Donald Trump: il linguaggio del corpo del presidente cowboy – rEvoluzione

Donald Trump è il 45° presidente della storia degli Stati Uniti d’America ed è forse il più discusso nella storia della federazione americana. Appare ovvio che ogni presidente USA sia spesso in prima pagina, Trump però fa spesso parlare di sé per le sue dichiarazioni dalle tinte forti e aggressive. Senza risparmiare nessuno, Trump con le sue parole e i suoi tweet ha attaccato le donne, gli stranieri, le religioni, i governi e anche il clima, in aggiunta ai numerosi attacchi diretti a singole persone.

Ma chi è Donald Trump? Cosa pensa e come agisce? Proviamo a comprendere meglio la personalità dell’attuale presidente USA analizzando il suo Linguaggio del Corpo; in particolare prenderemo in analisi il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca e la sua curiosa abitudine di spostare gli oggetti intorno a sé.

L’impressione generale che veicola la figura di Trump è quella del cowboy americano, il classico “duro” che si vede nei film. Questo effetto è dato in particolare da due elementi: gli occhi socchiusi, che comunicano un atteggiamento aggressivo e una grande concentrazione, e la bocca fortemente serrata che, insieme alla sua mascella potente, dà un’idea di forza e decisione. Inoltre Trump è scarsamente espressivo con il volto, questo può rinforzare la sua immagine di uomo deciso che non si lascia influenzare dalle emozioni.

Foto 1

Durante la cerimonia di insediamento come presidente USA il gesto che più ha fatto discutere è stato il saluto conclusivo in cui ha mostrato alla folla il pugno chiuso alzato (Foto 1). Questo gesto viene chiamato presa di potenza ed è usato per comunicare forza e determinazione, allo stesso tempo, però, è anche un gesto molto aggressivo nel Linguaggio del Corpo: il pugno chiuso è usato per combattere e simboleggia la forza usata per contrastare il nemico.

Foto 2

Un altro aspetto interessante è che Trump mostra soddisfazione durante il suo discorso mostrando le labbra chiuse e spinte in avanti come nell’atto di dare un bacio (Foto 2). Questo gesto, che Trump compie alla fine di alcune frasi, denota soddisfazione per la sua nuova carica e, al tempo stesso, può indicare una sottile gioia nel pronunciare il suo discorso di fronte alla folla più grande a cui abbia mai parlato.

A questo va aggiunto che Trump dimostra di essere un buon oratore e di padroneggiare le tecniche di Public Speaking che gli permettono di avere una comunicazione efficace in pubblico, alternando lo sguardo su tutto il pubblico e utilizzando una varietà di gesti che risultano efficaci nella comunicazione alle folle.

Foto 3

Altri aspetti della sua personalità possono essere osservati analizzando un particolare vezzo di Trump: la necessità di spostare gli oggetti che si trovano intorno a sé (Foto 3).

In molti video Trump sposta, in modo quasi ossessivo, gli oggetti vicini allontanandoli da sé per creare più spazio vuoto intorno alla sua persona. Questo capita quando si trova seduto a un tavolo con altre persone: Trump sposta un sottobicchiere, una tazza o un foglio per “guadagnare” spazio fisico.

Sembra che Trump non riesca proprio a controllarsi in queste situazioni, il fatto che questo sembri essere un gesto inconscio ci può dare utili informazioni sulla sua personalità.

Analizzando questo particolare gesto prossemico di Trump, notiamo che nasce dall’esigenza di aumentare il proprio spazio personale utilizzando gli oggetti come dei confini invisibili da spostare verso l’esterno, questo ci permette di intuire tre diversi aspetti della sua personalità: arroganza, irrequietezza e invadenza.

Foto 4

L’arroganza viene dal mancato rispetto dello spazio altrui e dal considerarsi più importante degli altri, dalla necessità di dover mettere le cose a posto secondo una sua idea di ordine, anche se a discapito del prossimo. Trump con questo gesto denota anche irrequietezza, un’inquietudine che lo porta a spostare gli oggetti non una volta sola ma in continuazione. La sua invadenza, infine, è visibile dal fatto che non si limita a spostare i suoi oggetti ma si permette anche di spostare oggetti altrui (Foto 4), mancando della forma più basilare di rispetto dello spazio fisico e simbolico di chi gli sta intorno.

