio, se vi trovate nel mezzo di una discussione o in una riunione d’affari. Invece, le persone che tendono ad avere la testa inclinata tendono a essere aperte all’ascolto, generose e interessate alla relazione con l’altro; in natura, il fatto di restare con il collo scoperto è pericoloso, poiché lasciamo alla mercé dei predatori una delle parti più sensibili del nostro corpo; questo atteggiamento denota principalmente sottomissione e aiuta il rapporto con gli altri, a causa della manifesta non aggressività. Un atteggiamento neutro e imparziale hanno, invece, le persone che tendono a mantenere il capo dritto, valutando la situazione prima di esprimersi; se il mento risulta alzato può essere indice di arroganza e superiorità nei confronti di chi parla o dell’argomento trattato.

Quando la testa è in movimento: Il gesto di abbassare la testa è tipico di chi si vuole scusare e indica principalmente sottomissione; anche in presenza di un forte spavento si alzano le spalle e si abbassa la testa per proteggersi istintivamente da qualcosa; il collo un attimo prima è esposto all’ambiente circostante e un momento dopo spalle e testa concorrono a chiudere l’accesso a chiunque; è anche un modo per occupare meno spazio sembrando, in questo modo, meno minacciosi.

Ruotare il capo a destra e sinistra è considerato indizio di un atteggiamento negativo; è tipico di chi ascolta e non è d’accordo con le parole dell’interlocutore; se una persona afferma qualcosa scuotendo il capo ci sono buone probabilità che stia mentendo; il nostro cervello attribuisce solitamente maggiore importanza alla gestualità della testa, che alle parole ascoltate.

Scuotere la testa in alto e in basso è considerato un segno positivo, specialmente se accompagnato da un sorriso; è generalmente considerato un gesto di approvazione, sia mentre si parla, che mentre si ascolta. Questo gesto, che è diffuso in gran parte del mondo, è stato oggetto di studi e dalle ricerche emerge che esso è contagioso al pari di uno starnuto; infatti, se usato durante una conversazione, l’effetto è quello di rinforzare l’approvazione da parte dell’interlocutore e al tempo stesso di creare un’atmosfera positiva nel dialogo. Inoltre se si annuisce con movimenti lenti si induce la persona di fronte a noi a parlare più a lungo e ad aprirsi maggiormente; spesso i venditori esperti usano questo innocente gesto per indurre il potenziale acquirente a sbottonarsi di più e rivelare informazioni utili per la vendita stessa; diventa più difficile opporre un secco «no» durante una conversazione in cui il nostro interlocutore si dimostri positivo con tale gesto che spesso, come detto prima, viene ripetuto automaticamente dall’altra persona.

Cenni parziali della testa, invece, possono avere significati diversi a seconda della culture, come ad esempio nei Paesi arabi, dove un singolo movimento del capo verso l’alto significa «no»; in India per dire «sì» la testa viene inclinata lateralmente a sinistra e destra; un singolo gesto verso il basso, in molte culture, viene considerato un segnale di assenso, ma anche in questo caso, è sempre meglio conoscere le culture con cui si viene a contatto, per evitare, perlomeno, di fare brutte figure indesiderate.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

Dove vanno i miei piedi?

 

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, i piedi possono essere considerati come la bussola dell’interesse, infatti se possiamo cogliere segnali di interesse in varie parti del corpo, la direzione dei piedi ci può dire molto sulla reale attenzione di chi ci sta di fronte. Un buon modo per controllare tutto ciò è di verificare l’allineamento di tre punti corrispondenti a naso, ombelico e piedi.
Questo è un indizio del grado di interessamento della persona, specie dopo un po’ di tempo che si è instaurata la conversazione, di solito nei primi due minuti è facile mantenere l’attenzione, anche nei confronti degli interlocutori più noiosi; ma dopo poco il nostro corpo si può distrarre in maniera più o meno evidente.

Un modo per ricordarsi questo tipo di allineamento è l’acronimo NOP: questa sigla si riferisce alle iniziali delle tre parti del corpo prese in considerazione per definire le tre aree interessate. Il naso indica la testa, considerata la sede della razionalità, è un buon riferimento perché è in mezzo agli occhi e quindi indica che normalmente lo sguardo è il più possibile direzionato verso di noi. L’ombelico viene preso come riferimento per indicare tutto il tronco, che viene rappresentato come le sede delle emozioni (una curiosità sull’ombelico è che viene considerato un punto del nostro corpo altamente energetico). I piedi rappresentano la parte della gambe, legata idealmente al lato dell’istintività, le parti più estreme del nostro corpo, discretamente mobili rispetto alla gamba, sono un ottimo indicatore in quanto sono, per costituzione, le parti più distanti dal cervello e quindi meno controllabili o, perlomeno, il cui controllo richiede un maggiore sforzo di concentrazione. La maggior parte delle persone è conscia dell’espressione che sta facendo e, in linea di massima, anche dei gesti che compie, ma le gambe sono più difficile da tenere a bada, i piedi ancor di più. In presenza di una menzogna capita che aumenti il movimento dei piedi, a scaricare inconsciamente la tensione.