A valle di questa piccola analisi del Linguaggio del Corpo di Donald Trump, possiamo affermare, in conclusione, che:

1) Trump, nonostante sembri essere efficace nel public speaking, dimostra in pubblico un atteggiamento aggressivo con segnali di soddisfazione del proprio potere.

2) Analizzando la sua abitudine di spostare oggetti – propri o altrui – verso l’esterno per conquistare spazio per se stesso, Trump mostri aspetti di una personalità arrogante, irrequieta e invadente.

E voi che ne pensate del Linguaggio del Corpo di Trump?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

VIDEO – FULL EVENT: Donald Trump Presidential Inauguration – January 20, 2017 (FNN)

VIDEO – Internet loses it over Trump’s unusual quirk

Posture di potere: come la tua postura può darti energia mentale – Uno Editori

POSTURA DI POTERE

La postura può davvero influenzare il nostro umore, le nostre emozioni e la nostra energia?

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla postura, alcuni di questi studi di focalizzano sulla possibilità che la postura possa influenzare le nostre emozioni e il nostro comportamento.

Uno degli studi più interessanti è quello delle dottoresse Dana Carney, Amy Cuddy e Andy Yap che nel 2010 definiscono il concetto di “postura di potere” (o “di potenza”).

In questo studio si afferma che alcune posture possono farci apparire più potenti di altre pose e che possono avere un profondo impatto sul nostro interlocutore, facendoci apparire più forti, dinamici e sicuri di noi stessi; aprendo così le porte a diversi benefici sul piano professionale e personale (es. promozioni, status sociale, relazioni sociali positive, ecc.).

Secondo questi studi, le posture di potere potrebbero essere collegate a dei segnali evolutivi, uomini e animali si sforzerebbero di dimostrare il loro potere al fine di ottenere più risorse possibili nell’ambiente.

Le posture di potere dovrebbero portare a diverse configurazioni chimiche che avvengono nel nostro cervello, regolando anche i livelli di testosterone, corticolo e stress, questi fattori aiutano a sentirsi più sicuri e a trasmettere un’immagine di potere a chi osserva.

POSTURE TRIONFALI E UNIVERSALI

Alcune pose di potere “tipiche” possono essere:

– posture espansive e aperte (es. espandere gli arti per occupare più spazio)

posture erette (schiena e spalle dritte)

– posture che riducono la distanza con l’altro (inclinazione del corpo)

Al contrario quando incrociamo gli arti o ci facciamo più piccoli occupando meno spazio intorno a noi dovremmo provare una maggiore sensazione di debolezza e sottomissione.

Il dottor David Matsumoto ha studiato alcune posture particolari legate al trionfo negli atleti olimpici, andando a delineare questi comportamenti come fossero gesti e posture e di potere.

I comportamenti legati al trionfo sembrano essere universali e radicati nel nostro comportamento.

LEGAME MENTE-CORPO: EMBODIED COGNITION

Queste ricerche si allineano con il concetto di “embodied cognition” (letteralmente “mente incarnata”)che afferma che i processi cognitivi non sono limitati alle operazioni all’interno del sistema cognitivo, ma comprendono più ampie strutture corporee e processi d’interazione con l’ambiente.

Mente e corpo non sono distinti, il nostro corpo, e il cervello come parte del corpo, concorre a determinare i nostri processi mentali e cognitivi.

Un recente studio che punta in questa direzione è stato condotto dal professor Erik Peper che, insieme al tuo team, ha affermato che la postura del corpo durante il movimento può influire sul livello soggettivo di energia.

Modificare la postura del corpo assumendo una postura eretta migliora il livello di energia e l’umore, secondo questi studi anche fare una passeggiata saltellando dovrebbe dare più energia di una semplice camminata.

STUDI CONTRASTANTI SULLA POSTURA

Non tutte le ricerche, però arrivano alle stesse conclusioni, in questo campo di ricerca emergente risulta naturale che ci siano risultati differenti e addirittura contraddittori.

Esistono degli studi che si pongono in netto contrasto a quelli citati rifiutando l’idea delle pose di potere.

In un recente studio del 2018 di Cesario & Johnson vengono approfonditi gli argomenti evolutivi in relazione alle posture di potere arrivando alla conclusione che per un animale non avrebbe alcun senso evolutivo agire in modo diverso solo perché presenta l’illusione di espansività o potere.

Il dottor Matsumoto avverte inoltre, che le pose di potere non funzionano sempre, specialmente quando proviamo emozioni conflittuali:

Impegnarsi in tali posture o gesti o espressioni facciali non necessariamente innescherà l’esperienza in individui che stanno già vivendo un’emozione, specialmente una forte”.

Se, ad esempio, stiamo vivendo un momento di profonda tristezza, risulterà difficile che una posa di potere sia sufficiente a farci cambiare umore.

ENERGIA MENTALE E UMORE: GLI EFFETTI DELLA POSTURA

In conclusione, sembra che le pose di potere abbiano una loro efficacia e una loro utilità, basta fare qualche qualche prova nella nostra vita quotidiana per accorgersi che, effettivamente, assumere alcune posture può spostare il nostro umore e la nostra energia in una direzione o in un’altra.

Allo stesso tempo però sarebbe ingenuo pensare che le posture abbiano un’influenza così forte in tutti i soggetti e in tutti i momenti della nostra giornata, le pose di potere non sono una “bacchetta magica” che fa miracoli e il loro effetto può essere dato da modificazioni neuro-fisiologiche così come dal potere della suggestione, in una sorta di “effetto placebo” (sempre considerando che, secondo l’embodied cognition, mente e corpo comunicano in due direzioni).

Che si prenda per buona l’idea delle pose di potere, o si avanzi con cautela prendendo in considerazione gli studi di Cesario & Johnson e le cautele segnalate da Matsumoto, sembra che le posture possano avere degli effetti su di noi, amplificando o influenzando le nostre sensazioni e la percezione altrui.

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Ti interessa approfondire? Scopri qui 👉 Il seminario di Francesco Di Fant e Michele Putrino “Liberarsi dalla manipolazione” (Torino, 9 novembre 2019)

https://unoeditori.com/posture-di-potere-come-la-tua-postura-puo-darti-energia-mentale/

Il linguaggio del corpo di Grillo-Joker: tra paura e strategie di comunicazione – Revoluzione

Nell’evento “Italia a 5 Stelle” organizzato dal Movimento 5 stelle a Napoli il 12 e 13 ottobre 2019, l’intervento di Beppe Grillo ha fatto scalpore, si è presentato con un video dove era travestito da Joker per poi presentarsi sul palco per parlare al pubblico presente (guarda il video).

Il notevole impatto visivo del suo intervento è dato dalla scelta di un personaggio iconico quale il Joker di Batman e dalla forza del suo intervento sul palco. Per comprendere meglio quali meccanismi di comunicazione e di percezione vengono messi in atto in questo intervento può essere utile fare un’analisi attraverso lo strumento del Linguaggio del Corpo.

In un primo momento appare sul maxi-schermo del palco il volto di Beppe Grillo, in una registrazione dove è truccato come Joker per mandare un primo messaggio alla platea.
Il messaggio è legato alla continua evoluzione della natura e delle cose, contrapponendo, con la sua verve polemica, il caos alla pianificazione tipica della vita politica e sociale.
Al di là del significato delle sue parole, la cui interpretazione lascio agli analisti dei temi politici, l’effetto visivo è molto potente. Grillo sceglie di impersonare un personaggio malvagio e supporta l’interpretazione con gesti, espressioni facciali e voce da vero attore.