I significati che vengono assegnati alle tre aree del corpo umano non hanno solo una valenza simbolica, ma anche funzionale per via degli organi presenti nelle varie zone, la testa viene giustamente associata alla razionalità per via della presenza del cervello e sede di quattro dei cinque sensi, nel tronco troviamo il cuore che da sempre viene mentalmente connesso con la sfera emozionale; l’istinto, infine, viene localizzato nella zona delle gambe per via della presenza degli organi dedicati alla riproduzione, uno degli indiscussi istinti primari dell’uomo.
Il massimo grado di questo allineamento lo si può vedere, tra due fidanzati i cui corpi sono totalmente rivolti verso l’altro.
Qualche esempio: se durante un vostro intervento in una riunione una persona che vi sta ascoltando se ne sta seduta guardandovi ma col tronco rivolto altrove, non state ricevendo il massimo del suo interesse, se durante un argomento specifico ruota anche il tronco verso di voi, allora forse quel tema è di maggiore appetibilità. Se state nel mezzo di una chiacchierata tra amici e improvvisamente una persona ruota busto e gambe in un’altra direzione rispetto a colui che parla, probabilmente la sua attenzione è stata deviata verso qualcosa di più interessante, perlomeno a livello inconscio.

Il fatto di poter nascondere alle altre persone le nostre gambe genera in noi una sensazione di sicurezza, in quanto diveniamo meno leggibili, perlomeno per quel che riguarda le nostre intenzioni; per questo motivo la maggior parte delle persone quando stanno sedute si sentono a proprio agio dietro una scrivania o una cattedra (oltre che fungere oggettivamente come una barriera fisica), se ci fate caso, sedersi a tavoli di vetro o trasparenti ci lascia scoperte le gambe agli occhi altrui e riduce questa sensazione di comfort.
La funzione principale delle gambe è stata da sempre la capacità di muoversi per fuggire o per cacciare, quindi la direzione in cui puntano i piedi rivela dove si vuole andare realmente, è un movimento, possiamo dire, programmato all’interno del nostro cervello.

 

Tratto dal libro: “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo” di Francesco Di Fant, Newton Compton editori, Roma 2012.

 

MOVIMENTI DELLA TESTA E CNV – LIE TO MANA’ (10 maggio 2013)

Ospite in studio Francesco Di Fant, esperto di Linguaggio del Corpo, con la rubrica LIE TO MANA’ nella trasmissione “Qua la Manà” condotta da Stefania Lillo, Rodrigo De Maio e Alessandro Lillo. Oggi si parla dei movimenti e dell’inclinazione della testa e del loro significato nella CNV – 10 maggio 2013




Buon ascolto! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGEWEB n.13 – L’importanza dell’orientamento del corpo

 

L’importanza dell’orientamento del corpo

 

La maggior parte delle persone quando si trova impegnata in una conversazione tende a guardare principalmente il volto dell’interlocutore, tralasciando l’osservazione di altre parti del corpo che potrebbero dirci molto riguardo la situazione comunicativa che sta avvenendo.

Un avvocato dovrebbe sviluppare al meglio le proprie capacità di osservazione e di analisi delle persone con cui si trova a interagire, un elemento molto importante da tenere in considerazione è l’orientamento del corpo della persona con cui si sta parlando.

Va da sé che se stiamo parlando con una persona che è totalmente girata da un’altra parte, ciò è da considerarsi come un atteggiamento di rifiuto dell’ascolto e del processo comunicativo in generale; allo stesso modo quando il nostro interlocutore è rivolto con tutto il suo corpo verso di noi si può facilmente assumere che abbiamo tutta la sua attenzione.

È utile sapere che, per comodità d’analisi, si può suddividere il corpo umano in tre parti: la testa (sfera razionale), il tronco (sfera emotiva) e le gambe (sfera istintiva).

Quando l’orientamento è totale, come accennato, si ha il massimo dell’attenzione; quando invece solo il tronco e la testa sono orientati verso di noi ma piedi egambe puntano da un’altra parte dovremmo considerare tale orientamento come una presa di distanza da noi, come un tentativo di fuga.

Se solamente la testa è orientata verso di noi e il resto del corpo del nostro interlocutore è rivolto altrove, si ha il minimo “sindacale” dell’attenzione, associandolo alla sfera razionale (la testa); è interessante notare che più si scende in basso nel corpo e meno si è capaci di esercitare un controllo razionale, i piedi infatti sono poco controllabili essendo la parte più lontana dal cervello.

Un altro tipo di orientamento a cui si dovrebbe far caso è l’inclinazione del busto e del capo: quando questi sono inclinati in avanti dimostrano interesse e attenzione verso l’altro, se invece sono leggermente inclinati all’indietro segnalano un allontanamento conscio o inconscio da noi o dalle nostre parole.

Un ultimo aspetto da tenere in considerazione è l’orientamento dello sguardo, è vero che di solito chi ci ascolta o chi dice la verità ci guarda in faccia, ma è bene tener presente che alcune persone hanno una propria modalità comunicativa che prevede un minor contatto visivo rispetto alla maggior parte della persone e non per questo sono da considerarsi poco attente o credibili.

 

Dott. Francesco Di Fant, Esperto di C.N.V.

 

http://www.leggeweb.it/psyche-et-ius/limportanza-dellorientamento-del-corpo-8848.html