Foto 1

Il Joker (Foto 1) rappresenta la follia, questa è ben visibile negli occhi spalancati di Grillo, un sorriso che sembra più un ghigno diabolico con i muscoli della bocca contratti in uno sforzo rabbioso. Trasmette instabilità anche ondeggiando avanti e indietro con il corpo fino a “entrare” dentro la telecamera azzerando lo spazio con lo spettatore e aumentando il senso di ansia e oppressione che il personaggio vuole comunicare.
Aiutato dal trucco un po’ sfatto da clown, Grillo-Joker veicola anche paura con il suo comportamento corporeo, nei suoi occhi spalancati spesso il ciglio inferiore appare teso e le sopracciglia si alzano nella zona centrale della fronte – elementi dell’espressione della paura – e appare con le spalle alzate e la testa ritratta nelle spalle, come se volesse difendersi da qualcosa che lo spaventa. Anche la voce è modulata in maniera magistrale, dando colore e rinforzando l’idea di follia e paura con numerosi cambi di velocità e ritmo con toni bassi o striduli.

Per una naturale empatia umana, la paura genera paura in chi osserva e la follia veicola un senso di disagio, elementi che Grillo-Joker ha intenzionalmente voluto trasmettere agli spettatori, attraverso le sue parole e la sua gestualità.

Dopo questo inizio a effetto, l’atmosfera viene alleggerita dall’ingresso sul palco di Grillo che balla e canta a ritmo di rock, con la tranquillità e la sicurezza di una vera rockstar. Segue il ritmo con il corpo, muove la testa e avanza nel palco senza fretta mentre canta.

A questo punto inizia il monologo-show di Grillo che, svestiti i panni del Joker, torna a essere il personaggio che ben conosciamo, Beppe Grillo è un oratore di grande effetto e un attore professionista che sa usare corpo e voce al servizio dei concetti che vuole esprimere e suscitando emotivamente l’effetto voluto.

Foto 2

Inizia il monologo seduto su una sedia (Foto 2), sorridente e sornione davanti al pubblico che applaude, parla in tono calmo e tranquillo dopo lo stacco rumoroso della canzone, siede con le gambe spalancate che mostrano l’inguine, questa posa è tipica di chi di si sente molto sicuro di sé in una situazione e dimostra di averne il controllo.

Foto 3

Inizia a parlare con tono quasi dimesso che accompagna con gesti di leggera tristezza (Foto 3) come il capo poggiato di lato e lo sguardo con sopracciglia cadenti, l’emozione che manifesta si lega alle sue parole che parlano di smarrimento e tristezza rispetto al passato.
Dopo poco tempo si alza in piedi e inizia a camminare sul palco trasmettendo così energia al pubblico e indirizzando lo sguardo e il suo corpo in diverse direzioni per coinvolgere tutto il pubblico.
Da qui in avanti inizia lo show di un ottimo attore che nel suo public speaking, sempre energico e deciso, riesce a variare toni e alternare momenti di riflessione a momenti di passione e furore. Analizzando l’uso della voce, spesso urlata, vediamo che è sapientemente modulata in ritmo, velocità, volume e pause a effetto.

Foto 4

La postura dell’ex-comico genovese (Foto 4) – spalle alzate, testa incassata e busto in avanti – sembra una posizione da combattimento, difende il collo e sembra pronto ad affrontare l’avversario, il busto in avanti inoltre riduce la distanza prossemica con il pubblico, facendolo percepire più vicino a esso e dando maggiore forza comunicativa al discorso.

Le emozioni comunicate dal Linguaggio del Corpo che si alternano nel discorso vedono come protagoniste rabbia e disgusto.

La rabbia di Grillo è visibile nelle sopracciglia a “V”, gli occhi stretti con rughe sulla parte alta del naso. Tale emozione è percepibile anche dalle parole strozzate dai denti saldamente premuti tra loro, con la bocca squadrata e il pugno spesso chiuso con forza.

Il disgusto manifestato da Grillo in alcuni momenti del discorso è visibile dagli occhi stretti, il naso arricciato e la bocca serrata con le labbra che spingono verso l’alto.

Foto 5

Analizzando i gesti delle mani possiamo vederne diversi: gesti rabbiosi come l’indice puntato, la mano ad artiglio e il pugno vengono alternati a gesti di disponibilità con i palmi visibili al pubblico (Foto 5). Grillo effettua sempre gesti ampi e potenti, alternando gesti circolari (coinvolgimento) e gesti lineari (forza).

Dopo aver osservato ciò che il Linguaggio del Corpo di Grillo-Joker ha comunicato agli spettatori del suo intervento, possiamo considerare che:

1) Quelle che sembrano scelte dettate dalla volontà di fare spettacolo seguono una precisa tecnica di comunicazione. Si sceglie di coinvolgere tutte le aree del cervello degli spettatori: l’istinto del sistema reticolare (Joker: paura e follia), le emozioni del sistema limbico (musica, capacità d’intrattenimento da attore) e la logica della corteccia cerebrale (il monologo con i suoi temi).

2) Il primo video di Grillo-Joker mira a destabilizzare lo spettatore, attraverso l’imprevedibilità e lo shock si conquista una profonda attenzione da parte di chi ci ascolta.

3) La canzone è un momento di passaggio studiato e inserito per: a) alleggerire la tensione del pubblico a livello emotivo, b) introdurre il monologo del personaggio Grillo in modo adeguato.

4) Il monologo energico e sferzante è mirato a suscitare nel pubblico le emozioni provate da Grillo con una risonanza sul piano emotivo, grazie alla sua interpretazione, e logico, attraverso le sue argomentazioni.
E voi che ne pensate del Linguaggio del Corpo di Grillo-Joker? E delle tecniche di comunicazione utilizzate nel suo intervento?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

Greta fulmina Trump con lo sguardo: analisi dell’occhiataccia che ha fatto il giro del mondo – Revoluzione

L’immagine del volto di Greta Thunberg che “guarda male” il presidente USA Donald Trump, l’uomo che definisce il cambiamento climatico una bufala, ha fatto il giro del mondo in poche ore. Lo sguardo di Greta che “fulmina con lo sguardo” Trump nella sua visita a sorpresa all’ONU è diventato immediatamente un’icona, specialmente in questi giorni in cui il dibattito e le manifestazioni per la difesa dell’ambiente sono un argomento da prima pagina (guarda il video).

Il giornale britannico Daily News ha interpellato l’esperta statunitense di Linguaggio del Corpo Patti Wood per chiedere un’opinione sul volto di Greta:

“La sua faccia si è trasformata. Prima perplessità, poi quelli che io chiamo gli ‘occhi coltelli’”,

dice Patti Wood, descrivendo l’improvvisa curvatura delle sopracciglia di Thunberg. Successivamente la sedicenne spinge la lingua contro la guancia, per “controllare l’istinto di mostrarla”.

Wood ha spiegato che la reazione fisica di Greta è stata probabilmente accentuata dalla sindrome di Asperger. Alcune persone affette da Asperger non sono così abili nel controllare i segnali che inviano ad altre persone”,ha detto Wood, che ha sottolineato come la rabbia non sia immediatamente scomparsa dal suo volto – non era dunque rivelata da una microespressione – ma è persistita.

Da esperto di Comunicazione Non Verbale sono d’accordo con Patti Wood, è anche vero che possiamo allargare tale analisi sotto diversi punti di vista per comprendere meglio la dinamica di quell’incontro di pochi secondi.

Foto 1

Greta in presenza di Trump rimane con le braccia incrociate (Foto 1), questo elemento rinforza l’idea di chiusura verso Trump e segnala al tempo stesso che sta assumendo una “posa da guerriera”, questo indica che sta aspettando il presidente al varco.

Inoltre Greta non sbatte le palpebre, questo indizio segnala che è molto concentrata sull’imminente incontro.

Foto 2

Prima dell’arrivo del presidente Greta gestisce bene la tensione e appare con la bocca rilassata e le labbra chiuse (Foto 2).

Foto 3

Quando entra la scorta presidenziale inizia a mostrare tensione e forse aggressività digrignando i denti con la bocca socchiusa e i denti stretti (Foto 3).

Il fatto che abbia le labbra parzialmente aperte potrebbe anche indicare che aveva l’intenzione di parlare con Trump.

Foto 4

Quando arriva la scorta presidenziale Greta cerca attivamente Trump con lo sguardo (Foto 4) sporgendosi per vedere se sia arrivato, questo ci segnala che sta cercando effettivamente l’incontro-scontro col presidente che, però non la degna di uno sguardo ignorandola e tirando dritto per la sua strada.

Foto 5

A questo punto Greta lancia la famosa “occhiataccia”, unita a un’espressione particolare del viso, mostrando la sua rabbia e il suo disappunto per essere stata snobbata (Foto 5).

Andando ad analizzare il suo volto nel dettaglio, Greta mostra segnali di disprezzo e di rabbia trattenuta.

Il disprezzo per Trump, che si oppone alla difesa dell’ambiente e l’ha appena ignorata, è visibile dall’espressione asimmetrica del viso che si contorce in una smorfia a metà tra disgusto e rabbia. La rabbia è chiaramente visibile dalle sopracciglia che formano una “V” (gli “occhi coltelli” di Patti Wood), dalle labbra strette con forza e dalla lingua che preme dentro la guancia. Il gesto di premere la lingua, oltre che scaricare fisicamente la rabbia (come un pungo chiuso o mordersi le labbra), segnala anche un gesto di “automanipolazione” del proprio corpo che appare molto spesso in situazioni di disagio e tensione.

Accennando poi al suo appassionato discorso Greta all’ONU di pochi giorni fa, sembrava esprimere vera rabbia nelle sue parole, mentre in passato eravamo abituati a un’immagine di lei più pacata ed equilibrata, forse sul palco dell’ONU era ancora un po’ arrabbiata per essere stata ignorata poco prima da Trump?

Alla luce di quest’analisi del comportamento gestuale di Greta Thunberg possiamo considerare diversi aspetti.

1) Trump sembra ignorarla volontariamente: nonostante si possa giustificare il campo visivo ridotto dell’uomo rispetto a quello della donna, rimane difficile credere che non si sia accorto dell’adolescente più famosa al mondo accanto a lui mentre indossa uno sgargiante vestito fucsia.

2) Greta stava aspettando al varco Donald Trump e con probabilità voleva dirgli qualcosa: Trump non è caduto in questa piccola imboscata e si è defilato, probabilmente per non dare peso mediatico a Greta in quel momento, innescando la reazione di disprezzo e rabbia della giovane. Considerando che tale immagine, oramai iconica, ha fatto letteralmente il giro del mondo, la tattica di Trump sembra aver favorito la notorietà della giovane Greta.

E voi, che ne pensate?

Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

VIDEO – Trump le passa davanti, Greta lo fulmina con lo sguardo

Articolo Huffington Post

https://www.huffingtonpost.it/entry/un-esperto-di-linguaggio-del-corpo-spiega-cosa-si-nasconde-dietro-lo-sguardo-di-greta-a-trump_it_5d89e44ce4b0c2a85cb0be99

“Liberarsi dalla manipolazione per vivere sereni” – Seminario (Torino, 09-11-2019)

Seminario con Michele Putrino e Francesco Di Fant: Liberarsi dalla manipolazione per vivere sereni e liberi attraverso il proprio corpo

La manipolazione, nella società contemporanea, assume forme molteplici e non sempre riconoscibili: marketing, propaganda, bisogni indotti… la nostra testa si riempie così di pensieri che non sono nostri, non ci rispecchiano e ci fanno soltanto soffrire, instillandoci un senso di inadeguatezza che finisce per accompagnarci per tutta la vita.

Ma la manipolazione sociale può essere riconosciuta e contro di essa si può combattere: imparando a conoscere le tecniche più diffuse di manipolazione si possono elaborare strategie per difendersi dal controllo e tornare a vivere sereni.

Secoli fa, gli antichi greci avevano già elaborato una dottrina filosofica per proteggersi dalla manipolazione e dalle influenze esterne nocive: lo stoicismo. Di questo aspetto si occuperà Michele Putrino, studioso di filosofia e autore del libro “Manuale di Resistenza al Potere” (Uno Editori) di cui ho anche scritto una recensione.

La manipolazione, però, non viene solo dall’alto. Tutta la vita ci imbattiamo in manipolatori nella vita professionale e personale: non c’è nessuno che non abbia mai incontrato, almeno una volta, un “gatto” o una “volpe” della società urbana.

Anche da questi soggetti, tuttavia, ci si può difendere. Imparando a leggere il linguaggio del corpo, possiamo sbugiardare i bugiardi e riconoscere le truffe a colpo d’occhio, senza rischiare più di caderci con tutte le scarpe. Di questo aspetto si occuperà Francesco Di Fant, esperto di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo.

Programma

Michele Putrino – BLOCCO 1 (4 ore)

1ª ora: Come funziona la manipolazione e come veniamo manipolati attraverso il marketing e la propaganda politica

Che cos’è e come funziona il potere.
Come riconoscere la manipolazione sociale.
Tecniche di manipolazione e controllo sociale.
Esempi concreti di manipolazione nel marketing e nella propaganda.
Come e perché la manipolazione ci rende consumatori compulsivi.

2ª ora: Come tornare a essere liberi e sereni.

Come difendersi dalla manipolazione.
Spiegazione teorica del perché è necessario emanciparsi dalla manipolazione e da ciò che è virtuale…
…per ritornare a una vita “corporea”.
(parte approfondita e sviluppata nel BLOCCO 2).

3ª ora: Tecniche stoiche contro i tentativi di manipolazione.

Cos’è lo Stoicismo. Breve introduzione.
Tecniche tratte dallo Stoicismo di Epitteto per liberarsi e proteggersi dalla manipolazione.
Esempi pratici.

4ª ora: Domande, dialogo e confronto con il pubblico.

Francesco Di Fant – BLOCCO 2 (4 ore)

1ª ora: Riappropriarsi del proprio corpo e del proprio potere.

Comunicazione Non Verbale.
Attivazione Mente-Corpo: un processo a 2 vie.
Gestire il proprio corpo attraverso la Comunicazione Non Verbale.
Posture e gesti “di potenza”.
Visualizzazione e potenziamento delle prestazione corporee.
Il corpo “simmetrico” e la lateralizzazione del cervello.

2ª ora: Riconoscere le persone manipolatrici: psicologia e Linguaggio del Corpo.

Manipolazione interpersonale e “stronzaggine”.
Riconoscere le 6 emozioni di base.
Manipolatori nella vita privata e professionale.
Segnali Verbali, Non Verbali e Paraverbali legati alla manipolazione.
Come difendersi dai manipolatori?

3ª ora: Riconoscere la Menzogna.

Cosa è la menzogna?
Psicologia della Menzogna.
Errori da evitare nel riconoscimento della menzogna.
Tecniche per individuare la menzogna.
Segnali Verbali, Non Verbali e Paraverbali della menzogna.
Esempi pratici ed esercitazioni.

4ª ora: Esercitazioni, domande, dialogo e confronto con il pubblico.

Dove & Quando

Sabato 9 Novembre, dalle 9.30 alle 18, presso Spazio Uno (Torino, via Tabacchi 33).

Costo: 77€

Per info e prenotazioni: n° 011 198 24 856 • eventi@spazio-uno.it

Link Facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/events/499522447478565

Relatori

Michele Putrino

Michele Putrino, dopo aver studiato filosofia, ha lavorato per anni come Exhibition Manager presso la Fondazione Roma Museo dove si è occupato del coordinamento del personale e degli eventi. In seguito si è occupato di coaching, in particolare nel settore della leadership, collaborando con esperti del settore e scrivendo numerosi articoli ed ebook.

Francesco Di Fant

Francesco Di Fant è nato a Roma nel 1978, si è laureato in Scienze della comunicazione ed è un esperto di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo. Consulente e formatore per anni presso grandi aziende nazionali e internazionali, insegna e pubblica articoli sulla comunicazione non verbale e collabora con diversi programmi televisivi e radiofonici. Con la Newton Compton ha pubblicato “101 cose da sapere sul linguaggio segreto del corpo“, “I segreti per capire il linguaggio del corpo” e “Come riconoscere uno stronzo al primo sguardo“.

“Manuale di resistenza al potere” – recensione del libro

“Come resistere al potere?”, “Come non farsi manipolare e vivere sereni?”. A queste domande tenta di dare una risposta il libro Manuale di resistenza al potere di Michele Putrino, Coach ed esperto di Leadership, edito da Uno Editori.

In quest’opera, scritta in modo chiaro e accessibile a tutti, l’autore mette in luce in modo semplice e ricco di esempi cosa sia il potere e la manipolazione, in un viaggio che attraversa la storia dell’umanità fino ad arrivare ai giorni nostri. Un presente in cui la “Mega-macchina”, ovvero la società consumistica plasmata dal pensiero unico, ingabbia tutti, o quasi, attraverso meccanismi lenti e pervasivi come la propaganda (per ottenere un’influenza culturale) e il marketing (strumento chiave per la vendita e motore principale del consumismo stesso), rendendo l’uomo sempre meno autosufficiente e dipendente dalla società stessa, chiudendolo così in un circolo vizioso in cui ha sempre meno potere sulla sua stessa vita.

Sutrino cita numerosi autori – da Platone a Nietzsche, dagli Stoici fino ad arrivare a Tiziano Terzani – e aiutandosi con le loro metafore e le loro idee potenti guida il lettore nella comprensione che la manipolazione più potente è proprio quella che è meno visibile, che viene data quasi per scontata e nella quale si è immersi sin dalla nascita.

Ma chi controlla la “Mega macchina”? E con quali finalità? Questa parte del libro è una delle più interessanti poiché evita qualsiasi banalizzazione di tipo complottistico e con estrema lucidità identifica l’umanità intera come responsabile della creazione e della gestione di questo mostro di burocrazia e tecnologia. La specie umana ha creato questa forma perversa di auto-controllo man mano che ha perso il contatto con la Natura, con il gruppo sociale di riferimento e si è avviata verso una progressiva astrazione dalle proprie necessità con l’avvento delle metropoli disumane.

La “Mega macchina”, in questi termini, sarebbe un tentativo di placare il proprio senso di inadeguatezza de-responsabilizzandosi e affidandosi a un intelligenza “meccanica” superiore avviata verso il transumanesimo e l’iper-tecnocrazia (che lentamente consumano l’umanità dentro di noi). L’uomo, avendo smarrito il contatto e l’armonia con la Natura (con la N maiuscola), ovvero con tutto quello che è reale, tangibile e realmente necessario per la felicità dell’uomo, tenta goffamente di affidarsi a un “Deus ex machina” che lo sappia guidare e coccolare.

Felicità, etica, senso della vita e della morte: questi sono i temi che l’autore affronta con coraggio e a viso aperto indicando come possibile soluzione un metodo chiaro per liberarsi dal giogo della manipolazione di una società occidentale svuotata di senso e piena di produttori-consumatori piuttosto che di esseri umani. Putrino suggerisce di evitare di diventare degli eremiti per affrancarsi da questa società, non è nella fuga dal mondo la soluzione più semplice per l’uomo bensì nella piena presa di coscienza di se stesso, del bene e del male, dell’armonia presente nella Natura e nella riscoperta di bisogni semplici, reali e concreti.

Attraverso diversi consigli presi dalla filosofiastoica l’autore indica la via nella presa di consapevolezza di un mondo meno virtuale e più reale, in armonia con il proprio corpo, con gli altri, con la Natura e con lo scorrere degli eventi del mondo. Cambiare la nostra percezione prima di tutto, per vivere meglio e agire con strumenti dettati dalla saggezza di una filosofia pratica e che invita a mettersi in gioco ogni giorno cercando il bello e il buono dentro e fuori di noi.

Questo libro ci aiuta in modo semplice ed efficace a comprendere meglio la manipolazione intorno a noi e ci dona alcuni strumenti per affrontarla, vivere meglio e “riappropriarsi” della propria vita; perché in fondo, come scrive l’autore “La manipolazione è sempre un atto di auto-manipolazione: nessuno può manipolarci senza il nostro consenso”.

Dottor Francesco Di Fant
Esperto di Comunicazione, Linguaggio del Corpo, Public Speaking e Analisi della Menzogna

https://unoeditori.com/prodotto/manuale-di-resistenza-al-potere/